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Elicotterista equipaggiato con i GOOGLES per la visione notturna I visori notturni

  Il buio ha sempre rappresentato un pericolo per l'uomo e per questo si è sempre cercato di togliere ogni velo alla notte, la migliore alleata del nemico.
Esistono tre modi basilari per vedere ciò che l'oscurità nasconde all'occhio umano. La prima soluzione consiste nell'utilizzare delle torce ma chiunque potrebbe localizzare la fonte di luce, La seconda consiste nell'utilizzare congegni all'infrarosso (termo-immagine) in grado di percepire le variazioni di calore, localizzarle e mostrarle su un particolare display alimentato da un tubo a raggio catodico. Questi strumenti a raggi infrarossi sono generalmente ingombranti ed il loro costo molto elevato.
La terza soluzione implica la raccolta di qualunque luce notturna riflessa (persino di quella stellare) amplificandola di modo che il segnale diventi sufficiente per alimentare uno schermo sensibile (esattamente come i bassi voltaggi di un registratore che sono amplificati elettronicamente per azionare la membrana di una cassa acustica).
Questi apparecchi si chiamano intensificatori di luce notturna.
Tali strumenti hanno consentito di risparmiare molte vite umane ma regna ancora molta confusione sulle attrezzature per la visione notturna e per questo riteniamo essenziale una spiegazione sul loro funzionamento in modo da effettuare acquisti consapevoli.
Gli intensificatori di luce notturna comunemente chiamati visori notturni, sono ancor oggi equipaggiamenti costosi, inoltre sono abbastanza fragili in quanto usano tubi vuoti (simili a tubi televisivi in miniatura) pertanto è necessaria un'attenta analisi delle prestazioni richieste.
Le occasioni in cui si può utilizzare un intensificatore di luce notturna sono innumerevoli: la notte diventa in sostanza giorno e si dilata il suo spazio-tempo. I militari affrontano quasi quotidianamente situazioni come combattimenti, osservazione di covi e depositi, commercio di droga, immigranti clandestini, identificazione di ostaggi, ricerche e salvataggi, ecc. svolte prevalentemente all'oscurità.
Ora, l'impiego dei visori notturni squarcia il velo di protezione del nemico.

 
  VISORI NOTTURNI ATTIVI E PASSIVI
I moderni visori notturni vengono suddivisi a seconda del tipo di funzionamento.
Quelli attivi utilizzano una propria fonte di luce per illuminare il bersaglio: al contrario, quelli passivi attingono luce dall'ambiente circostante per poi amplificarla elettronicamente.
Ogni tipo di funzionamento ha i suoi vantaggi ed i suoi svantaggi.
Il primo vero visore notturno è stato l'M-3 Snooperscope a raggi infrarossi (IR), messo a punto dall'esercito statunitense alla fine degli anni '40. Utilizzava un fotocatodo S-1 con risposta massima nella regione blu/verde (fotosensibilità uA/Im), inversione elettrostatica ad elettroni per ottenere il guadagno.
Operatore del S.A.S. britannico è perfettamente equipaggiato per il combattimento notturno Il tubo denominato Generazione 0 era quindi caratterizzato dalla presenza di elevate distorsioni geometriche ed essendo un visore attivo, utilizzava come illuminazione una propria fonte IR che sicuramente era invisibile ad occhio nudo, ma individuabile con un sensore ed il monitor del visore notturno nemico. Questa fonte IR permette però di vedere nell'oscurità più totale.
Grazie a notevoli miglioramenti tecnici i visori notturni passivi sono apparsi per la prima volta poco meno di 30 anni fa.
Usati per la prima volta dall'esercito statunitense durante la guerra del Vietnam, hanno il vantaggio di non emettere alcuna radiazione che possa essere individuata e di non essere limitati all'effettivo raggio d'azione di un illuminatore.
Ogni visore notturno funziona grazie ad uno strumento elettro-ottico, un intensiticatore di immagine che percepisce la luce disponibile e la moltiplica.
La luce circostante, raccolta da un obiettivo, viene focalizzata e poi convertita in un'immagine elettronica ed amplificata elettronicamente da un fotocatodo all'interno dell'intensificatore. Questa immagine colpisce poi uno schermo al fosforo, che la riconverte in un'immagine visibile. I visori notturni forniscono immagini verdastre propio a causa del fosforo utilizzato.
Mentre la maggior parte delle caratteristiche ergonomiche e finali di un visore notturno dipendono dai produttori finali che si occupano del design (e la scelta è ampia), la resa del cuore del sistema "Il tubo" dipende dai produttori. Potremmo definire il tubo come il "Tallone d'Achille" del sistema; è infatti il componente che più spesso deve essere sostituito, quindi è necessario effettuare un'attenta scelta.
I visori notturni sono definiti strumenti della 1°, 2° o 3° Generazione in base al disegno del tubo dell'intensificatore di immagine. La performance ed il costo aumentano in rapporto al tipo di Generazione.

 
  DIFFERENZE TRA LE TRE GENERAZIONI
Gli strumenti della 1° Generazione utilizzano un intensificatore di immagine che consiste in un tubo vuoto ad uno o tre livelli (detti anche a cascata), il quale amplifica immagini poco chiare accelerando gli elettroni.
Gli strumenti della 1° Generazione utilizzano solitamente un fotocatodo S-20 (fotosensibilità 180-200 uA/Im), inversione elettrostatica ed accelerazione ad elettroni per ottenere il guadagno. A causa di una più elevata fotosensibilità, l'intensificatore di immagine della 1° Generazione e stato il primo ad essere veramente passivo.
Problemi che riguardano gli strumenti della 1° Generazione sono la distorsione geometrica, cioè l'inclinazione di linee parallele, la durata del tubo e una riga di luce quando si muove lo strumento.
La 2° Generazione utilizza solitamente un fotocatodo S-25 (rosso esteso) con fotosensibilità 240+uA/Im e disco a microcanali per ottenere il guadagno. L'inversione può essere sia elettrostatica che a fibra ottica. I tubi della 2° Generazione forniscono una performance soddisfacente a bassi livelli di luce e manifestano minime distorsioni. Per eliminarle la soluzione migliore consiste nell'impiegare intensificatori con piatto a microcefali (MCP) con inversione di fibra ottica; se qui si verifica una distorsione S, questa è solitamente inferiore e difficile da individuare ad occhio nudo.
Gli strumenti della 1° e 2° Generazione, costituiscono quindi un notevole miglioramento rispetto ai tubi intensificatori attivi della Generazione 0, infatti oltre ad essere più piccoli e leggeri, forniscono una sensibilità spettrale migliore ed eliminano o comunque riducono notevolmente i problemi di "bagliore" e rigatura.
Gli strumenti della 3° Generazione sono stati fabbricati per la prima volta agli inizi degli anni '80 e sono i più sofisticati dal punto di vista tecnologico.
La differenza fondamentale dei visori della 3° Generazione consiste nel fatto che per il guadagno il fotocatodo multialcalino utilizzato nelle Generazioni precedenti, è stato sostituito da un fotocatodo arsenide gallio ed un disco a microcanali che consente di accrescere la risoluzione e la fotosensibilità.
Visore notturno monoculare per risparmiare sul prezzo Il disco a microcanali è rivestito di una pellicola-barriera di ioni che prolunga la durata del tubo. Un tubo di 3° Generazione produce più di 800 uA/Im nella regione dello spettro che va da 450 a 950 nanometri (vicino agli infrarossi) fornendo performance da molto buona ad eccellente a bassi livelli di luce. Recenti tubi di 3° Generazione costruiti su specifiche militari non hanno presentato distorsioni percepibili.
Oggi la tecnologia dell'arsenide gallio permette agli amplificatori di luce di offrire prestazioni che solo pochi anni fa sembravano ancora fantascienza.
Con gli intensificatori di 2° e 3° Generazione può capitare di vedere un disegno a nido d'ape su tutta l'area dell'immagine in condizioni di luce intensa. Questo fenomeno e noto anche come disturbo di disegno fisso (FNP) ed è insito nel disegno di questo tipo di tubi.

 
  VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
Nella valutazione della performance di un visore notturno, bisogna considerare il sistema nella sua totalità, obiettivo, intensificatore d'immagine e oculare.
Fattori rilevanti sono guadagno, risoluzione di fotosensibilità, un'illuminazione equivalente del background, rapporto segnaledisturbo, distorsione, ingrandimento e campo di visione. Vanno inoltre considerati l'adeguatezza rispetto all'applicazione desiderata e i costi complessivi.
Per guadagno si intende il numero di volte che il visore amplifica l'entrata di luce.
Si può considerare il guadagno del tubo o il guadagno del sistema.
Il guadagno del tubo è il livello di amplificazione elettronico del tubo intensificatore di immagine.
Il guadagno del sistema è il livello attuale di luce che raggiunge gli occhi dell'osservatore dopo che il guadagno del tubo è stato colpito da altri elementi del sistema. Il guadagno del sistema è una misurazione molto importante poiché misura ciò che si vede veramente.

 
  MISURAZIONE DEL GUADAGNO DEL TUBO
Il guadagno del tubo è calcolato dividendo l'emissione di luce del tubo intensificatore di immagine in footlambert (fL) per l'entrata di luce in footcandies (fc).
Il guadagno di sistema viene calcolato dividendo l'emissione di luce del sistema in fL per l'entrata di luce in fc.
Anche se alcune aziende pubblicizzano per alcuni dei loro visori un'amplificazione di luce o un guadagno pari a 95,000 volte, queste cifre sono estremamente fuorvianti perché considerano solo il guadagno del tubo e non la performance del sistema.
Per il tubo, un livello di guadagno troppo elevato diminuirebbe la qualità dell'immagine, aumentando il "disturbo" nel tubo e riducendo anche la durata effettiva del tubo intensificatore di immagine. A causa di questi fattori l'esercito statunitense possiede strumenti con un guadagno di tubo tra 20,000 e 35.000. La chiarezza dell'immagine amplificata è ovviamente molto importante.
La risoluzione degli intensificatori di immagine è calcolata in coppie di linee per millirnetro (lp/mm), mentre la risoluzione del sistema viene calcolata in cicli per milliradianti (cy/mr); i valori misurati in lp/mm e cy/mr non devono essere confusi.
La risoluzione del sistema è la più importante in quanto calcola ciò che si vede realmente ed aumenta in rapporto all'ingrandimento, anche se la risoluzione del tubo intensificatore di immagine non cambia.

 
  FATTORI DI ILLUMINAZIONE
La fotosensibilità è un fattore importante nella determinazione della quantità e del tipo di luce che occorre per una performance ottimale ed è solitamente misurata in microAmper per lumen (A/lm).
A rappresenta la quantità di corrente elettrica prodotta quando il fotocatodo è esposto ad una determinata quantità di luce (lm).
Visori notturni della ITT Anche se un visore con elevata fotosensibilità avrà una performance migliore in determinate condizioni di oscurità, bisogna considerare il punto dello spettro di luce in cui sono state fatte le misurazioni. Infatti c'è più energia disponibile nella parte dello spettro vicina a IR di notte che nello spettro visibile.
La sensibilità dello spettro viene misurata in milliAmper per watt (mA/W).
mA è la quantità di corrente elettrica prodotta quando il fotocatodo è esposto ad una specifica lunghezza d'onda di luce ad un dato potere radiante (watt).
La maggior parte dei visori funziona meglio in presenza di una certa quantità di luce, per esempio in caso di luna piena. A livelli di luce inferiori molti visori non forniscono un'immagine adeguata.
Gli strumenti della 2° e 3° Generazione dovrebbero dare un'immagine nitida già con la sola luce delle stelle che si aggira intorno a 1/100.000 fc. in una notte limpida. Non dovrebbe essere necessaria la luce della luna.

 
  RAPPORTO SEGNALE/DISTURBO
Il rapporto segnale/disturbo determina una bassa risoluzione dell'intensificatore di immagine e può essere calcolato in molti modi. Prima di fare validi confronti tra visori notturni, è importante sapere come è stato calcolato il rapporto segnale/disturbo.
L'esercito statunitense specifica che il rapporto segnale/disturbo dovrebbe tenere in considerazione la fotosensibilità, l'efficienza dello schermo al fosforo nel riconvertire l'immagine elettronica in luce visibile e l'apporto di "disturbo" da parte del visore. Maggiore è il rapporto segnale/disturbo, migliore è la capacità del visore di operare in condizioni di luce molto bassa.
La quantità di illuminazione di background equivalente (EBI) è ciò che deteimina il livello di luce più basso al quale un oggetto può essere individuato ed è misurato in lumen per centimetri quadri (lm/cm2). Al di sotto di questo livello gli oggetti non saranno individuabili. EBI è la luce visibile quando si accende il visore e non c'e luce sul fotocatodo.
A causa della loro dipendenza dalla luce ambientale, i visori passivi non funzionano nella completa oscurità e le loro performances potrebbero risultare insufficienti durante operazioni tattiche. Potrebbero esserci inoltre difficoltà nell'individuare oggetti mascherati dalle ombre della notte. Per ovviare alla dipendenza dalla luce ambientale, si possono utilizzare gli illuminatori IR strumenti che permettono di illuminare un oggetto senza essere visti.

 
  IL CAMPO VISIVO
Per una migliore performance complessiva è importante che l'ottica dei visori notturni sia di buona qualità altrimenti ridurrebbe la trasmissione della luce provocando distorsioni notevoli, oppure potrebbe produrre un'immagine nitida al centro ma non sui contorni.
Sistema di visione notturna da abbinare ai sistemi di puntamento delle armi Esistono visori con un sistema di ottiche intercambiabile e in diverse varietà di ingrandimento. Aumentando l'ingrandimento si diminuiscono però la quantità di luce disponibile ed il campo visivo. Misurato in gradi, il campo visivo definisce l'area che può essere osservata con uno strumento ottico e varia notevolmente in rapporto alla qualità e al disegno dello strumento. La sua ampiezza è in generale tra gli 8 ed i 10 gradi. In alcuni visori americani può raggiungere i 40 gradi, fornendo una massima visione periferica.
Il campo visivo di un visore notturno è un fattore fondamentale e risulta essere di vitale importanza soprattutto quando si tratta di sorveglianza, ricerca, salvataggio.

 
  CONTROLLO AUTOMATICO DELLA LUMINOSITA'
Altro fattore importante tipico degli strumenti di 2° e 3° Generazione è il controllo automatico della luminosità o controllo del guadagno. Questo sistema riduce automaticamente il voltaggio al fotocatodo assicurando oltre ad un costante livello di luminosità una protezione in caso di improvvise esposizioni a forti fonti di luce. Il tutto a vantaggio di un aumento della durata del tubo.

 
  CONSIDERAZIONI RIGUARDANTI L'ACQUISTO
Oggi è possibile acquistare un visore notturno spesso di produzione russa nuovo e con garanzia, a meno di un milione di lire. Ma consideriamo però anche l'altro lato della medaglia: chiunque può permettersi un visore notturno, criminalità compresa. Diventa quindi necessario servirsi di strumenti di alta tecnologia e la possibilità di avere una migliore visione notturna conferisce maggior sicurezza anche al soldato. Di recente il mercato è stato invaso da visori notturni. Risulta quindi estremamente importante riflettere e valutare uno strumento prima di acquistarlo evitando cosi gravi errori.
La via da seguire per giungere ad uno strumento migliore è facilmente percorribile. In effetti, a parità di livello la qualità dei prodotti Americani sono superiori rispetto a quelli dell'ex blocco sovietico.
La società AMT, per esempio, ha recentemente introdotto sul mercato il modello MO-22. Si tratta di un visore notturno di elevata qualità con tubo di 2° o 3° Generazione fabbricato interamente negli USA ed apprezzato per le sue ridotte dimensioni.
Altri modelli americani sicuramente molto validi e sempre muniti di tubo di 2° o 3° Generazione possono essere l'ITT 150/160 (a loro favore c'è il galleggiamento in caso di caduta in acqua), oppure il LITTON M-982 stimato per le elevate qualità dei tubo e dell'ottica.
Non sono visori molto economici, ma la differenza a livello di qualità e di praticità d'impiego di questi strumenti americani è veramente sorprendente.
Elicotterista equipaggiato con i GOOGLES per la visione notturna Tra i diversi aspetti da considerare e di primaria importanza la durata del tubo intensificatore di immagine. Infatti alcune Società dispongono e commercializzano tubi optronici usati e alla fine della loro vita operativa. Questo spiega un basso costo, ma dopo poco gli strumenti saranno inutilizzabili. Un iniziale risparmio si rivelerà una perdita nel momento in cui occorra sostituire il tubo che, sebbene facilmente reperibile, e la componente più costosa del visore.
E' importante rendersi conto che in un visore notturno bioculare come ad esempio il PVS-7 venduto a circa 12.000.000 di Lire, il valore dei tubi rappresenta il 90% del prezzo totale.
In base all'utilizzo che se ne intende fare dovremo considerare poi il peso, le dimensioni, la robustezza, la resistenza all'acqua e la facilità di impiego. Alcune unità, per esempio, sono scomode da usare, pesanti da reggere e scarse a livello della qualità della visione. Particolarmente importante per i militari e la possibilità di utilizzare tutti i comandi con una mano sola reggendo contemporaneamente uno strumento molto leggero e facile da usare.
Prima di procedere all'acquisto bisogna anche considerare l'assistenza che viene fornita e il supporto tecnico anche post vendita. Assicurarsi di confrontare le marche, i modelli e la serietà degli importatori, in questo modo si potrà constatare veramente la differenza. Controllare anche la garanzia che oltre ad essere in lingua italiana, sia di almeno un anno o piu.
Il consiglio è di non acquistare mai i visori venduti lungo le strade o nelle piazze anche se il prezzo risulta decisamente vantaggioso, perché oltre ad essere spesso di contrabbando, non danno garanzie di funzionamento, assistenza ma sopra tutto sicurezza.

 
  CONTROLLO DELLA QUALITA' GARANTITO
Gli Stati Uniti, leader nella tecnologia dei visori notturni, offrono prodotti con una qualità di immagine, durata del tubo e performance complessiva decisamente superiori e stabiliscono norme standard a cui bisognerebbe adeguarsi. Purtroppo il prezzo di questi visori sebbene sia diminuito negli ultimi anni, resta come già detto largamente superiore a quello dei visori sovietici.

 
Sistema di funzionamento di un apparato a intesificazione di luminescienza


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