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MISSIONISECTION
Il Tuscania in Iraq
di Alberto Scarpitta

  La MSU prosegue il suo difficile impegno in Iraq. Gli uomini del reggimento Tuscania ne costituiscono un apporto importante.
Il comandante dell'italian Joint Task Force dispone di una pedina specializzata di elevatissimo valenza operativa: il Reggimento MSU costituito essenzialmente da elementi provenienti dalla 2ª Brigata Mobile dei Carabinieri.
Dopo le esperienze positive della Bosnia e del Kosovo, l'inserimento di un reparto MSU nei nostri contingenti è diventata una prassi consolidata.
La professionalità di questi uomini e la loro capacità di inserirsi in contesti molto complessi ed in situazioni delicate, a metà strada fra la pacificazione ed il conflitto aperto, ci vengono invidiate in tutto il mondo. Assetti pregiati come questo costituiscono un formidabile strumento nelle mani del comandante, che può affrontare le situazioni più difficili con una gamma di possibili interventi molto più vasta e flessibile di quella fornita dai reparti militari convenzionali. Nell'ambito dell'MSU assegnato alla missione ANTICA BABILONIA è presente anche un plotone di Carabinieri Paracadutisti del 1° Reggimento TUSCANIA, il reparto che è un pò la vetrina della specialità. Il reggimento, di base a Livorno, comprende il Comando, per le funzioni di comando, coordinamento e controllo, la Compagnia Comando e Servizi, articolata nei plotoni servizi, trasmissioni e manutenzione mezzi, per il supporto logistico, Reparto Addestrativo per l'attività di selezione e formazione del personale da immettere nei ranghi operativi e il Battaglione Carabinieri Paracadutisti, su tre compagnie, per l'assolvimento dei compiti istituzionali.
Le compagnie operative si articolano a loro volta su plotone comando e servizi e quattro plotoni operativi, ciascuno composto da un nucleo comando e quattro squadre di cinque operatori, agli ordini di un sottufficiale. I Carabinieri del TUSCANIA sono ovviamente tutti volontari e debbono affrontare un iter formativo lungo e selettivo. Dopo aver frequentato per un anno la Scuola Carabinieri, gli aspiranti che superano le prove psico-fisico-attitudinali vengono assegnati al Reparto Addestramento del reggimento per una formazione specifica che dura circa 9 mesi.

  Le pattuglie motorizzate del Tuscania dispongono in Iraq di un mix di VM-90 e Land Rover Defender a passo lungo. Queste ultime sono state munite, sull'esempio britannico, di reti metalliche sulle fiancate per ostacolare il lancio di oggetti e di eventuali ordigni esplosivi o bombe e a mano. Ogni squadra di cinque elementi dispone di una mitragliatrice leggera Minimi, quattro carabine
M-4 ed un lanciagranate M-203 da 40 mm.


I primi due mesi costituiscono la fase di selezione durante la quale ci si accerta che il personale possieda le necessarie qualità fisiche e morali.
Quattro settimane sono dedicate pertanto all'addestramento individuale al combattimento ed alla verifica delle doti di resistenza fisica e di motivazione degli aspiranti. L'attività diurna e notturna diviene progressivamente più intensa, le marce zavorrate più lunghe ed il tempo dedicato al riposo costantemente ridotto.
I sopravvissuti sono inviati al corso di paracadutismo con fune di vincolo presso la CEAPAR di Pisa per il conseguimento del relativo brevetto.
Inizia quindi l'addestramento di base, che si protrae per restanti sette mesi.
Vengono affrontate le tematiche relative all'impiego a livello di squadra e plotone, sono apprese le tecniche della pattuglia da ricognizione e combattimento, si approfondiscono le tattiche dei combattimento negli abitati ed in ambienti non convenzionali, in missioni di interdizione e contro-interdizione d'area. Nel contempo la preparazione fisica continua e viene alternata a lezioni di tiro istintivo, mirato e selettivo, topografia e navigazione terrestre, pronto soccorso, trasmissioni.
Il personale che termina felicemente anche questa fase viene assegnato ad una compagnia operativa del 1° Battaglione, dove potrà ricevere una formazione aggiuntiva in vari settori, dal paracadutismo all'impiego degli esplosivi, dal tiro di precisione all'impiego di armi ed apparati particolari.
Le tre compagnie possiedono ciascuna una specializzazione operativa specifica. La prima è in grado di agire in ambito costiero ed in operazioni anfibie con l'impiego di gommoni con motore fuoribordo.
La seconda raggruppa il personale con esperienza specifica nelle operazioni in montagna, mentre la terza, destinata agli interventi a lungo raggio, è costituita da militari in possesso del brevetto di paracadutismo in caduta libera ad apertura comandata specializzati nella ricognizione a lungo raggio e nell'acquisizione obiettivi in profondità.

  Operatore de! Tuscania dotato di carabina M-4 di produzione Bushmaster munita di visore olografico della Bushnell, illuminatore laser IR AN/PEQ-2, impugnatura anteriore e torcia coassiale per luce bianca. Si noti il mirino anteriore in posizione abbattuta per non interferire con la visione offerta dal sistema olografico, una particolarità offerta da questa specifica versione della diffusa carabina americana.

Il reparto dispone di numerosi equipaggiamenti speciali e di un'armeria particolarmente ben fornita.
Il fucile Beretta SCP-70/90 è stato armai rimpiazzato dalla carabina M-4 nella versione prodotta dalla Bushmaster, caratterizzata dal mirino anteriore abbattibile e presente anche nella versione Commando con canna ulteriormente accorciata. Sono utilizzati anche i fucili Steyr AUG in versione a canna corta e slitta Picatinny superiore e la pistola mitragliatrice HK-53 in calibro 5,56 mm.

 
  SCONTRI A NASSIRIYA: FERITI TRE CC DEL TUSCANIA
Tre carabinieri paracadutisti della Msu, sono rimasti feriti in modo non grave, sabato 03 Aprile 2004, durante disordini scoppiati a Nassiriya. Lo ha appreso l'Ansa da fonti militari. Il primo carabiniere è stato ferito ad un polpaccio da una scheggia di granata. Le sue condizioni non destano preoccupazione: ne avrà per 10-15 giorni. Il militare dell'Arma, un sottufficiale del primo reggimento paracadutisti Tuscania, si trova attualmente ricoverato presso l'ospedale italiano da campo Role 2: è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per l'estrazione della scheggia. Sta bene ed ha avvertito personalmente la famiglia.
Altri due carabinieri paracadutisti sono rimasti feriti, domenica 04 Aprile 2004, da colpi d'arma da fuoco nei pressi di Suk Al-Shiyookh, una località a circa 20 chilometri da Nassiriya. Lo si è appreso da fonti militari, secondo cui le condizioni dei due militari dell'Arma non sono gravi. Lievemente feriti anche tre militari portoghesi, che facevano parte della stessa pattuglia. I due carabinieri facevano parte di una pattuglia contro cui sono stati sparati numerosi colpi con armi automatiche. Secondo i primi accertamenti si sarebbe trattato di una vera e propria imboscata.
Sulla natura degli scontri non ci sono ancora informazioni precise. Secondo quanto si è potuto apprendere, tuttavia, tra le zone interessate c'è anche quella dove sorge la caserma "Libeccio", un tempo quartier generale dei Carabinieri della MSU e ora centrale operativa delle forze di polizia irachene.
Il primo carabiniere ferito, un maresciallo, si trovava proprio presso questo distaccamento, dove sono comunque tuttora presenti dei militari dell' Arma. Durante i disordini anche due veicoli del contingente italiano sarebbero stati danneggiati dalle fiamme.

Il militare dell'Arma, e' stato sottoposto ad un intervento chirurgico per l'estrazione della scheggia che gli si era conficcata in un polpaccio. Sta bene ed ha avvertito personalmente la famiglia. Secondo informazioni ufficiali fornite dal Comando del contingente italiano in Iraq, il carabiniere ferito faceva parte di una pattuglia della MSU in normale servizio presso la Cpa, l'Autorita' provvisoria della coalizione.
Nei pressi della Cpa, che si trova non lontano dalla base Libeccio, c'è stata una imponente manifestazione di persone che dimostravano ''per motivi ancora in corso di accertamento'', dicono i militari italiani. La pattuglia della MSU, per sganciarsi da questa situazione, ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco in aria. E' in questo frangente che il militare dell' Arma è rimasto ferito.
Al comando del contingente italiano sottolineano che "non si è trattato di un attacco deliberato contro le forze della coalizione, ma è stato un episodio di ordine pubblicò". La situazione, adesso, è tornata alla normalità.

  I Carabinieri del Tuscania manifestano un approccio vigile ma rilassato nei confronti della popolazione civile di Nassiriyah, che coniuga fermezza e disponibilità. Molti anni di difficili esperienze esterne hanno fornito ai migliori elementi dell'Arma una professionalità specifica senza pari.


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