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| EL ALAMEINSECTION |
Messerschmitt Bf 109
Il caccia monoposto Bf 109 di Willy Messerschmitt, che volò la prima volta nel settembre del 1935,
fu impiegato in azione durante la guerra civile spagnola nella versione Bf 109B (con motore Junkers Jumo
210); fu poi assegnato alla Luftwaffe nel 1937, e ad esso fece seguito il Bf 109C con armamento
potenziato da tre a quattro mitragliatrici di piccolo calibro. Sul Bf 109D prodotto nel 1938-1939
vennero adottati il motore Daimler-Benz DB 600 ed il cannone che sparava attraverso il mozzo dell'elica.
La prima importante versione prodotta fu il Bf 109E con motore DB 601D ad iniezione diretta del
carburante e con armamento variante da due a quattro mitragliatrici ed un cannoncino nel mozzo
dell'elica. Ad esso segui il Bf 109F, propulso inizialmente da un DB 601N e quindi da un DB 601E, che
introduceva accorgimenti quali un sistema di sovrapotenza al protossido di azoto, armi con più rapida
cadenza di tiro (MG 151 da 15 mm) e pod subalari opzionali. Sia il Bf 109E che il Bf 109F vennero
prodotti anche in versione tropicalizzata per l'impiego nell'Africa settentrionale durante il 1941-1942.
Il Bf 109G con motore DB 605, che prestò servizio dal 1942 al 1945 su tutti i fronti, fu la versione
prodotta in maggior numero di esemplari; esso introduceva un nuovo tipo di armamento comprendente i
cannoncini da 30 mm. Il più veloce di tutti fu il Bf 109G-10 (690 km/h). L'ultimo importante modello
prodotto fu il Bf 109K con una versione sovrapotenziata del motore DB 605. Fra le altre versioni vanno
ricordate il caccia d'alta quota Bf 109H ed il caccia imbarcato Bf 109T. Tra il 1937 ed il 1945 vennero
costruiti più di 33.000 Bf 109.
IL MESSERSCHMITT BF 109 IN AZIONE
L'estate del 1940 portò lo Jagdverband con i suoi "Emil" (i Messerschmitt Bf 109E) sulle coste della
Manica per essere impiegati in quella che tutti pensavano sarebbe stata l'ultima campagna tedesca in
occidente prima di rivolgere l'attenzione all'Unione Sovietica. Per i piloti da caccia tedeschi l'ormai
prossima battaglia contro i Supermarine Spitfire e i Hawker Hurricane della RAF britannica si presentava
ovviamente dura, nonostante che la battaglia di Francia avesse già confermato le eccellenti qualità del
loro caccia.
Con il passare delle settimane, quando i bombardieri Dornier, Heinkel e Junkers cominciarono a tornare
dalle loro incursioni quotidiane sul Sud dell'Inghilterra con le formazioni duramente colpite e con
aerei danneggiati che arrancavano per raggiungere la costa francese, apparve chiaro che lo
Zerstörer (distruttore) di Goering, il grande caccia di scorta Messerschmitt Bf 110, non poteva
competere con i più agili Spitfire e Hurricane. Con ripugnanza e sgomento lo Jagdverband ricevette
l'ordine dall'OKL (alto comando della Luftwaffe), verso la metà di agosto, di impiegare, da allora in
poi, gli "Emil" come scorta ravvicinata ai bombardieri in missione sull'Inghilterra. Nonostante che
uomini influenti come Galland e Mölders si fossero sforzati di dimostrare che una tale tattica
avrebbe privato lo Jagdverband della sua migliore prerogativa - quella di incontrare i caccia della RAF
nelle condizioni di propria scelta - Goering fu irremovibile: i bombardieri dovevano essere protetti.
Per più di 10 giorni gli Jagdgeschwader vennero inviati agli appuntamenti con le grandi impeccabili
formazioni di bombardieri, sprecando prezioso carburante per prendere posizione sopra e di fianco a
quegli aerei che volavano verso nord a meno di 320 km/h. Persino l'Hurricane britannico con otto
mitragliatrici, rispetto al quale 1'Emil era più veloce di circa 48 km/h, finiva con il rappresentare
un avversario pericoloso, in quanto i piloti della RAF si buttavano in picchiata sulle sezioni della
Staffel ed abbattevano molti giovani promettenti piloti tedeschi, costretti a manovrare nei limiti della
formazione di appartenenza secondo l'ordine perentorio di restare accanto ai bombardieri. Ovviamente
anche i piloti tedeschi abbattevano i caccia della RAF, ma, a metà agosto, non sembrava che vi fosse un
manifesto indebolimento delle difese aeree britanniche. Molti piloti britannici si erano lanciati o
avevano effettuato atterraggi forzati sul proprio territorio, rimanendo illesi e pronti a combattere
ancora; altri, a corto di carburante o di munizionamento, erano liberi di disimpegnarsi di loro
iniziativa per atterrare e rifornirsi. Non c'è da stupirsi che il morale dei tedeschi fosse molto scosso.
Successivamente, quasi certamente in seguito ai continui appelli dei comandanti della caccia, fu
concesso allo Jagdführer (comandante della caccia) di revocare gli ordini
precedenti e, durante l'ultima settimana di agosto, egli stabilì che gli "Emil", anche se in certe
occasioni avrebbero continuato ad accompagnare i bombardieri, avrebbero potuto svolgere anche missioni
di caccia libera (frei Jagd) sull'Inghilterra del Sud. Nello stesso tempo grandi formazioni di aerei
da caccia (spesso fino a 100 velivoli) venivano mandate sul Kent e sul Sussex, apparendo sugli schermi
radar britannici come formazioni di bombardieri e incoraggiando così i gruppi caccia della RAF a
portarsi in combattimento. Queste tattiche fecero in breve girare la fortuna in favore dello
Jagdverband.
Programmate spesso per decollare quando un'incursione di bombardieri si avvicinava
alle coste britanniche, le Staffeln da caccia libera si dirigevano a bassa quota sulle contee del Sud,
rimanendo sotto la portata dei radar britannici e sorprendendo gli Spitfire e gli
Hurricane alzatisi da Kenley, da Biggin Hill e da Tangmere. Successivamente, altri gruppi di
"Emil" assalivano gli esausti piloti della RAF mentre, a corto di carburante e con poco o niente di
munizioni disponibili, facevano ritorno dal combattimento.
Il 26 agosto le perdite di caccia della RAF ammontarono a 27 velivoli tra Spitfire, Hurricane e Boulton
Paul Defiant, contro 15 "Emil"; il 30 agosto gli inglesi persero 21 caccia, lo Jagdverband 12. Nella
prima settimana di settembre la sorte si accanì ancora più pesantemente contro il Fighter Command
britannico, che subì la perdita di 15 caccia contro due soli "Emil" persi in combattimento il 1°
settembre; il 3 settembre il rapporto fu di 13 caccia britannici e tre "Emil"; il giorno seguente di
17 britannici e cinque Bf 109. In un paio di settimane il Fighter Command perse l'equivalente di quasi
20 squadriglie; e come se ciò non bastasse, l'alto comando tedesco intervenne ancora una volta spostando
le forze della Luftwaffe dagli attacchi sul sistema difensivo britannico a quelli su Londra e sulla
popolazione civile. Proprio nel momento in cui lo Jagdverband avrebbe avuto la possibilità di
distruggere, nel giro di poche settimane, il Fighter Command della RAF, Goering negò ai suoi piloti
l'opportunità di una schiacciante vittoria.
Mentre la battaglia d'Inghilterra condotta di giorno stava per terminare, in Germania si stava già
provando una nuova versione del Bf 109, il Bf 109F "Friedrich", con motore DB 601E da 1300 hp, che
entrò poi in servizio con la Luftwaffe nella primavera del 1941, in tempo per equipaggiare sei
Gruppen per l'attacco all'Unione Sovietica voluto da Hitler. Ancora una volta lo Jagdverband poté
dedicarsi al suo ruolo tradizionale di forza di intervento sul campo di battaglia e nelle prime 72 ore
del grande attacco verso est ebbe luogo la più straordinaria azione della storia dei caccia: vennero
schierati non meno di 830 Bf 109 su aeroporti polacchi, ungheresi e romeni, la maggior parte dei quali
non distavano più di 100 km dalla linea del fronte. I velivoli subirono semplici modifiche che
consentirono loro di montare supporti per un massimo di 20 piccole bombe a frammentazione SD2 con le
quali attaccare obiettivi terrestri.
L'armamento di tiro del Bf 109F, giudicato da molti Jagdflieger (piloti di caccia) inadeguato per il
combattimento, rimase relativamente leggero, composto da appena due mitragliatrici di piccolo calibro
più una sola mitragliatrice da 15 mm o di un cannoncino da 20 mm che sparava attraverso il mozzo
dell'elica. Quando, all'alba del 22 giugno 1941, i caccia e i bombardieri della Luftwaffe si alzarono
in massa da più di 60 aeroporti e cominciarono a mitragliare e bombardare sistematicamente tutti gli
aeroporti delle forze aeree sovietiche (V-VS) compresi in un raggio di 130 km dal fronte, solo a
malapena qualche aereo sovietico riuscì ad alzarsi per contrastarli. In tale attacco aereo preventivo,
il più grande mai visto, la strage di aerei sovietici fu enorme: nel giro di sei ore più di 800 aerei
giacevano sparsi e distrutti sugli aeroporti sovietici, la maggior parte di essi irrimediabilmente
colpiti dalle efficacissime bombe a frammentazione tedesche. L'armamento leggero degli "Emil" e dei
"Friedrich" si dimostrò perfettamente adeguato per aver ragione di quei caccia sovietici che tentavano
di interferire con la loro azione: per lo più si trattava degli agili ma superati biplani Polikarpov
I-15bis e I-153 e dei monoplani I-16.
Alla fine di quel primo giorno non meno di 1800 aerei sovietici erano stati distrutti (gli stessi
sovietici ammisero la perdita di 1200 aerei), una cifra che raggiunse e superò le 3000 unità nelle
successive 24 ore, vale a dire circa un terzo della forza aerea totale schierata dalle V-VS sul fronte
orientale. Lo Jagdverband aveva condotto le sue distruzioni al suolo in modo ammirevole: molti piloti
volarono la bellezza di 40 sortite nella prima settimana dell'operazione "Barbarossa". Il famoso pilota
da caccia tedesco Werner Mölders che comandava lo JG 51 distrusse da solo 33 aerei nemici in tre
settimane e divenne il primo appartenente alle forze armate tedesche decorato di croce di cavaliere con
diamanti (quattro mesi dopo morì in un incidente di volo dietro la linea del fronte). Il suo
Geschwader fu il primo a raggiungere la cifra di 1000 aerei distrutti (il 30 giugno), impresa che fu poi
emulata, nei mesi successivi, dagli JG 3, JG 52, JG 53, JG 54 e JG 77. Tutte queste formazioni erano
equipaggiate con caccia Bf 109.
Mentre i Bf 109 continuarono a dominare nell'inventario dei caccia tedeschi nei teatri orientale e del
Mediterraneo per il resto della guerra, la difesa aerea del territorio tedesco assunse una crescente
importanza a partire dalla fine del 1942, quando l'offensiva dei bombardieri pesanti diurni statunitensi
cominciò a crescere d'intensità. A quel tempo era stata introdotta in servizio una nuova versione del
Bf 109 (che risultò poi essere quella più largamente impiegata). Il Bf 109G, o "Gustav", con motore
DB 605 ad alta compressione da 1475 hp, era nelle linee generali una versione irrobustita del
"Friedrich", dotata di una cellula rinforzata in alcuni punti e di un carrello più resistente, di un
armamento composto da un cannoncino da 20 mm con maggiore celerità di tiro e da due mitragliatrici
pesanti e, nella maggioranza dei casi anche di un abitacolo pressurizzato. Per alcuni mesi il
"Gustav" venne impiegato principalmente nel combattimento aereo ed il suo armamento continuò a
dimostrarsi ancora generalmente inadeguato a mettere fuori combattimento i grandi bombardieri
statunitensi. La I/JG 1 fu tra le prime unità della difesa del territorio tedesco equipaggiate con
il "Gustav", ma durante i primi mesi del 1943 ad essa si aggiunse lo Jagdgeschwader 11, di nuova
costituzione, comandato da Anton Mader. Ancora una volta i caccia monomotori tedeschi non sembrarono
in grado di impressionare molto le formazioni di B-17 statunitensi, fuorché nel caso portassero attacchi
frontali, tattica preferita dagli assi tedeschi, ma altrettanto temuta sia dai piloti da caccia con
poca esperienza che dagli equipaggi dei bombardieri. A quel tempo solo il cannoncino da 20 mm del
"Gustav" aveva la gittata necessaria per superare quella delle mitragliatrici da 12,7 mm degli americani,
ed ovviamente i caccia tedeschi potevano distruggere i bombardieri solamente se dotati di armi di
maggiore gittata.
Nel contempo un giovane pilota della 5./JG 1, Heinz Knocke, ebbe l'idea di sganciare bombe da 250 kg con
spolette a tempo sulle formazioni dei bombardieri Usa, tattica che venne sperimentata con successo
limitato. Da parte sua 1'USAAF stava intanto incrementando l'appoggio ai bombardieri da parte di caccia
di scorta Republic P-47, e il "Gustav", sovraccaricato di una bomba, venne a trovarsi immediatamente
svantaggiato nel combattimento aereo. Fu allora introdotta una nuova arma, il razzo WGr 21 Dödel
da 21 cm, lanciabile singolarmente da un tubo imbullonato sotto ciascuna semiala. Quando impiegata da
grandi formazioni di "Gustav", la nuova arma si dimostrò relativamente valida, ancorché casualmente; ma,
anche dopo essersi liberato dei razzi, il caccia tedesco rimaneva notevolmente ostacolato nel
combattimento a causa della resistenza aerodinamica prodotta dai tubi di lancio.
Quando infine si resero disponibili in sufficiente quantità i cannoncini MK 108 da 30 mm, questi vennero
montati sui "Gustav" in pod installati sotto le ali, non essendo possibile localizzarli all'interno
delle ali dei Bf 109. Durante l'estate del 1943, quando l'offensiva dei bombardieri britannici e
statunitensi cominciò a produrre danni devastanti sulle città tedesche, la produzione del "Gustav" venne
rapidamente incrementata e la maggior parte degli Jagdgeschwader furono dotati di una quarta Gruppe,
portando così almeno a 150 il numero di caccia di ciascuno di essi. A quel tempo vennero preposte alla
difesa aerea del Reich 16 Gruppen di "Gustav" con un totale di circa 550 aerei. Ma la sola quantità di
caccia, contrariamente alla situazione esistente durante la battaglia d'Inghilterra, non costituiva più
criterio sufficientemente valido per affrontare le grandi battaglie aeree sulla Germania, in quanto lo
stesso "Gustav" era un mezzo ingannevole: non era in grado di mettere fuori combattimento i bombardieri
a meno che non fosse armato con armi pesanti e/o razzi, e se appesantito da tali armamenti cessava di
essere all'altezza dei caccia North American P-51 e P-47.
CARATTERISTICHE MESSERSCHMITT BF 109G-6
| TIPO : |
Caccia intercettore monoposto |
| SISTEMA PROPULSORE : |
1 motore Daimler-Benz DB 605A a 12 cilindri a V invertito da 1475 hp |
| PRESTAZIONI : |
Velocità massima 623 Km/h a 7000 m Tangenza operativa 11.750 m Raggio d'azione 725 Km Salita a 6000 m in 6 minuti |
| PESI : |
A vuoto 2700 Kg Massimo al decollo 3150 Kg |
| DIMENSIONI : |
Apertura alare 9,92 m Lunghezza 9,02 m Altezza 3,4 m Superficie alare 16,05 m² |
| ARMAMENTO : |
2 mitragliatrici pesanti MG 131 da 13 mm nel muso 1 cannoncino MK 108 da 30 mm facente fuoco attraverso il mozzo dell'elica 2 cannoncini MG 151/20 da 20 mm montati sotto le ali |
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