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Carabiniere paracadutista del battaglione Tuscania nelle campagne di Valona durante l'intervento in Albania del 1997 Il Rgt. Tuscania
si congeda dalla
Brigata Folgore

       dalla Rivista "Il Carabiniere"
                         del Luglio 2002

  Nella caserma “Vannucci” di Livorno è stato solennemente celebrato il cambio della dipendenza del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania”, che è transitato dalla Brigata Folgore alla 2ª Brigata Mobile Carabinieri, Grande Unità di recente costituzione, da cui dipendevano già il 7° Reggimento “Trentino-Alto Adige”, il 13° Reggimento “Friuli-Venezia Giulia” ed il Gis. Dopo la rassegna dello schieramento, effettuata dal tenente generale Antonio Quintana, e il saluto del generale Torelli, Comandante della Folgore, è avvenuto, col movimento della Bandiera di Guerra del Tuscania, il transito.
Al toccante momento sono seguiti gli interventi delle due maggiori autorità dei carabinieri presenti: il generale di Corpo d’Armata Vittorio Savino e il generale di Corpo d’Armata Michele Colavito, i quali hanno donato un basco amaranto con fiamma d’argento al principe Eugenio Ruspoli, figlio del tenente colonnello Marescotti Ruspoli, paracadutista, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, caduto eroicamente ad El Alamein nel 1942.
Il tenente generale Quintana, nella sua allocuzione, ha espresso rammarico nel vedere il distacco di una delle «pedine più prestigiose tra tutte le unità delle Forze di Difesa». La cerimonia si è conclusa con lo sfilamento in parata del Reggimento Tuscania e con la resa degli onori al generale di Corpo d’Armata Savino, affiancato dal generale di Divisione Luciano Gottardo e dal generale di Brigata Leonardo Leso.

 
  LA SECONDA BRIGATA MOBILE DEI CARABINIERI
Lungo tutto l' arco degli anni novanta, abbiamo avuto modo di assistere all'acuirsi di tensioni etniche e religiose in numerose regioni del globo: dalle guerre tribali in Ruanda, fino al sanguinario conflitto nei Balcani, le diverse forze armate del mondo si sono trovate ad affrontare incarichi operativi ove, al termine delle fasi maggiormente cruente dei conflitti, si rendeva necessario ristabilire l'ordine e la vita civile per mezzo di operazioni di "peace keeping".
Addestramento dei carabinieri paracadutisti del 1° Reggimento Tuscania Come ben noto, l' O.N.U. ha risposto ha tale necessità allestendo un corpo di "caschi blu", i quali, nelle intenzioni dei rappresentanti dell' unione, avrebbero dovuto ricoprire il ruolo di "forza di polizia" laddove essa fosse venuta a mancare per ovvi motivi.
Altrettanto noto risulta il fallimento dell' esperimento, con numerosi appartenenti al corpo che, causa le restrittive regole d' ingaggio imposte e l' evidente immobilismo delle Nazioni Unite, hanno costituito il bersaglio favorito dai gruppi di sbandati e guerriglieri presenti nelle zone d' operazioni (la stessa scelta di munire i militari di un elmetto dal colore azzurro sgargiante, e quindi facilmente individuabile da un qualsiasi tiratore nemico, denota il carattere di pura "facciata" dell' iniziativa e la carente valenza tattica del corpo).
Ecco quindi manifestarsi la neccessità di costituire unità interforze in grado di amministrare tali crisi facendo uso di fermezza e diplomazia, doti indispensabili in scenari (quali la ex Jugoslavia) ove elevate siano le tensioni etnico-religiose e dove, in assoluta mancanza di forze di polizia preposte al mantenimento dell' ordine, clan e bande criminali si trovano a vessare la popolazione civile (è stato questo il caso dell' Albania).
L'Italia, forte della tradizione che dal lontano dispiegamento operativo del 1982 in Libano ci vede costantemente in prima linea nelle operazioni di "peace keeping", ha risposto a tale necessità inserendo alcune unità dell' Arma dei Carabinieri all' interno della M.S.U. (Multinational Specialized Unit), unità composta da vari contingenti internazionali ed attiva nei balcani con compiti di polizia ed antisommossa.
I Reparti della 2ª Brigata Mobile schierati durante la cerimonia Proprio a seguito di tale fruttuosa esperienza, ed in forza dell' autonomia ottenuta dalla "Benemerita" (la quale, nel 2000, è divenuta la quarta forza armata italiana dopo Esercito, Marina ed Aeronautica), nel mese di settembre 2001 ha ufficialmente preso vita, in seno all' Arma dei Carabinieri, la 2ª Brigata Mobile, di stanza presso la città toscana di Livorno.
La nuova Brigata costituisce quindi la componente operativa dell'Arma responsabile di:

  • organizzare la partecipazione e la condotta delle operazioni militari all'estero per il mantenimento ed il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale al fine di realizzare condizioni di sicurezza ed ordinata convivenza nelle aree d'intervento.


  • assicurare il contributo istituzionale alle attività promosse dalla comunità internazionale o derivanti da accordi internazionali volte alla ricostruzione ed al ripristino dell'operatività dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze Armate assolvendo compiti di addestramento, consulenza, assistenza ed osservazione.


  • assicurare, quando e nei limiti richiesti, le funzioni di polizia militare presso le Grandi Unità Multinazionali in occasione delle operazioni di mantenimento della pace.



  •   Livorno, addestramento dei carabinieri paracadutisti del 1° Rgt. Par. "Tuscania".

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