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Junkers Ju 87 Picchiatello
Il fallimento del veicolo SIAI S.M.85 indusse la regia Aeronautica a rivolgersi al mercato tedesco per
acquisire in forza, quale tuffatore, il già collaudato e famosissimo Junkers Ju 87 Stuka.
Una missione speciale, condotta dal generale Pricolo, capo di stato maggiore dell'Aeronautica Italiana,
fu inviata in Germania per negoziare l'acquisto di un numero di Ju 87 sufficiente, almeno all'inizio,
per equipaggiare due gruppi completi. E prima della fine del mese di luglio del 1940, i primi 15 piloti
italiani erano arrivati alla Stuka-Schule 2 di Graz-Thalerhof, in Austria, per cominciare l'addestramento;
ne giunsero poi altri 15 il mese seguente. Dato l'espresso desiderio del Duce per un'azione rapida,
questi primi corsi di conversione furono condensati e accelerati. Gli istruttori tedeschi rimasero
sorpresi dall'entusiasmo e dal fervore dei loro allievi, e tentarono di insegnare loro quanto più
possibile nel limitato tempo a disposizione. Gli italiani, dal canto loro (tutti accuratamente
selezionati e molti anche ex piloti da caccia), apprezzarono grandemente le caratteristiche in termini
di prestazioni e di manovrabilità degli Stuka, specialmente dopo le recenti e penose esperienze con gli
SM 85.
I primi Ju 87 italiani non furono consegnati dalla fabbrica, ma vennero prelevati dalla Luftwaffe, con
le insegne di quest'ultima semplicemente ridipinte e rimpiazzate da quelle della Regia Aeronautica. Gli
italiani diedero poi un nome ai loro nuovi apparecchi. In italiano la parola che meglio descrive la
caratteristica dello Stuka è "picchiata". E in ogni vocabolario che si rispetti , dopo questo termine
viene "picchiatello", nel senso di una persona un pò tocca. Questa felice giustapposizione, che descrive
allo stesso tempo la macchina e chi è contento di starci dentro mentre la dirige verso il suolo in una
discesa quasi verticale, diede allo Stuka il suo nuovo appellativo. Risplendente nelle sue insegne
italiane dipinte di fresco, lo Ju 87 divenne "il Picchiatello".
Dall'agosto 1940 all'ottobre 1942 verranno forniti alla Regia Aeronautica circa 110 Stuka del tipo
B2 ed R2. Questi dotati di motore Jumo 211D che imprimeva la velocità di 383 km/h, furono armati con
2 mitragliatrici alari da 7,92 mm e di un analoga mitragliatrice posteriore. Sotto la fusoliera il
tipo B2 portava agganciata una bomba da 500 kg, oppure una da 250 kg più 4 bombe da 50 kg sotto le ali.
La versione R differiva dalla B, in quanto capace di agganciare in fusoliera una bomba da 250 kg:
essendo il veicolo gravato dal peso di due serbatoi ausiliari che aumentavano l'autonomia da 600 a
1070 km. Dall'aprile al giugno 1943, vennero poi forniti all'aeronautica nazionale altri 49 Stuka del
tipo D3, una nuova versione che compì il primo volo nell'estate del 1942 ed oltre ad essere nelle
forme, più aggraziata delle prime versioni, era armata con due mitragliatrici alari da 12,7 mm, un
complesso binato Mauser da 7,92 mm posteriore ed era in grado di applicare alle ali due contenitori
(ognuno con sei Mauser da 7,72 mm) Il D3, inoltre poteva trasportare una bomba da 1800 kg sotto la
fusoliera oppure un analogo peso in bombe da 50 e 250 kg. Il bombardiere montava serbatoi alari da 300
litri.
In definitiva gli Ju 87 italiani erano affini a quelli tedeschi, ad eccezione di un freno di richiamo
che agiva sulla cloche.
Nel corso del conflitto lo Stuka venne fornito ai gruppi 96° - 97° - 101° - 102° - 103° e 121°. Inoltre
alcuni velivoli erano presenti presso il Nucleo di Addestramento di Lonate Pozzolo e il Centro
Sperimentale di Guidonia.
Ecco alcune note sul 96° e 97° Gruppo Autonomo da Bombardamento a Tuffo.
Il 96° Gr. (Sq. 236° e Sq. 237°) fu il primo a ricevere in consegna il nuovo velivolo. Basato in Sicilia,
dopo un breve ciclo operativo su Malta ed il Canale di Sicilia, venne poi impiegato nella Campagna di
Grecia. Nel febbraio del 1941, il Gruppo inviato in Africa Settentrionale, partecipò a varie azioni in
collaborazione con reparti germanici dotati di analoghe macchine. Nell'aprile del 1941 il reparto passò
in posizione di "quadro", con esclusione della 236° Sq. divenuta autonoma e armata con Fiat Cr.42 Falco.
La seconda unità a ricevere lo Stuka fu il 97°, formato dalle squadriglie 238° e 239° (dal 2 aprile 1941
formato dalle Sq. 209° e 239°) che opererà prima sui Balcani e poi in Africa Settentrionale, fino al
1941, quando passato in posizione di "quadro", le due Squadriglie diventeranno autonome.
CARATTERISTICHE JUNKERS JU 87 R-2 PICCHIATELLO
| TIPO : |
Bombardiere d'attacco al suolo a 2 posti |
| SISTEMA PROPULSORE : |
1 motore Junkers Jumo 211D a 12 cilindri in linea da 1100 hp |
| PRESTAZIONI : |
Velocità massima 390 Km/h Tangenza operativa 8000 m Raggio d'azione 600 Km |
| PESI : |
A vuoto 2.750 Kg Massimo al decollo 4.250 Kg |
| DIMENSIONI : |
Apertura alare 13,8 m Lunghezza 11,1 m Altezza 3,9 m |
| ARMAMENTO : |
2 mitragliatrici MG 17 da 7,92 mm sulle ali 1 mitragliatrice MG 81 da 7,92 mm dorsale 1 bomba da 500 Kg sotto la fusoliera 4 bombe da 50 Kg subalari |
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