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| SECONDA GUERRA MONDIALESECTION |
Junkers Ju 52/3m g7e
Il monomotore Junkers Ju 52, che volò per la prima volta nel 1930, fu la prima versione di quello che
sarebbe diventato uno dei più famosi aerei da trasporto della storia, soltanto dopo l'aumento del numero
dei motori venne aggiunto alla sua sigla il suffisso relativo alla modifica che individuava il trimotore
Ju 52/3m.
Nel 1934 apparve la prima versione militare con la sigla Ju 52/3m 93e che, sebbene fosse stata concepita
come bombardiere, venne immessa in servizio come trasporto truppe da parte dei nazionalisti nella guerra
civile spagnola. Cinque anni dopo vide la luce la prima versione per l'aeronautica tedesca (Luftwaffe),
entrata in servizio in numero tale di esemplari che la quasi totalità dei trasporti di truppe impegnati
nelle prime operazioni contro la Polonia appartenevano a questo tipo.
Probabilmente la versione più importante fu lo Ju 52/3m g7e, con portelloni più grandi, ma quando a questo
fece seguito, nella linea di produzione, lo Ju 52/3m g8e fu facile rilevare che le differenze erano minime:
alternativa di motori BMW 132Z da 850 hp. armamento comprendente un'arma da 13 mm in postazione dorsale,
ruote non carenate. In genere le carenature delle ruote venivano tolte dalle prime versioni in servizio
perché tendevano a riempirsi di fango comportando di conseguenza notevoli problemi di manutenzione.
Lo Ju 52/3m g9e entrò in produzione nel 1942 e per la prima volta il progetto di base fu dotato di un
gancio di traino per alianti già in fase di costruzione, anche se in precedenza un gran numero di aerei era
già stato modificato in tal senso al momento dell'impiego.
Con la fusoliera costruita attorno a quattro longheroni e con ordinate trasversali a sezione scanalata
sotto il rivestimento onginano ondulato, lo Ju 52 era particolarmente robusto. Di conseguenza, era molto
indicato per il rischioso compito di far scendere uomini a gruppi concentrati su di un'ampia varietà di
campi di battaglia ed anche di lanciare gruppi di 12 paracadutisti.
LO JUNKERS Ju 52 IN AZIONE
Aveva molti nomi il grande e un pò goffo monoplano trimotore con rivestimento in lamiera ondulata:
"Tante Ju" (zia Junkers), "Iron Annie" (Annetta di ferro) o anche "Pava" (tacchino), ma comunque fosse
chiamato, è certamente vero che la sua storia è inseparabile da quella della Seconda guerra mondiale.
Una gran parte dei 1600 aerei che presero parte all'invasione della Polonia nell'operazione "Weiss"
(bianco), quando le prime forze naziste attraversarono la frontiera senza la formalità di una dichiarazione
di guerra il 1 settembre 1939, erano Junkers 52. Tali macchine, impiegate tutte per il trasporto truppe,
dovettero apparire ai polacchi bersagli vulnerabili ed appetibili, ma il mero peso del loro numero assicurò
il successo tedesco contro una forza aerea che poteva mettere assieme un totale di soli 400 aerei.
Si dovette perciò attendere sino alla operazione "Weserübung" (passaggio del Weser), l'invasione della
Danimarca e della Norvegia all'inizio dell'aprile dell'anno seguente, per vedere impiegato per la prima
volta lo Junkers 52 (termine generico, poco accurato, indicante lo Ju 52/3m) quale velivolo di trasporto
paracadutisti. In precedenza, questo settore delle forze armate tedesche era stato oggetto di una
considerevole propaganda ed erano state distribuite un gran numero di fotografie che mostravano
paracadutisti in addestramento. Fatto strano, alcuni Paesi in cui erano circolate queste foto avevano
preferito credere che rappresentassero equipaggi di volo che si esercitavano nell'abbandono dell'aereo.
L'impiego da parte tedesca dei paracadutisti in Scandinavia fu pianificato con la massima cura, sulla carta,
un'operazione di questo genere poteva sembrare quanto vi fosse di meglio: innanzi tutto, gli Ju 52 delle
unità 5. e 6. KGrzbV1 (5ª e 6ª Staffel del 1° Geschwader da trasporto) dovevano lanciare gli
uomini del 1/FJR 1 sull'aeroporto Fornebu ad Oslo per conquistarlo, essi, una volta raggiunto l'obiettivo,
dovevano ricevere rinforzi trasportati dagli Junker del KGrzbV 103 che, una volta atterrati, avrebbero
scaricato i soldati del II/IR 324. Alla fine, però, il tempo atmosferico condizionò il primo assalto dei
paracadutisti: le condizioni meteorologiche peggiorarono a tal punto che non fu possibile effettuare alcun
aviolancio, e fu lasciato agli uomini della seconda ondata il compito di occupare l'aeroporto, sul quale i
573 Junkers assegnati all'operazione furono obbligati ad atterrare mentre esso era ancora in mani norvegesi.
Così la prima operazione della Seconda guerra mondiale che vide il successo dei paracadutisti lanciati
dagli Ju 52 fu l'assalto all'aeroporto di StavangerSola.
Poco tempo dopo gli Ju 52 si prepararono per una nuova operazione: il mese successivo ricevettero, infatti,
l'ordine di effettuare l'operazione "Gelb" (giallo), l'invasione dei Paesi Bassi e della Francia. Erano le
ore 4,34 del mattino di venerdì 10 maggio 1940, quando 41 aerei cominciarono i loro decolli, ognuno con un
aliante DFS 230 al traino il primo impìego nella storia di truppe trasportate con alianti. Il successo
dell'operazione è dimostrato dal fatto che, quando gli uomini dei nove alianti superstiti sugli 11 partiti
presero finalmente terra a Eben Emael, ìncontrarono ben poca resistenza, nella loro azione di distruzione
delle fortificazioni esterne della fortezza belga, da parte dei difensori rimasti sconcertati. Gli Ju 52
utilizzati per il traino degli alianti in sortite di questo tipo volavano senza carico interno, nella
tradizionale formazione a V, ad una velocità di circa 175 km/h. Gli alianti stavano all'altro capo di un
cavo di traino lungo tra i 60 ed i 120 m. Sganciato ad una quota generalmente di 3000 m un DFS 230 poteva
coprire, in condizioni ottimali, una distanza di 55 km, prima di toccar terra a una velocità di circa
65 km/h che gli consentiva una corsa d'atterraggio di pressappoco 20 m. Per ottenere quest'ultima
prestazione, la striscia d'atterraggio veniva spesso delimitata con del filo spinato che costituiva un
freno un pò grossolano.
Il carico militare trainato da uno Ju 52 in quste occasioni raggiungeva un massimo di 1065 kg ed era
composto generalmente da un mortaio con i serventi e le munizioni, un pilota-fuciliere più un altro ed un
carrettino a mano oppure da nove soldati con un munizionamento di circa 3000 colpi ed una radio campale;
oppure ancora da una mitragliatrice con i serventi e le munizioni, più quattro fanti con le loro armi e
granate controcarri.
Giustamente, lo Ju 52 divenne sinonimo di operazione d'assalto di truppe tedesche aviotrasportate, perché
fu impiegato quasi esclusivamente a tale scopo, la dimostrazione più chiara fu data in occasione
dell'invasione di Creta, una massiccia operazione aerea che coinvolse una vera armata composta da quasi
500 Junkers 52/3m insieme ad oltre 80 alianti DFS 230.
Sebbene sia spesso considerata un'impresa da manuale, l'operazione "Merkur" (Mercurio) fu in effetti meno
che ideale, in quanto gli Junkers da trasporto che ritornavano dopo il lancio della prima ondata
(durante la quale erano andati distrutti sette aerei) vennero ostacolati nella fase di atterraggio da una
densa polvere che riduceva la visibilità. Poco dopo, il secondo attacco, programmato per le ore 13,00 e che
avrebbe dovuto lanciare paracadutisti su Rétimo e su Héráklion, dovette essere ritardato, protrattosi fino
nel tardo pomeriggio, comportò il ferimento o la perdita di circa un quarto degli uomini lanciati.
Gli assalti venivano condotti da aerei che trasportavano 12 uomini ciascuno, così che una compagnia di
144 paracadutistì richiedeva una Staffel di una dozzina di aerei. La tecnica di lancio era la seguente:
gli Junkers si avvicinavano in formazioni a V di tre aerei a 240 km/h, nella fase finale stringevano la
formazione ad una distanza tra loro di circa 55 m prima di scendere ad una quota di 120 m, a questo punto
la velocità veniva ridotta a circa 160 km/h prima di dare agli uomini il segnale di lancio che veniva
effettuato attraverso il portellone sul lato sinistro; le calotte venivano aperte per mezzo di una cinghia
fissata all'aereo che asportava gli involucri dei paracadute.
L'equipaggiamento principale degli uomini, che quasi sempre appartenevano ad unità della Luftwaffe
(le truppe dell'esercito venivano impiegate nelle operazioni di aviosbarco), consisteva in una pistola
Luger calibro 9 mm (con due caricatori di riserva da otto colpi), mentre gli uomini che formavano le
avanguardie portavano spesso bombe a mano e pistole mitragliatrici. Contemporaneamente al lancio degli
uomini, gli Junkers sganciavano quattro contenitori dai colori brillanti, ciascuno del peso di 136 kg, che
contenevano fucili, mortai, mitragliatrici e munizioni. Nel frattempo, da altri Ju 52 venivano lanciati
cannoni leggeri contraerei, cannoni controcarri e cannoni da accompagnamento da 7,5 mm riuniti in colli
ciascuno dei quali era agganciato a tre o quattro paracadute.
Un importante sviluppo del progetto Junkers fu lo Ju 52/3m g7e, munito di autopilota, di tre armi da
7,92 mm e di portelloni più ampi, in grado di trasportare 18 uomini completamente equipaggiati. I piani per
sostituire la "Tante Ju" con lo Ju 352 Herkules approdarono a poco; il vecchio trimotore era ancora in
servizio alla fine della guerra, nel 1945. Furono trovati molti Ju 52 muniti di galleggiati al posto
del carrello ed il loro numero fu ritenuto sufficiente perchè la fabbrica Fokker olandese appena
occupata devolvesse la propia produzione alla fabbricazione di pontoni adatti agli Junkers da trasporto
impiegati nel rischioso compito di operazioni di aviosbarco su specchi d'acqua idonei, operazioni che in
alcune occasioni produssero perdite (distruzioni o danneggiamenti) fino al 79 per cento.
CARATTERISTICHE JUNKERS Ju 52/3m g7e
| TIPO : |
Traino Alianti Lancio Paracadutisti Trasporto Generico |
| SISTEMA PROPULSORE : |
3 motori stellari BMW 132 T-2 a 9 cilindri raffreddati ad aria, da 830 hp |
| PRESTAZIONI : |
Velocità massima 270 Km/h a 2750 m Tangenza operativa 5500 m Raggio d'azione 1280 Km |
| PESI : |
A vuoto 6510 Kg Massimo al decollo 10.500 Kg |
| DIMENSIONI : |
Apertura alare 29,25 m Lunghezza 18,9 m Altezza 4,5 m Superficie alare 110,5 m² |
| ARMAMENTO : |
Generalmente 3 mitragliatrici MG 15 da 7,92 mm, una in posizione dorsale ed una su ciascun lato, collimate attraverso i finestrini |
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