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LIBRISECTION
  I ragazzi della Folgore
  A.B. Luserna
  Ed. Alveria


Alberto Bechi Luserna (Eques), discende da una dinastia di Soldati. Il bisnonno ufficiale napoleonico morì sul fronte russo nel 1812, il nonno, Stanislao, prima colonnello garibaldino poi fucilato dal governo russo nel 1863 perché lottava per l'indipendenza della Polonia, suo padre, Giulio, colonnello morì alla testa del suo reggimento sul monte S. Marco nel settembre 1917.; da questo, Alberto, ereditò anche la disposizione nello scrivere. Decorato più volte, una Medaglia d'Oro, quattro Medaglie di Bronzo, la Croce al Valore Militare ed una Medaglia d'Argento al Valore Civile, di lui un giornalista inviato sul fronte africano nel 1942 scriveva così: " Giovane, alto, snello, dai lineamenti bellissimi, s'indovinava dai suoi modi signorili e dall'eleganza con cui portava la divisa che veniva dall'arma di Cavalleria. Aveva la loquela sciolta, fine ed attraverso la sua conversazione sentivi l'uomo di cultura e di gusto. "
Ristampa a cura dell'Associazione Paracadutisti d'Italia, Sez. Siracusa, con 30 tavole dei disegni di Paolo Caccia Dominioni.
Un'iniziativa lodevole dell'ANPdI di Siracusa, ha riportato alla stampa un libro che, a mio avviso, ogni paracadutista militare italiano dovrebbe avere o quanto meno aver letto.
Questo libro e' il racconto che parte dalla stazione ferroviaria di Tarquinia, e si conclude nel deserto d'El Alamein.
" I Ragazzi della Folgore " vede la sua prima pubblicazione nel 1956. In realtà' l'opera era già stata stampata e pronta per la distribuzione nell'agosto del 1943, ma una bomba alleata distrusse tutto, ed anche la seconda edizione rifatta e ricostruita completamente, già senza più l'aiuto d'Alberto Bechi che morì il 10 settembre 1943 nelle acque delle Bocche di Bonifacio, andò completamente distrutta.
Quest'opera nonostante che sia stata scritta più di 50 anni fa, rimane di una attualità sconvolgente.
La descrizione degli stati d'animo che incontrano gli aspiranti allievi paracadutisti, le vicissitudini, le difficoltà, la fatica ed il dolore, il primo lancio ma anche il cameratismo, il dominio del proprio corpo cui viene ordinato di effettuare cose per cui la natura umana non è stata concepita ma soprattutto la consapevolezza di essere qualcosa di diverso, sono le stesse emozioni di oggi, quelle che hanno passato e vissuto tutti i paracadutisti militari.
L'alone di "mistero" che circonda i paracadutisti, è descritto in maniera esemplare in un dialogo, fra due persone "normali" che standosene seduti comodamente sul treno vedono dal finestrino "giovani rompicollo che si addestrano in esercizi misteriosi e violenti"
" - Chi saranno mai? - chiedeva stupito il primo.
" - Paracadutisti in addestramento - ", rispondeva il vicino ben informato. Pronunciando la parola "Paracadutisti" con lieve tono di mistero e di diffidenza come se avesse detto non so stregoni, funamboli alchimisti gente equivoca e bizzarra dall'attività non ben chiara e un tantino ambigua..."
Poi continuando a discernere sulla possibilità o meno di praticare questo "mestiere" concludono:
" - E poi mi dicono - notava il primo- che i paracadutisti hanno tutti una rotella fuori posto: nevrastenici, stanchi della vita, degli "anormali" insomma.- . "
E questo libro parla di questi "anormali" che con coraggio e fierezza si attestarono nel deserto d'El Alamein. Sete, caldo mosche ed ancora rifornimenti inesistenti, e tutto il resto che si conosce, è minuziosamente descritto. Anche se questo libro parla di storia dal punto di vista cronologico dei fatti e degli avvenimenti, (vedi il divieto, sotto minaccia delle armi, che dette Montgomery ad un cappellano e dei paracadutisti che davano una misericordiosa sepoltura anche ai soldati inglesi lasciati a putrefare nel deserto) consiglio di leggerlo in chiave emozionale, discostandosi un poco da quello che era la situazione ed il contesto storico, senza tuttavia dimenticarli, ma privilegiate il lato emotivo, e se ci riuscite lasciatevi andare fino a quando siete saliti per la prima volta sulla torre.
Sono storie d'uomini, prima che storia di una battaglia, di uomini fieri pronti, arditi, intelligenti, altruisti, e sicuramente "un po' pazzi ed un po' poeti".
Sono storie di Paracadutisti.





  Folgore !...e si moriva
  Raffaele Doronzo
  Ed. Mursia - 1978


Raffaele Doronzo, nato a Milano nel 1921, ha seguito il corso di paracadutismo a Tarquinia nel 1942. E' stato ad El Alamein uno dei difensori della "Folgore" piú esposti all'attacco nemico, trovandosi all'estremo limite dello schieramento di Deir el-Munassib. Ha combattuto fino agli ultimi giomi della resistenza dell'Asse in Africa Settentrionale.
La sera del 23 ottobre 1942 milleduecento bocche da fuoco inglesi cominciano la preparazione d'artiglieria che darà inizio allo sfondamento del fronte - esile e arroventato - di El Alamein.
Qui, fra Deir el-Munassib e la depressionc di El Qattara, ci sono quelli della Folgore, i paracadutisti italiani, a sostenere gli attacchi della 7' Divisione corazzata britannica e di 3 divisioni di fanteria. Proprio su quel fronte egiziano i nostri paracadutisti dovevano scrivere, combattendo, la pagina piú bella e anche piú famosa della loro storia.
Una pagina da non dimenticare, da tenere a mente, senza retorica e senza incensamenti, ma con rispetto, come si conviene nei confronti di chi non pensò un attimo a sacrificare se stesso nello sforzo di contenere la marea inglese. Il diario-cronaca del Doronzo è la vita della Folgore in terra africana vista prima e dopo la battaglia di El Alamein; vita guardata dal di dentro, con gli occhi del singolo, con l'aria disincantata e un po' guascona del "vecchio" combattente che davvero "c'è stato" pagando di persona, e che tuttavia sente che quelle pagine sono diventate parti integranti della sua esistenza.
Sotto un tono solo in apparenza superficiale e insofferente d'ogni costrizione (anche quella della pagina stampata) ci sono grande umanità, coraggio, spirito di corpo, ma soprattutto valore, valore di combattente, di militare, di uomo. Perché (è lo stesso autore a ricordarcelo) al di là delle "spacconate" e delle prodezze da "parà" c'era la coscienza che al grido "Folgore!" si dovesse sempre attaccare, subire mai, e che alla fine di quel grido ci si dovesse anche sacrificare fino all'ultimo uomo: "Folgore!" ... e si moriva.





  La Folgore nella battaglia
  di El Alamein
  R. Migliavacca
  Ed. Auriga - 1983


Nella battaglia di El Alamein la Folgore ha retto da sola all'urto più volte ripetuto, di una divisione corazzata e di tre divisioni di fanteria. La sproporzione in carri, artiglierie, equipaggiamento, era talmente elevata che ciò non sarebbe dovuto accadere, tanto più che i difensori erano minati nel fisico dalle malattie del deserto e in serie difficoltà di approvvigionamento. Ma ciò che non sarebbe dovuto accadere è invece accaduto; rimane dunque da spiegare in qual modo e perchè.




  Alamein 1933-1962
  Paolo Caccia Dominioni
  Ed. Mursia - 1997


Il protagonista di questo libro è un battaglione italiano che fù all'epicentro del grande ciclone guerresco, e tra le pagine si incontrano migliaia di personaggi, italiani, inglesi, tedeschi e australiani. Dopo la fine della guerra il battaglione è ridotto a soli due uomini, il comandante e il gregario, che ne portano l'uniforme sotto l'antica bandiera...




  TAKFIR
  "Storia dell'ultima battaglia
  di El Alamein"
  Paolo Caccia Dominioni
  Giuseppe Izzo
  Ed. Mursia - 1994


Libro sull'epopea della Folgore ad El Alamein, quì si narrano, tra le altre, le vicissitudini del V battaglione paracadutisti.
  I Paracadutisti
  Storia, cronaca, immagini
  del paracadutismo
  militare Italiano
  Nino Arena
  Ed. Ermanno Albertelli - 1996


NINO ARENA. Inizialmente si forma profes-sionalmente dalla «gavetta» nell'ambito delle riviste specializzate aeronautiche, dapprima come corrispondente da Torino di ALI nuove, poi allargando il suo interesse ad altre pubblicazioni fra cui: Rivista Aeronautica, Interconair, Folgore, Alata, J.P. 4, Aerofan, IARB, Rivista Militare, Controstoria, I1 Carabiniere, Storia Modellismo.
Nel 1966 pubblica il suo primo libro seguito a cadenza regolare da numerosi altri volumi (oltre 30) su argomenti storici contemporanei, tecnici/storici e rievocativi fra cui la storia ufficiale dell'Aeronautica italiana nella Seconda Guerra Mondiale (6 volumi di grande formato), la storia del radar nella Seconda Guerra Mondiale (3 volumi adottati dall'Istitut of Technology dell'Universita di Dublino) ed altre opere in lingua inglese per una migliore conoscenza della storia aeronautica italiana.
Per la sua attivita ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ampi consensi di critica e premi letterari venendo insignito con l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Quale consulente aeronautico dello Stato ha contribuito a sventare il primo tentativo tangentocrate della classe politica per i presunti danni di guerra per oltre 50 miliardi.
Opera di fondamentale importanza per completezza di notizie e avvenimenti che fa conoscere cronologicamente e nei dettagli la storia del paracadutismo militare italiano attraverso ottant'anni di vita nazionale.
Dalla prima guerra mondiale alla Bosnia di oggi, guida il lettore all'avvincente conoscenza degli uomini e avvenimenti, delle esperienze vissute e dei successi che portarono all'affermazione di questa nuova specialità con la presenza dell'aviazione dell'esercito prima e dell'aeronautica poi, fino a diventare arma autonoma.
  Folgore !
  La Brigata Paracadutisti
  P. Valpolini
  Ed. EDAI - 1996


Esistono due versioni di questo libro. La prima è quella che vedete raffigurata ed è uscita come supplemento di Panorama Difesa nel Novembre 1996, la seconda è pressochè identica tranne nel prezzo, nella copertina rigida e per la presenza di un piccolo riassunto in Inglese.
Detto questo, per descriverlo basterebbe un solo aggettivo: fantastico !
Vengono trattati in dettaglio tutti gli aspetti della Brigata facendo un percorso simile a quello di un'allievo Paracadutista: SMIPAR, Reggimento, missioni. Ognuna di queste parti è ben spiegata e si possono trovare molte notizie curiose.
Valpolini si sofferma anche sulla storia della Folgore, sulle Associazioni Paracadutisti e sull'Ufficio Esperienze e Studi dove vengono collaudati i materiali destinati ad essere lanciati.
Completano il libro in maniera egregia le molte fotografie scattate dallo stesso autore.


  I Parà
  Erwan Bergot
  Ed. Ciarrapico Editore - 1982


Questo libro parla dei parà della Legione Straniera e delle loro battaglie, ma ha un capitolo che tratta della Folgore e delle battaglie combattute dai paracadutisti italiani.
  I Paracadutisti Italiani
  Marco Di Giovanni
  Ed. Goriziana - 1991


Fra i pochi reparti costituiti in Italia su base volontaria nella seconda guerra mondiale, i paracadutisti furono protagonisti di un percorso anomalo e rivelatore attraverso l'intero arco della crisi bellica, condensando sin dalle origini, nella loro immagine, aspettative e valori densi di significato più generale.
Portatrice di una fortissima identità di corpo maturata sulla base dei miti di quella guerra, ma anche di una solida formazione militare, la Divisione " Folgore " con una breve ed intensa partecipazione alle operazioni nel deserto egiziano divenne perno di un mito precocissimo, fra i pochi a sopravvivere alla sconfitta, soggetto a manipolazioni di segno diverso e destinato ad ampio successo editoriale nel dopoguerra.
Al contempo le fratture di quei reparti furono protagonisti nel corso della crisi del 1943, avrebbero consolidato intorno alla specialità una fama ambigua preesistente, che saldava ai valori del combattimento la potenza e la violenza diffusa dalle armi della nuova guerra tecnologica.
Marco Di Giovanni affronta questo percorso con criteri storiograficamente rigorosi e sulla base di una vasta documentazione d'archivio analizza i miti di riferimento dei volontari, la formazione di una fortissima identità di corpo dai solidi connotati professionali, la realtà del combattimento e le radici delle fratture che percorsero la vita della specialità seguendo anche le vicende dei reparti che si ritrovarono a combattere su fronti opposti, nel Regno del Sud e nella Repubblica Sociale.
Non una storia militare tradizionale dunque, ma una storia di combattenti e di miti al di là del cliché che li ha sempre circondati.
  Il volo dell'Ibis
  AA.VV
  Ed. Difil


"Il Volo dell'Ibis" ha lo scopo di non disperdere lo spirito e la memoria di un'operazione che ha fortemente segnato i paracadutisti italiani del dopoguerra. Per questo il libro ha soprattutto una connotazione fotografica ed il testo ha solo il compito di assicurare una più agevole lettura delle immagini.
Queste rappresentano l'essenza della nostra vita laggiù, i momenti gioiosi e spensierati e quelli tristi e dolorosi. Non abbiamo avuto paura di mostrare immagini crude, e l'unico limite che ci siamo imposti è stato quello del rispetto dell'uomo.
Si tratta, insomma, di un libro che si è adeguato in pieno a noi paracadutisti, sempre con gli "stivaletti sporchi", le "barbe lunghe" e le tute "eccessivamente personalizzate" che caratterizzano la nostra riprovevole e comunque insopprimibile interpretazione dei precetti della marzialità e dell'uniformità.
Il volume è articolato in due parti.
La prima parte si snoda lungo un testo essenziale che, narrando brevemente lo sviluppo dell'operazione condotta sotto il comando della Brigata Paracadutisti "Folgore", è intercalata da inserti di carattere operativo (pagine azzurre) o "di colore" (pagine gialle) che vogliono favorire l'approfondimento e la riflessione.
Nella seconda parte, "il volo dell'ibis" assume più meramente la fisionomia di libro fotografico egli unici commenti sono affidati alle didascalie.
Qua e la, sono poi riportate alcune testimonianze rilasciate dai protagonisti, d'ogni grado e funzione.
In chiusura è riportato l'elenco di tutti i partecipanti all'operazione.
Ci scusiamo con i paracadutisti che hanno operato in Somalia e non si vedranno ritratti nelle fotografie che seguono. Siamo peraltro certi che tutti sapranno ritrovarsi negli ambienti e nelle situazioni che abbiamo cercato di descrivere.
  Combattente per caso
  "Diario di un soldato Italiano
  in Somalia"
  Vincenzo Ciancio
  Ed. Manifesto Libri - 1994


Vincenzo Ciancio è nato nel 1971 a Torino. È partito per il servizio militare nel giugno del '92. Il 2 gennaio 1993 è stato inviato in Somalia dove è rimasto fino al maggio dello stesso anno.
L'8 giugno 1993 è stato finalmente congedato per tornare al suo lavoro di indossatore, e alle sue aspirazioni di attore.
Mogadiscio 1993, l'Esercito Italiano in zona di combattimento. Per la prima volta un soldato semplice, un ragazzo come tanti, cresciuto in un paese che le guerre le guardava solo in televisione, racconta senza censure, la sua esperienza in un paese devastato dalla guerra.
Esperienza di un parà in balia degli ingranaggi indecifrabili dell'Esercito Italiano, esperienza di un giovane che si interroga sul senso dei propri compiti e di ciò che gli accade intorno.
Come ci si trova "volontari" senza sapere perché? Cosa hanno di invidiabile i Marines? Perché l'Alitalia abbandona i soldati di Mogadiscio? Come si prepara un'immagine gloriosa per la Rai? Ma, soprattutto, chi sono i buoni e chi sono i cattivi?
RINGRAZIAMENTI: Ringrazio vivamente Basco Rosso per la sua gentile concessione alla pubblicazione di questo materiale.
 
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