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Nuova riserva per l'Esercito
Si chiameranno Forze di Completamento le riserve dell'Esercito, e si baseranno essenzialmente sulla
volontarletà quale condizione prioritaria per Il richiamo degli interessati. Le condizioni per offrire
la propia disponibilità, con la possibilità anche di rischieramenti all'estero, nell'ambito delle missioni
Internazionali. Le prime esercitazioni di questa componente sono già iniziate.
Con la fine della guerra fredda in Europa è venuta meno la necessità di disporre di ingenti forze di
mobilitazione da richiamare allo scoppio di una crisi: l'era degli eserciti di massa sembra tramontata
nel nostro continente, almeno per il prevedibile futuro.
Serve invece un serbatoio di uomini addestrati e disponibili al richiamo per fronteggiare due
diverse esigenze:
- Completare le unità già in vita, anche per la missioni di supporto alla pace, ripianando
carenze organiche contingenti e rimpiazzando eventuali perdite.
- Poter disporre per esigenze operative specifiche di personale in possesso di particolari
professionalità, da inserire essenzialmente nei comandi e nel supporto logistico-sanitario.
E' il caso, ad esempio, di interpreti, medici ed ingegneri.
Su questi criteri ispiratori anche l'Esercito Italiano ha iniziato a riorganizzare le riserve
di mobilitazione, riducendole fortemente di numero (non è più prevista la creazione di nuove unità),
ampliando i tempi di preallarme e richiedendo essenzialmente la disponibilità volontaria degli interessati.
Col ricorso ai riservisti si intende integrare la disponibilità di uomini per le sempre crescenti necessità internazionali.
Le nuove riserve dell' Esercito, denominate Forze di Completamento, si baseranno in via
prioritaria sul richiamo su base volontaria di personale che ha già espresso, all' atto del
congedo o successivamente, la propria disponibilità. Tale personale affluirà al reggimento o
all' unità presso la quale ha prestato servizio o ad altro ente di sua scelta, dove saranno
accantonati i materiali ed i mezzi necessari.
Solo in via subordinata l' Esercito potrà completare le proprie unità con richiami d'autorità o col blocco dei congedamenti.
La dichiarazione di disponibilità
L'entità complessiva delle Forze di Completamento è stata fissa 2.100 ufficiali, 3.800 sottufficiali 24.000 militari di truppa.
Per soddisfare tali necessità organiche avvalendosi nei nuovi criteri di volontarietà, gli Enti
e Reparti svolgeranno adeguata attività informativa sul personale dipendente prossimo al congedo.
Gli interessati ai richiami dovranno sottoscrivere un' apposita "Dichiarazione di disponibilità"
per il reclutamento nelle Forze di Completamento. La dichiarazione va resa entro l'ottavo mese per
i militari di leva (12° per i sottotenenti di prima nomina) e due mesi prima della data del congedo
per i VFB in ferma triennale.In alcuni casi potrà essere sottoscritta anche successivamente al congedo presso i Distretti competenti.
La dichiarazione comunque non è vincolante, ma rappresenta solo un atto preliminare che esprime
la disponibilità dell' individuo ad essere richiamato alle armi, a tempo determinato.
Diventa impegnativa solo dopo la ricezione di un preavviso che comunica le modalità del richiamo
e la sua durata, e dopo un' ulteriore conferma d' assenso deIl' interessato, da riformulare ad ogni richiamo.
La mancata adesione al richiamo volontario non comporta alcuna conseguenza amministrativa o penale,
ne l' esclusione dai richiami successivi. In qualsiasi momento è possibile recedere dalla Dichiarazione
di Disponibilità con una semplice comunicazione scritta al Distretto di appartenenza.
I richiami addestrativi avranno durata rninima di 30-40 giorni, fino ad un massimo di 120 giorni all'anno.
Ciò consentirà di inviare ai reparti operativi personale selezionato da impiegare anche in missioni esterne di supporto alla pace.
Ai civili in possesso di particolari professionalitá di interesse contingente verrebbe conferita,
all'atto del richiamo e senza concorso, la nomina ad ufficiale di complemento, fino al grado di maggiore.
Presso a Brigata Alpina Julia si è da poco concluso il primo esperimento di impiego dei riservisti richiamati in base alle nuove modalità.
Circa 30 volontari hanno svolto un aggiornamento addestrativo di un mese, impratichendosi nelle azioni tipiche delle missioni di peace-keeping: check point, pattuglie, posti di osservazione, scorta convogli.
Un timido passo iniziale nella direzione giusta, che richiederà però un impegno durevole e determinato.
Incentivi economici
La buona riuscita del progetto di creazione delle Forze di Completamento risiede in gran parte in due punti:
un'adeguata opera di divulgazione e propaganda ed adeguati incentivi economici.
Per quanto riguarda l'opera di sensibilizzazione verso i potenziali utenti dobbiamo dire che molto rimane da fare.
Noi stessi, volendoci documentare in modo completo ed esauriente, abbiamo notato scarsa informazione nelle strutture periferiche e limitata propensione ad affrontare queste tematiche in quelle centrali.
Comprendiamo il clima di continua incertezza e precarietà che attraversa l'istituzione, colta realmente
in un momento di mutamento strutturale profondissimo, ma è essenziale procedere ad una capillare opera
di informazione e promozione per far decollare un progetto essenzialmente basato sulla motivazione e
sul consenso.
Per quanto riguarda le incentivazioni queste prevedono:
- Trattamento economico secondo le norme vigenti per i parigrado in servizio.
- La conservazione del posto di lavoro ai sensi dell' attuale normativa sui lavoratori dipendenti richiamati alle armi.
- Per i dipendenti pubblici cumulo della doppia retribuzione, civile e militare, per i primi due mesi del richiamo. Per i mesi successivi decorre il trattamento economico più favorevole.
- Per i dipendenti privati è prevista l'emanazione di norme che consentano gli stessi vantaggi
previsti per i dipendenti pubblici e che garantiscano al datore di lavoro sia il rimborso degli
emolumenti corrisposti sia sgravi fiscali che compensino le conseguenze negative per l'impresa
derivanti dall'assenza dei personale richiamato.
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