Le Unità della "Folgore" nel 2001
Trae origine dalla Divisione Paracadutisti costituita il 1° settembre 1941 con i Reggimenti Paracadutisti
1° e 2° - cui si affianca il 3° nel marzo 1942 - ed il Reggimento Artiglieria Paracadutisti. Resosi
necessario l'impiego oltremare come unità terrestre, nel luglio 1942 è denominata Divisione di Fanteria
"Folgore" (185ª). Le sue unità, di conseguenza, assumono la denominazione di 185°, 186° e 187°
Reggimento Fanteria "Folgore" e 185° Reggimento Artiglieria "Folgore". Dal 15 settembre 1942 il 185°
Fanteria rimasto in Patria, ceduti due battaglioni al 187°, lascia la "Folgore" e, preso il nome
di 185° Reggimento Fanteria "Nembo", diviene il nucleo costitutivo della divisione omonima. La
"Folgore", quasi completamente distrutta nel corso di aspri combattimenti in Africa Settentrionale,
viene sciolta il 23 novembre 1942.
Il 1° gennaio 1963 si costituisce in Pisa, per trasformazione del preesistente Centro Militare di
Paracadutismo (istituito nel 1947), la Brigata Paracadutisti su Comando, 1° Reggimento Paracadutisti,
Battaglione Sabotatori Paracadutisti, Compagnia Carabinieri Paracadutisti (Battaglione dal 15 luglio),
Batteria Artiglieria da Campagna Paracadutisti (Gruppo dal 1° giugno) e Centro Addestramento
Paracadutisti (dal 1° dicembre passa alle dipendenze dell'Ispettorato di Fanteria e Cavalleria). Dal
10 giugno 1967 modifica la denominazione in Brigata Paracadutisti "Folgore".
Con la ristrutturazione dell'Esercito, dal 1° ottobre 1975 l'organico della grande unità è modificato e
la "Folgore" comprende Reparto Comando e Trasmissioni, 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti
"Tuscania", 2° Battaglione Paracadutisti "Tarquinia", 5° Battaglione Paracadutisti "El Alamein", 9°
Battaglione d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin", 3° Battaglione Paracadutisti "Poggio Rusco", 185°
Gruppo Artiglieria da Campagna Paracadutisti "Viterbo", Battaglione Logistico "Folgore" e reparti
minori. Dal gennaio 1983 passa alle dipendenze del Comando Brigata anche la Scuola Militare di
Paracadutismo.
Il 1° gennaio 1986 la "Folgore", unitamente alla Brigata "Friuli" ed a reparti di volo
dell'Aviazione Leggera dell'Esercito, entra nella Forza di Intervento Rapido (FIR), unità interforze
costituita per intervenire con immediatezza contro minacce interessanti l'intero territorio
nazionale. La FIR può inoltre fornire aliquote di forze per compiti connessi con la sicurezza
internazionale quali la formazioni di un contingente di pace o di una forza di sicurezza. Un Gruppo
Tattico Paracadutisti (due Compagnie del 5° Battaglione "El Alamein", una Compagnia del 9°
Battaglione "Col Moschin", un nucleo Carabinieri Paracadutisti) e gran parte del Battaglione Logistico
"Folgore" fanno parte del contingente "ITALFOR AIRONE" che dal maggio al novembre 1991 effettua
in Kurdistan missioni di soccorso umanitario.
Dal 31 maggio 1991 viene inquadrato nella Brigata anche il ricostituito 183° Battaglione Paracadutisti
"Nembo" quindi con un nuovo ordinamento assunto dalla Forza Armata, che ripristina il livello
reggimentale, la "Folgore" ad iniziare dal 1992 assume gradatamente l'organico su Comando, Reggimenti
Paracadutisti 183° "Nembo", 186° e 187° "Folgore", 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti
"Folgore", 9° Battaglione d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin", 26° Gruppo Squadroni Aviazione
Leggera "Giove", Battaglione Logistico "Folgore", Reparto Comando e Trasmmissioni (poi Reparto
Comando e Supporti Tattici), Compagnia Genio Guastatori Paracadutisti. La Brigata, ad iniziare
dal 25 luglio 1992, fornisce un contingente di forze per partecipare all'operazione "Vespri Siciliani",
in concorso al controllo del territorio e di vigilanza di obiettivi particolarmente sensibili,
normalmente devoluti alle Forze di Polizia, in particolare nelle provincie di Enna e Messina.
Dal 28 dicembre 1992 al 3 settembre 1993 la "Folgore" è presente nell'operazione "RESTORE HOPE"
(Italfor Ibis), in Somalia; per il comportamento tenuto dal personale del Reparto Comando e Supporti
Tattici, al Reparto stesso viene tributato un Encomio Solenne dal Capo di Stato Maggiore
dell'Esercito. Da allora la Brigata, in veste unitaria o per aliquote, è stata rischierata più volte
nei balcani nel quadro delle Missioni IFOR/SFOR e KFOR, della forza di pace FMP in Albania e nella
Missione INTERFET a Timor Est.
Dal 1° dicembre 2000 passa alle dipendenze del 1° Comando Forze di Difesa ed assume nei suoi ranghi
il 5° battaglione genio guastatori "Bolsena" nel quale confluisce la Compagnia Genio Guastatori
Paracadutisti del Reparto Comando e Supporti Tattici.
CAMPAGNE DI GUERRA E FATTI D'ARME
Seconda Guerra Mondiale (1940-43)
- 1942: Africa Settentrionale: Battaglia di Alam el Halfa (Passo del Carro, Passo del Cammello, Gebel
Kalak, Deir Alinda, Manaqir el Daba, Qaret el Himeimat, Bab el Qattara, Deir el Anaqar, Deep Well,
Battaglia di El Alamein (Deir el Munassib; Qaret el Himeimat).
- 1943: Superstiti della divisione partecipano alle operazioni, inquadrati
in altre unità, fino al maggio 1943 in Tunisia.
RICONOSCIMENTI
Encomio Solenne - Tributato
dal Capo di SME
"Il Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata
"FOLGORE" ha partecipato, inquadrato nel Contingente "ITALFOR IBIS 2",
alle operazioni di soccorso a favore della popolazione somala, nel corso delle quali si è
prodigato con totale dedizione ed elevata professionalità nell'assolvimento della
difficile missione, riuscendo ad assicurare i collegamenti dei reparti all'interno del
Contingente e, con la componente genio, le strutture di vitale importanza per la sicurezza
delle Unità del Contingente.
Tutto il personale, inoltre, nonostante operasse in uno scenario caratterizzato da gravi difficoltà ambientali ed operative, ha sempre agito
fattivamente allo scopo di migliorare le condizioni di vita della popolazione somala. Le
numerose azioni di rastrellamento ed i conflitti a fuoco in cui è stato coinvolto il
reparto, hanno messo in luce il coraggio, la capacità operativa e la forte motivazione
dei propri uomini, il cui operato ha dato lustro all'Esercito Italiano, riscuotendo il
plauso delle Autorità nazionali e l'ammirazione dei Contingenti esteri partecipanti
all'Operazione". Somalia, 28 dicembre 1992 - 30 settembre 1993. (Al Reparto
Comando e Supporti Tattici della Brigata par."Folgore").
Medaglie/onorificenze
Le riconoscenze individuali avute dal personale della Brigata sono:
- 6 Ordini Militari d'Italia
- 62 Medaglie d'Oro al Valor Militare
- 424 Medaglie d'Argento al Valor Militare
- 464 Medaglie di Bronzo al Valor Militare
- 536 Croci di Guerra
COMANDANTI
DIVISIONE PARACADUTISTI (1941-42)
Gen. B. Francesco Sapienza
Gen. B.
Enrico Frattini
DIVISIONE DI
FANTERIA "FOLGORE" (185a)(1942)
Gen. D.
Enrico Frattini
Gen. B.
Riccardo Bignami (int.)
BRIGATA
PARACADUTISTI (1963-67)
Gen. B.
Aldo Magri
Col.
Renato Mascaretti
Gen. B.
Alberto Li Gobbi
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BRIGATA PARACADUTISTI "FOLGORE" (1967)
Gen. B. Alberto Li Gobbi
Gen. B. Ferruccio Brandi
Gen. B. Vitaliano Gambarotta
Gen. B. Tito Salmi
Gen. B. Gaetano Pellegrino
Gen. B. Francesco De Vita
Gen. B. Ambrogio Viviani
Gen. B. Lucio Innecco
Gen. B. Antonio Milani
Gen. B. Aldo Sagnelli
Gen. B. Franco Monticone
Gen. B. Bruno Loi
Gen. B. Bruno Viva
Gen. B. Luigi Cantone
Brig. Gen. Enrico Celentano
Brig. Gen. Pierluigi Torelli
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 Centro Addestramento di Paracadutismo
Il Centro Addestramento di Paracadutismo, con
sede in Pisa è l'unità presso la quale vengono rilasciate le qualifiche di paracadutista militare a
tutto il personale che presta servizio presso le aviotruppe dell'Esercito o di altre Forze Armate. I
corsi presso il Centro riguardano tutta la complessa problematica specifica, con particolare
riferimento agli aviolanci automatici e con la tecnica della caduta libera, gli aviorifornimenti
(aviolanci di materiali), al ripiegamento dei paracadute, all'organizzazione delle Zone di Lancio,
e così via. E' sede del Centro Sanitario Aviotruppe ed inquadra, altresì la Banda Musicale "Folgore"
e la Sezione paracadutismo del Centro Sportivo dell'Esercito che partecipa con grande successo alle
principali competizioni nazionali ed internazionali. La prima scuola di paracadutismo fu costituita
il 20 marzo 1938 in Libia nell'aeroporto di Castel Benito presso Tripoli dove si costituiranno due
battaglioni di paracadutisti libici ed uno di nazionali. Nel luglio 1940 viene spostatat a Barce in
Cirenaica dove si scioglierà a seguito di eventi bellici. Il 15 ottobre 1939 sorgeva a Tarquinia
(VT) nel Lazio, la Scuola Paracadutisti della Regia Aeronautica. Qui vennero costituiti il
1° battaglione Carabinieri Paracadutisti, i reggimenti della Divisione "Folgore", della "Nembo"
e si brevettarono paracadutisti gli Arditi del X Reggimento, i Nuotatori Paracadutisti del
"San Marco" della Regia Marina, gli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica.
Il 10 novembre 1942 venne creata una seconda Scuola con sede in Viterbo che concorse a costituire
le unità della "Nembo" ed alcuni battaglioni della terza divisione paracadutisti italiana, la
"Ciclone". L'attività delle Scuole cessò con l'armistizio dell'8 settembre 1943. Il 1° gennaio
1947 vede la costituzione in Roma di un Centro di Paracadutismo che nel 1949 diviene Centro Militare di Paracadutismo che il 13 marzo 1950 si trasferisce nella vecchia sede di Viterbo.
La crescita dei reparti porta allo spostamento del Centro nella sede di Pisa ove giunge il 15
giugno del 1957 e risiede tutt'ora. Il 1º gennaio 1963 il Centro si trasforma in Brigata Paracadutisti
e nel dicembre successivo si riordina in Centro Addestramento Paracadutisti che muterà ancora
il 1° aprile 1964 in Scuola Militare di Paracadutismo passando alle dipendenze dell'Ispettorato
di Fanteria. Il 1º gennaio 1983 la Scuola torna alle dipendenze della Brigata Paracadutisti
"Folgore" e, a partire dal 1991, partecipa, con personale e mezzi, all' Operazione "Airone" nel nord
Iraq, "Ibis" e "Ibis II" in Somalia, "Vespri Siciliani" a Palermo. Effettua aviolanci di materiali
in Antartide a favore dell'ENEA ed, infine, partecipa alle operazioni in Bosnia e Albania.
Di recente ha assunto la denominazione di Centro Addestramento di Paracadutismo.
(Sede Pisa) Telefono: 050 - 564509 |
 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania"
E' l'unico reparto dell'Arma dei
Carabinieri inquadrato in una Grande Unità dell'Esercito "di campagna" ed è di stanza Livorno.
Composto nella quasi totalità da personale effettivo, il reparto ha una doppia connotazione
in quanto aggiunge alla capacità di intervento - ad elevato livello di specializzazione - per
i classici incarichi di istituto dell'Arma, come la lotta alla criminalità organizzata, le
caratteristiche di unità da combattimento proprie dei rimanenti reparti della Brigata. In tal
contesto, il personale dell'unità, oltre ad avere partecipato alle numerose operazioni " fuori area"
della Brigata, agisce frequentemente in azioni di polizia nelle aree più delicate del territorio
nazionale. Costituito il 1º giugno 1996 per elevazione ordinativa del 1º Battaglione Carabinieri
Paracadutisti "Tuscania", è l'erede del 1°Battaglione Carabinieri paracadutisti che, inviato in
Africa Settentrionale nel luglio 1941, venne impiegato su posizioni difensive in azioni di contrasto
all'offensiva inglese "Crusader". Decimato, meritò per l'eroico comportamento la Medaglia d'Argento
al valor Militare, nonchè l'onore delle armi da parte degli stessi avversari. Il 15 maggio 1951
nasce il Reparto Carabinieri Paracadutisti che si trasforma in Battaglione il 15 giugno 1963, in
Reggimento il 1º giugno 1996. Il Reggimento è articolato su un battaglione, una compagnia Comando
e Servizi ed un Reparto Addestrativo. Inquadra, inoltre, la Sezione di Paracadutismo Sportivo
dell'Arma che, da tempo, si colloca ai vertici delle graduatorie nazionali e mondiali.
Ha partecipato con unità di diverso livello a tutte le missioni oltremare della Forza Armata.
Per la partecipazione all'operazione "Ibis" (Somalia) la Bandiera del reggimento è stata decorata di
medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito.
Numerose anche le partecipazioni alle attività ONU (Namibia, Cambogia, Palestina) e UEO per il
monitoraggio e la ricostruzione delle forze di polizia locali.
Per conto del Ministero Affari Esteri il reggimento fornisce personale per la sicurezza delle
Ambasciate Italiane e del personale diplomatico in Paesi caratterizzati da situazioni a forte
rischio, in ogni parte del mondo. Sotto l'egidia dello stesso Ministero ha inoltro concorso con
proprie aliquote alla evaquazione di connazionali da Paesi a forte tensione sociale. Assai
frequente, infine, l'impiego del "Tuscania" nel controllo di aree difficili ed a forte densità
criminale, in concorso all'Arma Territoriale. (Sede Livorno)
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187° Reggimento Paracadutisti "Folgore"
Il 187° Reggimento di fanteria paracadutisti
costituisce una delle componenti di "Arma base" della Brigata. Come tale, rappresenta lo
strumento principale con il quale vengono assolti i compiti operativi della Grande Unità. Il reggimento
inquadra una componente di comando e logistica ed il 2° battaglione paracadutisti "Tarquinia" composto
da tre compagnie paracadutisti ed una compagnia armi di sostegno. Il reggimento è stanziato a Livorno. Il 1º luglio 1940 si costituisce, presso la Scuola di Paracadutismo di Tarquinia (VT), il I Battaglione Paracadutisti formato in Italia e, successivamente, per motivi di precedenza d'Arma, il 15 luglio 1940 cede il numero "uno" al neo costituito Battaglione Carabinieri Paracadutisti. Il II battaglione con il III e IV costituiscono il 1° Reggimento Paracadutisti in vita dal 1° aprile 1941. Il 30 aprile 1941 come II Battaglione effettua il primo lancio di guerra della specialità su Cefalonia ed occupa in successione l'isola di Zante. Il 15 marzo 1942 si costituisce in Tarquinia (VT) il 3° Reggimento Paracadutisti che inquadra inizialmente i battaglioni VIII, IX e X. Con il 1° ed il 2° Reggimento viene inquadrato nella Divisione Paracadutisti.
Sfumata la possibilità di essere impiegata nell'Operazione C3 (occupazione di Malta), la Divisione
denominata "Cacciatori d'Africa" prima e 185^ Divisione di Fanteria "Folgore" poi, viene inviata in
Africa Settentrionale. Il 3° Reggimento ridenominato 187° scambia i battaglioni VIII e X
(quest'ultimo, ceduto al 183° sarà sostituito nel 185° dall' XI) con il II ed il IV del 185°.
Sul fronte di El Alamein il 187º Reggimento Paracadutisti era schierato in primo scaglione a sinistra
del dispositivo della Divisione "Folgore".
Nel corso della battaglia gli uomini del 187º si immolarono con l'intera Divisione. Sei le Medaglie
d'Oro al Valor Militare guadagnate dai Valorosi del 187°. Il 1° gennaio 1963 dal 1° Gruppo Tattico
Paracadutisti e dal Centro Militare di Paracadutismo a Pisa si costituisce la Brigata Paracadutisti
ed il 1° Reggimento Paracadutisti che inquadra il II ed il V battaglione. Nel 1976, sciolto il
1° Reggimento il II Battaglione, denominato 2° Battaglione Paracadutisti "Tarquinia", è reso autonomo
e riceve la Bandiera di Guerra del 187º Reggimento.
Nel 1982 il 2º Battaglione partecipa, con il contingente italiano, alla costituzione della Forza
Multinazionale di Pace in Libano. Nel 1991 la sua 5^ Compagnia partecipa all'operazione "Airone"
nell'Iraq settentrionale. La ricostituzione del 187º Reggimento paracadutisti "Folgore" avvenuta
nel 1992, ha determinato l'ingresso del 2º Battaglione "Tarquinia" nell'organico del Reggimento. Il
ricostituito Reparto partecipa alle operazioni "Ibis 1" e "Ibis 2" in Somalia e all'operazione "Vespri
Siciliani" in Italia. Nel Settembre 1996 il 187º, che nel frattempo aveva iniziato la sua
trasformazione in unità basata su volontari in Ferma Breve (VFB) ed in Servizio Permanente (VSP),
partecipa alle operazioni "Joint Endeavour" in Bosnia e, successivamente, "Alba" in Albania, seguite
dal Kosovo e Timor Est. La Bandiera di Guerra è decorata di una Medaglia d'Oro al Valor Militare
conquistata in Africa Settentrionale ed una Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito per la missione
Ibis in Somalia. (Sede Livorno) Telefono: 0586 - 500299 |
 186° Reggimento Paracadutisti "Folgore"
Il 186° Reggimento di fanteria paracadutisti
costituisce una delle componenti di "Arma base" della Brigata. Come tale, rappresenta lo strumento
principale con il quale vengono assolti i compiti operativi della Grande Unità. Il reggimento inquadra
una componente di comando e logistica ed il 5° battaglione paracadutisti "El Alamein" composto da
tre compagnie paracadutisti ed una compagnia armi di sostegno. Il reggimento è stanziato a Siena.
Il 1º settembre 1941 si costituisce a Tarquinia (VT) come 2º Reggimento Paracadutisti su Comando,
Compagnia Cannoni da 47/32, V,VI e VII Battaglione Paracadutisti. E' inquadrato nella Divisione
Paracadutisti di nuova costituzione, unitamente ai Reggimenti 1º Paracadutisti e Artiglieria. A tali
unità si unisce, il 10 marzo 1942 anche 1l 3º Reggimento Paracadutisti. Il 27 luglio 1942, per l'impiego
in Africa Settentrionale la Grande Unità prende il nome di 185^ Divisione di Fanteria "Folgore", ed
i reggimenti vengono rinumerati. Il 2º Reggimento Paracadutisti diviene 186º Reggimento Fanteria
"Folgore". Il 6 novembre 1942, il Reggimento, esce invitto ma decimato dalla battaglia di El Alamein
ed i pochi superstiti vengono inquadrati nel 285º Battaglione di formazione che, dopo aver combattuto
a in Tunisia e nell'ultimo epico scontro di Takrouna, cessa di esistere con la X Armata nel maggio 1943.
Tredici Medaglie d'Oro ad Ufficiali Sottufficiali e Paracadutisti testimoniano il valore dimostrato
dai "ragazzi della Folgore" nel breve ciclo operativo del reggimento. Dopo la guerra vengono
ricostituite le unità paracadutisti e le glorie del 186º Reggimento vengono ereditate dal V Battaglione
del 1° Reggimento Paracadutisti.
Il Battaglione diviene autonomo con la ristrutturazione del 1975 come 5° Battaglione Paracadutisti
"El Alamein" e prende in consegna la Bandiera di Guerra del 186°.
Nel 1982 partecipa alla missione "Libano 2" in Beirut e nel 1991 alla operazione "Airone" in Iraq.
Il 16 settembre 1992 il 186º Reggimento Paracadutisti "Folgore" viene ricostituito. Fino al dicembre
dello stesso anno partecipa all'operazione "Vespri Siciliani" in Palermo e dal 28 dello stesso mese
viene trasferito in Somalia dove partecipa all'operazione "Ibis". In seguito prende parte alle numerose
operazioni di Ordine Pubblico in Patria e di Peace Keeping all'estero. La Bandiera di Guerra è
decorata di una Medaglia d'Oro al Valor Militare conquistata in Africa Settentrionale ed una Medaglia
d'Argento al Valore dell'Esercito per la missione Ibis in Somalia, dove il Reggimento, coinvolto negli
scontri del 2 luglio 1993, perde il Paracadutista Pasquale Baccaro, decorato di Medaglia d'Oro al Valor
Militare alla Memoria. (Sede Siena) Telefono: 0577 - 41262
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 185° Reggimento Artiglieria Terrestre (Paracadutisti Acquisizione Obiettivi) "Folgore"
Il 185º Reggimento artiglieria
paracadutisti "Folgore" rappresenta una delle componenti specialistiche della Brigata. Il Reggimento ha
assunto nuova configurazione il 1° aprile 2000 quando, dismessi gli obici da 105/14, i mortai da 120 mm
ed i missili d'autodifesa controaerei Stinger, è divenuto reggimento per l'acquisizione obiettivi.
Attualmente è dislocato in Livorno presso la Caserma "Carlo Pisacane" Il primo reparto di artiglieria
paracadutisti si costituisce ufficialmente il 28 agosto 1941 a Tarquinia (VT); si tratta del I Gruppo
di Artiglieria Paracadutisti da 47/32.
L'unità sarà seguita dal II Gruppo il 15 gennaio 1942 e completata il 10 marzo 1942 dal III Gruppo,
dalla batteria servizi reggimentale e dal Comando di Reggimento prendendo la denominazione di Reggimento
Artiglieria per Divisione Paracadutisti nella quale è inserito.
Il Reggimento dispone di 24 pezzi controcarro da 47/32 in ragione di 8 per gruppo (due batterie per
gruppo ciascuna su 4 pezzi). Il 27 luglio 1942, con l'impiego africano della Divisione, il reggimento
diviene 185° Reggimento Artiglieria "Folgore". I suoi pezzi vengono disseminati nei centri di fuoco
delle compagnie paracadutisti riarticolandosi prima su due gruppi su tre batterie ciascuno, quindi, con
spirito tutto italiano, costituendo con materiale di "recupero" una settima batteria, mai ufficializzata,
ma tenace quanto le altre sei. Rinforzato da artiglierie di vario calibro delle divisioni "Pavia" e
"Trieste", affronta lo scontro finale di El Alamein e, nell'impari lotta contro le soverchianti forze
dell'8^ Armata britannica, il 185° segue le sorti della Divisione, scomparendo ufficialmente dai ruolini
del Regio Esercito l'8 dicembre 1942. Il 1° luglio 1958 su disposizione dello Stato Maggiore, si
ricostituisce in seno al 1° Gruppo Tattico Paracadutisti una Batteria di Artiglieria da Campagna
Paracadutisti armata di quattro pezzi da 105/14, obice che seguirà la vita del reparto fino al 2000.
Il 1° giugno 1963 la Batteria diviene Gruppo su due batterie obici e Reparto Comando di Gruppo e, il
16 dicembre 1966, riceve in custodia la Bandiera di Guerra del 185° Reggimento.
Dal 1° ottobre 1975 riprende la numerazione del Reggimento divenendo 185° Gruppo Artiglieria da Campagna
Paracadutisti "Viterbo" ed il 2 dicembre del 1975 costituisce la 3^batteria obici del gruppo passando
a contare quattro batterie (1^ Draghi, 2^ Le Aquile, 3^ Diavoli, BCS Leoni) con 18 pezzi.
Nel 1981 riceve in dotazione 18 mortai da 120mm e da quel momento è l'unico reparto dell'artiglieria
italiana ad operare con doppio armamento.
Nel 1982 una batteria di formazione del Gruppo partecipa alla Missione in Libano.
Il 1° luglio 1988 si costituisce la batteria di autodifesa controaerei stinger (Scorpioni) portando
le batterie del Gruppo a cinque. Nel 1991 nell'ambito della Missione Airone, invia personale in Iraq
e l' 8 settembre del 1992 il gruppo si riarticola in 1° Gruppo Artiglieria Paracadutisti entrando con
le tre batterie obici/mortai e la sezione tiro e trasmissioni nel ricostituito 185° Reggimento
Artiglieria Paracadutisti "Folgore" al quale fanno invece diretto riferimento la batteria comando e
servizi e la batteria stinger. Nello stesso periodo porta il numero di pezzi ad 8 per batteria, per
un totale di 24 obici.
Prima unità impegnata nell'operazione "Vespri" in Sicilia, è presente in tutte le missioni fuori area
condotte dalla Brigata Paracadutisti, non ultima il Kosovo dove per esigenze del Contingente, il 1°
Gruppo del 185° riarma le sue tre batterie con l'obice semovente M 109 L. Al rientro dal ciclo
operativo balcanico, nel quadro della riconfigurazione in unità per l'acquisizione obiettivi, il 31
agosto 2000 viene sciolta la batteria stinger ed il reggimento assume la denominazione di 185°
Reggimento Artiglieria Terrestre (Paracadutisti Acquisizione Obiettivi) "Folgore".
La Bandiera di Guerra del 185° è fregiata di una Medaglia d'Oro al Valor Militare conseguita in Africa
Settentrionale e di una Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito guadagnata
in Somalia. (Sede Livorno) Telefono: 0586 - 852712 |
 183° Reggimento Paracadutisti "Nembo"
Il 183° Reggimento di fanteria paracadutisti
costituisce una delle componenti di "Arma base" della Brigata. Come tale, rappresenta lo strumento
principale con il quale vengono assolti i compiti operativi della Grande Unità. Il reggimento inquadra
una componente di comando e logistica ed un battaglione paracadutisti composto da tre compagnie
fucilieri paracadutisti ed una compagnia armi di sostegno. Il 183º Reggimento è stanziato a Pistoia.
Costituito in Firenze l'11 gennaio 1943, sotto la stessa data entra a far parte della 184^ Divisione
"Nembo" con il 184° e 185° Paracadutisti ed il 184° di Artiglieria Paracadutisti. Trasferito in Sardegna
nel maggio del 1943 vi rimane fino al maggio 1944, quando la Divisione, alle dipendenze del Corpo
Italiano di Liberazione, prende parte alle operazioni sul territorio nazionale combattendo i tedeschi da
Abbadia di Fiastra (giugno 1944) a Filottrano (luglio 1944). Il 24 settembre 1944 per trasformazione
della Divisione "Nembo", viene costituito il Gruppo da Combattimento "Folgore" che inquadra il
Reggimento Paracadutisti "Nembo". L'unità si batte valorosamente a Tossignano e a Grizzano.
Nel marzo del 1945 dal Reggimento vengono tratti un centinaio di volontari tra Ufficiali, Sottufficiali
e Paracadutisti, i quali, inquadrati nella "Centuria Nembo", partecipano all'operazione "Herring",
lanciandosi, la notte del 20 aprile 1945, sulle forze tedesche nella zona di Poggio Rusco.
Terminata la guerra, il 1º dicembre 1948 il Reggimento Paracadutisti "Nembo" viene trasformato in 183º
Reggimento Fanteria "Nembo" della Divisione di fanteria "Folgore", rimanendo tale fino alla
ristrutturazione dell'Esercito del 1975, quando viene ridotto a livello ordinativo di Battaglione
(183° Battaglione fanteria meccanizzata "Nembo" nella Brigata "Gorizia"). Nel 1991 il 183º Battaglione
Fanteria "Nembo" viene sciolto e la Bandiera di Guerra è assegnata al ricostituito 183º Battaglione
paracadutisti "Nembo", trasferito da Gradisca (GO) a Pistoia, dove viene organicamente inquadrato
nella Brigata "Folgore". Il 23 aprile 1993 il 183º Battaglione è elevato al rango di Reggimento
e assume l'attuale denominazione.
Dalla stessa data partecipa all'Operazione "Ibis" in Somalia dove il Sottotenente Gianfranco Paglia,
ferito negli scontri del 2 luglio 1993, merita la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
In seguito partecipa tutte le attività oltremare ed in Patria che interessano la Brigata Paracadutisti
"Folgore". La Bandiera di Guerra è insignita di Medaglia d'Argento al Valor Militare
(Tossignano, Case Grizzano, Poggio Rusco), di Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Filottrano), della
Croce di Guerra al Valor Militare (Filottrano), della Medaglia di Bronzo dell'Esercito (Somalia),
della Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito (Friuli), della Medaglia d'Argento al Valor Civile
(Vajont), dell'Attestato di Pubblica Benemerenza al Valor Civile.
Durante la Guerra di Liberazione, cinque appartenenti al 183° sono stati insigniti della Medaglia d'Oro
al Valor Militare. (Sede Pistoia) Telefono: 0573 - 33600
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 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin"
E' l'unico reparto di Forze Speciali
dell'Esercito Italiano, punta di diamante di tutta la Forza Armata. Il 9º Reggimento d'Assalto
Paracadutisti "Col Moschin", di stanza a Livorno, inquadra, nelle sue componenti operative, solo
Ufficiali, Sottufficiali e Volontari in servizio permanente o in ferma breve addestrati e selezionati
mediante un iter formativo della durata di circa due anni (8 mesi per i VFB).
Gli Incursori sanno muovere e combattere in tutti gli scenari operativi, dall'alta montagna all'ambiente
subacqueo e anfibio, a seguito di aviolanci ad alta quota con la tecnica della caduta libera e sono
particolarmente addestrati ad operare in contesti caratterizzati da elevata autonomia operativa ed a
grande distanza dalle truppe amiche.
Il "Col Moschin" ha partecipato a tutte le operazioni "fuori area" svolte dall'Esercito Italiano, anche
per il recupero di connazionali da Paesi a rischio. La storia del Reggimento inizia nella Grande
Guerra con le unità di Arditi, tra cui il IX Reparto d'Assalto, utilizzate per sfondare le difese nemiche
a premessa degli attacchi delle fanterie.
Gli Arditi si imposero all'attenzione generale, guadagnandosi una fama terribile per la violenza delle
loro azioni che si concludevano con lanci di bombe a mano ed all'arma bianca nelle trincee nemiche.
Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove fu protagonista della riconquista
di alcune posizioni austriache sul Col Moschin, sul Col della Berretta e sull'Asolone. Il 20 luglio
1942 si costituisce a Santa Severa (RM) un Reggimento Arditi che il successivo 15 settembre muta in X
Reggimento Arditi. Il reparto,caratterizzato dalle fiamme azzurre, opera alle dirette dipendenze
dell'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore. Impiegato in operazioni di pattuglia in Tunisia, Algeria,
e nella Sicilia occupata, cessa di esistere come Reggimento l'8 settembre del 1943. Il I battaglione
dislocato in Sardegna, si riordina nel 1944 in IX Reparto d'Assalto e partecipa alla Guerra di
Liberazione inquadrato nel Gruppo di Combattimento "Legnano". Smobilitato nel 1946, si ricostituisce
a livello Compagnia presso la Scuola di Fanteria a Cesano (RM) nel 1953 ed il 1° giugno 1954 diviene
Reparto Sabotatori Paracadutisti. Assegnato al Centro Militare di Paracadutismo di Pisa il 10
maggio 1957, diviene Battaglione Sabotatori Paracadutisti il 25 settembre 1961. Segue le sorti della
rinata Brigata Paracadutisti e, il 1° ottobre 1975 assume la denominazione di 9° Battaglione d'Assalto
Paracadutisti "Col Moschin" e riceve in custodia la bandiera del X Reggimento Arditi. Il 24 giugno
1995 assume l'attuale denominazione. La Bandiera di combattimento dell'unità è fregiata di una Croce
di Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia, tre Medaglie d'Argento al Valor Militare e una Medaglia
d'Oro al Valore dell'Esercito.
(Sede Livorno) |
 8° Battaglione Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore"
Costituito il 1° novembre 1895 come
reggimento Minatori, fornisce personale per i contingenti impegnati nella guerra Italo-Turca
del 1911-12. Durante la Prima Guerra Mondiale mobilita nove battaglioni minatori che operano nei
diversi settori del fronte. Trasformato in Reggimento Minatori del Genio nel 1919, viene sciolto
il 30 settembre 1922 e ricostituito come 5° Raggruppamento Genio di Corpo d'Armata.
Più volte riordinato nei reparti alle dipendenze, fornisce personale e mezzi per la Campagna d'Africa
Orientale del 1935 - 1936.
Continua ad operare come centro di mobilitazione durante la Seconda Guerra Mondiale con sede in Trieste
fino allo scioglimento per effetto dell' armistizio del settembre 1943. Ricostituito a Belluno il 5
gennaio 1951 come 5° Reggimento Genio Pionieri, muta denominazione il 1° aprile 1954 in
5° Raggruppamento Genio con sede in Vicenza, che cambia ancora il 1° aprile 1955 in 5° Reggimento Genio
con sede in Udine. Il 1° gennaio 1976, nel quadro della ristrutturazione dell'Esercito si costituisce
il 5° battaglione genio pionieri "Bolsena". Trasferito nel 1991 da Udine a Foggia, in data 31 agosto
1995 viene trasferito a Legnago (VR) alle dipendenze del Comando Regione Militare Nord Est.
Dal 1° dicembre 1997 entra nei ranghi del neocostituito Raggruppamento Genio del Comando Supporti delle
Forze Terrestri. Dal 1° dicembre 2000 muta denominazione in 5° battaglione genio guastatori
paracadutisti "Bolsena" ed entra a far parte della Brigata Paracadutisti "Folgore".
La Bandiera di Guerra è insignita di due Medaglie di Bronzo al Valore dell'Esercito (Friuli-Irpinia), di
una Medaglia d'Argento al Valor Civile (Veneto) ed un' Attestato di Pubblica Benemerenza al Valor
Civile. Nel quadro dei provvedimenti volti alla trasformazione dell'unità, il nominativo della
stessa, in data 1° giugno 2001 è stato cambiato in 8° battaglione genio guastatori paracadutisti
"Folgore" a ricordo dell'omonimo battaglione immolatosi in Africa Settentrionale con la Divisione
Paracadutisti "Folgore". Telefono: 0422 - 24550
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 Battaglione Logistico Paracadutisti "Folgore"
Il Battaglione Logistico paracadutisti
"Folgore" ha il compito di assicurare alle pedine operative della Brigata i mezzi e le risorse necessari
per l'impiego.
Il reparto è di stanza a Pisa ed assolve a tutti i compiti logistici connessi con l'attività di
guarnigione e l'attività operativa. L'Unità - che è composta da una compagnia Comando e Servizi, una
compagnia Mantenimento, una compagnia Trasporti, una compagnia Rifornimenti - è stata impiegata, per
intero o per aliquote, in tutte le operazioni "fuori area" dei "baschi amaranto". Al Battaglione si
affianca anche un "Reparto Sanità" in grado di schierare un Ospedale da Campo. Il Battaglione
Logistico Paracadutisti "Folgore" è una Unità di supporto costituita in Pisa il 1º ottobre 1975 a
seguito del potenziamento della Brigata Paracadutisti "Folgore", conseguente alla ritrutturazione
dell'Esercito. Idealmente il Battaglione si riallaccia alle Unità dei servizi della Divisione
Paracadutisti "Folgore". Il 5 novembre 1994, la sua Bandiera di Guerra viene insignita della
Croce d'Argento al Merito dell'Esercito per operazioni svolte in Somalia.
(Sede Pisa) Telefono: 050-500950
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 Reparto Comando e Supporti Tattici "Folgore"
Il Reparto Comando e Supporti Tattici ha
il compito di assicurare al Comandante della Brigata le risorse necessarie per sviluppare, nell'attività
di guarnigione e in operazioni, la propria attività di Comando e Controllo delle forze. Oltre alla
compagnia Comando, l'unità inquadra la compagnia trasmissioni e la compagnia comando. Il Reparto ha
partecipato a tutte le operazioni "fuori area" e sul territorio nazionale della Brigata paracadutisti
"Folgore". L'unità è stanziata a Livorno. Il Reparto, costituito a Pisa il 1º ottobre 1963 quale
Quartier Generale della Brigata Paracadutisti, il 1º gennaio 1976 ha assunto la denominazione di
"Reparto Comando e Trasmissioni". Dal 1º gennaio 1994, assume fra le sue fila anche la Compagnia
Genio Guastatori Paracadutisti e prende la denominazione di "Reparto Comando e Supporti Tattici".
Dal 1° dicembre 2000, la Compagnia Genio Guastatori è stata assorbita dal 5° battaglione genio
guastatori "Bolsena" di Legnago (VR). Ha partecipato alle operazioni in Libano, Iraq, Somalia,
Bosnia, Albania, Timor e Kosovo.
(Sede Livorno) Telefono: 0586-403061
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 26° Gruppo Squadroni Cavalleria dell'Aria "Giove"
Il 26° Gruppo Squadroni Cavalleria dell'Aria
"Giove", su due squadroni elicotteri da ricognizione, è di stanza a Pisa, presso l'Aeroporto Militare
in cui è schierata la 46ª Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare. Gli uomini del 26º sono in
massima parte paracadutisti transitati nella Cavalleria dell'Aria. Il 26º ha partecipato alle operazioni
condotte dalla Brigata in Italia e all'estero. Il Gruppo trae origini dalla Sezione Elicotteri di
Uso Generale (S.E.U.G.) costituita il 1º luglio 1966 sull'aeroporto militare di Pisa e posta alle
dipendenze della Brigata paracadutisti "Folgore" con lo scopo primario di fornire alla Grande Unità
un vettore aereo capace di garantire l'eventuale elitrasporto di traumatizzati nel corso della normale
attività aviolancistica dei Reparti e della Scuola militare di paracadutismo.
Nel luglio del 1967 la S.E.U.G. diviene Reparto Aviazione Leggera della Brigata paracadutisti "Folgore".
Nel 1975, nell'ambito della ristrutturazione delle Unità dell'Esercito, il R.A.L. assume la
denominazione di 26º Gruppo Squadroni ALE (acronimo di Aviazione Leggera dell'Esercito) "Giove",
modificata nel 1993 in 26º Gruppo Squadroni AVES (acronimo di Aviazione dell'Esercito) "Giove".
Dal 1° Gennaio 2000 l'Aviazione dell'Esercito transita al completo nell'Arma di Cavalleria divenendone
una specialità. I reparti perdono l'acronimo AVES dal loro nome e divengono di "Cavalleria dell'Aria".
Il personale del Reparto partecipa a tutte le esercitazioni della Brigata. Notevole il contributo
fornito dal Gruppo nelle principali missioni di carattere internazionale (UNTAG, AIRONE, UNIFIL, IBIS,
SFOR).
Il 26º ha prestato la sua opera in numerose missioni di soccorso a favore delle popolazioni civili
colpite da calamità naturali quale le alluvioni di Firenze e Pisa per le quali ha ottenuto un "Attestato
di Benemerenza", di Genova, in Valtellina e nell'alta Versilia.
Molteplici sono le missioni effettuate per la ricerca di velivoli, natanti, alpinisti dispersi ed
elitrasporto di malati gravi, traumatizzati ed ustionati, operando spesso in condizioni meteorologiche
avverse.
Nel 1985, per la sua attività nel campo della solidarietà umana, il Gruppo è stato insignito dello
"Scudo di San Martino".
(Sede Pisa) Telefono: 050-26151 |
 46ª Brigata Aerea
Il 3 settembre 1973, con un primo decollo di
Ufficiali e Sottoufficiali della SMIPAR, veniva inaugurata l'attività lancistica dal C-130 "Hercules",
consegnato già l'anno prima al 50° gruppo della 46° Aereobrigata. Nello stesso periodo iniziavano le
sperimentazioni e le prove valutative per l'aviolancio di uomini e materiali dal prototipo del G.222,
un nuovo bimotore di progettazione interamente italiana assegnato al 2° e 98° gruppo. (Sede Pisa)
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(informazioni relative all'anno 2001)
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