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ALTRI REPARTI ITALIANISECTION
Augusta A129 Mangusta La Cavalleria
dell'Aria

A cura di
Claudio Carretta
e Roberto Farina

  Parlando di Cavalleria dell'Aria, risuonano nella mente le note della "Cavalcata delle Valchirie", accompagnate dalle immagini degli "Huey" impegnati nella Guerra del Vietnam, non per nulla chiamata anche "La Guerra degli Elicotteri". In effetti, fu proprio il lungo conflitto nel Sud-Est Asiatico a scrivere la dottrina operativa dell'elicottero quale moderno mezzo di cavalleria ed a fare dell'US Army la forza di riferimento mondiale nell'impiego dell'ala rotante a fini militari.
Se il primato dell'impiego generalizzato in combattimento di questo mezzo aereo va sicuramente agli Stati Uniti, non va dimenticato che in Europa quello che vi ha dedicato più attenzione è stato l'Esercito Italiano che, grazie anche alla disponibilità nel paese di una delle maggiori industrie elicotteristiche mondiali, conta oggi su un servizio aereo, appunto la Cavalleria dell'Aria, tra i più moderni e potenti del mondo ed ai primissimi posti in Europa.
L'ultimo passo di una inarrestabile evoluzione organizzativa ed operativa, ha visto, il 1° giugno 1999, il conferimento dell'Aviazione dell'Esercito all'Arma di Cavalleria, con la contestuale assunzione della denominazione di Cavalleria dell'Aria dal 1° gennaio 2000.
La nuova struttura, che diventerà completamente operativa nella seconda metà del 2001, è articolata in quattro aree principali che comprendono la Forza di Manovra, i Supporti, la Formazione e la Logistica. L'elemento base è lo Squadrone, unità a livello di compagnia, costituita generalmente da una forza di sei elicotteri, organizzata normalmente in Gruppo Squadroni, unità a livello di battaglione: due o più Gruppi Squadroni formano il Reggimento che contempla anche unita di supporto (Gruppo Squadroni di Sostegno), logistiche e amministrative. Per una visione completa di tutte le unità che costituiscono la forza della Cavalleria dell'Aria si rinvia all'apposita tabella.
La Forza di Manovra è rappresentata da due Reggimenti alle dipendenze organiche della Brigata Aeromobile "Friuli": si tratta del 5° Reggimento "Rigel" di Casarsa e del 7° Reggimento "Vega" che opera dalla base di Rimini (in precedenza sede del 5° Stormo dell'Aeronautica) che impiegano, come forza principale l'elicottero da combattimento Agusta A.129 "Mangusta".
La notevole componente elicotteristica a disposizione della "Friuli", costituita da non meno di 80 elicotteri tra macchine da combattimento, ricognizione e trasporto, rende tale unità una pedina di fondamentale importanza tra quelle a disposizione del Comando delle Forze di Proiezione di Milano, poiché può essere impiegata per operazioni complesse e che certamente costituisce per l'intero Esercito un'unità di prioritaria importanza. Si tratta, è vero, di un reparto ancora giovane, dove l'integrazione tra la componente aerea e quella terrestre ha ancora margini di miglioramento, ma certamente già rappresenta una delle poche unità del nostro Esercito impiegabili nell'ambito di operazioni internazionali.
Un A.109A del 1° Gruppo Squadroni 'Auriga' di Viterbo I supporti sono costituiti da tutte le restanti unità di volo, recentemente inquadrate nell'ambito del Raggruppamento Cavalleria dell'Aria di Viterbo, che controlla tre unità a livello di Reggimento (il 1° "Antares" di Viterbo, il 2° "Sirio" di Lamezia Terme ed il 4° "Altair" di Bolzano") oltre ad un Gruppo Squadroni autonomo (il 28° "Tucano" che impiega tutti gli aerei ad ala fissa) e ad uno Squadrone (Italair) che opera da oltre vent'anni in Libano a supporto delle forze ONU di "peacekeeping" schierate in quel teatro.
Nell'ambito delle forze di supporto un ruolo particolare viene svolto dal 26° Gruppo Squadroni "Giove" che, raccogliendo in parte l'eredità del disciolto 39° Gruppo Squadroni "Drago" di Alghero, costituisce una pedina dedicata alla condotta di operazioni speciali che, al momento, vola ancora da Pisa con AB.205 e AB.206 ma del quale è previsto il trasferimento a Viterbo per ricevere, con ogni probabilità, alcuni AB.412 tra cui quelli modificati (con radar meteo ed altro) già in servizio ad Alghero.
La Formazione, intesa sia come addestramento che come specializzazione, è il compito d'istituto del Centro Cavalleria dell'Aria di Viterbo che se ne occupa organizzando corsi per la preparazione di tutto il personale di volo e tecnico: il braccio operativo del Centro è rappresentato dal 1° Gruppo Squadroni "Auriga" che, a sua volta, è costituito da tre Squadroni con, rispettivamente, A.129 e A.109, AB.205 e AB.212, AB.206C-1
La Logistica è affidata a quattro Reggimenti di Sostegno, dipendenti dall'Ufficio Materiali - Ispettorato Logistico di Roma, che si occupano di tutti gli aspetti inerenti al supporto tecnico: in particolare il 1° Reggimento di Sostegno "Idra" di Bracciano svolge la funzione di deposito centrale e di centro di manutenzione, il 2° "Orione" di Bologna supporta la linea AB.205 e AB.206, il 3° "Aquila" di Bergamo si occupa delle linee di A.109, A.129, AB.206, AB.205 e dei sistemi d'arma mentre il 4° "Scorpione" di Viterbo dedica le proprie attenzioni alla flotta di
CH-47C, di AB.212 e di AB.412.

 
  LA FLOTTA
L'elicottero in servizio nel maggior numero di esemplari è l'Agusta-Bell AB.205A-1 (EM-2 nella denominazione ufficiale adottata nel 1976 dall'allora ALE e tuttora in vigore) che con circa 80 macchine ancora operative, delle originarie 106 consegnate a partire dal 1966: costituisce l'ossatura dei reparti multiruolo; infatti, sono dodici gli Squadroni equipaggiati con questo infaticabile mulo dell'aria ancora molto apprezzato dai suoi equipaggi per la robustezza, la semplicità dei sistemi di bordo e per la poca manutenzione richiesta. Può trasportare dodici uomini oppure essere impiegato come piattaforma di tiro potendo essere armato (ed allora diviene EM-2A) con tre differenti sistemi d'arma. Gli AB.205 possono infatti essere alternativamente approntati con il sistema M-21, costituito da una mitragliatrice "Minigun" a canne rotanti 7,62 mm e da un lanciarazzi a sette tubi da 70 mm per ciascun lato, con il sistema M-23, costituito da due mitragliatrici MG 42/59 da 7,62 mm nel vano di carico affidate a due serventi, oppure con il sistema M-156, peraltro poco utilizzato, costituito da due lanciarazzi da 70 mm con 19 tubi di lancio ciascuno.
Un AB.206C-1 con la nuova colorazione, questo è l'EI-637 del 7° Reggimento 'Vega' di Rimini Nel corso degli ultimi anni, considerati anche i sempre più frequenti impegni nell'ambito di operazioni multinazionali, parte della flotta è stata oggetto di un limitato programma di aggiornamento che ha portato all'installazione di nuovi apparati radio (anche HF), di un sistema tagliacavi molto utile per il volo in montagna o a quote tattiche, alla predisposizione per blindature leggere, alla compatibilità con i sistemi NVG (Night Vision Goggies, occhiali per visione notturna) nonché alla riverniciatura con una nuova vernice monocromatica a bassa evidenza sia nel settore IR che visiva.
Un paio di esemplari, in forza al 51° Gruppo Squadroni SOATCC di Padova sono stati modificati con l'installazione di consolle dedicate alla gestione della componente aerea del sistema per il controllo del campo di battaglia (CATRIN e sottosistemi vari) in corso si adozione da parte dell'Esercito.
La flotta di elicotteri multiruolo è completata da dodici Agusta-Bell AB.212A (dei 14 entrati in servizio a partire dal 1983) e da 24 Agusta-Bell AB.412 (dei 25 entrati in servizio) che complessivamente equipaggiano quattro Squadroni. L'AB.212 (EM-3), elicottero biturbina sviluppato dall'AB.205, non sembra abbia mai completamente soddisfatto le attese dell'Esercito ed il suo impiego è, ad oggi, limitato a due Squadroni del 2° Reggimento "Sirio". Molto probabilmente verranno quanto prima consegnate altre cinque macchine, in origine destinate all'Iraq ma bloccate per molti anni dall'embargo posto dall'italia a questa nazione, sembra che possano venire destinate a rimpiazzare gli AB.205A-1 assegnati allo Squadrone Italair che opera, in ambito ONU, da Naqoura (Libano).
Sviluppo quadripala dei '212, l'Agusta-Bell AB.412 (EM-4) è in servizio dal 1987 ed attualmente è in forza a due Squadroni: presenta sostanzialmente le stesse capacità di carico dei '212 ma dispone di più potenza, di una migliore avionica, di un maggiore raggio d'azione e di una velocità di crociera più elevata. Per il momento l'unico sistema d'arma disponibile è l'M-156 che per la limitata flessibilità che lo caratterizza non è mai stato operativamente impiegato in occasione dei vari rischieramenti fuori area (Somalia, Bosnia, Kosovo). Presso il 3° Reggimento di Sostegno di Orio al Serio (Bergamo) è in corso di sviluppo un aggiornamento di media vita per gli EM-4 che prevede l'adozione di un GPS, di soppressori della traccia IR, di un Radar Warning Receiver (RWR), di lanciatori per inganni ed esche termiche ("chaff" e "flares"), di blindature per l'equipaggio e per i serbatoi e la possibilità di montare lo stesso sistema d'arma M-23 in uso con gli AB.205.
Un A.109EOA2 qui nei colori del 5° Reggimento 'Rigel' di Casarza La flotta di'412 comprende anche quattro esemplari equipaggiati con radar meteo, e per questo riconoscibili per il caratteristico radome, che fino allo scorso agosto erano in forza al 39° Gruppo Squadroni "Drago" di Alghero che si occupava, a11e dirette dipendenze del Ministero della Difesa, della condotta di operazioni speciali. E' ragionevole ritenere che questi '412 siano quanto prima assegnati al 26° Gruppo Squadroni, una volta trasferito da Pisa a Viterbo, che si occuperà, tra l'altro, delle missioni prima di competenza del reparto di Alghero.
Una curiosità poco nota è che il primo lotto di sei AB.412 era stato inizialmente commissionato all'Agusta dall'Esercito Spagnolo che, successivamente, ritirò l'ordine: solo a questo punto, con le prime macchine già in costruzione ma senza più compratore, il modelio '412 venne proposto all'Aviazione dell'Esercito che col tempo, soddisfatta delle prestazioni, ne richiese in tutto 25 esemplari.
Altra macchina in servizio da molti anni è l'Agusta-Bell AB.206 (ERI-3) entrato in linea a partire dal 1970 in complessivi 150 esemplari suddivisi tra 16 AB.206A, caratterizzati dal pattino basso (da qui il soprannome di "Bassotto") e rinominati AB.206A-2 dopo la rimotorizzazione avvenuta negli anni Ottanta con la turbina Allison 250-C20 al posto dell'originaria C18, e 134 AB.206A-1 poi chiamati AB.206C-1 dopo la stessa rimotorizzazione che li ha portati allo standard degli OH-58C dell'US Army. Ne rimangono in servizio circa 80, assegnati a nove Squadroni ed utilizzati per l'addestramento dal Centro di Viterbo e per la ricognizione ed il trasporto leggero dagli Squadroni operativi. Si tratta di una macchina in corso di radiazione, pressoché già completata per gli AB.206A-2 ed entro il 2005 per il resto della flotta, per la quale non è previsto alcun particolare programma di aggiornamento salvo l'adozione della livrea a bassa visibilità in occasione degli interventi tecnici di maggior livello. È probabile che una certa aliquota di '206 venga ricondizionata e fornita all'Albania nell'ambito del programma governativo di aiuti italiani per la riorganizzazione delle Forze Armate di quel Paese. L'unico sistema d'arma disponibile è l'M-27, costituito da una mitragliatrice "Minigun" da 7,62 mm sul lato sinistro dell'elicottero.
Un A.129 dello squadrone EA di Viterbo La linea di elicotteri da ricognizione e collegamento comprende anche 29 Agusta A.109 consegnati in più riprese ed in quattro diverse versioni: i primi cinque esemplari, consegnati nel 1977, comprendono due macchine in versione A (EC-1) utilizzati per trasporto personale e tre nella versione AT (EC-1A) che erano stati modificati per la sperimentazione del sistema d'arma M-65 costituito da un apparato ottico per 1'acquisizione dei bersagli e di tubi per il lancio dei missili filoguidati controcarro TOW. I due '109A, in corso di riverniciatura con una nuova livrea verde uniforme, sono tuttora correntemente in uso e molto apprezzati per la buona velocità di crociera consentita dal carrello retrattile, mentre i tre 109AT, pur ancora in inventario, terminata la fase di sperimentazione sono ora impiegati molto poco e, crediamo, prossimi alla radiazione.
Dieci anni più tardi, nel 1987, sono iniziate le consegne di un ulteriore lotto di A.109, questa volta della versione CM con carrello fisso, da impiegare nel ruolo di osservazione tattica avanzata. Sono così entrate in linea 16 macchine della versione semplificata EOA-1 (di cui uno successivamente perso in un incidente di volo) e otto nella configurazione completa EOA-2, tutti in servizio presso il 5° ed il 7° Reggimento: si tratta di macchine idonee per far acquisire agli equipaggi esperienza nell'impiego del sistema di osservazione e ricerca bersagli e nella condotta di operazioni integrate con gli elicotteri d'attacco A.129 ma che certamente, mancando di protezioni, non possono essere utilizzate per impegni operativi reali.
Nel settore degli elicotteri da trasporto la Cavalleria dell'Aria dispone di un buon numero (nominalmente 40) di Boeing Vertol-Agusta/Elicotteri Meridionali CH-47C (ETM-l) consegnati in più riprese dal 1973 e tutti in forza al 1° Reggimento di Viterbo: si tratta di macchine complesse ma comunque molto apprezzate dai loro equipaggi per l'ottima velocità e maneggevolezza oltre che per la rilevante capacità di carico (fino a 32 soldati completamente equipaggiati). Possono essere armati con due differenti sistemi d'arma, l'M-24 e l'M-421, entrambi basati sulle mitragliatrici MG 42/59 in affusti brandeggiabili. Le macchine in forza, acquisite in parte con fondi della Protezione Civile per essere impiegate nel ruolo antincendio, sono in esubero rispetto alle effettive necessità e capacità della catena logistica e pertanto non è esclusa la possibilità che un certo numero di "Chinook" possa essere accantonato per limitare la flotta a 30 macchine di cui 24 operative, ripartite tra 11° e 51° Gruppo Squadroni, e sei di riserva logistica.
Un AB.205A-1 del 26° Gruppo Squadroni 'Giove' con livrea a bassa visibilità in volo sull'entroterra pisano Fiore all'occhiello e punta di diamante della Cavalleria dell'Aria è l'Agusta A.129A "Mangusta" (EA-1) realizzato dall'industria italiana con notevole lungimiranza ed in stretta collaborazione con la Forza Armata: si tratta di un elicottero d'attacco, il primo europeo che ha raggiunto la maturità operativa, ben equipaggiato e protetto, di ridotte dimensioni e di grande agilità, il cui impiego ottimale, nella configurazione attuale, consiste nel contrasto di forze corazzate e blindate.
Ordinato in due lotti per 60 esemplari complessivi, è al momento in servizio in 45 unità distribuite in cinque squadroni EA assegnati al 5° ed al 7° Reggimento ed al 1° Gruppo Squadroni di Viterbo: trattandosi di un elicottero il cui sviluppo è ancora in corso, la configurazione delle macchine in servizio risente di questa situazione che, comunque, è destinata a risolversi nei prossimi anni. Ad ogni modo attualmente la flotta di '129 è suddivisa tra alcuni esemplari in configurazione iniziale (G7) utilizzabili solo per l'addestramento, in altri nella configurazione operativa iniziale (G9) ed in altri ancora nella configurazione operativa standard (G11, il primo è l'EI-939) utilizzabili senza limitazioni in combattimento: le possibilità di armamento prevedono l'impiego di due sistemi d'arma, uno di precisione (missili controcarro TOW) ed uno di saturazione d'area (razziere da sette tubi di lancio) che, in genere, vengono combinati tra loro utilizzando i due punti d'attacco disponibili per ogni semiala.
Gli elicotteri del secondo lotto (15 esemplari in corso di produzione) saranno configurati secondo un nuovo standard multiruolo (CBT per la Cavalleria dell'Aria e G13 per l'Agusta) che prevede l'adozione, sotto il muso, di un cannone da 20 mm a tre canne rotanti (sistema d'arma M-197), la possibilità di impiego dei missili aria-aria «Stinger», un nuovo rotore a cinque pale, una nuova trasmissione e nuovi apparati avionici: il primo A.129CBT (EI-951) dovrebbe essere consegnato nel mese di ottobre 2001 ed il 15° ed ultimo esemplare nel corso del 2003. Dovrebbe quindi iniziare la riconversione allo standard CBT dei 45 A.129A già in servizio che, fondi permettendo, saranno anche rimotorizzati con la nuova turbina LH-TEC T800 da 1.335 sHP che consentirebbe al "Mangusta" un notevole miglioramento delle prestazioni e del peso massimo di decollo.
Paracadutisti della Folgore sbalzano da un AB.212 La componente di volo ad ala fissa è costituita quasi esclusivamente, tramontata ormai l'epoca degli aerei leggeri da osservazione, da aerei da trasporto: sono infatti in servizio, dall'ottobre del 1991, tre esemplari dei biturbina Dornier Do.328-212 (ACTL cioè Aereo da Collegamento e Trasporto Leggero) destinati a diventare presto cinque con la consegna, prevista nel corso di quest'anno, di ulteriori due macchine di nuova costruzione. I Dornier sono in forza allo Squadrone ACTL del 28° Gruppo Squadroni "Tucano" di Viterbo che li utilizza con assiduità per missioni di collegamento, trasporto personale, evacuazione sanitaria e trasporto di materiali, con l'unico limite costituito dalla mancanza di pressurizzazione che, a volte, penalizza le possibilità operative. In compenso sono molto apprezzate la capacità STOL e la possibilità di operare da piste erbose semipreparate.
Lorganico del 28° Gruppo Squadroni è completato dallo Squadrone ACTR che impiega i tre Piaggio P.180 "Avanti" (ACTR cioè Aereo da Collegamento e Trasporto Regionale) in servizio dal 1997. Si tratta di una macchina dalle notevoli prestazioni, molto apprezzata sia dagli equipaggi, per le caratteristiche di volo e per la completa dotazione avionica, che dai passeggeri per la velocità ed il buon "comfort".
Perdurando l'indisponibilità di una adeguata pista di volo a Viterbo, lo Squadrone ACTR opera dall'aeroporto di Roma-Ciampino, in attesa che, forse a Pratica di Mare, venga costituito un reparto interforze destinato all'impiego in "pool" dell'intera flotta di P.180 in forza ai vari enti militari: ricordiamo infatti che oltre ai tre esemplari del 28°, l'Aeronautica Militare dispone di altri sei "Avanti" che diventeranno presto 15 con la consegna del secondo lotto, cui si dovranno aggiungere due macchine destinate alla Marina Militare ed una, sembra, ai Carabinieri.
Sono ancora in servizio, degli 80 consegnati, gli ultimi esemplari del SIAI-Marchetti SM.1019A (AL-2), tutti in forza allo Squadrone AL dei 28°, che li utilizza ad esaurimento delle ore di volo disponibili: con la loro radiazione, prevista a breve, si chiuderà definitivamente l'era dell'aereo da osservazione che, lo ricordiamo, ha rappresentato la ragione stessa di nascita di quella che, oggi, è la Cavalleria dell'Aria.

 
  L'EVOLUZIONE DELLA FLOTTA
Nel corso del 2001 la Cavalleria dell'Aria dovrebbe completare il processo di riorganizzazione dei propri assetti voluto per cercare l'ottimizzazione nell'impiego delle risorse disponibili. I principali programmi di rinnovo e potenziamento della componente di volo prevedono, come già precisato, l'acquisizione dei 15 A.129 CBT e l'aggiornamento al medesimo standard del resto della flotta, l'acquisizione del nuovo elicottero da trasporto tattico NH-90 (ETT) nonché la definizione delle specifiche del nuovo elicottero da supporto (ESC cioè Elicottero da Supporto al Combattimento) che è ragionevole attendersi come uno sviluppo del progetto Agusta-Bell AB.139.
L'impiego in montagna su superfici innevate è la routine per gli AB.205A-1 del 4° Reggimento 'Altair' di Bolzano Gli ETT (previsti 150 esemplari di NH-90 con consegne dal 2005) e gli ESC (previste una cinquantina di macchine) dovranno completamente sostituire tutti gli AB.205, AB.212 e AB.412 che saranno ancora in servizio, con la precedenza per le macchine assegnate ai Reggimenti della Brigata Aeromobile.
La sostituzione degli AB.206 non è stata ancora pianificata, ma non viene escluso che i compiti addestrativi e di collegamento possano essere assunti dagli A.109 EOA (magari alleggeriti dagli apparati non più necessari) non appena questi verranno a loro volta sostituiti dai nuovi A.129 CBT.
Nei prossimi anni la Cavalleria dell'Aria avrà standardizzato la propria forza elicotteri operativi su quattro modelli (A.129, NH-90, ESC e CH-47) contro i sei modelli attuali, con rilevanti vantaggi in termini di uniformità d'addestramento, qualità dei materiali e di semplificazione dell'organizzazione logistica.
Già oggi, comunque, ben pochi eserciti del mondo occidentale possono vantare una propria componente aerea equilibrata e ricca d'esperienza come la Cavalleria dell'Aria.

 
  LA STORIA
La componente aerea dell'Esercito Italiano, voluta con lungimiranza solo pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, si appresta a festeggiare la ricorrenza del proprio cinquantesimo anniversario.
Risale, infatti, al 24 aprile 1951 la data in cui il Comando della Scuola di Artiglieria dispose la creazione di un Nucleo di Aviazione Leggera: sulla base degli accordi intercorsi a livello di Stati Maggiori, l'iniziale attività addestrativa e tecnica venne effettuata sotto la supervisione dell'Aeronautica Militare che, allo scopo, diede vita nell'ambito della stessa Scuola alla 39° Squadriglia di aerei leggeri, dotata di alcuni Vultee-Stinson L-5A il cui impiego era essenzialmente inteso come semplice osservazione aerea al fine di fornire alle batterie dell'artiglieria i dati necessari per correggere il tiro a lunga gittata delle proprie armi.
Pochi mesi dopo, precisamente il 21 novembre dello stesso anno, l'Ufficio Ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito dispose la costituzione, sempre in seno alla Scuola di Artiglieria, del Reparto di Aviazione Leggera di Artiglieria con il compito di realizzare un aeroporto, a quei tempi chiamato campo di volo, in località Bracciano-Monte dell'Oro che venne realizzato sul finire del 1952. Il 18 dicembre 1952 ebbe inizio l'attività con i primi Piper L-18C, forniti dagli Stati Uniti nell'ambito del programma di aiuti MDAP (per un totale di 56 macchine) ed inizialmente con immatricolazione civile, che consentirono nel febbraio del 1953 l'avvio del 1° Corso per piloti. Sempre nel 1953 giunsero anche i primi Piper L-21 B (dotati di impianto elettrico per l'avviamento, luci di navigazione, motore da 135 HP, flaps e colorazione mimetica) che avrebbero svolto il ruolo di aerei operativi, per un totale di 237 esemplari, mentre i gialli L-18C vennero utilizzati prevalentemente per l'addestramento. Nell'estate dello stesso anno gli L-21 B parteciparono alla prima esercitazione con reparti terrestri in occasione di una prova di mobilitazione della Divisione di Fanteria "Pinerolo": l'Aviazione Leggera dell'Esercito era ormai una realtà!
Dornier DO.328 Le unità d'impiego, in conformità ad una circolare diramata il 12 giugno 1952, vennero create nella forma di Sezioni Aerei Leggeri (SAL), ognuna con tre Piper, assegnate alle dipendenze organiche di tutti i principali reparti di terra, talvolta riunite nell'ambito di Reparti Aerei Leggeri (RAL).
Nel 1956 vennero fatti due altri importanti passi in avanti: nelo stesso anno iniziò l'attività con gli elicotteri con la costituzione a Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone, del Reparto Sperimentale Elicotteri equipaggiato con i primissimi AB.47G-2: per la storia la prima macchina (MM 80090, NC.133 inizialmente EI-21 poi EI-1) venne consegnata il 23 aprile del 1956, seguita nei mesi successivi da altri cinque elicotteri dello stesso tipo e da ulteriori quattro nel 1957. Il secondo importante evento fu la disposizione ministeriale del 1° settembre 1956 che, superando precedenti difformi interpretazioni ma nel rispetto di una Legge del 1937, autorizzava l'Esercito all'impiego di velivoli leggeri (di peso non superiore a 1.500 Kg a pieno carico) per le proprie esigenze sul campo di battaglia. Finalmente anche i Piper, come già gli elicotteri, ricevettero le insegne militari ed ai piloti venne riconosciuto il brevetto militare. Un altro importante passo in avanti.
Nel 1957 le unità di volo di cui poteva disporre l'ALE erano circa una trentina, distribuite su tutto il territorio nazionale, oltre al Centro Addestramento Aviazione Leggera dell'Esercito (CAALE) di Bracciano costituito il 10 Giugno dello stesso anno con una flotta di 56 L-18C e di 39 L-21B e successivamente trasferitosi, dai primi mesi del 1958, presso la nuova e moderna sede di Viterbo.
Anche la componente elicotteristica proseguiva con il proprio sviluppo che vide, sempre nel 1958, la chiusura del Reparto Sperimentale con la contestuale attivazione del 1° Reparto Elicotteri di Casarsa e del 2° Reparto Elicotteri di Bolzano dotati di AB.47G-2 e dei nuovi e più prestanti AB-47J.
Tralasciando i successivi eventi, che richiederebbero un numero speciale interamente dedicato per una completa descrizione, la vita dell'ALE prosegue negli anni conoscendo importanti fasi di sviluppo che la portano ad essere oggi una delle meglio organizzate componenti aeree tra quelle schierate dai vari eserciti dell'Alleanza Atlantica.
Nel 1993, più precisamente il 12 giugno, la denominazione della componente aerea divenne Aviazione dell'Esercito, perdendo, dopo 43 anni, l'attributo Leggera che con il tempo aveva certamente perso l'originario significato e che veniva ormai visto come un aggettivo riduttivo dell'impegno e della capacità operativa dei Baschi Azzurri.

 

    L'intera flotta di CH-47C "Chinook" opera da Viterbo alle dipendenze del
1° Reggimento "Antares".

COMANDO CAVALLERIA DELL'ARIA

Centro Cavalleria dell'Aria
1° Gruppo Squadroni "Auriga"
      Squadrone EM ETM
      Squadrone ERI
      Squadrone EA EOA
28° Gruppo Squadroni "Tucano"
      Squadrone ACTR
      Squadrone ACTL
      Squadrone AL

Viterbo
      AB.205A - AB.212A
      AB.206A - A.109A
      A.129 - A.109EOA
Viterbo
      P.180
      Do.228
      SM.1019

RAGGRUPPAMENTO CAVALLERIA DELL'ARIA

1° Reggimento "Antares"
11° Gruppo Squadroni "Ercole"
      111° Squadrone ETM
      112° Squadrone ETM
51° Gruppo Squadroni "Leone"
      511° Squadrone ETM
      512° Squadrone ETM
26° Gruppo Squadroni "Giove"
      426° Squadrone ERI
      526° Squadrone EM
Squadrone EM
      Squadrone EM
Squadrone EM "Italair"
      Squadrone EM

Viterbo
      CH-47C+
      CH-47C+
Viterbo
      CH-47C+
      CH-47C+
Viterbo                (1)
      AB.206C-1
      AB.205A-1     (2)
Viterbo
      AB.412
Naqoura (Libano)
      AB.205A-1
2° Reggimento "Sirio"
20° Gruppo Squadroni "Andromeda"
      420° Squadrone EM
      520° Squadrone EM
21° Gruppo Squadroni
"Orsa Maggiore"
      421° Squadrone ERI
      515° Squadrone EM
30° Gruppo Squadroni "Andromeda"
      430° Squadrone ERI
      530° Squadrone EM
Lamezia Terme    (3)
      AB.212
      AB.212

Cagliari Elmas
      AB.206C-1
      AB.205A-1

Lamezia Terme
      AB.206C-1
      AB.205A-1
4° Reggimento "Altair"
34° Gruppo Squadroni "Toro"
      441° Squadrone ERI
      544° Squadrone EM
54° Gruppo Squadroni "Cefeo"
      440° Squadrone ERI
      541° Squadrone EM

Torino Venaria Reale
      AB.206C-1
      AB.205A-1
Bolzano
      AB.206C-1
      AB.205A-1

BRIGATA AEROMOBILE "FRIULI"

5° Reggimento "Rigel"
27° Gruppo Squadroni "Mercurio"
      271° Squadrone ERI
      272° Squadrone EM
49° Gruppo Squadroni "Capricorno"
      491° Squadrone EA
      492° Squadrone EA

Casarza della Delizia
      A.109EOA - AB.206C-1
      AB.205A-1
Casarza della Delizia
      A.129
      A.129
7° Reggimento "Vega"
25° Gruppo Squadroni "Cigno"
      571° Squadrone EM
      572° Squadrone EM
      573° Squadrone EM
48° Gruppo Squadroni EA "Pavone"
      481° Squadrone EA
      482° Squadrone EA
      483° Squadrone EOA
53° Gruppo Squadroni "Cassiopea"
      531° Squadrone EM
      532° Squadrone EM
      533° Squadrone ERI

Rimini
      AB.205A-1
      AB.205A-1
      AB.205A-1
Rimini
      A.129
      A.129
      A.109 EOA
Rimini
      AB.412
      AB.412          (4)
      AB.206C-1

COMANDO C4IEW

51° Gruppo SOATCC
551° Squadrone E
     Padova Brusegana
     AB.205A-1 - AB.206C-1

UFFICIO MATERIALI CAVALLERIA DELL'ARIA

1° Reggimento di Sostegno "Idra"
2° Reggimento di Sostegno "Orione"
3° Reggimento di Sostegno "Aquila"
4° Reggimento di Sostegno "Scorpione"
Bracciano
Bologna
Orio al Serio
Viterbo

(1)     Attualmente a Pisa, alle dipendenze della Brigata Paracadutisti "Folgore", verrà trasferito a Viterbo nel corso del 2001.
(2)     Sostituirà gli AB.205 con gli AB.412 in concomitanza con il trasferimento a Viterbo.
(3)     Attualmente a Salerno Pontecagnano, verrà trasferito a Lamezia Terme nel 2003.
(4)     Attualmente in posizione quadro, ne è prevista l'attivazione nel corso del 2001.

 
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