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Fieseler Fi 156 Storch
Piu famoso di tutti i modelli Fieseler per il largo impiego fattone durante la Seconda guerra mondiale,
il Fieseler Fi 156 Storch (cicogna) era un aereo con notevoli prestazioni STOL che volò per la prima
volta nel 1936. Monoplano ad ala alta controventata o struttura mista, aveva piani di coda convenzionali
controventati e carrello fisso con pattino di coda, le cui gambe di forza avevano lunga escursione.
Propulso da un motore a pistoni Argus a V invertito, aveva una cabina con ampia vetratura che consentiva
una eccellente visibilità ai tre uomini d'equipaggio. Come per il Fi 97, la chiave del successo di
questo aereo stava nell'ala, che comprendeva tutti i sistemi di alta portanza messi a punto dalla ditta.
Le capacità di questo aereo superavano le caratteristiche STOL, in presenza di una brezza poco più che
leggera poteva decollare dopo una corsa di appena 60 m ed atterrare in uno spazio pari a circa un terzo
di questa distanza. Il totale della produzione nelle varie versioni ammontò a 2549 esemplari. La
designazione Fi 156C-1 fu data ad una versione destinata all'impiego per i collegamenti e per il
trasporto di ufficiali di stato maggiore, mentre la versione Fi 156C-2 era essenzialmente un biposto
da ricognizione dotato di una sola macchina fotografica (alcuni degli ultimi esemplari furono
equipaggiati per il trasporto di una barella nel quadro dello sgombero feriti). Il Fi 156C-3 fu il
primo ad essere equipaggiato in funzione multiruolo. La maggior parte degli esemplari di questa versione
erano propulsi da un motore migliorato Argus As 10P, che divenne standard sul molto simile Fi 156C-5,
che poteva trasportare una macchina fotografica sotto la fusoliera oppure un serbatoio ausiliario
sganciabile.
Gli Fi 156 furono impiegati in alcune famose imprese: le più note furono la liberazione di Mussolini,
imprigionato in un albergo sul Gran Sasso, avvenuta il 12 settembre 1943, ed il volo eseguito il 26
aprile 1945 da Hanna Reitsch nelle rovine di Berlino per trasportare il generale di corpo d'armata
Ritter von Greim che doveva essere nominato da Haler nuovo comandante della Luftwaffe.
LO STORCH IN AZIONE
Il Fieseler Fi 156 Storch (cicogna) ha rappresentato un eccellente esempio di come un razionale concetto
di base possa essere sfruttato, in modo economico ed efficace, per svolgere una vasta gamma di compiti
senza menomare le sue ottime qualità di maneggevolezza. Frutto dei fertili cervelli di Gerhard Fieseler
e del suo capo progettista Rheinhold Mewes, lo Storch nacque da una specifica del 1935 emessa dal
ministero dell'aria tedesco concernente un aereo leggero da collegamento capace di operare da strisce
d'atterraggio improvvisate nelle immediate retrovie del fronte.
A quel tempo non era previsto che un simile aereo potesse svolgere compiti operativi, essendo
considerato, per la sua connaturata bassa velocità, troppo vulnerabile al fuoco da terra delle armi
leggere.
Dopo aver battuto i progetti concorrenti della Messerschmitt e della Siebel (oltre all'autogiro
Focke-Wulf Fw 186), lo Storch entrò in produzione alla fine del 1936 e la prima versione di serie,
Fi 156A-1, apparve l'anno successivo. Con il suo piccolo motore Argus a V invertito raffreddato ad aria,
lo Storch dimostrò subito sorprendenti qualità di volo, potendo alzarsi in volo dopo una corsa al suolo,
con vento contrario di 5 nodi, di soli 55 m e mantenere una velocità di volo livellato pienamente
controllabile di circa 53 km/h. Queste prestazioni erano rese possibili dall'uso di un'ala a grande
portanza e di elevato allungamento con slat e flap estesi su tutta l'apertura alare. La cabina, in grado
di ospitare fino a quattro persone, aveva un'ampia vetratura con pannelli laterali sporgenti, che gli
valse il soprannome di "Glashasten" (scatola di vetro) e "Gewächshaus" (serra) e che consentiva
agli occupanti di vedere quasi direttamente sotto l'aereo pur volando con ali livellate!
Il carrello con ampia escursione e a carreggiata larga consentiva allo Storch di operare proprio dal
tipo di piste rudimentali indicate dal ministero dell'aria.
Prima della Seconda guerra mondiale gli Storch furono usati quasi esclusivamente come aerei per il
trasporto di personale e per le comunicazioni, anche se una Kette di Fi 156A-1 fu inviata in Spagna nel
1937 per operazioni sul campo di battaglia con base a Burgo de Osma; dopo che due di essi furono
abbattuti dai caccia delle forze repubblicane, gli altri furono impiegati in compiti generici di
comunicazioni dietro le linee dell'esercito nazionalista.
Le perdite indussero il ministero dell'aria
tedesco a richiedere alla Fieseler di installare un supporto per mitragliatrice nella parte posteriore
della cabina per assicurare al velivolo un certo grado di autodifesa.
La nuova serie armata Fi-156C apparve nel 1939; le sue sottoversioni comprendevano: il Fi 156C-1
leggermente più confortevole per il trasporto di alti ufficiali; il Fi 156C-2 equipaggiato per la
sorveglianza a breve raggio del campo di battaglia; il Fi 156C-3 con motore Argus migliorato e carrello
d'atterraggio con ruote o sci intercambiabili; e il Fi 156C-5 con la predisposizione per un piccolo
serbatoio ausiliario che quasi triplicava il raggio d'azione dello Storch. Alcuni Fi 156C-0 di pre-serie
erano stati inviati in Spagna agli inizi dell'anno, ma quando in settembre scoppiò la Seconda guerra
mondiale stavano facendo ritorno in Germania.
Lo Storch fu presente nelle campagne di Polonia e di Norvegia, anche se quasi esclusivamente come
velivolo da trasporto del personale di stato maggiore; ad ogni modo venne sempre più impiegato per
evacuare i feriti dalla prima linea. La prima vera versione ambulanza, il Fi 156D-1 Sanitätsflugzeug,
non entrò in servizio che alla fine del 1940 o agli inizi del 1941; essa poteva trasportare una sola
barella, che veniva caricata attraverso un pannello incernierato sul lato destro della fusoliera, e
venne largamente utilizzata nell'Europa occidentale durante la fase finale del Blitz d'inverno contro
le città inglesi, per trasportare gli aviatori feriti dalle basi dei bombardieri agli ospedali militari
in Germania. Accompagnò anche la Luftwaffe nel Mediterraneo centrale agli inizi del 1941 e nei Balcani
in aprile e si spostò subito dopo nell'Africa settentrionale. Le versioni tropicalizzate
(Fi 156C-5/Trop e Fi 156D-1/Trop) furono anche queste largamente impiegate particolarmente per
soccorrere i piloti abbattuti, insabbiati nel deserto occidentale. Si dice che alti ufficiali,
specialmente i ben noti comandanti, maresciallo Albert Kesselring e generale Erwin Rommel, preferissero
di gran lunga servirsi degli Storch piuttosto che dei velivoli da trasporto più grandi e prestigiosi,
stante la loro capacità di sportarsi lungo la linea del fronte in maniera molto meno complessa. Per gli
spostamenti di ufficiali, il comando del X Fliegerkorps aveva in dotazione non meno di 15 Storch.
Tra gli aerei che prestarono servizio per più lungo tempo nell'Africa settentrionale furono quelli delle
due Wüstennotstaffeln (gruppi di soccorso nel deserto), che curarono in modo particolare la
manutenzione dello Storch, considerato estremamente importante dagli equipaggi operativi! A1 tempo in
cui le forze dell'Asse si ritirarono nel nord della Tunisia, nella primavera del 1943, circa una dozzina
di Storch erano caduti intatti nelle mani degli alleati; a parte alcuni trasportati in Gran Bretagna
(dove furono impiegati con i colori della RAF), gli altri erano molto richiesti dai comandanti dei
gruppi della RAF perché mezzi di trasporto molto più piccoli di ogni altro disponibile nei gruppi da
collegamento alleati. Altri Storch riuscirono a ripiegare dalla Tunisia in Sicilia dove, nel caos creato
dai bombardamenti alleati sugli aeroporti dell'Asse e sulle strade, spesso rappresentarono l'unico
mezzo di trasporto disponibile per i componenti delle Gruppen da caccia dislocate in tutta l'isola.
Prima di lasciare il Mediterraneo, lo Storch effettuò un'altra impresa degna di nota: il 12 settembre
1943, poco dopo l'armistizio italiano, Benito Mussolini, tenuto in custodia in un albergo sul Gran Sasso,
una montagna difficilmente accessibile da parte delle forze terrestri, venne liberato, su ordine diretto
di Hitler, mediante una rapida azione condotta da forze aviotrasportate tedesche, guidate dal tenente
colonnello Otto Skorzeny, che portarono via il deposto dittatore a bordo di uno Storch. In seguito,
Mussolini venne fucilato da alcuni partigiani negli ultimi giorni di guerra.
Sul fronte orientale, lo Storch svolse diversi compiti operativi durante l'iniziale periodo di
superiorità aerea tedesca, impiegato dalla 14ª e dalla 21ª Heeresaufklärungsgruppe
(squadra da ricognizione dell'esercito), spesso munito di sci durante i primi due rigidi inverni russi.
Gli Storch assicurarono una pressoché continua osservazione del tiro d'artiglieria durante i disperati
combattimenti attorno alla sacca di Demjansk nell'aprile del 1942; vennero anche impiegati per il
trasporto di nuclei di sabotatori dietro le linee sovietiche; una delle unità incaricate di questo
rischioso compito era il Luftlandegeschwader (stormo da aviosbarco) 1.
L'ultimo drammatico volo eseguito durante la guerra da uno Storch fu quello effettuato il 23 aprile 1945
per trasportare il generale Robert Ritter von Greim convocato da Hitler presso il bunker del comando
supremo in Berlino per essere nominato comandante della Luftwaffe, dopo la caduta in disgrazia di
Hermann Goering. Condotto dalla famosa donna pilota Hanna Reitsch, lo Storch prese a bordo von Greim
sull'aeroporto di Gatow ed atterrò su di una strada del centro della capitale devastata.
CARATTERISTICHE FIESELER Fi 156C-2 STORCH
| TIPO : |
Aereo biposto da aerocooperazione/ricognizione |
| SISTEMA PROPULSORE : |
1 motore Argus As 10C-3 a V inverito da 240 hp |
| PRESTAZIONI : |
Velocità massima 170 Km/h a livello del mare Tangenza operativa 4.600 m Raggio d'azione 385 Km Velocità di crociera 130 Km/h |
| PESI : |
A vuoto 930 Kg Massimo al decollo 1325 Kg |
| DIMENSIONI : |
Apertura alare 14,25 m Lunghezza 9,9 m Altezza 3,05 m Superficie alare 26 m² |
| ARMAMENTO : |
1 mitragliatrice da 7,92 mm con direzione di tiro verso la coda brandeggiabile nella parte posteriore dell'abitacolo |
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