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Afghanistan: Un Incursore in perlustrazione nei resti di un cimitero cristiano Novità dal
9° Col Moschin

           di ALBERTO SCARPITTA
                        20 Gennaio 2003

  Gli insegnamenti che giungono dal conflitto afgano hanno indotto i principali Paesi occidentali a varare in tutta urgenza dei consistenti piani di potenziamento delle proprie forze speciali. Negli Stati Uniti quest’esigenza ha comportato un autentico fiume di investimenti che, se non provocheranno automaticamente un potenziamento numerico, certo lo agevoleranno, almeno nel medio termine. Per reperire nuove vitali risorse umane il Dipartimento della Difesa ha finalmente convinto il corpo dei Marines ad assegnare, dal giugno di quest’anno, propri ufficiali nell’U.S. Special Operations Command, a premessa di una probabile integrazione delle unità di Force Recon in quel comando congiunto. In Gran Bretagna continua l’integrazione dello Special Boat Service nell’ambito del SAS, mentre l’Olanda, dopo aver varato un sostanzioso aumento del 20 percento della retribuzione delle reclute, ha assegnato un terzo battaglione alla brigata di Marines e reso operativo un terzo plotone nell’unità antiterrorismo BBE del corpo.

In Francia la legge di programmazione militare 2003-2008 ha riconosciuto la necessità di potenziare la consistenza e le capacità operative del Commandement des Operations Speciales, prevedendo l’acquisizione di dieci elicotteri dedicati Cougar Mk2 e lanciando un vasto programma di ammodernamento dei sistemi di comunicazione. Queste misure hanno fatto seguito all’assegnazione al COS del 13° Reggimento di Dragoni Paracadutisti (un reparto da ricognizione a lungo raggio), precedentemente in forza alla brigata informazioni, ed alla decisione di creare una brigata di forze speciali dell’esercito, da potenziarsi con la creazione di un nuovo reggimento di circa 1000 uomini (probabilmente tratto dalla brigata paracadutisti e convertito al nuovo ruolo). Nella lontana Australia è stato rivitalizzato e potenziato il TAG, Tactical Assault Group, un’unità basata a Sidney destinata a missioni di antiterrorismo e liberazione di ostaggi. In Canada, infine, i tre battaglioni di fanteria leggera delle brigate dovrebbero acquisire, almeno in parte, capacità proprie dei reparti per operazioni speciali, a similitudine dei Ranger statunitensi.

Incursore del 9° Rgt. d´Assalto Paracadutisti Col Moschin In Italia le numerose affermazioni del Ministro Martino sull’opportunità di potenziare le nostre forze speciali e razionalizzarne l’impiego nell’ambito di una struttura di comando interforze non hanno sinora sortito effetti concreti, al di là dell’esistenza di alcuni studi ed ipotesi ordinative.
Tuttavia, nell’abituale riservatezza, le forze speciali dell’Esercito proseguono un lento processo di potenziamento (legato alla necessità di non abbassare gli standard qualitativi) e stanno ricevendo alcuni nuovi materiali. Da un punto di vista organico le nuove risorse umane sono state indirizzate in via prioritaria alla creazione della Compagnia Ricognizione a Lungo Raggio, un reparto destinato ad essere con ogni probabilità assegnato, per l’impiego, al costituendo Raggruppamento RISTA-EW, incaricato di approntare e dirigere i vari assetti da ricognizione, intelligence, sorveglianza, acquisizione obiettivi e guerra elettronica del nostro esercito. Si è trattato di uno sforzo addestrativo molto intenso che ha portato, in un lasso di tempo relativamente ristretto, alla qualificazione di un buon numero di operatori. Questo personale è stato selezionato in modo del tutto analogo agli aspiranti incursori, operatori delle forze speciali a pieno titolo, ed ha ricevuto un addestramento molto simile (viene sostanzialmente tralasciata la formazione relativa all’impiego degli esplosivi).

Si tratta quindi di elementi di alto livello psico-fisico e motivazionale, ed è lecito chiedersi se non sarebbe opportuno procedere ad una loro completa qualificazione quali incursori, rendendone più flessibile l’impiego ed eliminando alcune fastidiose diversità di trattamento economico (l’indennità incursore non viene percepita dai LRRP in forma completa, ma è legata all’effettiva presenza al reparto). Terminata la guerra fredda e tramontata, forse, l’epoca delle missioni di interposizione a basso rischio, le Forze Speciali sembrano destinate a dover affrontare missioni nelle quali la separazione fra ricognizione speciale ed azione diretta non è sempre così netta, risultando invece essenziale poter passare con immediatezza da un ruolo all’altro per adattarsi a situazioni operative in rapida evoluzione. Accanto ai vitali incrementi numerici, peraltro comprensibilmente coperti da un certo riserbo, il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti ha ricevuto recentemente alcuni nuovi equipaggiamenti. Il parco veicoli è stato potenziato con l’acquisizione di un buon numero di autovetture da ricognizione Defender 90 munite di kit WMIK (Weapons Mounted Installation Kit), che le trasforma in veicoli veloci d’assalto. Questi mezzi si caratterizzano per la presenza di una struttura di tubolari che funge ad un tempo da taglia-cavi, roll-bar e sostegno per un’arma d’accompagnamento, normalmente costituito da una mitragliatrice pesante Browning da 12,7 mm o da un lanciagranate automatico da 40 mm Sako Mk19, e per la presenza di alloggiamenti e predisposizioni idonee al trasporto di numerose dotazioni operative, quali taniche di carburante e d’acqua, reti mimetiche, consistenti scorte di munizioni, ecc.

Operatori del 9° in addestramento Utilizzate essenzialmente come veicoli da ricognizione e per la movimentazione di sistemi d’arma relativamente pesanti, le nuove Defender hanno normalmente un equipaggio di tre uomini: conduttore, capo-veicolo (che può azionare una mitragliatrice leggera Minimi munita di apposito supporto snodato) e mitragliere, incaricato di maneggiare, dal retro, l’armamento principale.Per migliorare la precisione del tiro delle armi automatiche installate sul veicolo sono stati acquisiti dei visori a punto rosso Aimpoint MPS 1x, compatibili con Minimi e Browning. Significative le novità presenti in armeria, dove sono stati distribuiti kit di modifica per i fucili SCP-70/90 e le pistole mitragliatrici H&K MP-5 per dotarli di slitte di tipo Picatiny, sulle quali inserire, rapidamente e senza modificare la configurazione dell’arma, varie ottiche ad ausili di tiro. Tra questi apparati va segnalata la recente acquisizione di mirini a punto rosso passivo, senza ingrandimenti, Aimpoint M-68, che permettono il tiro mirato sino ad oltre 200 metri e sono compatibili con l’impiego degli occhiali da visione notturna (NVG) ad intensificazione di luminescenza. I sistemi in dotazione al ”nono” dispongono tra l’altro di un dispositivo antiriflesso, denominato Anti-reflection Device, costituito da una griglia a nido d’ape posta anteriormente alla lente frontale.

Questo accessorio impedisce pericolosi riflessi rivelatori generati dalle lenti, che in particolari condizioni di luce appaiono di colore rossastro, e non interferisce con le possibilità di rapida acquisizione del bersaglio proprie dell’ottica Aimpoint, della quale mantiene la visuale chiara e luminosa.L’M-68 è perfettamente compatibile con l’uso degli NVG per le operazioni notturne e la combinazione dei due sistemi assicura una buona capacità basica di ingaggio dei bersagli lungo tutto l’arco delle 24 ore. In alternativa è possibile montare un piccolo intensificatore di luce della Litton in tandem con l’Aimpoint, grazie alla lunghezza della slitta “tipo Picatiny”, realizzata da una ditta italiana su progetto del reggimento.
Tuttavia in certe situazioni operative e per determinate funzioni, come il tiro istintivo effettuato in condizioni di combattimento in ambienti chiusi, può risultare utile disporre di un sistema di puntamento a raggio laser IR che piazzi sul bersaglio l’esatta indicazione del punto d’impatto dei proiettili, visibile indossando gli occhiali IL, e permetta di puntare e fare fuoco in rapida successione contro uno o più bersagli nell’oscurità quasi completa. Per tale motivo le forze speciali dell’Esercito hanno acquisito anche il sistema AN/PEQ-4 che, oltre a funzionare come puntatore IR, fornisce una potente fonte di energia IR che “illumina” l’obiettivo e consente l’esatta identificazione dei bersagli e la loro marcatura anche a grande distanza.

I nuovi equipaggiamenti degli Incursori del 9° Col Moschin L’apparato permette inoltre di avere una sufficiente visione, con l’impiego degli occhiali notturni ad intensificazione di luminosità, anche in assenza pressoché totale di luce ambientale, circostanza che si verifica, ad esempio, nella progressione all’interno degli edifici. L’AN/PEQ-2 può generare un raggio a bassa potenza, innocuo per l’occhio umano, per ingaggi a breve distanza, o produrre un’emissione più potente, per marcare bersagli più lontani. Il pulsante di attivazione può essere utilizzato per un breve flash di illuminazione o per un’accensione duratura. Per quanto riguarda gli armamenti gli operatori del Col Moschin hanno aggiunto alla loro già ricca panoplia il fucile a canna liscia Benelli M-4, anch’esso dotato di slitta Picatiny per la massima modularità. Sono state distribuite in gennaio al reparto anche le carabine Colt M-4A1, destinate a diventare l’arma d’assalto standard delle forze speciali italiane.
Per compiti di sorveglianza e ricognizione sono state acquisite le camere termiche portatili di terza generazione Sagem Matis, caratterizzate da notevoli doti di leggerezza, affidabilità e silenziosità di funzionamento e da un compromesso molto soddisfacente tra campo visivo, portata utile e peso. D’altro canto l’evoluzione tecnologica nel settore dei sistemi di visione notturna non conosce soste ed il Col Moschin sta considerando l’adozione di apparati all’infrarosso passivo da installare sulle armi individuali. Nel vitale settore delle trasmissioni va segnalata la prossima acquisizione delle radio tattiche Thales AN/PRC-148, che rappresentano l’attuale stato dell’arte per le comunicazioni all’interno dei team in tutte quelle situazioni tattiche che prevedono la presenza di una radio individuale, come le missioni di antiterrorismo, liberazione di ostaggi e combattimento in ambiente urbano. Con un peso inferiore al chilogrammo, l’AN/PRC-148 è perfettamente interoperabile su di un’ampia gamma di frequenze con i sistemi già in uso ed offre prestazioni in precedenza appannaggio di apparati spalleggiabili ben più ingombranti. La potenza di emissione è regolabile da 100 mW a 5 W, per adattarla alle specifiche esigenze di discrezione della missione, ed è possibile installare un apparato opzionale per la criptazione dei messaggi.

Infine segnaliamo con piacere la costituzione ufficiale, in seno al 1° Rgt. Cavalleria dell’Aria “ANTARES”, del 26° Gruppo Squadroni C.A. – Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS), avvenuta a Viterbo il 4 novembre 2002. Benché non assegnata alla Folgore, la nuova unità appare sin d’ora destinata ad influenzare profondamente le modalità addestrative ed operative delle Forze Speciali dell’Esercito. Il 9° Reggimento Col Moschin sarà infatti il reparto che beneficierà maggiormente delle risorse e delle capacità del neo costituito gruppo elicotteri che, al completamento dell’operatività ed a seguito dell’ammodernamento degli aeromobili in dotazione, potrà operare in scenari d’impiego estremi, normalmente in ambiente notturno, a supporto delle operazioni speciali condotte dalla Forza Armata.Il REOS dispone di due squadroni di volo, uno di ETT su AB-412, un elicottero multiruolo leggero qualificato per il volo tattico notturno (con l’impiego di NVG) e strumentale, ed uno squadrone di ETM dotato di CH-47C, una macchina di classe media di analoghe capacità ogni-tempo. Il gruppo sta completando le proprie dotazioni ed ha avviato un’intensa attività addestrativa specifica che lo metterà in condizioni di effettuare elisbarchi, trasporti tattici, aviolanci, infiltrazioni in territorio ostile, inserzioni con la tecnica del “fast rope”, missioni di ricerca e recupero, evacuazione tattica e medica, il tutto in condizioni climatiche ed ambientali estreme, sia di giorno che di notte.
 
  Incursori del 9° Reggimento in Afghanistan con il Colonnello Battisti.

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