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TENGO A PRECISARE CHE QUANTO È SCRITTO NELLA PAGINA QUI DI SOTTO È ESCLUSIVAMENTE INCLINE AL MIO MODO DI PENSARE E DI VEDERE LE COSE,
E NULLA HA A CHE FARE CON LO STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO ITALIANO NE QUANTOMENO CON I QUADRI DELLA BRIGATA PARACADUTISTI FOLGORE


 MA DELLE ARMI DI SADDAM NEMMENO L'OMBRA
Data :24/3/2003 - Autore :da "il Piccolo" di Trieste

«Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo oggi: alla guerra in Iraq siamo contrari, non perché ci sentiamo pacifisti ma perché questo è un conflitto completamente illegittimo, condotto dagli Stati Uniti senza la copertura dell’Onu né del diritto internazionale».

Lo ha detto il vicesegretario nazionale della Fiamma tricolore Fabrizio Taranto, giunto ieri a Trieste nella sede del partito, in via Santa Caterina, per illustrare la posizione della Fiamma in merito allo scenario internazionale.

«I fatti di queste ultime ore - ha detto Taranto - dimostrano che quanto asserito dagli Stati Uniti in merito alle armi di distruzione di massa di Saddam non corrisponde alla verità. Per rispondere all’attacco degli Stati Uniti l’Iraq non sta utilizzando null’altro che dei missili Frog: tutto il resto sono illazioni».

Ma a sostenere questa tesi, ha proseguito Taranto, non è soltanto la Fiamma né sono soltanto i pacifisti: «Basta leggere quanto ha scritto nel suo recente libro Scott Ritter, ex capo delle squadre di ispettori Onu in Iraq, che ha messo a nudo le fandonie che arrivano da Oltreoceano».

Ancora una volta dunque la Fiamma denuncia quella che ritiene «un’aggressione portata a scopi meramente economici da parte degli Usa».

Critico il partito anche nei confronti dei «tentennamenti» dimostrati dall’Italia e delle divisioni sorte in Europa sulla linea da seguire: «Un aspetto positivo di questa situazione - ha detto Taranto - potrà essere trovato se i Paesi dell’Europa sapranno assumere posizioni autonome dagli Stati Uniti, oggi padroni della politica estera italiana ed europea: in questo senso il nascente asse Germania-Russia prospetta possibili scenari politici molto diversi da quelli attuali.

Noi - ha concluso il vicesegretario nazionale della Fiamma - guardiamo a un’Europa forte, unita ma autonoma dalle imposizioni».

 
 SIAMO TUTTI FRANCESI
Data :11/3/2003 - Autore :Salvatore Buonocore

Alla fine degli anni ottanta un politologo americano di origine giapponese, tale Fukuyama, sosteneva che con il trionfo del liberalcapitalismo e con il Nuovo Ordine Mondiale garantito dal gendarme americano” si era giunti alla “ fine della storia”. I fatti e gli sconvolgimenti che seguirono, dal crollo dell’Impero sovietico alla caduta del Muro di Berlino,dimostrarono che il politologo americano aveva torto marcio e che i processi storici erano (e sono) in continua evoluzione con una rapidità, rispetto a qualche anno addietro, inimmaginabile. Di recente, dopo l’abbattimento delle Torri gemelle a Nuova York, diversi osservatori ed uomini di cultura hanno sostenuto che l’11 settembre rappresenta uno spartiacque per la Storia dell’Umanità. Nessuno, invece, avrebbe immaginato che la preannunciata aggressione militare degli Stati Uniti d’America all’Iraq avrebbe mandato in frantumi l’ONU, organizzazione fortemente voluta alla fine della seconda guerra mondiale dalle potenze vincitrici per mantenere il nuovo ordine scaturito da Yalta e la NATO ( organizzazione militare creata e voluta dagli USA per contrastare l’espansionismo sovietico in Europa, ma anche e soprattutto per controllare militarmente il territorio del Vecchio Continente). La Nato, sorta per difendere l’Europa da una possibile invasione sovietica, con la dissoluzione di quell’Impero non avrebbe avuto più ragione di esistere. Gli americani hanno, invece, inglobato nell’organizzazione militare nuovi Stati (in precedenza facenti parte del patto di Varsavia) per estendere il loro controllo politico e militare sull’Europa dell’Est. Non avevano tenuto conto del fatto che si sarebbe potuta verificare una implosione dell’Alleanza con la decisione assunta da alcuni Stati membri di prima appartenenza ( Francia, Germania e Belgio) di non garantire la difesa di un altro Stato membro ( la Turchia) in caso di guerra con l’Iraq. L’arroganza, la rozzezza e la prepotenza dell’Amministrazione americana hanno avuto il pregio di risvegliare le coscienze di tanti popoli che sembravano rassegnati allo strapotere dei cow boys e, come avvenne per il Vietnam, milioni di persone in tutto il mondo sono scese nelle piazze per protestare contro gli Usa e la loro politica di aggressione e di morte. Purtroppo il Governo italiano ha perso un’occasione storica per ridare dignità politica al nostro Paese che dalla fine della seconda guerra mondiale (fatta salva qualche rara eccezione) non ha una politica autonoma. Se il governo di centrodestra, invece di dimostrasi servile e vassallo nei confronti degli americani, si fosse schierato con la Francia e la Germania, avrebbe contribuito, in modo determinante, a cambiare la storia dell’Europa. Qualcuno osserva che la politica estera di Berlusconi è scontata perché l’Italia è un Paese a sovranità limitata, avendo diecine di basi militari americane sul proprio territorio. Facciamo notare che anche la Germania ospita parecchie basi americane, ma, affiancando la Francia, ha trovato il coraggio di darsi una politica estera autonoma. Noi non siamo pacifisti, non siamo per la pace ad ogni costo. Siamo contro "questa" guerra, che non è “vera guerra”, ma aggressione armata degli americani e dei loro vassalli inglesi al popolo iracheno per la conquista dei pozzi di petrolio. In questi giorni, gli osservatori politici nostrani affermano che bisogna scegliere se stare dalla parte di Bush o di Saddam Hussein. Noi riteniamo che bisogna scegliere se stare con gli Stati Uniti d’America o con l’Europa che, in questa vicenda come in tante altre, hanno interessi politici ed economici contrapposti. Il segretario di stato americano Colin Pawel commentando, in modo sprezzante, la posizione assunta dalla Francia nei confronti della guerra all’Iraq ha asserito che la posizione francese è quella della “vecchia Europa” che decide di non decidere. Il rozzo ed ignorante Pawel non avrebbe mai immaginato la figuraccia che, nella seduta del Consiglio di sicurezza dell’ONU, avrebbe fatto fare agli Usa il rappresentante francese, quando, fra gli applausi dell’assemblea, ha iniziato il suo discorso apostrofando il segretario di stato americano con queste parole: ”…ho l’orgoglio di poter affermare che io rappresento la Francia, rappresento la vecchia Europa, rappresento la Storia”. Quell’episodio ha fatto ritrovare a molti l’orgoglio delle radici, della cultura, della civiltà e della storia europea. In questo scontro fra l’arrogante e prepotente America e la civile Europa, noi abbiamo scelto: …SIAMO TUTTI FRANCESI. SALVATORE BUONOCORE Componente Segreteria nazionale.

 
 IRAQ: COMUNICATO STAMPA DEL SEGRETARIO NAZIONALE
Data :16/2/2003 - Autore :Luca Romagnoli

Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore esprime solidarietà alla Nazione Iraqena. Il MSFT non ha una posizione che può essere semplicisticamente liquidata come “antiamericana” o tanto meno “pacifista”. Noi intendiamo riaffermare il ruolo e l’indipendenza politica dell’Europa, in tale ottica riteniamo che gli interessi geoeconomici e geopolitici del Vecchio Continente collidano con quelli degli Stati Uniti e questo, anche, nella fattispecie di quella che si prefigura come una vera e propria aggressione all’Iraq. L’Europa non ha alcun interesse ad inasprire i rapporti con il mondo arabo ed islamico in generale, così come l’Europa non ha alcun interesse a rafforzare ulteriormente le posizioni monopolistiche delle multinazionali americane del petrolio. Gli USA di fatto controllano circa il 70% dell’energia mondiale prodotta (petrolio e non solo, ed utilizzano circa un quarto dell’intero consumo mondiale) non solo: stoccano la risorsa petrolifera, mentre l’Italia, L’Europa e tanti altri Paesi dipendono dal petrolio che in massima parte proviene dal Vicino e Medio Oriente. Inoltre le perplessità - espresse da Francia, Germania, Russia e altri Stati – sulle prove relative agli armamenti di sterminio di massa effettivamente posseduti dall’Iraq, pongono fortemente in discussione la liceità dell’intervento “extra moenia” e rafforzano la contrarietà ad esso. Inoltre si sottolinea che: il popolo iraqeno è vittima dell’embargo e del ricatto “oil for food” che gli Stati Uniti hanno imposto tramite le Nazioni Unite, da oltre un decennio, embargo che riguarda persino le strutture medicali; gli Stati Uniti hanno fornito per anni al regime di Saddam Hussein supporto logistico, economico e armamenti; gli USA e le Nazioni Unite tollerano, da anni, le vessazioni nei confronti dei Curdi poste in essere dalla Turchia in misura certo non minore di quanto avviene per i Curdi iraqeni; tanti altri Stati - la cui “affidabilità” per il così detto “Occidente” è tutta da dimostrare – posseggono tali tipologie d’armamenti; le Nazioni Unite dovrebbero censurare la già annunciata decisione d’attacco USA-GB, espressa a prescindere dalla valutazione del Consiglio di Sicurezza, decisione che calpesta, ancora una volta, il diritto internazionale; infine si rimarca come mai sia stato ventilato l’uso della forza, o altre forme di sanzione siano mai state proposte, nei confronti dei tanti Stati che da decenni disattendono le risoluzioni delle Nazioni Unite. Il Segretario Nazionale Luca Romagnoli chiede, al Senatore Luigi Caruso Verso, di votare contro l’eventuale decisione del governo italiano di intervenire nel conflitto a sostegno degli USA, invita, i Coordinatori Regionali MSFT, a proporre formalmente ai Presidenti dei Consigli Regionali, Provinciali e Comunali delle rispettive Regioni la discussione e la votazione di una mozione che impegni l’Italia a non intervenire nel prossimo conflitto.

 
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