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EL ALAMEINSECTION
Il Gen. Erwin Rommel e il Gen. Frohlich comandante del corpo aereo a colloquio Abbiamo resistito fino alla disperazione
  Documento segreto, in cui Rommel il 17 novembre 1942 riferisce sulla situazione allo stato maggiore tedesco, al duce e al comando supremo italiano.
 
  Riassumo le mie precedenti comunicazioni sui reparti dell'armata corazzata italo-tedesca.
Le truppe italo-tedesche hanno tenuto le posizioni di El Alamein dal 23 ottobre al 4 novembre, gettando tutte le loro forze nella lotta e resistendo fino alla disperazione. Il 4 novembre il nemico è riuscito, grazie alla sua enorme superiorità di mezzi corazzati (soprattutto carri armati pesanti), di artiglieria anticarro e di artiglieria pesante con gigantesche quantità di munizioni, come pure di bombardieri pesanti, a sfondare le nostre linee in cinque punti diversi e su vasto fronte. Lo sfondamento principale si è verificato nel settore nord dello schieramento, su un fronte di una ventina di chilometri, benché proprio in quella zona fossero state concentrate tutte le possibili riserve tedesche e italiane. Le forze italo-tedesche hanno subito, senza eccezione, gravissime perdite in seguito a questi ininterrotti e durissimi combattimenti, e sono state sgretolate reparto dopo reparto dalla schiacciante superiorità terrestre e aerea del nemico. In seguito allo sfondamento, soltanto poche frazioni delle nostre truppe sono riuscite a ripiegare combattendo sulle posizioni di Fuka, ma neppure qui sono riuscite ad attestarsi e a creare un nuovo fronte. Il nemico è riuscito a sfondare le nuove linee fin dal primo giorno, e ciò in numerosi punti, mediante l'impiego di forze fresche.

 
a) il X corpo d'armata italiano, formato dalle divisioni Pavia, Brescia e Folgore, è stato attaccato da forti reparti corazzati avversari durante la ritirata da El Alamein a Fuka, riuscendo a sganciarsi e a raggiungere nuove posizioni dove però, a causa della mancanza di autocarri, di carburante e di acqua, dopo una disperata e coraggiosa resistenza è stato fatto quasi completamente prigioniero dagli inglesi.
b) XXI corpo d'armata italiano: la divisione Trento ha subito gravi colpi sul fronte di El Alamein, e già al 24 ottobre aveva perduto la metà dei propri effettivi. La divisione Bologna e i resti della divisione Trento hanno subito ulteriori gravi perdite in seguito allo sfondamento del loro schieramento, effettuato dal nemico in più punti il 5 novembre. Durante la successiva ritirata sulle posizioni di Fuka, il corpo d'armata è stato quasi completamente distrutto. Ne rimangono soltanto un battaglione e mezzo e due reparti di artiglieria.
c) XX corpo d'armata motorizzato italiano: perdite molto gravi hanno subito le divisioni Littorio e Trieste, impegnate nel tentativo di respingere le azioni di sfondamento nemiche nel settore settentrionale del fronte di El Alamein; la divisione corazzata Ariete, attaccata di fronte, sui fianchi e di tergo, il 5 novembre, è stata praticamente distrutta dopo una coraggiosa resìstenza. Dell'intero corpo d'armata non resta che un reggimento, munito di sparsa artiglieria e senza più un carro armato.
 
d) Afrikakorps: la 15° divisione corazzata, impegnata fin dall'inizio, e la 21° divisione corazzata, entrata in azione alla fine d'ottobre, sono ridotte attualmente alla forza complessiva di un reggimento.
 
e) Anche la 9° divisione leggera è stata impegnata quasi subito nei combattimenti, ed è ridotta attualmente alla forza di un battaglione e mezzo.
 
f) La 164° divisione di fanteria leggera tedesca è, delle nostre unità, quella che ha subito le più gravì perdite. Di 9 battaglioni, ne rimangono 2, di 6 batterie circa 2. Tali resti sono stati per forza di cose suddivisi fra le tre altre divisioni tedesche, per non ridurne la mobilità. Non appena la situazione lo permetterà, si provvederà al riordinamento e alla ricostituzione delle divisioni.

g) La brigata Ramcke ha perduto più di metà dei suoi uomini e quasi tutte le armi pesanti.

h) La 19° divisione antiaerea ha subito la perdita di 50 cannoni, pesanti e 60 leggeri, ma nel frattempo ha ricevuto nuovi rifornimenti, e precisamente 24 pezzi pesanti e 40 leggeri.

i) Delle 17 batterie dell'artiglieria d'armata tedesca, ne rimangono soltanto otto.

F.to Rommel




General Feldmarschall Erwin Rommel

General Feldmarschall Erwin Rommel

General Feldmarschall Erwin Rommel
GENERAL FELDMARSCHALL
ERWIN ROMMEL
General Feldmarschall Erwin Rommel

Erwin Rommel nasce a Heidenheim, nel Württenberg, nel 1891. Frequenta la scuola militare di Danzica. Durante la prima guerra mondiale combatte nelle Argonne, in Romania e in Italia, rimanendo due volte ferito.

Allo scoppio del secondo conftitto, presta servizio, durante la campagna polacca, al quartier generale del Führer. Successivamente gli viene affidatoto il comando della settima divisione corazzata del XV corpo, che costituisce la colonna di punta dell'esercito tedesco nelle operazioni sul fronte occidentale. La settima divisione combatte sulla Mosa, ad Arras, a Lilla, sulla Somme, ed è la prima a raggiungere la Manica.

Il 6 febbraio 1941 Rommel è a casa in licenza da due giorni, quando un aiutante del quartier generale del Führer bussa alla porta e gli consegna un messaggio urgente: Hitler vuole vederlo subito. Ha deciso di mandare in soccorso di Graziani due divisioni della Wehrmacht. Rommel dovrà assumere il comando generale di questo corpo africano e recarsi immediatamente in Libia. Il Führer, ricorda Rommel, "mi descrisse minuziosamente il teatro di guerra africano e mi comunicò che gli ero stato indicato come elemento capace di adattarsi rapidamente alle condizioni particolarissime della guerra in Africa".

Il 12 febbraio è già a Tripoli e sintetizza il suo giudizio sulla situazione con queste parole: "C'è da farsi rizzare i capelli pensando con quale armamento il duce manda a combattere le sue truppe". Il 24 i suoi uomini sono a contatto con le truppe britanniche in Cirenaica. Maestro nell'impiego delle formazioni mobili, nel raccogliere immediatamente le forze dopo un'operazione per sfruttare a fondo il successo, convinto che "l'energia di un comandante conta spesso più della sua intelligenza", Rommel salta, con il suo aereo, come una cavalletta da un punto all'altro del deserto per prendere contatto fisico con il terreno e con gli uomini.

Magnifico giocatore d'azzardo, infligge agli inglesi gravi perdite e risolleva le sorti dell'Asse nello scacchiere africano. Di lui Churchill dice davanti alla Camera dei Comuni: «Abbiamo di fronte a noi un avversario molto audace e abile e, se posso dirlo al disopra delle stragi di guerra, un grande generale».

A fronteggiarlo si succedono i migliori generati britannici: Wavell, Auchinleck, Cunningham, Ritchie, Montgomery.
Dopo due anni di Africa, combatte in Normandia contro l'avanzata degli alleati e rimane ferito il 17 luglio 1944. Accusato di aver partecipato alla congiura del 1944 contro HitIer è costretto a darsi la morte con il cianuro per evitare il processo. Scompare dalla scena tragica della Germania a un cenno del tiranno che ha fedelmente servito, come un generale romano.


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