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S.M. 81 Pipistrello

Z.1007 Alcione

B.R.20 Cicogna

Fiat G.50 Freccia

M. C.200 Saetta

M. C.202 Folgore

Ju 87 Picchiatello

M 11/39 e M 13/40

Carro M 15/42

Autoblindo 40 e 41

Fiat 508 C.M.

Beretta 1938A




Me Bf 109

Me Bf 110

Fi 156 Storch

Opel Blitz

MG 34

MP 38 e MP 40




EL ALAMEINSECTION

  7 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) - "Tutta la notte il signor Maresciallo ha studiato la situazione. Essa mostra l'intenzione degli inglesi di attaccarsi al terreno ed impedire l'avanzata. Abbiamo di fronte a noi, a sud, al margine della depressione di el Quattara, la XXXIX Brigata indiana, la VIII Brigata Motorizzata a Deir el Munassib. In avanti sempre a sud, reparti della Royal e gruppi della divisione neozelandese. Al centro il XII Lancers, in avanguardia la I Divisione. Sulla costa, nella stretta di el Alamein, la I Divisione sudafricana con in retroguardia fra el Imayd ed el Hamman la X Divisione indiana e la XIX Brigata inglese, sulla costa. Rinforzi sono segnalati sul Canale. Le navi da guerra che avevano in tutta fretta sgomberato il porto di Alessandria, pare stiano ritornando. Cifrato da Berlino: manovra di Kesselring. Mussolini seguita a visitare i battaglioni. Il Maresciallo Cavallero è ripartito per Roma".
 
  8 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante)- "Attacchi di artiglieria, il sig. Maresciallo è stato 19 ore in pieno deserto col suo panzer, fra le linee nemiche. Gran caldo: ghibli. Gli indiani sono costretti a ritirarsi con gravi perdite. La RAF picchia. A Berta, rapporto di ufficiali dal Duce".
 
Il Generale Erwin Rommel   9 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) "Puntate di carri armati britannici. Le difficoltà dei rifornimenti si aggravano. I fusti di benzina provenienti dall'Italia sono per due terzi pieni d'acqua! Abbiamo fatto un'inchiesta e la situazione risulta identica e abituale. E' un vero e proprio sabotaggio. Vi sono in media da 50 a 60 litri di acqua per ogni fusto. Gli italiani vi sono abituati, dato che i comandi hanno disposto "per prescrizione" che prima dell'uso i fusti siano posti a decantare per dividere i due liquidi! E' incredibile! Il signor Mussolini è a Berta: ha visitato Barce e Borgo Baracca".
 
  10 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) "Nuovi attacchi. Abbiamo distrutto molti panzer inglesi. Gli italiani sono molto stanchi. La RAF dà fastidio. Il signor Mussolini sta male".
 
  10 LUGLIO 1942 - Con una serie di attacchi limitati, la 9ª div. australiana del XXX corpo britannico si impadronisce dei rilievi di Teli ei-Eisa, a ovest di El Alamein.
L’Afrika Korps compie un vano tentativo di ridurre il saliente conquistato dal nemico.

 
  12 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) - "Le notizie da Tripoli sui convogli e sui rifornimenti sono gravi. Rommel telegrafa a Berlino ed a Roma. E' arrivato a Berna il figlio del Duce, Vittorio Mussolini, Capitano dell'Aviazione italiana".
 
  13 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) - "Le deficienze dei rifornimenti si fanno sentire. Il signor Maresciallo è sempre sul fronte. Attacchi di carri armati. I nostri aerei hanno abbattuto 16 apparecchi della RAF. Se Kesselring inviasse qui tutto il CAT potremmo sfondare".
 
  11-12-13-14-15 LUGLIO 1942 Continuano vari combattimenti nei pressi di El Alamein. Gli inglesi fanno progressi limitati ma infliggono continuamente notevoli perdite alle truppe dell'Asse. Il sogno di Rommel di conquistare Alessandria e Suez in pochi giorni sta svanendo. Contrattacca per due volte, ma a loro volta contrattaccano anche gli inglesi e si allargano attorno a El Alamein con delle ottime artiglierie.
 
  14 LUGLIO 1942 - Da Berlino lungo cifrato sull'Egitto: roba diplomatica. I Senuessi hanno mandato due messi a parlare con Rommel, il quale non li ha voluti ricevere. Si tratta di due disertori egiziani di origine cirenaica, forse agenti provocatori: il gran Senusso, Emiro Idris, accetterebbe delle garanzie tedesche per una certa autonomia della Cirenaica con protettorato del Reich, purché gli italiani siano esclusi da Begasi. In questo caso, i senussi sarebbero disposti a tradire gli inglesi ed a passare dalla nostra parte, con armi e bagagli, e magari a fare la guerriglia nelle retrovie inglesi. Chiedono mezzo milione di sterline. Rommel li ha mandati al campo prigionieri, poi si vedrà. Mussolini sta ancora male.

  Truppe tedesche occupano una posizione britannica abbandonata nei pressi di Tobruk, giugno 1941.

  15 LUGLIO 1942 - Mussolini vola oggi a Tobruk a decorare 32 ufficiali italiani.
 
  16 LUGLIO 1942 - Il Duce è a Berta. Gli attacchi inglesi continuano. I rinforzi annunziati non ci arrivano, salvo la "Bologna".
 
  17 LUGLIO 1942 - Il nemico ci è superiore, specie la sua fanteria. Egli ci divora una divisione italiana dopo l'altra. I tedeschi sono molto deboli e debbono resistere da soli. E' roba da piangere.
 
  17 LUGLIO 1942 - Rommel è infatti costretto a correre in aiuto delle divisioni italiane Trieste e Pavia nel settore della Cresta di Miteirya (a sud- ovest del perimetro di El Alamein) per evitare che lo schieramento dell’Asse ceda; ma le perdite delle forze italo-tedesche sono pesanti. Cosi Rommel riassume la situazione: “Quel giorno furono gettate in combattimento le ultime riserve tedesche. Le nostre forze erano ormai talmente esigue rispetto a quelle britanniche in costante aumento che cominciavamo gia a ritenerci fortunati se fossimo riusciti a tenere la linea che occupavamo. il nostro fronte era presidiato da reparti sparsi a causa delle enormi perdite subite dagli italiani... Eravamo rimasti praticamente senza riserve...”.

Il problema dei rifornimenti rappresenta la nota dolente per gli italo-tedeschi: Rommel insiste per avere rinforzi, ma inutilmente e quando, realisticamente, in un incontro con Cavallero e Kesselring, il feldmaresciallo tedesco propone che le truppe dell’Asse arretrino da El Alamein a Sollum, viene seccamente messo a tacere; nell’occasione Cavalero afferma: “Ripiegamento è una parola che deve essere cancellata dal vocabolario della guerra in questo settore”.
Dal canto loro gli inglesi sono in grado di ricevere rifornimenti e rinforzi con regolarità e continuità per cui possono sopportare l’assedio di El Alamein in assoluta tranquillità.

 
  18 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) - "Von Rintelen assicura di aver trattato con il Generale Cavallero la questione del controspionaggio in Italia, così come avevamo consigliato già da tempo, sia il Maresciallo K, che l'Ammiraglio Canaris. La questione si presenta sempre più pressante, se non si vogliono condannare tutti i convogli di rifornimenti per la Libia ed una sicura distruzione. Le radio clandestine pullulano in Italia ed il nemico è criminalmente informato sistematicamente di ogni movimento nei porti, per cui non valgono scorte navali od aeree, poiché le rotte sono conosciute prima dagli inglesi che dai comandanti delle navi.
La caccia alle radio clandestine in Italia viene fatta dai civili, dalle Prefetture. Il Maresciallo aveva insistito perché il controspionaggio tedesco prendesse in mano la difesa contro le radio clandestine; ma il Comando Superiore italiano ed il SIM si sono sinora mostrati contrari ad un nostro intervento ed alla istituzione della nostra rete r.t. di controllo il che, a nostro avviso, è inspiegabile, almeno di non voler formulare dolorose ipotesi.
Ora sembra che Cavallero abbia deciso un nostro intervento; speriamo, abbiamo buoni risultati, è di vitale necessità che i rifornimenti giungano con ritmo sicuro.
Mussolini è sempre a Berta. Ci hanno riferito che il Generale Bastico, non ha mancato di criticare l'Afrika Korps, cosa che lascia indifferente il signor Maresciallo Rommel".

 
L'ombra di questi sospetti - di "tradimento" - continuerà a gravare per molti anni dopo la guerra, sugli alti Comandi della Marina italiana. Dopo trent'anni gli inglesi riveleranno l'impiego di "Ultra". Tutte le comunicazioni tra Rommel con i Comandi Supremi italiani e tedeschi, avvenivano via radio con messaggi cifrati con la macchina "Enigma", questi venivano intercettati dagli inglesi con la macchina "Ultra". Ogni volta che partiva un convoglio carico di armi, munizioni, automezzi, viveri e carburante, e la meticolosa organizzazione tedesca comunicava la data di partenza precisa al minuto e la rotta prevista con l'orario d'arrivo, gli inglesi facevano trovare i loro sommergibili lungo la rotta con il risultato facile ad immaginarsi.
Nessuno aveva mai pensato di stendere un banalissimo cavo telefonico sottomarino dalla Sicilia alla Libia. La sorte della guerra in Africa sarebbe stata molto diversa. Il canale di Sicilia non si sarebbe trasformato in un Cimitero delle navi della Marina italiana.

 
  20 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) Scontro di carri armati a el Quatara. La mancanza di benzina e munizioni è gravissima e preoccupa il Maresciallo. Dobbiamo limitare i movimenti dei carri armati e dei reparti motorizzati, e intanto il nemico si rafforza. E' una cosa che fa rabbia!
All'alba il signor Mussolini è partito in volo dal campo di el Fetejah per Atene. Dicono che intende recarsi a Roma e tornare in Libia fra tre settimane per assistere alla conquista di Alessandria. Se continua così, nel migliore dei casi saremo sempre qui, invece fra la sabbia, se il nemico non ci avrà buttati a mare!"

 
  21 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) "La nostra offensiva in Russia sembra vada bene. Sentiamo qui enormemente la mancanza di rifornimenti. Il Maresciallo comincia a risentire fisicamente dei lunghi strapazzi. Cifrato da Roma. Il morale è grigio. Il Generale von Rintelen......" (il diario si ferma, troncato. Le pagine portano delle correzioni, poi la scrittura è di Rommel, e le cancellature portano la sua sigla: E.R. Erwin Rommel)
 
  21 LUGLIO 1942 - Gli inglesi attaccano il settore centrale delle linee dell’Asse, mandando guastatori a preparare varchi nei campi minati avversari per consentire il passaggio dei carri armati.
Rommel invia al Comando Supremo della Wehrmacht un dettagliato rapporto sulla situazione dell’esercito tedesco in Africa. Nel documento il feldmaresciallo afferma tra l’altro che le unità germaniche devono registrare perdite pesantissime, che il fronte può tenere, ma che la situazione rimarrà critica per le sue truppe almeno fino a che non potrà disporre di tutta la 164ª divisione: le sue formazioni sono infatti ridotte al 40% degli effettivi. Sugli italiani del resto, prosegue il rapporto di Rommel, non c’è da contare essendosi dimostrati di così scarso affidamento da dover essere incorporati, suddivisi, nei reparti tedeschi.

 
  22 LUGLIO 1942 - La XXIII brigata corazzata inglese, da pochi giorni affluita al fronte, penetra attraverso i varchi aperti nei campi minati delle forze dell’Asse, ma i suoi progressi sono minimi, mentre molto elevate risultano le perdite di mezzi corazzati. Gli italo-tedeschi contrattaccano con grande energia, annientando la VI brigata neozelandese e un battaglione della CLXI brigata indiana.
Haupsfeldwebel 5° Rgt. Panzer a Tobruk, Cirenaica Maggio 1942 Si registrano gravi perdite anche da parte degli italo-tedeschi. Rommel, per il momento, decide di abbandonare il primitivo piano di rompere la linea difensiva britannica e di aggirare El Alamein per raggiungere il Nilo. E' più urgente infatti ricostituire le unità e riordinarle prima di intraprendere qualsiasi nuova azione o di elaborare nuovi piani.
Rommel comunque dal 26 maggio, data d’inizio dell’offensiva, ha fatto in questo teatro di operazioni 60.000 prigionieri inglesi, sudafricani, indiani, francesi, australiani e neozelandesi, distruggendo oltre 2000 fra carri armati e automezzi.

Intanto Roosevelt e Churchill, tante volte sollecitati da Stalin ad aprire il secondo fronte, rinunciano all’invasione dell’Europa, e decidono un grande sbarco in Africa. Si tratta dell’operazione “Gymnast”, nuova denominazione dell’operazione “Torch".
Il gen. Auchinleck ha quindi deciso di restare sulla difensiva fino all’arrivo di rinforzi.
Ma ha allarmato Churchill che decide di recarsi al Cairo (vi giunge il 5 agosto). Il telegramma che ha ricevuto lo ha reso nervoso e inquieto e vuole esaminare di persona la situazione. Dice il telegramma di Auchinleck : “A causa della nostra mancanza di riserve e in seguito al consolidamento delle posizioni nemiche, dobbiamo concludere, seppure a malincuore, che nella situazione attuale non è possibile rinnovare i nostri tentativi di sfondamento del fronte nemico. E improbabile che la possibilità di riprendere l’offensiva si ripresenti prima della metà di settembre”.

Negli ultimi giorni di luglio la battaglia si è spenta da entrambi i due avversari, il fronte si chiude in una situazione di stallo. Se Auchinleck ha allarmato Churchill, Rommel ha messo in subbuglio Berlino. Infatti ha la vaga sensazione di essere ad El Alamein caduto in trappola, e da buon generale ha proposto la ritirata al confine libico. Ma sia Hitler che Mussolini gli rispondono con un "no". E sarà questo "no" a segnare la sorte del generale e della sua armata. Rommel urla, strepita, minaccia per avere uomini, carri, cannoni, carburante; e qualcosa ottiene, ma non in proporzione a quelle avversarie.
Tuttavia ha un piano originale: sa che Auchinleck è debole (è come se avesse letto il suo telegramma a Churchill) e quindi riunendo i suoi ufficiali, ha progettato un arretramento verso il confine libico, come solo mezzo per indurre l'8ª armata ad uscire da El Alamein, e batterla in campo aperto. Ma non viene ascoltato. Anzi a fine agosto gli giunge l'ordine di attaccare di nuovo, e Rommel sa che è un'impresa disperata, tuttavia il 30 agosto attaccherà su tre colonne, utilizzando come forza d'urto otto divisioni, cinque italiane e tre tedesche.

 
  30 LUGLIO 1942 - (scrive l'aiutante) Cifrato da Roma e Berlino. Rapporto sulla Divisione "Sabratha" e sugli ufficiali italiani denunciati. Si risponde ad un telespresso del Comando Superiore della Wermacht in merito, citando nomi e fatti.
(Non sappiamo di cosa si tratta. Ndr.)

 
  5 AGOSTO 1942 - Churchill giunto al Cairo è del parere insomma che occorra un drastico e immediato mutamento in seno all’Alto Comando della guerra nel Medio Oriente, avendo ormai perso ogni fiducia nel gen. Auchinleck. Lo sostituisce al comando del Medio Oriente con gen. Harold Rupert Alexander, e nomina al comando della 8ª armata il gen. W.H.E. Gott, già comandante del XIII corpo britannico; ma mentre si sta portando al Cairo il suo aereo viene intercettato e abbattuto da due Messerschmitt tedeschi: Gott muore con tutto l’equipaggio. A sostituirlo viene chiamato il gen. Bernard Law Montgomery.
 
  7 AGOSTO 1942 - (scrive l'aiutante) S.O.S. per i rifornimenti. Le navi affondano e noi ci insabbiamo. Il signor Maresciallo spera in una prossima offensiva.
 
  15 AGOSTO 1942 -
Il gen. sir Bernard L. Montgomery, nuovo comandante dell’8ª armata britannica, giunge in Egitto dall’Inghilterra. Effettua qualche cambiamento, rafforza l'armata qui e là, ma sostanzialmente il grosso lavoro lo ha già fatto Auchinleck che ha già quasi circondato il sempre più debole Rommel. Ed anche Montgomery concentrandosi su El Alamein, non fa che confermare che questa posizione è di vitale importanza per la difesa di Alessandria. Inoltre è appoggiato ed entrano in funzione per la prima volta i bombardieri americani che attaccano alcune posizioni italo-tedesche ad El Alamein. L'8 agosto Churchill e Roosevelt hanno preso la decisione di affidare al gen. Eisenhower il comando dell’operazione “Torch” (sbarco in Africa). Infine il gen. Alexander ha raccomandato a Montgomery di tenere a ogni costo le posizioni di El Alamein mentre verrà preparata la controffensiva con i rinforzi che arriveranno con lo sbarco.
In sostanza è quello che andava dicendo e voleva fare Auchinleck.

 
  18 AGOSTO 1942 - (scrive l'aiutante) Le perdite dei convogli sono sempre più gravi. Il Comando Supremo italiano ha approvato i piani di Rommel che prevedeva lo sfondamento e la conquista di Alessandria. Inizio previsto, se i rifornimenti arrivano, il 26 agosto. Il Maresciallo Rommel è ammalato e chiederà di rimpatriare.
 
  22 AGOSTO 1942 - (scrive l'aiutante) Ieri mi sono fatto visitare dal medico. Egli ritiene che il mio cuore funzioni male e che ho una pressione del sangue troppo alta a causa dei gravi disagi. Mi ha consigliato sei settimane di riposo. Vedrò di fare un tentativo al Ministero per una mia sostituzione. Questa notizia scoppierà a Roma come una bomba. Farà loro bene (agli italiani) una volta tanto, se la dovranno sbrigarsela da soli. Gli inglesi li avrebbero liquidati in due giorni.
In attesa della fase di plenilunio, a Roma si parla di Kesselring come sostituto di Rommel il che irrita il Maresciallo la cui salute lascia a desiderare.

 
  24 AGOSTO 1942 - Sto alquanto meglio, sì da potermi alzare di tanto in tanto. Malgrado ciò non mi sento di poter decidere per la cura di sei settimane in Germania. La pressione troppo alta impone un intervento immediato ed energico.

La sera del 30 agosto, Rommel attacca, malgrado le previsioni deficitarie in materia di rifornimenti di carburante. Il servizio informazioni dell'Afrika Korps in base alle intercettazioni ed alle informazioni dirette, segnala che l'VIII Armata è ora al Comando del Generale MONTOGOMERY, con a capo di S.M. il Generale Francis de Guingand. Alla vigilia dell'attacco Rommel esulta e scrive:


  Il Generale Rommel ascolta le notizie portate dalle avanguardie tedesche.

  30 AGOSTO 1942 - Finalmente è venuto il gran giorno. Con quanta impazienza io l'ho atteso! e quante preoccupazioni e quante difficoltà ho dovuto superare poiché ero sempre costretto a chiedermi se ero riuscito a raccogliere le forze sufficienti per una nuova avanzata. Molti problemi restano insoluti e qua e là vi sono gravi lacune. Tuttavia ritengo di dover osare, poiché non mi sarà data una seconda volta l'occasione di avere a disposizione un tale plenilunio e uguali condizioni di mezzi. Per quanto mi concerne, farò di tutto per ottenere il successo. Fisicamente mi sento bene. Se i nostri piani si avvereranno, ciò avrà una decisiva influenza su tutta la condotta generale della nostra guerra. Se falliamo avremo almeno indebolito notevolmente l'avversario.
 
  30 AGOSTO 1942 - Ore 23:00 Rommel sferra un attacco su tutto il fronte di El Alamein; è iniziata la battaglia di Alam Halfa, cosi chiamata dall’omonima “Cresta” a sud-est di El Alamein nei pressi della quale si svolge la battaglia principale. Il piano del feldmaresciallo tedesco prevede delle azioni diversive condotte dalla sinistra del suo schieramento (verso El Alamein), contro il XXX corpo nemico dalla 164ª divisione tedesca e dalle divisioni italiane Trento e Bologna: l’attacco principale è previsto nel settore meridionale delle linee tedesche, contro il XIII corpo britannico, ad opera della 90ª divisione leggera, del corpo d’armata motorizzato italiano (con le divisioni Ariete e Littorio), le due divisioni corazzate dell’Afrika Korps (la 15ª e la 21ª), la divisione Folgore e il Gruppo Recce. Rommel intende aggirare da sud le posizioni britanniche, spostarsi ad est della Cresta di Alam Halfa e quindi accerchiare l’8ª armata britannica.
L’offensiva di Rommel si è resa necessaria nel momento in cui egli si è reso conto che il tempo avrebbe favorito la ricostituzione e la riorganizzazione delle truppe del gen. Alexander. In quest’occasione il feldmaresciallo tedesco dichiara: “La decisione di attaccare oggi è la più grave della mia vita. O si riesce a raggiungere ora il canale di Suez oppure...”.
Per 5 giorni Rommel attacca, ma sono attacchi brevi, senza andare in assalti in profondità e cercando di risparmiare carburante; ma è carente anche di viveri. Inoltre gli attacchi si arrestano sui campi minati che i britannici in un mese hanno disseminato i dintorni di El Alamein.
Ciononostante ha impegnato duramente con attacchi o respingendo contrattacchi inglesi, che fanno lenti lenti progressi in direzione sud ma a prezzo di gravi sacrifici umani e materiali e che costringono Montgomery a sospendere degli attacchi. Il nuovo arrivato che è più freddo e calcolatore del precedente, non vuole sprecare nemmeno più un uomo in una inutile battaglia; ha del resto un buon appoggio degli aerei (tre volte superiore a quella dell'Asse) e sa che presto ci sarà lo sbarco in Nord Africa.
Ma il 2 settembre anche Rommel è costretto a dare l'alt. E ha già capito che la conquista dell'Egitto è già fallita, e come uomo è moralmente distrutto.

 
  4 SETTEMBRE 1942 - Ho trascorso giornate dure. L'offensiva ha dovuto essere sospesa per difficoltà nei rifornimenti e per gli attacchi aerei del nemico. La nostra vittoria era quasi sicura. Io mi sento d'altro canto esaurito. Oggi soltanto, per la prima volta dall'inizio dell'offensiva, sono riuscito a togliermi gli stivali e a prendere un bagno.
 
  16 SETTEMBRE 1942 - (Lungo rapporto al comando supremo della Wermacht). Il 14 gli inglesi hanno effettuato un tentativo di sbarco a Tobruk, con azioni singole contro Gialo, Bengasi e Barce. E' da ritenere che queste azioni rappresentino dei diversivi e delle azioni di disturbo, intesi a smascherare le intenzioni del nemico. Comunque, confermano le nostre previsioni di un attacco in forze al nostro schieramento che, presumibilmente, si svilupperà verso il centro. Le nostre posizioni sono state concatenate in tanti capisaldi difensivi, articolati in sezioni autonome, saldamente munite, con legamenti di campi minati e postazioni di artiglierie. Con la riserva mobile e corazzata, io sono in grado di poter elasticamente muovermi ed intervenire là dove sia necessario. Una maggiore garanzia è data da sistema misto di interpolazione di reparti nostri a quelli alleati, in modo che le divisioni possano appoggiarsi reciprocamente e io sono in grado di avere una maggiore sicurezza relativa in caso di cedimento degli italiani.
Le maggiori difficoltà sono sempre queste segnalate:
a) carenza di benzina e munizioni;
b) assenza di difesa aerea;
c) artiglierie deficitarie.

 
Ordine del giorno interno e riservato del 25 settembre per il comando dell'Afrika Korps. Il maresciallo Rommel si reca "in breve licenza di malattia" in Germania, ed è sostituito temporaneamente dal Generale Stumme, abilissimo manovratore dei mezzi corazzati, soprannominato "fulmine" sul fronte russo, per la sua decisiva rapidità di azione.
 
DIARIO - Moser (l'aiutante di Rommel a Gruber in Africa) in data 26 settembre: "Il signor Maresciallo è stato ad un lungo colloquio con il signor Mussolini a Palazzo Venezia. Egli ha illustrato la situazione e parlato chiaro sulla gravità della deficienza della benzina e delle munizioni e sia sul comportamento degli italiani. Il soldato italiano è soprattutto, il suo morale è depresso. Mussolini ha dovuto suo malgrado dar ragione al signor Maresciallo. Per i convogli ha assicurato che farà portare a termine dal Comando Supremo l'attacco a Malta e tornerà a prospettare il problema di Tunisi, su cui il signor Maresciallo ha molto insistito. Il signor Mussolini ha dovuto convenire che la mancata conquista della Valle del Nilo e dell'insuccesso dell'ultima offensiva vanno addebitati unicamente alle deficienze dei convogli e dei rifornimenti e non all'Afrika Korps. Lunghe riunioni al Comando Supremo e all'Ambasciata. Domani partiamo per il Reich. Il Generale Ramke è in Germania".
 
Fu così decisa la partenza dall'Italia di un convoglio di cinque navi dirette in Libia a Tobruk. (la Proserpina, la Tripolina, la Ostia, la Zara e la Brioni. Kesserlring felice comunicò a Stumme con un cifrato Enigma la bella notizia. Il messaggio fu intercettato a Londra da "Ultra", arrivò sul tavolo di Churchill che non ebbe dubbi cosa fare, a costo di far scoprire "Ultra".
Il convoglio italiano andò incontro al fatale appuntamento; non una nave si salvò dall'attacco aereo; il 27 mattina erano già tutte in fondo al mare. Gli inglesi giocarono anche d'astuzia, e per non far scoprire l'esistenza di "Ultra" (i tedeschi avrebbero potuto cambiare il sistema cifrato di Enigma) inviarono a destra e a manca in modo che arrivasse al controspionaggio tedesco, un messaggio che ringraziava le radio clandestine degli "agenti" in Italia, promettendo loro laute ricompense per l'opera svolta.

Inoltre, mentre Rommel e il suo aiutante sono a Berlino, Londra ha deciso di sferrare la grande offensiva, e Montgomery ha stabilito di attaccare il 23 ottobre in una notte di luna piena, con una finta a sud e un attacco in forze a nord.
Churchill due giorni prima ha telegrafato al gen. Alexander, comandante in capo delle forze armate inglesi nel Medio Oriente: “Tutte le nostre speranze sono riposte, in questo momento, sulla battaglia che voi e Montgomery vi apprestate a scatenare. Può darsi che essa sia la chiave del futuro...”.
E Montgomery, il 22, alla vigilia dell’attacco, ha rivolto una specie di proclama alle truppe: “Quando assunsi il comando dell’8ª armata affermai che il nostro compito sarebbe stato quello di annientare Rommel e che questo sarebbe successo non appena saremmo stati pronti. Ebbene, ora siamo pronti. La battaglia che sta per iniziare è una battaglia decisiva e come tale entrerà nella storia... Abbiamo armi e materiale di prim’ordine, carri armati potenti... e ci appoggia la migliore aviazione del mondo...”.
Nei giorni precedenti Montgomery nel preparare l'attacco, aveva mascherato e mimetizzato (addirittura avvalendosi di uno sceneggiatore cinematografico - Barkas - e di un illusionista - Maskelyne -) un fortissimo concentramento a nord (86 battaglioni di fanteria 150.000 uomini, alcune migliaia di automezzi, 3247 cannoni, migliaia di tonnellate di rifornimenti, 1350 carri armati, 1200 aerei) mentre ha predisposto un altro contingente di molto inferiore (circa 45.000 uomini) disordinatamente a sud, che ha tratto in inganno Rommel prima di partire; più che convinto che gli inglesi con le forze che disponevano a sud non potevano non prima di novembre scatenare un offensiva.


  Il Generale sir Bernard L. Montgomery sopra un carro armato britannico.

L’attacco sferrato alle ore 21:30, sorprende nettamente le forze dell’Asse e il generale Georg Stumme. Al fuoco delle solite artiglierie inglesi che ogni giorno iniziavano a sparare, le forze dell’Asse avevano l’ordine di non rispondere per risparmiare munizioni. Quindi nella prima mezz'ora dell'attacco nemmeno si rispose.
Il piano inglese prevedeva l’attacco decisivo nel settore nord da parte della fanteria del XXX corpo inglese e delle divisioni corazzate del X corpo; al XIII affidate le azioni diversive.
Alle ore 22:00 i tre corpi inglesi lanciano il loro attacco in forze; l'offensiva provoca scompiglio nelle forze dell’Asse che tuttavia reagiscono prontamente.
Se per l'Asse la situazione divenne critica, non è che gli inglesi riuscirono nei campi minati a passeggiare.
Due divisioni corazzate riuscirono ad aprirsi un corridoio, ma una rimase intrappolata. Montgomery il mattino seguente sarà costretto a spostare verso nord il cardine dell’offensiva, affidandola alla 9ª divisione australiana con la copertura della 1ª divisione corazzata che ha violenti scontri attorno alla Cresta Kidney con perdite molto pesanti da parte della 15ª divisione corazzata tedesca, ridotta in breve tempo a 39 carri dei 119 che ne aveva all'inizio a disposizione.
Il compito degli italiani era difendere le posizioni mentre gli eventuali attacchi erano affidati ai mezzi corazzati tedeschi che però avevano l’handicap di essere distribuiti un po’ lungo tutto il fronte perdendo così la forza d'urto di un eventuale contrattacco.
Ma Stumme - poverino appena arrivato da due giorni - probabilmente fu disperato. Muore (secondo alcune fonti) di apoplessia, con un colpo di rivoltella alla tempia, secondo altri; altre versioni, che cadde dal predellino dell'auto senza che il suo autista se ne accorgesse, fu dato per disperso, poi ritrovato molte ore più tardi.
Tuttavia italiani e tedeschi si sono difesi bene, e Montgomery prima deve rallentare l'offensiva poi sospenderla. Convoca i suoi generali e li sprona a riprendere l’avanzata con la determinazione delle prime ore. A Londra intanto si attendono notizie decisive che non arrivano: Churchill è furibondo, minaccia addirittura di far “saltare” Montgomery; sembra che esclami: “E' mai possibile che non si riesca a trovare un generale che sia capace di vincere una battaglia?”.

Intanto è rientrato Rommel che resosi conto della gravità della situazione adotta le sue contromisure.

 
  26 OTTOBRE 1942 - (scrive l'aiutante) La pressione di Montgomery si fa più forte sul fronte di el Alamein; la RAF attacca notte e giorno. I rifornimenti scarseggiano. Il 23 ottobre a sera, c'è stata una preparazione gigantesca di artiglieria da parte dei britannici, poi seguito da un attacco notturno sulle direttrici della costa. Il Generale von Stumme (che ha sostituito Rommel) è rimasto ucciso mentre ispezionava la linea di battaglia. Il Maresciallo Rommel subito messo al corrente, è stato richiamato in Africa, dove è giunto oggi 26 ottobre. La situazione è gravissima.
 
Il Generale Erwin Rommel   27 OTTOBRE 1942 - "Siamo impegnati in duri combattimenti. Nessuno può immaginare quali responsabilità pesino sulle mie spalle. Bisogna ancora una volta ricominciare da capo. Ma ora le condizioni sono eccezionalmente sfavorevoli. Tuttavia io spero di poter raggiungere la meta. Sacrificherò le mie estreme forze per conseguirla."
Inviato cifrato a Roma e a Berlino in data 29 ottobre:
"Ho parlato chiaro al Comando Supremo italiano. L'aggressività e la superiorità in mezzi del nemico ci pongono in condizione di dover subire ogni iniziativa...Carburante e Munizioni scarseggiano paurosamente... Io sono decisamente pessimista....Dispero di poter fronteggiare oltre il nemico e di bloccare la sua avanzata verso Tripoli.... Non ritengo che possiamo resistere per oltre 24 ore...Le truppe dell'Afrika Korps si battono oltre ogni umana resistenza..."

 
Il giorno dopo, il 28, Rommel lancia una serie di contrattacchi contro le linee britanniche (in particolare contro la 1ª divisione corazzata) con l’unico risultato di veder ulteriormente assottigliarsi il numero dei suoi mezzi corazzati: alla fine della giornata infatti risulteranno distrutti o catturati dal nemico 61 carri armati della 15ª divisione corazzata tedesca e 56 della divisione corazzata italiana Littorio. Durissimi sono gli scontri a Tell el-Aqqaqir. Ma sa anche che è un'impresa disperata resistere. Fino al punto di scrivere e lasciare questa lettera alla moglie:
 
Lettera di Rommel alla moglie (pari data) "La battaglia infuria e probabilmente sfonderemo ad onta di tutte le gravi difficoltà. Potrebbe anche darsi che naufragheremo, nel qual caso tutto il corso della guerra ne verrebbe sfavorevolmente influenzato poiché tutta l'Africa del Nord cadrebbe in mano degli inglesi. Ciò potrebbe avvenire nel corso di pochi giorni e pressoché senza battaglia. Noi facciamo tutto quanto è umanamente possibile per vincere. Purtroppo la superiorità del nemico è enorme. Che la cosa ci riesca, che io vinca o meno la battaglia è nelle mani di Dio. La vita è dura per uno sconfitto, io guardo dritto innanzi verso il mio destino poiché la mia coscienza è tranquilla. Quanto era umanamente possibile fare io l'ho fatto, e non mi sono risparmiato personalmente. Dovessi rimanere sul campo di battaglia, desidero rendere grazie a te e al ragazzo per tutto l'amore e la tenerezza che avete voluto donarmi nella mia vita".
 
General der panzertruppen Georg Stumme Il 29 formazioni della RAF bombardano a lungo le truppe corazzate italo-tedesche che stanno cercando di riorganizzarsi in vista di un nuovo contrattacco.
Verso sera Rommel può contare su 148 carri armati tedeschi e 187 italiani, una vera miseria se si considerano gli 800 mezzi corazzati di cui dispongono gli inglesi. La “volpe del deserto” usa tutte le sue arti di tattico e di stratega, ma si rende perfettamente conto che la battaglia è persa. Continuano gli attacchi, sul fronte nord, della 9ª divisione australiana che verso sera si trova in prossimità della strada costiera, dopo essere penetrata a cuneo nello schieramento nemico. Rommel accorre nel settore con la 90ª divisione leggera e con la 21ª divisione corazzata tedesche: il settore lasciato sguarnito da quest’ultima unità viene affidato alla divisione italiana Trieste, fino a quel momento in riserva.
Gli italo-tedeschi cercano di disporsi per un nuovo attacco contro le posizioni britanniche, ma ne sono impediti dall’incessante martellamento aereo della RAF. Nella notte sul 29, gli inglesi attaccano in direzione del mare, per eliminare il saliente che le forze dell’Asse mantengono sulla costa e per tagliare la strada e la ferrovia litoranee. Giungono fin quasi alla strada, ma la loro avanzata è bloccata dai difensori del caposaldo Thompson.

 
Altra LETTERA di Rommel alla moglie in data 29 ottobre sera:
"La situazione è sempre molto seria. Quando riceverai questa lettera il nostro destino sarà già segnato. Ci restano solo poche speranze. Trascorro le notti insonni, poiché il peso delle responsabilità m'impedisce di dormire. Sono mortalmente stanco".
Invio cifrato ai Comandi Supremi di Berlino a Roma. Insisto sulla necessità di una "tattica mobile" per non farci logorare fino alla distruzione completa".
Da Roma, un telegramma in cifra dà come probabile la nomina del principe Ereditario italiano a comandante in capo delle truppe italo-tedesche del settore del Mediterraneo. Umberto di Savoia è nominato Maresciallo".

 
  30 OTTOBRE 1942 - E' subentrata una certa calma. Riesco a dormire e sono di nuovo di buon umore. Ora io spero che potremo ottenere un successo.
Inviato cifrato ai Comandi Supremi di Berlino e di Roma:
"E' condizione assoluta per non essere travolti senza possibilità di frenare l'avversario fino a Tripoli, che si riesca a sganciarsi dall'avversario evitando il logoramento. Insisto ancora per una tattica mobile e perché il fronte venga portato ad oltre 90 km ad ovest di el Alamein, all'altezza del 28 meridiano... Urge perciò dare ordini per la consegna degli automezzi in dotazione ai reparti dell'Afrika Korps affluiti precedentemente ad occidente...."

 
  1 NOVEMBRE 1942 - Di nuovo per noi la situazione è oscura! a parte questo mi sento fisicamente bene. Otto giorni orsono ero ancora ai sette cieli! - Inviato cifrato al Comando Supremo della Wermacht. in data 1° novembre: "E' di vitale importanza sganciarsi dal nemico".
Nuovi durissimi combattimenti sono in corso e non si svolgono a nostro favore. Il nemico ci attacca con indiscutibile superiorità, cacciandoci dalle nostre posizioni. Per noi è la fine! La battaglia è perduta. Le masse nemiche ci sommergono letteralmente. Io ho tentato di salvare alcune unità dell'Arma. Mi riuscirà? Di notte mi agito insonne e spremo il mio cervello per trovare una via d'uscita dalla catastrofe. Abbiamo dinnanzi a noi giorni duri. Forse più gravi della nostra vita. Invidio i morti che hanno chiuso il loro destino.


  Cartolina della campagna italo-tedesca in Africa.

  2 NOVEMBRE 1942 - Alle ore 1 di notte, il XXX corpo dell’8ª armata britannica si lancia all’attacco per attuare l’operazione “Supercharge”, come denominata in codice l’offensiva di sfondamento. Coperta da un imponente sbarramento di artiglieria, la 2ª divisione neozelandese apre un nuovo corridoio nei campi minati nemici, liberando la strada alla IX brigata corazzata.
Ma all’alba le batterie anticarro italo-tedesche fanno strage dei carri della brigata inglese, distruggendone il 75%, anche se non riescono a respingerla oltre i campi minati. Il X corpo manda al soccorso i suoi carri, mentre la 1ª divisione corazzata inglese viene impegnata in furiosi scontri presso Teli el-Aqqaqir, a ovest della Cresta Kidney. Verso sera, Rommel dispone in prima linea di soli 32 carri pienamente efficienti.

 
  3 NOVEMBRE 1942 - Ma anche gli inglesi, nonostante la superiorità il giorno dopo sono in difficoltà. Del resto proprio dal gen. Alexander, parte un telex per Churchill in questi termini: “Il nemico si batte con la forza della disperazione, ma noi lo stiamo assalendo duramente e senza tregua infliggendogli, senza pietà, colpi gravissimi. Crediamo che cederà presto...”.
 
  4 NOVEMBRE 1942 - Quello che invia Alexander al suo capo è ottimistico, mentre quello che riceve Rommel dal suo è una doccia fredda funerea: "Alle 10:30 riceve un telegramma di Hitler “...Nella situazione nella quale vi trovate non ci può essere altro pensiero che quello di resistere, di non cedere di un passo e di impegnare nella battaglia ogni uomo e ogni arma ancora utilizzabili... Nonostante la sua superiorità, anche il nemico sarà allo stremo delle forze. Non sarebbe la prima volta nella storia che la volontà più forte trionfa sui battaglioni nemici più forti. Alle sue truppe lei non può indicare nessun’altra via se non quella che porta alla vittoria o alla morte”.

Gli inglesi sferrano un micidiale attacco. Inutile, disperata difesa delle truppe italiane: la divisione corazzata Ariete, la Littorio e la divisione motorizzata Trieste sono annientate o circondate; 30.000 uomini fatti prigionieri (20.000 italiani, 10.000 tedeschi). E non potevano fare altrimenti, perchè erano tutti appiedati, senza nessun mezzo per ripiegare, solo i tedeschi ne avevano a disposizione, gli italiani quasi nessuno. Di fronte a questo disastro Rommel a dispetto degli ordini di Hitler dà l’ordine di ripiegare. Ne salva così circa 70.000.
A sacrificarsi e per consentire lo sganciamento delle altre divisioni, resta la Folgore.
"I resti della divisione Folgore hanno resistito oltre ogni limite delle possibilità umane" (la citazione è della BBC inglese, dell'11 novembre a battaglia conclusa).

 
  7 NOVEMBRE 1942 - (scrive l'aiutante) "Il signor Maresciallo è nero. La situazione è perduta. Il Führer ha inviato il 4, un messaggio personale a Rommel in cui impegna l'onore di tutti noi dell'Afrika Korps, al fine di non cedere un metro di fronte al nemico. La situazione però, vista dal Comando Supremo di Berlino è diversa dalla realtà in questo infernale deserto. Il Führer ha scritto che con lui, il popolo germanico ha piena fiducia nel signor Maresciallo ed in quello delle nostre truppe in Africa, invitandoci di inchiodarci al terreno e a non indietreggiare di un passo, gettando nella mischia ogni uomo, ogni fucile. Confida nell'esaurimento delle forze e nell'aggressività del nemico, e nella dura volontà dei nostri soldati. Per il Führer l'Afrika Korps non ha qui che due alternative: la vittoria o la morte".
Anche il signor Mussolini e il Maresciallo Cavallero hanno mandato messaggi personali dello stesso tenore. Il signor Maresciallo ha risposto subito al Führer ignorando il Comando Supremo della Wermacht, chiedendo l'autorizzazione già sollecitata da noi in precedenza inutilmente, di contrapporre alla tattica di sistematico annientamento delle nostre forze usata dai britannici per terra e dall'aria un sistema elastico, con azioni di movimento agili, onde sottrarsi all'iniziativa e alla superiorità avversaria ed evitare di dover essere definitivamente cacciati dall'Africa.
Durante la battaglia siamo costretti per 48 ore di fila a lavorare alla cifra. Von Rintelen è poi riuscito a ottenerci libertà di manovra al Comando Supremo italiano. Ma penso che ormai la Fuka è perduta per sempre: siamo alla vigilia della Dunkerque africana! Il signor Maresciallo è triste. Molti nostri camerati sono eroicamente caduti insieme agli italiani. Le truppe della "Folgore" sono alla pari con i nostri migliori soldati. Abbiamo da cinque giorni sollecitato al Comando Supremo italiano l'invio di automezzi per sottrarre le truppe appiedate italiane alla dura sorte di essere annientate o di cadere prigioniere. Forse questa sarà la nostra sorte di noi tutti dell'ACIT. E' preferibile cadere sul campo....Ormai la rotta si è iniziata...Confidiamo solo in Dio....Andiamo verso Marsa Matruh".

Ancora dal Diario scritto dall'aiutante in data 9 novembre: "Notte tragica, il nemico è sbarcato in Marocco e sta entrando in Algeria. L'Afrika Korps non vedrà più l'Europa".

 
  8 NOVEMBRE 1942 LO SBARCO IN MAROCCO - Nella notte, il Corpo di Spedizione Alleato partito dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti si presenta davanti ai porti di Algeri, Orano e Casablanca: l’operazione “Torch”, decisa il 25 luglio, è entrata nella sua fase esecutiva. Sono 500 navi da guerra e 350 trasporti suddivisi in tre raggruppamenti: Task Force navale occidentale (contramm. Hewitt, USA) che sbarca truppe (gen. Patton, USA) a Casablanca in Marocco; Task Force navale centrale (commodoro Troubridge della Royal Navy) che sbarca le sue truppe (comandate dal generale americano Fredendall) a Orano in Algeria; Task Force navale orientale (contramm. Burrough della Royal Navy) che sbarca le sue truppe (comandate dal generale americano Ryder) ad Algeri. Il comando generale delle forze navali è affidato all’ammiraglio inglese Cunningham, il comando supremo dell’operazione è detenuto dal gen. Dwight D. Eisenhower. L’accordo per l’operazione era stato raggiunto da Churchill e Roosevelt il 25 luglio.
Lo sbarco presso Algeri avviene alle ore 1:00 vi prendono parte 2 reggimenti USA, 2 brigate britanniche, 2 battaglioni di Commandos britannici, più 1 reggimento USA che alle 5:30 penetra nel porto di Algeri.
Il gruppo centrale sbarca alle 1:30, nei pressi di Orano, 1 divisione, 1 battaglione corazzato, 1 battaglione di Rangers, e poi un battaglione di paracadutisti. Tutto il contingente è americano.
Il gruppo occidentale sbarca alle ore 5:00, presso Casablanca, truppe USA comprendenti 1 divisione e 2 reggimenti di fanteria, 3 battaglioni corazzati e unità speciali.

L'ammiraglio francese Darlan (dissociandosi da Petain - o in accordo segreto) ha firmato un armistizio con gli anglo-americani e concede il passaggio in Algeria. La flotta francese ancorata a Tolone per non cadere in mano tedesca si autoaffonda.
Il "voltafaccia" della Francia-nazista, non era che il preludio del "voltafaccia" dell'Italia pochi mesi dopo.
Gli anglo-americani non trovando così nessuna resistenza sulla costa africana francese, cercheranno di raggiungere la Tunisia, dove si concluderà il 12 maggio 1943 "l'Avventura Africana" dell'Italia.

NOTA - Quando ci fu questo sbarco degli anglo-americani, Hitler volendo dare una dimostrazione di forza, dispose (FINALMENTE!) l'invio di un forte contingente di truppe e di mezzi per impadronirsi della Tunisia. Ed infatti Eisenhower che era a capo della "operazione Torch", fu battuto sul tempo, e non riuscì a contrastare l'occupazione del territorio tunisimo da parte di Rommel, che ricevette questi rinforzi proprio mentre si stava ritirando dalla Libia.
Ma era ormai troppo tardi e l'occupazione della Tunisia influì ben poco sulle successive sorti generali del conflitto.
William Shirer nella Storia del Terzo Reich scriverà: "Se il Führer avesse mandato qualche mese prima soltanto un quinto di quelle truppe e di quei carri armati a Rommel, probabilmente la "volpe del deserto" in quel momento si sarebbe trovata al di là del Nilo, lo sbarco angloamericano nell'Africa del Nord non avrebbe avuto luogo e il Mediterraneo sarebbe stato irrimediabilmente perduto per gli alleati, e così sarebbe stato salvaguardato il punto vulnerabile del corpo dell'Asse"

 
  10-12-13 NOVEMBRE 1942 - "Da quando il nemico ha conquistato Tobruk non sono più riuscito a scrivere. Abbiamo pochissimo respiro, perché il nemico ci incalza sempre con la sua superiorità". Inviato cifrato a Roma in data 12 novembre:
"L'investimento della linea Marsa Brega-el Agheila-Marada è in atto.
E' necessario di nuovo ritirarsi".
Ieri sono corso in giro per tutto il giorno senza programma con la terribile sensazione di non poter salvare nulla. Io sono riuscito a fare l'impossibile, per cui questa amara fine è insopportabile".

 
  13 NOVEMBRE 1942 - (scrive l'aiutante) Con ordine del Maresciallo Rommel viene inviato un lungo rapporto a Roma e a Berlino per insistere sulla necessità di ritirarsi fino in Tunisia, sulla linea di Gabes. Documentazione sulle responsabilità della mancata occupazione tempestiva della Tunisia, e da oggi sarà dura a tenersi dopo lo sbarco alleato in Algeria, e il potenziamento dei dissidenti deigaullisti e delle manovre politiche".

Il Diario di Rommel Quarta Parte
Il Diario di Rommel  
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