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CANZONISECTION
I Canti della nostra guerra Le Canzoni dei Parà
 In questa pagina troverete i testi ed alcuni file audio delle più belle canzoni dei paracadutisti. Molte, come "Basco rosso", sono nate durante la guerra ad opera di ufficiali di complemento che si ispirarono a canzoni tedesche o dei parà francesi. Di queste non esiste quindi una versione "ufficiale" e può capitare che a seconda del Battaglione vengano cantate in maniera differente. Solo alcune, come "Paracadutista tu" o "Arditi dell'aria" sono state scritte da musicisti professionisti, altre invece sono fortemente osteggiate se non proibite come "Il mercenario" ed altre ancora, come "La sagra di Giarabub" non vengono più cantate. Ringrazio Basco Rosso per la sua gentile concessione alla pubblicazione di questo materiale.
 


  FRATELLI D'ITALIA  

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Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta;
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria ?
le porga la chioma;
che schiava di Roma
Iddio la creò.


Stringiamci a coorte!
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.


Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
perchè non siam popolo,
perchè siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme;
di fonderci insieme
già l'ora suonò.


Stringiamci a coorte!
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.


Uniamoci, amiamoci;
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti per Dio,
chi vincer ci può?


Stringiamci a coorte!
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.


Dall'Alpe alla Sicilia,
dovunque è Legnano;
ogn'uomo di Ferruccio
ha il core e la mano;
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla;
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.


Stringiamci a coorte!
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.


Son giunchi che piegano
le spade vendute;
già l'Aquila d'Austria
le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
e il sangue Polacco
bevè col Cosacco
ma il cor le bruciò!


Stringiamci a coorte!
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.



  ALLARMI ARDITI DELL'ARIA  

Allarmi arditi dell'aria
col pugnal tra i denti e bombe a mano
dal cielo scendiamo in battaglia
irruenti e pronti a tutto osar.


Sorridi,o Mamma.
Puoi esser fiera
di un figlio ardito
di terra e di ciel.
Egli combatte sotto la bandiera
con fede grande per l'ItaIia bella.
Non pianger Mamma.
Sorridi e spera
che il figlio tuo
ritornerà!
Ei non perisce sul campo di battaglia
No!
Ma vive eternamente in ogni cuor.




  ARDITI INCURSORI  

Guardiam su nel ciel il segno giungerà
gli arditi incursori dal ciel discenderan;
per l'ultima battaglia la terra tremerà
la danza della morte i cuori temprerà!


Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà...Sabotator!


Sempre in avanti i ranghi serrerem
e questo mondo marcio domani crollerà
sarà la nostra marcia che il suoi calpesterà
sarà il nostro sangue che ci riscatterà!


Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà...Sabotator!


Alla nostra terra fedeli resterem
per noi la nuova Europa in piedi risorgerà
risorgerà l'Europa, risorgerà con noi
il grido di battaglia dai petti salirà!


Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà...Sabotator!





  AVANTI ARDITO  

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L'Ardito è bello l'Ardito è forte
ama le donne e beve il buon vin,
per le sue fiamme, color di morte,
trema il nemico quando è vicin!


Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.


Fiamme nere avanguardia di morte,
siam vessillo di lotta e d'onor,
siam l'orgoglio mutato in coorte,
per difendere d'Italia l'onor!


Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.


Quante volte fra tenebre folte
nella notte estraemmo il pugnal,
fra trincee e difese sconvolte
dalla mischia cruenta fatal!


Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.


Mamma non piangere, se c'è l'avanzata
tuo figlio è forte, paura non ha
asciuga il pianto della fidanzata,
che nell'assalto si vince o si muor!


Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.


Una stella ci guarda, la sorte;
e ci avvincon tre fiamme d'amor,
tre parole di fede e di morte:
il pugnal, la bomba ed il cor.


Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.




  BANDIERE AL VENTO  

Spunta l'alba sul camin
e il guerriero marcia già;
è venuto da lontan
per servire la civilità,
l'erba verde intorno a sè
gli ricorda che a Da Nang
tanto sangue è corso già,
corso per la libertà
altri luoghi, altri color
ma nel cuore lo stesso ardor
basco rosso e lealtà
l'occidente trionferà.


C'era il sole a Dien Bien Pu
ma nessuno si scaldò
con Onore e Fedeltà
a vent'anni si morì
e l'oblio di chi non sà
il disprezzo di chi odiò
rabbia orgoglio a noi daran
bandiere al vento per marciar.


Ora è notte sul cammin
forse il sole non rivedrò
camerata, eroe, parà
la nostra fede trionferà.




  BASCO ROSSO  

Bagnando il basco in una pozza di sangue
si fece il simbolo di tutti noi parà
il sacrificio dei nostri caduti
fu sempre lotta a viltà e disonor,
il vento di morte, il freddo terror
quando ci sfida è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio, il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.
All'apparire del tuo fiore in volo
il ciel si oscura e si inizia a lottar
siam volontari siam le truppe scelte
noi siam votati a sapere di morir.
Allor sappiam che andremo a morir
tra indifferenza e senza un pianto per noi
non conosciamo paura o timor,
ma morirem con rabbia in cuor per l'onor.
Il vento di morte, il freddo terror
quando ci splende è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.




  BASCHI ROSSI E FREGI D'ORO  

Baschi rossi e fregi d'oro
sguardo limpido e sereno
siamo arditi paracadutisti
e dal cielo ci lanciamo.


Con il mitra tra le mani
col pugnale in mezzo ai denti
sul nemico arditi ci lanciamo
non ci trema il cuor davvero!


Quando il compito è più duro
mai esitiam,mai ci arrendiam
quando il cielo si fà più scuro
allora noi cantiamo....


Là sul nemico che ci accoglie
col suo fuoco distruttor
là sul nemico dove romba
la mitraglia ed il cannon.


Il nostro fregio sarà
sarà quello che su tutti trionferà
e una voce ci dirà che siam
siam forti,coraggiosi,paracadutisti siam.




  CANTO DELLA 10° DRAGHI  

La Folgore dall'alto
emblema della gloria
nel mondo e nella storia
la meta ci darà.


Se la morte ci spiana i sentieri
poi sorti ci volle guerrieri
nessuno ci ha piegati
ma l'odio ci ha temprati.


Quando il Paraca avanza
nasce la civiltà
quando il Paraca avanza
la 10° sarà.


In questi mondo infame
vacilla chi non crede
ma questa nostra fede
forti ci fa restar.


Se la morte ci spiana il cammino
poi la sorte ci diede il destino
urla paura e sangue
a chi ci sbarra il passo.


Quando il Paraca avanza
nasce la civiltà
quando il Paraca avanza
la 10° sarà.


Anche se tutto cade
nei cieli della morte
gli Dei della guerra
dentro di noi saran.


Non abbiamo soltanto coraggio
il Drago marcia con noi
infuria la tempesta
bruciando il vecchio mondo
spazzando nella notte
chi contro noi sarà.


Quando il Paraca avanza
nasce la civiltà
quando il Paraca avanza
la 10° sarà.




  CANTO DEL GUERRIERO PARA'  

Cantiamo in cor una canzon, del guerriero parà
lo spirito in fiore ci esorta a lottar.
Per te nostra amata Italia,
vermiglio sangue verserem,
vicino è il momento in cui barbarie lotterem.


Basco rosso avanguardia di gloria,
alla morte ridiam così:ah ah ah!
Mostrare vogliamo al mondo
che nelle rovine in piedi sarem!


La morte ormai paur non fa,và a letto col parà;
col sol che splende nel cuor,l'onor difenderà.


Paraca nostro camerata,nel cielo sei andato a morir,
sul volto avevi un sorriso,in eterno vivrai con noi.


Basco rosso avanguardia di gloria,
alla morte ridiam così:ah ah ah!
Mostrare vogliamo al mondo
che nelle rovine in piedi sarem!


In faccia al mondo noi gridiam:Onore e Fedeltà.
E siamo fieri di esser qui, puri e duri a morir.


Siam volontari paracadutisti
veniamo da ogni region,
lottando da Oslo a Corfù,
faremo l'Europa nazion!




  CON LA MORTE A PARO A PARO  

Composta da Bechi (allora maggiore) su musica del maestro Pettinato, estate 1941 (notare che il titolo e' ripreso da un verso de "Canzone del Quarnaro" di Dannunzio).

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Quanto più aspra in guerra
infuria la battaglia
quanto più forte crepita
sul fronte la mitraglia;
se segna il passo il fante,
se sostano i carristi,
ci mandano a chiamare: chi ?
Noi, paracadutisti !


Siam cento, cento e cento,
tutti forti, arditi e sani,
un po' pazzi, un po' poeti,
ma il fior fior degli Italiani.


Veniamo da lontano
per vie arcane e belle
volando nella notte,
ci guidano le stelle.
Nell'alba colorata
di luci lievi e tristi,
scendiamo giù dal cielo: chi ?
Noi, paracadutisti !


C'è a chi piace far l'amore,
a chi piace far denaro,
a noi piace far la guerra
con la morte a paro paro.


Giungiamo da lontano
qual folgore dall'alto
spazzando ogni difesa,
nell'ebrezza dell'assalto;
apriam la strada al fante,
il valico ai carristi,
diam ali alla vittoria: chi ?
Noi, paracadutisti !


Siam cento, cento e cento,
tutti forti, arditi e sani,
un po' pazzi, un po' poeti,
ma il fior fior degli Italiani


A chi cade combattendo
Dio concede in sorte bella
di volare lieve lieve
tra una nuvola ed una stella.


In quell'angolo di cielo
riservato a tutti noi,
dove vivono in eterno
Santi, Martiri ed Eroi.




  CIMITERI DI FOLGORI  

Nel giorno di El Alamein
giorno di morti per chi vive ancora,
s'udì sotto le zolle deserte
seminate
di silenzio e di croci,
un mare d'uomini.


Corpi antichi lanciati,
squali di vento veloci
frenati da seta
o da morte.


Si udì un mare
di rupi nemiche
di sole assetato
di ciottoli diacci
di notti severe
gli sguardi biechi della luna
le buche, l'attesa...


Udimmo qui il mondo falò
bruciare bestemmie
e preghiere


Udimmo il sospiro di vetro gelarsi
in occhi morenti
Paracadutisti.


Ossa d'aria-teschi di ferro
dimenticati protagonisti
del tempo.




  FIGLI DI NESSUNO  

Figli di nessuno
tra le rocce noi marciam
ci disprezza ognuno
perchè laceri noi siam
ma se ce n'è uno
che ci sappia comandar e dominar
figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar.


Siamo nati chissà dove chissà quando
allevati nella pura carità
senza padre, senza madre, senza inganno
noi viviamo come uccelli in libertà.


Figli di nessuno,
tra le rocce noi viviam
ci disprezza ognuno,
perchè laceri noi siam
ma se ce n'è uno
che ci sappia comandar e dominar
figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar .
Figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar .




  GIRA GIRA L'ELICA  

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L'aviazione nostra sorella
Dopo di noi è la più bella,
e gira gira l'elica romba il motor
siam paracadutisti o si apre o si muor.


Il paracadute è seta pura
Ma se non si apre è fregatura,
e gira gira l'elica romba il motor
siam paracadutisti o si vince o si muor.


Il paracadute è seta fina
ma se non s'apre è na' rovina,
e gira gira l'elica romba il motor
siam paracadutisti o si apre o si muor.


Se la capovolta non sai fare
un'ingessatura puoi farti fare
e gira gira l'elica romba il motor,
siam paracadutisti o si vince o si muor.




  IL CANTO DEL PARACADUTISTA  

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Cuori d'acciaio all'erta
il cielo è una pedana,
tra poco nell'offerta
noi piomberemo giù,
pugnali e bombe a mano,
viatico di morte,
e l'ansia della sorte
non sentiremo più !
Aggancia la fune di vincolo,
spalanca nel vento la botola,
assumi la forma di un angelo
e via pel tuo nuovo destin !


Come folgore dal cielo !
canta il motto della gloria.
Come nembo di tempesta !
precediamo la vittoria.
Un urlo di sirena: fuori...fuori !
E giù nell'infinito
sul nemico più agguerrito
per distruggere o morir.
Per distruggere o morir.


L'occhio nemico scruta:
son nuvole che vanno,
ma poi che il vento muta
li vedi già son qui.
E gli angeli di guerra,
pugnale in mezzo ai denti,
in uno contro venti
si battono così !
Sganciato ogni corpo dai vincoli,
racchiusi in un quadrato fermissimo,
il piombo nemico si sgretola:
nessuno di noi cederà !


Come folgore dal cielo !
canta il motto della gloria.
Come nembo di tempesta !
precediamo la vittoria.
Un urlo di sirena: fuori...fuori !
E giù nell'infinito
sul nemico più agguerrito
per distruggere o morir.
Per distruggere o morir.


Passa pei cieli un canto,
è un canto di vittoria,
i figli della gloria
in alto vanno ancor.
E pronti alla battaglia,
col cuore sempre all'erta,
ripeteran l'offerta
con rinnovato ardor !
Aggancia la fune di vincolo,
spalanca nel vento la botola,
assumi la forma di un angelo
e via pel tuo nuovo destin




  IL MERCENARIO  

Sono morto nel Katanga,
venivo da Lucera,
avevo quarant'anni
e la camicia nera.


Di me la gente dice
che sono un mercenario
soltanto per bottino
soltanto per denaro.


Ma adesso che son steso
guardate nel mio sacco,
ci troverete un mitra
e un'oncia di tabacco.


Invano cercherete
soldi nel tascapane,
li ho spesi proprio tutti
insieme alle puttane.


Amavo una ragazza
di razza Congolese
ma l'ho perduta ai dadi
con Jimmi l'Irlandese.


Se io fossi rimasto a casa
là nella mia Lucera
avrei la moglie grassa,
i figli e la pancera.


Avrei la moglie grassa
le rate, la seicento,
mutua, televisione
panciotto, doppiomento.


Invece sono andato
in giro per il mondo
adesso sto crepando
quaggiù nel basso Congo.


La mia pelle brucia
in questo letamaio,
ma l'ONU se ne frega
perchè son mercenario.


I fuochi sono spenti
ormai scende la notte,
addio verdi colline,
addio dolci mignotte.


Addio dolci bambine
coi fiori tra i capelli,
ragazze senza nome
lasciate nei bordelli.


Coi nostri baschi rossi
ho fatto una bandiera,
portatela agli amici
che invecchiano a Lucera.


Viva la morte mia
viva la gioventù
viva la morte mia
viva la gioventù.




  IMPETO E ARDIRE  

Oh 5º Battaglione il più bello sei tu.
Di tutta la Brigata la meglio gioventù.


Qualcuno arriccia il naso
vorrebbe biasimar,
ma noi non si fa caso
si tira a camminar!


E con in testa il nostro Comandante
noi seguiremo lungo il suo cammin.
Se la mitraglia ha il fuoco fulminante
siam tutti pronti a vincere o morir!


A noi la morte non ci fa paura...NO!
Ci si fidanza e ci si fa l'amor
se ci avvince e ci porta al cimitero
si accende un cero e non se ne parla più.


Vogliam morire insieme crocefissi
per riscattare tutta la viltà
se ci restasse di vita un sol minuto
noi lo vivremo per un'eternità.




  LA PATTUGLIA  

E' notte
e il sonno non viene,perchè?...
Mah,non so,non ricordo davvero:
forse san sveglio da sempre, chissà!...


La luna,selenica diva,
che seguo con gli occhi febbrili sgusciare tra i cigli,
m'appare,qual stanca creatura, tra i picchi rocciosi
sorgenti dal fondo di basse colline
ammassate sul tergo del fronte.


E trova il suo asilo pur essa,
e il chiarore soffuso s'estingue.


Un istante è passato, quello che viene è già qui e
il buio dilaga repente e affoga chi giace.


Or,ecco,ci siamo:
l'ordine è quasi un bisbiglio che
rompe la quiete apparente.


E' tempo di andare,
non può starvi indugio
e,"via,via ragazzi:
fuori,alla lesta!"
silente,nell'aria vischiosa,
la pattuglia si muove,
si tuffa e sparisce.


Sono ombre,
fantasmi velati di nero,
che vanno per brulli pendii,
per erte sudate,
tra anfratti e pianori sassosi,
oltre la notte,
nel cielo profondo,laggiù,
ove il nulla è ancora qualcosa.




  LA SAGRA DI GIARABUB  

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Inchiodata sul palmeto - veglia immobile la luna
a cavallo della duna - sta l'antico minareto.
Squilli,macchine,bandiere, - scoppi sangue ... Dimmi tu
che succede cammelliere? - E' la sagra di Giarabub!


"Colonnello, non voglio pane, dammi
piombo pel mio moschetto
c'è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.


Colonnello, non voglio l'acqua, dammi
il fuoco distruggitore
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.


Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!"


Spunta già l'erba novella - dove il sangue scese a rivi...
Quei fantasmi in sentinella - sono morti,o sono vivi?
E chi parla a noi vicino? - Cammelliere,non sei tu?
- In ginocchio,pellegrino: - son le voci di Giarabub!


"Colonnello, non voglio pane, dammi
piombo pel mio moschetto
c'è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.


Colonnello, non voglio l'acqua, dammi
il fuoco distruggitore
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.


Colonnello non voglio encomi,
sono morto per la mia terra...
Ma la fine dell'Inghilterra
Incomincia a Giarabub!




  NELL'ABISSO A CAPO IN GIU'  

Siam i paracadutisti
la colonna del valore
siam votati agli imprevisti
de la Patria per l'onor
Senza musica e fanfara
solo al rombo del motor
con le Parche siamo in gara
ma non trema in petto il cor.


Le mete più agognate
Presto raggiungeremo
Com'aquile librate
Noi vi discenderem
e folgori saremo
contro i nemici allor
e ovunque innalzeremo
il sacro tricolor.


Noi temprati alla fucina
Della vita militare
Nostra ferrea disciplina
Non potrà mai vacillar
De la Patria per la gloria
Stretti siamo nel dover
D'impalmare la Vittoria
o sul campo rimaner.


Le mete più agognate
Presto raggiungeremo
Com'aquile librate
Noi vi discenderem
e folgori saremo
contro i nemici allor
e ovunque innalzeremo
il sacro tricolor.


I nostri volti esultano
Nell'ansia di obbedir
Le nostre labbra giurano
O vincere o morir.




  PARACADUTISTA TU  

Risulta essere la prima canzone ufficiale presente a Tarquinia fin dal 1940.

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Siam nuove fiamme di un novello ardor
temprato è il braccio e più temprato è il cuor
siam pronti a osar siam pronti a obbedir
come siam pronti a vincere o a morir.


Col nostro petto e col nostro cervel
uniamo insieme la terra con il ciel
bianche farfalle scendono a ploton
unite tutte al rombo del cannon.


Paracadutista tu
che scendi da lassù
sopra l'inferno
tu conquisti ciò che vuoi
a fianco degli eroi
che sono eterni.
Quando scendi giù dal ciel
avvolto nel tuo vel
la vittoria ti sorride già
ma se ti tronca la mitraglia
dalla battaglia
in ciel ritornerai lassù
ma se ti tronca la mitraglia
dalla battaglia
in ciel ritornerai lassù.




  PREGHIERA DEL PARACADUTISTA  

Eterno immenso Iddio, che creasti gli eterni spazi e ne misurasti
le misteriose profondità, guarda benigno a noi, Paracadutisti d'Italia, che
nell'adempimento del nostro dovere, balzando dai nostri
apparecchi, ci lanciamo nella vastità dei cieli.
Manda l'Arcangelo S.Michele a nostro custode:
guida e proteggi l'ardimentoso volo.
Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede
e indomito il coraggio.
La nostra giovane vita è tua o Signore!
Se è scritto che cadiamo, sia! Ma da ogni goccia
del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri,
orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro
immancabile avvenire.
Benedici, o Signore,la patria, le famiglie,
i nostri cari! per loro, nell'alba e nel tramonto,
sempre la nostra vita! E per noi,o Signore,
il tuo glorificante sorriso.
Così sia.




  SE ANCHE SIAMO SOLI  

Alla nostra marcia
fate largo voi popoli
siamo stati consacrati all'agire viril;
se anche siamo soli le nostre schiere vanno
attraverso il nemico sanguinante ormai;
lo sguardo in avanti,
serrato abbiamo i denti
rimbomba la strada il nostro passo sonor!


Del sol la luce
sarà dentro noi parà,
laggiù regna ancora la porala e l'onor;
la gioventù migliore
avanza là nel sole
e il mondo può lodare o maledire come vuol.
O sogno di bellezza
non devi invecchiare
i nuovi cavalieri nasceranno: son Parà!




  SE NON CI CONOSCETE  

Se non ci conoscete guardateci dall'atto
Noi siam i paraca del battaglion d'assalto
Bombe a man e carezze col pugnal.


Se non ci conoscte guardateci sul viso
Veniamo dall'inferno e andiamo in paradiso
Bombe a man e carezze col pugnal.


Se non ci conoscte ve ne darem le prove
Noi siamo i paraca del Capitan........
Bombe a man e carezze col pugnal.


E se l'artiglieria fa il suo bombardamento
Il paraca và all'assalto veloce come il vento
Bombe a man e carezze col pugnal.


Paraca e lupi neri giocavano a scopone
Han vinto i paraca con l'asso di bastone
Bombe a man e carezze col pugnal.


Abbiamo per trofeo un brutto basco nero
Gli abbiam riservato un posto al cimitero
Bombe a man e carezze col pugnal




  SE TU CREDI NEL DESTIN  

Se tu credi nel destin
se tu credi nel doman
il tuo cuor non può esitar
vien con noi a saltar
sulla pista rulla il "G"
alla porta via si và.


Noi marciam
che ci importa del doman
la tua vita tu dovrai cercar
perciò non esitare
vien con noi parà.


Per far parte di un elite
per far parte dei migliori
la tua pelle rischierai
sarai fiero di esser qua
l'avventura del tuo vol
la tua sete spegnerà.


Noi marciam
che ci importa del doman
la tua vita tu dovrai cercar
perciò non esitare
vien con noi parà.


Per la gente senza nom
per canaglia senza onor
un inferno giungerà
lotteremo noi parà
con la fronte alta nel sol
ci innalziamo vincitor.




  SUI MONTI E SUI MAR  

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Sui monti sui mar
per le strade e nel ciel
lanciamo in alto la sfida ideal.
Lungo sarà il cammino
ma con speranza e con ardor
lanciamo i nostri cuori
nella battaglia ancor.


La pioggia ci bagna
Ci arde alto il sol.
D'inverno il gelo
Ci morde aspro il cuor.
Ma saldi nel periglio
Vitam pro patria exponimus
E la divisa nostra è insegna del valor.


In aspri cimenti
Le forze noi tempriam.
Fra i rischi mortali
La nostra via seguiam.
In faccia al mondo vile
Splende la sfida del valor
Avanti o Paraca
Avanti, avanti ancor.




  TI RICORDI LA SERA DEI BACI  

Ti ricordi la sera dei baci,
che mi davi stringendomi al sen;
mi dicevi sei bella, mi piaci,
tu, stasera sei fatta per me.


Mi dicesti che a Pasqua tornavi,
ma il destino non volle così,
bel paraca che avevi vent'anni
lassù nel cielo sei andato a morir.


Come un angelo dall'ali spezzate,
sei caduto sul campo di guerra
se col tuo sangue bagnasti la terra
all'Italia donsti il tuo cuor.


Sopra il basco che noi portiamo,
c'è un fregio che regna sovrano;
noi lo portiamo con fede ed orgoglio
viva l'Italia ed il suo bel tricolor.


Bimbe belle che fate all'amore
non piangete non state a soffrir
non c'è al mondo più grande dolore
che vedere un paraca morir.


C'è chi piange chi getta un fiore
chi in silenzio continua a soffrir
non c'è al mondo più grande dolore
che vedere un paraca morir.


Mamme care che a casa aspettate
non piangete pei vostri figlioli
lassù nel cielo non sono mai soli
c'è tutta l'Italia che intorno gli stà.


Ali, pugnale e bianca calotta
è il nostro stemma, fra tutti il più bel...
esso ci guida e ci sprona alla lotta
viva l'Italia e gli arditi del ciel !




  VOLONTARI PARA'  

Volontari Parà
camerati nel destin
combattiamo, venite a lottar.


Coraggio ed onor
con fierezza ed ardor
nella notte ci lanciam.


Sulla terra e su mar
per valli e per col
la mitraglia accompagna la nostra canzon.


Avanti ancor guardando verso il sol
un nemico fugale avrem
leal ploton, in Quinta siam
avanti ancor spiccando il nostro vol
sarem nel mito, torniamo vincitor.


A questo mondo infedel
al tiranno invasore
opponiamo la spada, il valor.


Nella mischia mortal
nell'olimpo sarà
vittoria di noi Parà.


Altrimenti cavalier
pur lottando cadiam
superiam la morte trionfal.


Avanti ancor guardando verso il sol
un nemico fugace avrem
leal ploton, in Quinta siam
avanti ancor spiccando il nostro vol
sarem nel mito, torniamo vincitor.



 

 

Fratelli d'Italia | Allarmi Arditi dell'Aria | Arditi Incursori | Avanti Ardito | Bandiere al Vento
Basco Rosso | Baschi Rossi e Fregi d'Oro | Canto della 10° Draghi | Canto del Guerriero Parà
Con la Morte a Paro a Paro | Cimiteri di Folgori | Figli di Nessuno | Gira Gira l'Elica
Il Canto del Paracadutista | Il Mercenario | La Pattuglia | La Sagra di Giarabub
Nell'Abisso a Capo in Giù | Paracadutista Tu | Preghiera del Paracadutista
Se Anche Siamo Soli | Se Non Ci Conoscete | Se Credi nel Destin | Sui Monti e Sui Mar
Impeto e Ardire | Ti Ricordi la Sera dei Baci | Volontari Parà

 





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