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| FOLGORESECTION |
Giugno 2000 Israele lanci per ricordare Emilio They
di Paolo Pastorino e Vittorio Doveri
Nel 1996 una trentina di soci A.N.P.d'I.(Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia), assieme a paracadutisti provenienti da diversi Paesi, si
radunarono a Tel Aviv con l'intento di guadagnarsi le prestigiose ali dell'ISRAELI DEFENCE FORCE. L'intenso
programma si svolse senza intoppi ed il ricondizionamento all'uso dei paracadute fu superato brillantemente
da tutti, riscuotendo il plauso degli istruttori. Il giorno del lancio però, un improvviso aumento del
vento (ben 35 nodi), colse il primo passaggio alla porta e ne compromise l'operazione per le cattive
condizioni meteo. Gli uomini delusi tornarono a sedersi sui seggiolini inveendo contro la malasorte e
contro il buon Dio. Lo spianto dell'intera missione rattristò i cuori, ma non il buon senso, che prevalse
sulla rabbia e sulla decisione pragmatica dei DL di sospendere il lancio. Tutti coscienziosamente compresero
di essere stati salvati da un atterraggio a dir poco dirompente. Sottolineammo durante la cerimonia di
saluto, dall'allora Comandante della Scuola di Tel Nof, colonnello Yoram Presser, che per noi l'operazione
era solo sospesa e non terminata. A distanza di anni finalmente un fax di Slhomo Ben-Eli, il nostro
contatto in Israele ci informava che, il cinque giugno due Hercules C-130 venivano messi a disposizione
dall'IDF per ripetere il tutto. Rispettando la nuova normativa A.N.P.d'I., rapidamente trasmettevamo alla
Presidenza Nazionale il programma; il Gen. Mario Chiabrera, in qualità di Presidente, autorizzava tramite
la voce del Ten. Col. Giancarlo Speranza questa appetitosa iniziativa. La propaganda, diramata capillarmente
a tutte le sezioni sparse sul territorio nazionale, informava i vari soci che numerosi aderivano a questa
opportunità. La prassi burocratica, nella fase iniziale, ha inghiottito molte ore di lavoro intasando le
linee telefoniche della sede, ma il risultato finale ha ampiamente ripagato gli sforzi fatti. Grazie
all'ufficio brevetti esteri, ed ai suoi collaboratori, tutto era stato previsto ed organizzato nei minimi
particolari.
HA INIZIO L'AVVENTURA
La piacevole avventura iniziava al tramonto di un giovedì di giugno, quando le delegazioni belga, francese,
tedesca, statunitense ed italiana si incontravano, congiungendosi in terra israeliana, familiarizzando tra
canti e bevute. Il giorno seguente, alle prime luci dell'alba, l'intero gruppo diviso in pullman raggiungeva
Tel Nof, dove il Comandante della Scuola di Paracadutismo, Haym Duek, porgeva il saluto ufficiale a tutti i
presenti.
Un breve discorso, ma energico, dava inizio ai lavori, gli istruttori sceglievano i propri allievi in base
alla provenienza ed all'idioma e giù: cadute, frenaggi, capovolte. Urla, grida, imprecazioni, una sinfonia
ascoltata forse un milione di volte, ma che sempre piace ed esalta. Frequenti soste, tra un esercizio e
l'altro con abbondanti bevute d'acqua fresca, reintegravano i liquidi persi e ridavano ai nostri corpi la
carica per continuare. Avigdor, il nostro istruttore, con estrema professionalità si è impegnato al massimo
per insegnarci e trasmetterci ciò per cui è stato "programmato" e, con insistenza certosina, ci ha fatto
ripetere fino allo spasimo l'uscita dalle false carlinghe; nessuno al lancio ha avuto giri di avvitamento e
di ciò gli siamo grati. Terminato l'addestramento una bella bistecca e un rapido giro per i negozietti di
articoli militari ha risollevato il morale, rilassandoci dalla pesante giornata addestrativa. Sabato,
festività religiosa molto sentita dagli israeliani, ci ha visto divisi tra coloro che hanno esplorato
Gerusalemme e chi si è recato a visitare la famosa fortezza di Masada espugnata dalla Decima Legione Romana
dopo anni di assedio. Un bagno nel Mar Morto è un esperienza veramente impressionante, si galleggia anche
se non lo si vuole, immaginate uno della mia stazza che sensazione può provare. Domenica, il grande giorno,
sveglia alle 3,30, un veloce caffè e via sul pullman per raggiungere la Base; giunti sul posto una gradita
sorpresa, una tavola imbandita di ogni ben di Dio, ci consente di consumare una lauta colazione. Ritirati i
paracadute, il noto "Sabira" di fabbricazione locale, simile al T-10 americano, in colonna e camminando
goffamente sotto il peso dei materiali, ci rechiamo nell'adiacente Base Aerea di Tel Nof. File di caccia
F-15, di elicotteri CH-53 e di Super Cobra fanno da contorno alla nostra vestizione, provocando in noi un
entusiasmante emozione. Ed ecco arriva LUI, il mitico Hercules C-130 nei colori mimetici della Air Al Avril,
la Forza Aerea israeliana;
come non pensare al raid su Entebbe, quando il 3 Luglio 1976 quattro velivoli
Lockheed, carichi di pacadutisti israeliani, inquadrati da "El Mossad", volarono verso la lontana Uganda
liberando fulmineamente presso l'aeroporto di Entebbe gli ostaggi civili. Raid che rimarra famoso, nella
cronaca mondiale, per la rapidità d'esecuzione e l'enorme distanza tra la base di partenza e l'obiettivo,
oltre 5000 Km. Forse mi sbaglio, ma mai come adesso il fumo del kerosene bruciato mi ha inebriato l'olfatto,
vera "Eau de Cologne" dei paracadutisti.
Gli ultimi controlli, le ultime raccomandazioni e poi il decollo e
le pulsazioni vanno a mille; cantiamo, ci diamo pacche sulle spalle, facciamo foto, sembriamo ragazzini al
primo lancio. Sul velivolo le facce sono tese, la calura è insopportabile, molti pensano:
ma chi ce l'ha fatto fare? Il portelione si apre ed una folata di aria fresca, scuotendoci, ci riporta
alla realtà. In piedi, con le funi agganciate al cavo statico attendiamo la luce verde e poi il via!!!!
Il primo sparisce nella luce e nel blu che incorniciano la porta come un'aureola, passaggio dopo passaggio
tutti quanti siamo nel vuoto. Armeggio un po' per lanciare nell'aria la bandiera italiana che ho nella tasca
della mimetica, lo stemma del 2° plt. Avvoltoi si spiega e garrisce al vento.
Faccio il punto della mia posizione, sono basso, il terreno mi viene incontro rapidamente, quindi, gambe
unite, muscoli in tensione. La sabbia soffice, della zona di Palmahim, mi accoglie generosa e pronta a
perdonare la mia capovolta un pò arrugginita. Recupero la vela e la bandiera e raggiungo gli altri ventidue,
il cuore si rallegra nello scoprire che nessuno si è fatto male e che tutti esibiscono sorrisi a 32 denti.
Indossiamo la maglietta fatta apposta per l'operazione che raffigura sul petto le ali del brevetto militare
italiano e sulla schiena la scritta: "Ten. Art. Par. EMILIO THEY: PRESENTE!!!". Abbiamo voluto dedicare alla
sua memoria questo salto consapevoli del grande ed incolmabile vuoto che ha lasciato questo nostro amico.
Cieli Blu, Emilio!!! Ci manchi tanto!! Il maggiore Hofer Jakoby nostro vecchio e caro amico, che si è
lanciato con noi, sembra un pò incredulo quando gli comunico che faremo un pò di pompate
"per intimo gaudio", ci guarda stupito, ma poi capisce e sorride mentre con entusiasmo flettiamo sulla
sabbia calda. La TV israeliana, invitata dalle autorità militari, ha ripreso l'intera manifestazione, ci
intervista; ne siamo orgogliosi e con fierezza ostentiamo i baschi amaranto e la bandiera tricolore!!
Da rimarcare è l'importanza che il personale di sicurezza della DZ ha dedicato alla nostra incolumità,
infatti gli uomini avevano in precedenza bonificato la zona, ed ora erano li con noi pesantemente armati e
coadiuvati tra l'altro da un elicottero da combattimento Super Cobra che orbitava minaccioso sopra le nostre
teste. È bello sapere che i tuoi amici si preoccupano della tua incolumità usando Gatling e missili
Hellfire. Il "ZAHAL", paracadutista in ebraico, gode d'enorme popolarità in Israele, presente in ogni
guerra, tenace al fronte è per antonomasia l'eroe di tutti i combattimenti.
IL PARÀ CHE SI "LANCIAVA" NELL'ARTE E NELLA FILOSOFIA
Il 10 gennaio 2000 Emilio They veniva ritrovato morto: a letto nella sua casa di Milano,
vestito con una tuta ginnica, supino e con le braccia conserte sul petto. Usciva così di scena,
in silenzio, un parmigiano dalla vita intensa e dalle mille sfaccettature.
Il padre, professor Mario, a capo dell'orchestra del Teatro Regio per oltre trent'anni, fondatore del
sindacato orchestrali e dell'Orchestra stabile di Parma, aveva trasmesso in lui l'amore per la musica,
di essa Emilio They rimane un grande conoscitore e un buon interprete.
Da giovane è ricercatore universitario del Cnr specializzandosi negli studi delle microfaune dei laghi
appenninici: oltre che sezionare al microscopio microrganismi, ne illustra il contenuto in minuziose
tavole, che ricordavano testi anatomici rinascimentali. Scrive e illustra testi di botanica sui fiori
delle valli parmensi e scopre l'esistenza di una microscopica medusa d'acqua dolce, che sopravvive da
epoca immemorabile tra i fossati dei castelli della provincia.
Chiamato alle armi come ufficiale d'artiglieria, passa nei Paracadutisti della Folgore a Livorno,
dove rimane quattro anni. Al rientro, non è più il prof. di un tempo, ma un atleta in cerca
d'azione. Dopo il congedo riprende l'attività di ricerca del Cnr, ma come subacqueo ad Ancona, al
laboratorio di Tecnologia della pesca, per il quale compila carte dei fondali e delle specie ittiche,
compiendo le prime immersioni su una rete a strascico a velocità di pesca reale. Inoltre, collauda
nuovi metodi di ripresa cinematografica, fotografica e televisiva subacquea. Tra i primi in Italia
si specializza in fisiologia del sommozzatore. Attira le attenzioni del gruppo Cousteau che lo invita
a Marsiglia. Deluso per essere stato rinchiuso nei laboratori di ricerca, si arruola nel 2° Reggimento
paracadutisti della Legione Straniera di stanza a Bonifacio in Corsica. Al rientro, persi i contatti di
lavoro, si mantiene a Milano dipingendo a tempera tavole zoologiche per la Panini di Modena.
Intanto, come allenatore della squadra di football americano dei Seamen Milano di Giorgio Armani, vince
il campionato italiano. È istruttore e segretario della Federazione italiana amatori cultura
fisica, vecepresidente dell'International Federation of Body Building, commissario tecnico della Nabba.
Scrive manuali di body building, presiede decine di meeting e vince il titolo nazionale over 40 e 50.
Ottenuto il diploma Isef, inizia l'insegnamento di educazione fisica in un liceo di Milano, ed entra a far
parte della Phantom Division, un gruppo d'èlite di paracadutisti.
Tra inevitabili incidenti che lo "appesantiranno" di chiodi alle giunture, They si lancia in Guatemala,
Israele, Cuba, Russia, Germania, Polonia, Thailandia alla testa del Plotone Avvoltoi di Milano.
Tra le infinite passioni anche l'equitazione e la moto. Nelle vacanze si aggira, centauro solitario, per i
centri storici dell'Italia centrale, visitando musei, necropoli etrusche e centri ippici che se lo contendono
quale istruttore d'equitazione e di corsi d'orientamento. Studioso di arte, storia e religioni, scrive
opere sui miti nordici e favole-saga, che regala ogni Natale ai suoi allievi parà. Con lui si può
discutere di Nietzsche, di Bach, di Platone e di Masaccio...
Solo la morte spegne la sua ansia di conoscere. Ai funerali, svoltisi a Milano in forma civile,
sono presenti (oltre a numerossimi amici) personaggi del mondo sportivo provenienti da ogni parte d'Italia
e un picchetto d'onore dell'Arma Paracadutisti che rende gli onori militari alla bara ornata del
tricolore.

"ORA SE NE VANNO.
GUARDATELI SE CI RIUSCITE.
NON PIANGONO, NON MALEDICONO, NON SI DISPERANO.
SPALLA A SPALLA SI ALLONTANANO,
PALLIDI SI, MA SENZA UN TREMITO !
CON QUEL PASSO LIEVE E FERMISSIMO
CHE UN TEMPO SI DICEVA APPARTENESSE AI GUERRIERI ED AGLI EROI! "
(Dino Buzzati)

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