NEWS FOLGORE EL ALAMEIN SOMALIA ARMI & MEZZI MISSIONI

Somalia
Indroduzione

Unità dell'Esercito

Unità della Marina

Unità Aeree

Comandi

I Caduti

Avvenimenti

2 luglio 1993
Pasta 02-07-1993

Notizie ANSA

Pasta: Racconti

Il nostro 2 luglio

MOVM Sten.Paglia

Motivi M.O.V.M.

Ricordando il 2 lug.

Paglia: La Mia Vita

Pasta: Riconquista

Articoli
Combattimenti

Diario Somalo

Missioni C.O.U.

Belet Huen

COMSUBIN a Itala

M60-A1 Rise

Falco Nero

Para Belgi a Moga

Interviste
Intervista Gen. Loi

Intervista Gen.Loi 2

La mia Intervista

Intervista Capo SM

Intervista Caligaris

Intervista Battistelli

Seduta 66

Articolo Negri

Articolo Berselli

Articolo Panorama




SOMALIASECTION
Generale Bruno Loi Intervista al Generale Bruno Loi del quotidiano
"Il Giornale"

  Intervista al Generale Bruno Loi di Fausto Biloslavo dal "Giornale" del 19 Giugno 1997. Sulle polemiche suscitate dal settimanale Panorama, sulle presunte torture inflitte alla popolazione somala da parte dei militari italiani.
 
 INTERVISTA AL GENERALE BRUNO LOI DEL 19/06/97

D: Generale come vive questi giorni di denunce e polemiche. Stava forse meglio in guerra a Mogadiscio?
R: Sono molto amareggiato, perché hanno il sapore di una vendetta, di un desiderio di gettare fango su una cosa bella, costata sudore a dodicimila ragazzi e sangue a 11 di questi giovani.

D: E allora passiamo alle denunce sollevate dal settimanale "Panorama". Prima accusa: la presunta tortura con i fili del telefono a un somalo nel campo di Giohare da parte del maresciallo parà Valerio Ercole. Cosa ne pensa?
R: Stiamo cercando di capire che cosa possa essere accaduto realmente. Quello che emerge è un quadro squallido, in cui inserisco pure l'individuo ritratto con i fili, che in quel momento deve aver perduto il senso della logica ed il rispetto dell'istituzione che rappresentava.

D: Il maresciallo ha sostenuto che voleva solo impaurire il prigioniero somalo. Cosa gli direbbe, tenendo conto che si è fatto anche immortalare?
R: Che si tratta di un comportamento molto leggero, superficiale, stupido. Un comportamento, però, che mal si concilia con la determinazione, la ferocia, la crudeltà di un vero torturatore.

D: Seconda accusa: una donna somala che subisce violenza da parte di un gruppo di soldati italiani al check point Demonio sulla strada fra Mogadiscio e Balad...
R: E una sequenza oscena, che mi fa provare disgusto ogni volta che la guardo. Cos'altro posso aggiungere? Se non che i giovani che le stanno attorno sono quelli che abbiamo educato nelle nostre famiglie, nelle nostre scuole. L'esercito li accoglie per soli dodici mesi e se hanno dentro di sé delle tendenze perverse, certamente non saranno le forze armate a poterle cambiare. Lei mi dìrà che dovevamo controllare questo genere di comportamenti... noi l'abbiamo fatto. Ricordo che proprio quel posto di blocco doveva essere pattugliato tutta la notte. In Somalia su 70mila chilometri quadrati del nostro settore agivano 2800 paracadutisti, ovvero un soldato ogni 26 chilometri. Avere tutto costantemente sott'occhio non era umanamente possibile.

D: Terza denuncia: una jeep zeppa di somali sulla quale gli italiani hanno sparato per divertimento...
R: Ci sono documenti e testimonianze che hanno già smentito questa versione dei fatti. A questo proposito vorrei fare una considerazione. Quando un ragazzo è in condizioni di stress, avverte una situazione di pericolo, sente una raffica di mitragliatrice, oppure assiste alla cattura di un prigioniero, o coglie una mezza frase sulla rete radio..., questo ragazzo ha 20 anni e raccoglie degli elementi con i quali si costruisce una sua verità. Tornando al campo racconterà la sua storia rendendola credibile alle orecchie di chi non era con lui. Che a sua volta la riferirà ad altri, magari arricchita di ulteriori particolari e così via. Questa è la spiegazione che dò alle tante chiacchere saltate fuori in questi giorni sui misfatti del contingente.

D: Ma lei metterebbe la mano sul fuoco, che in Somalia non ci siano stati degli eccessi?
R: No, perché già le fotografie dei fili del telefono e della donna somala testimoniano degli eccessi vergognosi, ovviamente da provare fino in fondo. E non mi stupirei se ne fossero accaduti altri, perché su una popolazione di 12mila ragazzi possono essercene 50, 20, 30 che commettono porcherie o atti delinquenziali. Questo però non deve essere assolutamente generalizzato e considerato come comportamento abituale del contingente.

D: Lei ha rilevato violenze da parte dei suoi uomini in Somalia?
R: I miei comandanti e io abbiamo punito qualche centinaio di soldati, rimpatriandone diversi, perché ritenuti non idonei al servizio in quella missione. Nessuna tortura o stupro. Il caso più grave è stato quello di un calcio a una donna somala durante la distribuzione dei viveri

D: Il Canada ha sciolto un reparto aviotrasportato per le violenze in Somalia. Potrebbe essere il destino della Folgore?
R: Io credo propno di no, perché sarebbe uno degli errori più madornali che questo Paese potrebbe commettere. La Folgore è sotto tiro, ma non merita di venir sporcata. Si attribuiscono storiacce di cui la brigata non ha alcuna colpa. Questo corpo è assolutamente fedele alla Costituzione e in grado di assolvere tutti gli incarichi che lo Stato italiano decide di affidargli. Chi propone di sciogliere la brigata, evidentemente non vuole il bene dell'Italia.

D: Perché si è dimesso?
R: Non mi sono dimesso, ma ho fatto un passo indietro affinché le indagini e le inchieste in corso possano procedere rapidamente. Io stesso ho bisogno di maggiore libertà e tempo per raccogliere i dati sui fatti che ci vengono contestati. Dopo quattro anni la memoria può avere qualche lacuna.

D: Cosa pensa della campagna stampa in corso?
R:E una campagna triste e distruttiva.

D: Si sente abbandonato?
R: Alla porta dell'aereo ci si presenta uno per volta. Quando il paracadutista è in volo è solo, ma quando atterra si ricongiunge con i suoi compagni.

D: Il Paese ha voltato le spalle ai baschi amaranto?
R: L'Italia benpensante no, ma quelli che serbano vecchi rancori contro le forze armate e sete di scandali, ci hanno già processato esprimendo giudizi sommari che fanno male. In Somalia siamo andati anche per loro, per tutta l'Italia.

 

INDIETRO




Copyright © 1999-2004 Marino Sommaggio
Hosted by ALTERVISTA.ORG