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Autoblindo 40 e 41
L'autoblindo 40 e l'autoblindo 41 ebbero origine dalla richiesta di un veicolo di elevate prestazioni per
uso della polizia coloniale italiana in Africa. La cavalleria italiana, da parte sua, aveva richiesto,
circa nello stesso periodo, una nuova autoblindo. I due progetti vennero unificati allo scopo di
utilizzare un unico veicolo che vide la luce nel 1939 con il motore posteriore e con una torretta
anteriore (con una mitragliatrice). Nella parte posteriore dello scafo vi era un'altra mitragliatrice e
il veicolo era a guida anteriore e posteriore. Da questo progetto derivò l'autoblindo 40 la cui
produzione ebbe inizio intorno alla metà del 1940.
All'atto della prima ordinazione venne specificato che un piccolo numero di autoblindo 40 avrebbe dovuto
avere un cannoncino da 20 mm in torretta, invece della prevista mitragliatrice da 8 mm. Ciò venne
realizzato impiegando la torretta del carro leggero L 6/40 invece di quella originaria. Quando la
versione, denominata autoblindo 41, vide la luce, risultò chiaro che la combinazione veicolo/arma era
di gran lunga più efficace nella versione armata di sole mitragliatrici e la successiva produzione venne
perciò concentrata sull'autoblindo 41. Le autoblindo 40 prodotte furono dunque poche e di queste molte
vennero poi trasformate in autoblindo 41.
Per il suo tempo l'autoblindo 41 fu un progetto avanzato e fornì buone prestazioni, infirmate soltanto da
ricorrenti noie allo sterzo, mai completamente eliminate. L'armamento principale era il cannoncino
contraerei trasformato Breda modello 35, coassialmente al quale venne montata una mitragliatrice Breda
da 8 mm raffreddata ad aria, progettata specificatamente per l'impiego da veicoli corazzati. Un'altra di
queste mitragliatrici era sistemata nella parte posteriore dello scafo. Un veicolo su quattro aveva,
alla sommità della torretta, l'installazione per una mitragliatrice contraerei. Potevano essere montati
pneumatici da strada normale o da sabbia ed esisteva un kit per trasformare il veicolo in mezzo capace
di muovere su rotaie.
L'autoblindo 40 e l'autoblindo 41 furono molto impiegate dai reparti esploranti italiani nel deserto
occidentale e in Tunisia. Alla fine del settembre 1942 vi erano in servizio 298 autoblindo 41
e altre erano impiegate dalla polizia coloniale.
Qualche attività di sviluppo migliorativo venne effettuata partendo dal progetto base, il che portò
all'installazione nella torretta (AB 43) di un cannone da 47 mm, mentre la variante tedesca a scafo
scoperto disponeva di un cannone per carro tedesco da 50 mm. Nessuno dei due veicoli venne però messo
in produzione. Vi fu anche una variante a scafo scoperto che venne prodotta in quantitativi limitati come
veicolo comando od osservatorio mobile per i reparti di artiglieria.
CARATTERISTICHE AUTOBLINDO 41
| EQUIPAGGIO : |
4 uomini |
| PESO : |
7,5 t (in ordine di combattimento) |
| MOTORE : |
SPA ABM 1 a 6 cilindri in linea a benzina da 88 hp Raffreddato ad acqua |
| DIMENSIONI : |
Lunghezza 5,2 m Larghezza 1,92 m Altezza 2,48 m |
| PRESTAZIONI : |
Velocità massima su strada 78 km/h Velocità massima fuoristrada 38 km/h Autonomia 400 km Guado 0,7 m Pendenza 40% Gradino 0,3 m |
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