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Moschetti automatici Beretta
Il primo moschetto automatico della serie Beretta fu il Modello 1938A, i cui primi esemplari vennero
prodotti a Brescia nel 1935. Soltanto nel 1938, tuttavia, ne cominciò la produzione di serie per la
distribuzione alle Forze Armate. Il termine "produzione di serie" è forse d'uso improprio per quanto
riguarda i Beretta, in quanto, benché venissero prodotti sulle linee normali di fabbricazione, ogni loro
esemplare era talmente curato che poteva essere considerato quasi come fatto a mano. Infatti, i Beretta
sono tuttora fra i migliori esempi di armi automatiche leggere che si possano produrre e i modelli iniziali
1938A furono fra i più apprezzati di tutti.
Per quanto attiene alla progettazione, nei Beretta non vi era quasi nulla di particolare. Essi avevano un
calcio di legno ben rifinito, un castello tubolare, un caricatore ad astuccio rivolto in basso e un
manicotto di raffreddamento perforato attorno alla canna. Alcuni esemplari avevano un innesto per una
baionetta pieghevole in corrispondenza della volata. Queste particolarità facevano dei Beretta armi
equilibrate e assai rispondenti in azione. La rifinitura eccezionale rese l'arma molto ben accetta a tutti
coloro che la usarono e uno dei risultati dello scrupoloso montaggio e dell'accurata rifinitura, fu che
essa si dimostrò di sicuro affidamento e di buona precisione in qualsiasi situazione ambientale. Anche
l'alimentazione si dimostrò eccezionale, ma solo con gli appositi caricatori. Questi, di svariate
dimensioni (da 10, 20, 30 o 40 colpi), venivano distribuiti forniti di un dispositivo di ricaricamento per
innestarvi delle lastrine di alimentazione. Le cartucce usate sui primi Beretta erano quelle speciali da
9 mm ad alta velocità, successivamente sostituite dalla Parabellum universale da 9 mm.
Il Modello 1938A ebbe diverse varianti, una delle quali priva della baionetta e di alcune rifiniture,
in quanto doveva essere particolarmente leggera per l'impiego nel deserto. Un anno dopo l'entrata in guerra
dell'Italia, nel 1941, venne apportata qualche lieve revisione ai metodi di costruzione: il copricanna
aveva subito qualche modifica, in quanto era divenuto una componente stampata e saldata ma questa fu
pressoché l'unica concessione fatta alla tecnologia della produzione di massa e il Modello 1938A mantenne
la sua fama elevata.
Entro il 1944 la situazione bellica era talmente cambiata che i Beretta venivano prodotti per l'esercito
tedesco, in quanto gli italiani si erano arresi nel 1943. Ormai il progetto base del Modello 1938A era
stato revisionato con l'aggiunta di metodi di montaggio e di fabbricazione più semplici divenendo così
il Modello 38/42 e, in una versione successiva, il Modello 1. Relativamente pochi furono gli esemplari
prodotti di queste due varianti dopo il 1945. Entrambi i modelli rimanevano ancora facilmente
identificabili come Beretta e, pur conservando la complessiva eccellenza strutturale, erano in genere più
semplici, meno ingombranti, più leggeri e privi di alcune delle rifiniture del Modello 1938A.
Già prima che i Beretta venissero prodotti per i tedeschi, questi ultimi erano stati entusiasti di poter
impiegare numerosi esemplari del Modello 1938A e i romeni ne avevano acquistati una certa quantità
(successivamente essi acquistarono anche il Modello 38/42). Dopo la capitolazione italiana, i Beretta
diventarono armi tedesche standard. Gli alleati li impiegavano al posto delle loro armi ogni volta che
riuscivano a catturarne un numero sufficiente. L'uso da parte alleata restò tuttavia forzatamente limitato
per la mancanza degli appositi caricatori Beretta.
CARATTERISTICHE MODELLO 1938A
| TIPO : |
Arma automatica individuale |
| CALIBRO : |
9 x 19 mm |
| LUNGHEZZA : |
946 mm |
| LUNGHEZZA CANNA : |
315 mm |
| PESO : |
4,97 Kg (arma carica) |
| CARICATORE : |
Astuccio bifilare da 10-20-30-40 colpi |
| CELERITÀ DI TIRO TEORICA : |
600 colpi/min |
| VELOCITÀ INIZIALE : |
420 m/sec |

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