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Il San Marco in Kosovo
Partiti il 28 giugno 1999 da Brindisi, il 29 sono sbarcati a Durazzo, dopo una breve traversata che le
navi della Marina ormai hanno compiuto innumerevoli volte. Da qui e iniziata la parte più difficile del
trasferimento, con i mezzi sulle difficilissime strade albanesi, arrampicandosi fino al confine di Kukes.
Bisogna ricordare che il reparto ha un proprio distaccamento all'isola di Saseno (nella baia di Valona), uno
a Durazzo e all'epoca aveva schierato circa 40 fucilieri proprio a Kukes. Il 30 giugno è avvenuto l'arrivo
in Kosovo, andandosi a sistemare a Klina, in un deposito di granaglie.
Il reparto, al comando del capitano di fregata Giovanni Tonini, si articola su circa 330 uomini, suddivisi
in:
- Reparto Comando
- 1ª Compagnia Assalto con VCC-1 e VM
- La compagnia armi d'accompagniamento
- RECON/DOA
- Centro Coordinamento Fuoco
- Reparto Logistico
All'inizio dello schieramento, l'attività riguardava proprio la zona di Klina, un'area dove serbi e
albanesi si sono affrontati con estrema violenza, tracciando un solco di odio. Lo testimoniano interi
villaggi albanesi dati alle fiamme prima del giugno '99 e, dopo, le vendette albanesi, estese anche contro
gli zingari, accusati di aver dato man forte ai primi.
UNA LUNGA ESPERIENZA
Ormai il SAN MARCO ha un'esperienza veramente lunga di missioni all'estero dopo la II G.M., che risale al
Libano nel 1982 ed é proseguita, - oltre che con il servizio a bordo di unità in zona d'operazione - con
interventi in Somalia, l'attività in Albania e quella in Bosnia. Tutta questa esperienza la si nota dalla
sicurezza con cui viene sbrigata l'attività, sia quella di controllo e sorveglianza, che quella in favore
della popolazione.
L'attività é veramente senza sosta perché, proprio mentre eravamo in Kosovo, un altro contingente è stato
inviato a bordo di nave SAN MARCO a trasportare aiuti per i terremotati turchi, tanto che scherzosamente
chiedevamo chi era mai rimasto a tener aperte le installazioni a Brinidisi.
Del resto, la base del reparto é la più vicina all'area balcanica, per cui svolge un ruolo molto
importante in questo senso, essendo da anni anche di riserva per il contingente SFOR.
UN NUOVO SETTORE OPERATIVO
Per far posto ai russi, l'area di competenza del SAN MARCO, è stata spostata nella parte meridionale del
settore controllato dalla BMNO, che si spinge fino alla strada Decani-Djakovica, dove, fra le altre cose,
si trova anche una delle aree di raccolta per i militari dell'UCK che hanno voluto mantenere l'uniforme e
che sono controllati. In quest'area, fra le altre cose, si trovano almeno due M-84 distrutti, in un'area
difficile da raggiungere. Comunque é chiaro che le forze di Milosevic hanno subito perdite molto serie.
Si tratta di una zona abbastanza vasta, con strade sterrate e numerosi edifici di agricoltori, dove la
guerrigiia operava intensamente e dove i segni della guerra e delle distruzioni sono evidenti. Fra gli
altri edifici da proteggere, vi è anche il monastero ortodosso di Budisavci, uno dei simboli della
presenza ortodossa nella regione.
La base del SAN MARCO è all'interno di un grande deposito di granaglie, per cui dispone di locali
abbastanza adatti, dato che il comando é situato negli uffici, si possono utilizzare la mensa e la cucina
e le tende sono state montate sotto i capannoni, al riparo dal sole. Anche i mezzi pesanti hanno trovato
adeguata sistemazione e, anzi, nella base sono ospitati anche alcuni LEOPARD 1 del 131° Carri.
Per quanto riguarda gli equipaggiamenti, l'unica novità di rilievo riguarda i lanciagranate da 40 mm M-203,
applicati coassialmente ai fucili d'assalto. Si tratta di un'arma semplice ma efficace, con una velocità
iniziale del munizionamento di 75 m/sec .
Le informazioni in nostro possesso, indicano come sia stato ordinato un certo numero di AAV-7, vale a dire
l'ultima versione dell'LVTP-7, il mezzo anfibio attualmente in dotazione, le cui principali modifiche
riguardano un nuovo propulsore, l'applicazione di circa due tonnellate di protezione aggiuntiva spaziata
(il peso sale a 24 t. in luogo delle 22 del predecessore) e una nuova torretta, in cui, accanto alla
classica mitragliatrice in 12,7 mm, è disponibile un lanciagranate automatico Mk. 19 da 40 mm.
Fra l'esigenze più sentite, vi è quella riguardante la sostituzione dei VCC-1, ormai logorati dall'intenso
impiego. A tale proposito, ricordando la vocazione anfibia del reparto, un ruotato ci appare la soluzione
migliore, e la nuova famiglia di mezzi ruotati proposta dall'Iveco/OTOBreda all'Esercito, ci sembra la
soluzione più opportuna, magari apportandovi alcune modifiche per rendere i mezzi "più marini". Con PUMA
e VBC, le capacità del reparto sarebbero senz'altro migliorate, mantenendo una comunione con i mezzi
dell'Esercito, incluso le blindo CENTAURO.
Ma la componente più importante rimane sempre l'uomo e la Marina sta facendo un grosso sforzo per
accrescerla, sia numericamente che qualitativamente. Intanto prosegue il programma per la brigata anfibia
italo-spagnola, mentre ancora - purtroppo - vi sono dei problemi per l'indispensabile integrazione con
i LAGUNARI, una vicenda che rischia di sfiorare il grottesco e per la quale vogliamo lanciare un appello,
conoscendo e apprezzando le doti e le peculiarità dei due reparti.
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RADIO WEST: ATTIVITA' PSICOLOGICA ALL'ITALIANA
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A Pec e nei dintorni è seguitissima, non solo dai militari italiani ma anche dai colleghi
spagnoli e portoghesi, con tanto di annunci nelle rispettive lingue. Ma i 97.0 in FM hanno tanti
ascoltatori anche fra la popolazione, non mancando neppure annunciatrici albanesi e serbe. Insomma, una
scelta veramente indovinata! Ne parliamo con il tenente Fabrizio Centofanti, il vulcanico direttore, che,
insieme al capitano André, si occupa anche della Pubblica Informazione. L'idea di una stazione radio,
è stata raccolta anche dalla RAI (che ha fornito l'attrezzatura: una decisione di cui occorre dar merito)
e dal Corriere della Sera. Le trasmissioni proseguono fino a notte e vengono ritrasmessi anche alcuni
radioqiornali. Vi sono poi una serie di programmi tenuti dal personale ("La griglia", "Rock caffé",
"Dedicato") proprio come in una normale stazione radio, solo che sono tenuti da militari nelle ore libere
dai vari impegni. Citiamo l'impegno del tenente Massimo Carta, il maresciallo Moscara, i M.lli Mag. Palazzo,
Trombetta, Foti ma tutti danno una mano, come l'aiutante Fiorilla, tutto il giorno impegnato in cucina ma
la sera interprete di simpatiche macchiette.
Avendo molti brani di musica moderna, la radio è seguita dai giovani cossovari, in considerazione anche
del fatto che non esistono altre emittenti locali in FM, neppure in ambito KFOR. Proprio per questo appare
un grave errore l'aver sciolto il Battaglione per la Guerra Psicologica MONTE GRAPPA. In paesi come gli
Stati Uniti e la Francia, le attività psicologiche sono state affidate addirittura alle forze speciali, a
sottolineare la loro importanza. Dopo l'esperienza in Somalia di Radio Ibis, ci sembra il momento di
ricreare una struttura, magari piccola e facendo ricorso anche ai riservisti, per questo tipo di attività.
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