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2 luglio 1993
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Intervista Battistelli

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Articolo Berselli

Articolo Panorama




SOMALIASECTION
I principali avvenimenti della missione IBIS in Somalia

      Adesivo della missione IBIS


23 GENNAIO
1992
L' O.N.U. vota la risoluzione numero 733.

03 MARZO
1992
Le fazioni contendenti firmano una tregua.

17 MARZO
1992
L' O.N.U. vota la risoluzione numero 746.

24 APRILE
1992
L'O.N.U. vota la risoluzione numero 751.

05 LUGLIO
1992
I primi osservatori delle Nazioni Unite giungono a Mogadiscio.

23 LUGLIO
1992
Viene completato lo schieramento dei 50 Osservatori ONU.

27 LUGLIO
1992
L' O.N.U. vota la risoluzione numero 767.

03 DICEMBRE
1992
L' O.N.U. vota la risoluzione numero 794.

04 DICEMBRE
1992
Il Presidente USA, George Bush, annuncia alla televisione l'offerta d'inviare un corpo di spedizione di 28.000 soldati battezzando l'operazione RESTORE HOPE (Ridare Speranza).

09 DICEMBRE
1992
Tra la notte dell'8 e del 9, al comando del Gen. Bob Johnson, prende il via l'operazione "RESTORE HOPE" con uno sbarco di un migliaio di Marines sulla spiaggia di Mogadiscio. Lo sbarco non incontra nessuna resistenza, anzi sarà visto da tutto il mondo in diretta TV.

10 DICEMBRE
1992
Il Governo italiano delibera l'invio in Somalia di un contingente militare, sostenuto il giorno prima dal consenso parlamentare. Il doppio intervento italiano in Somalia ed in Mozambico viene approvato a larga maggioranza con la sola esclusione della Rete e di Rifondazione Comunista. Il Corpo di spedizione, di oltre 3000 uomini, al comando del Generale di Divisione Giampiero Rossi, sarebbe diventato operante entro il 4 gennaio 1993. La missione veniva denominata "OPERAZIONE IBIS".

11 DICEMBRE
1992
L' ambasciatore americano Oakley convince i due signori della guerra, AIDID e ALI MAHADI, a firmare in sua presenza un accordo di pace.

12 DICEMBRE
1992
Il corpo di spedizione italiano, imbarcato su 5 unità, lascia il porto di Livorno e di Brindisi.

13 DICEMBRE
1992
Il primo nucleo di militari italiani giungono a Mogadiscio, con un C-130 dell'Aeronautica Militare, con a capo il colonnello Salvatore Carrara, Capo di Stato Maggiore dell'operazione IBIS. Viene occupata, con un blitz aereo, l'importante base aerea di Bali Dogle.

15 DICEMBRE
1992
I primi uomini della Brigata Paracadutisti FOLGORE giungono a Mogadiscio, con 5 aerei.

16 DICEMBRE
1992
Un nucleo di paracadutisti riprende possesso degli edifici semi-diroccati dell'Ambasciata italiana, nel quartiere di Bondere. Marines e Legionari Francesi liberano la città di Baidoa, a ovest di Mogadiscio.

18 DICEMBRE
1992
Aidid dichiara pubblicamente che non desidera che gli italiani ritornino sul suolo somalo. Dichiarazione del tutto opposta faceva Ali Mahadi.

20 DICEMBRE
1992
Con un attacco simultaneo dal mare e dal cielo, Marines e Paracadutisti Belgi occupano la città di Chisimaio, all'estremo sud della costa somala.

22 DICEMBRE
1992
Il XXIV Gruppo Navale italiano gettava l'ancora davanti a Mogadiscio

23 DICEMBRE
1992
Alle ore 14:03 23 mezzi anfibi e 16 mezzi cingolati del Battaglione SAN MARCO sbarcavano 400 marò sulla spiaggia del porto vecchio. Contemporaneamente giungevano, a bordo di alcuni C-130 ed un Boeing, un ulteriore nucleo di paracadutisti. Al termine delle operazioni i soldati italiani presenti in Somalia erano circa 800.

26 DICEMBRE
1992
A Mogadiscio Aidid e Alì Mahadi pervengono ad un accordo di pace. I primi paracadutisti della FOLGORE giungono a Balad dando inizio alla costruzione di un campo trincerato presso il diroccato insediamento della ex Accademia Militare somala.

27 DICEMBRE
1992
Una colonna della FOLGORE, con viveri e medicinali, lascia Mogadiscio per giungere a Gialalassi. La comanda il Generale BRUNO LOI. Vengono occupate le città di Bardera, Oddur, Belet Uen e Gialalassi. Eliminazione della linea verde, che delimitava l'area d'influenza di Aidid a sud e di Alì Mahadi a nord di Mogadiscio.

02 GENNAIO
1993
Viene occupata dagli americani la città di Merca.

03 GENNAIO
1993
Viene completatato il dispiegamento della forza multinazionale dell'operazione RESTORE HOPE, con l'invio di 28.870 caschi blu. Il Corpo di spedizione italiano, rispettando pienamente la tabella, raggiunge il suo organico definitivo.

05 GENNAIO
1993
Si apre ad Addis Abeba, sotto la mediazione dell' ONU, la Riunione informale preparatoria sulla riconciliazione nazionale in Somalia.

07 GENNAIO
1993
Visita del Presidente americano George Bush a Mogadiscio. Forti disordini tra i clan rivali degli Habr Ghidìr (pro Aidid) e i Murisada (pro Alì Mahadi). Gli Americani attaccano la caserma JALLE MOHAMED SIAD BARRE presidiata dagli uomini di Aidid. Muoiono 15 miliziani somali e tra le macerie sono rinvenuti decine di carri armati ed un enorme quantitativo d'armi di provenienza sovietica ed italiana. L'attacco ha il significato di una svolta contro Aidid.

08 GENNAIO
1993
Ad Addis Abeba 14 fazioni somale pervengono ad un accordo di principio sull'avvio di una conferenza di riconciliazione da tenersi il 15 marzo nella capitale etiope.

10 GENNAIO
1993
Il Segretario Generale dell'ONU valuta la possibilità di chiedere ai contingenti europei di sostituirsi agli americani nella seconda fase di Restore Hope, mentre ha inizio una progressiva riduzione del contingente USA.

11 GENNAIO
1993
Gli americani danno il via all' Operazione NUTCRACKER, presso il mercato Bakkara di Mogadiscio, confiscando 50 tonnellate di armi leggere.

12 GENNAIO
1993
Nel corso di uno scontro notturno muore il MARINE DOMINGO ARROYO. E' la morte del primo soldato del corpo di spedizione multinazionale.

15 GENNAIO
1993
Accordo di massima sul cessate il fuoco e sul disarmo.

16 GENNAIO
1993
Gli americani distruggono ad Afgoi ben 1000 tonnellate di armi e munizioni, compresi obici di artiglieria e missili aria-aria e aria-terra.

22 GENNAIO
1993
Il governo degli Stati Uniti chiede ufficialmente alla Nazioni Unite di assumere il comando della forza multinazionale in Somalia. Nella stessa data ordinava il rientro di 2.700 marines.

25 GENNAIO
1993
Truppe belghe attaccano il Gen. Mohamed Said Hersi Morgan, genero di Siad Barre, il quale non aveva ottemperato all'ordine degli americani di lasciare la regione del Basso Giuba. Nello scontro il Gen. Morgan perde 43 uomini tra morti e feriti, oltre a lasciare sul campo un forte quantitativo di armi e munizioni. Il Gen. Morgan infrange l'accordo con il tentativo di riconquistare la città di Chisimaio.

03 FEBBRAIO
1993
Il Reparto operativo dei Carabinieri di Roma sequestra negli uffici dell'Unità tecnica centrale della Cooperazione alcuni quintali di documenti. Entra nel mirino dei giudici di MANI PULITE anche la COOPERAZIONE e la FAI, sul modo in cui erano stati spesi 37 mila miliardi in aiuti al Terzo Mondo. Si registra un nuovo scontro tra il Generale Morgan e il Colonnello Jess. Nello stesso giorno reparti della FOLGORE vengono attaccati nella regione del Medio Scebeli.

13 FEBBRAIO
1993
ITALFOR da inizio alla ricostruzione della polizia somala.

15 FEBBRAIO
1993
Un gruppo di uomini armati attacca e svaligia la sede dell'UNICEF.

17 FEBBRAIO
1993
Il D.L. relativo al finanziamento della missione IBIS viene bocciato al Senato lasciando la spedizione senza copertura.

21-24 FEBBRAIO
1993
Attacco ad un convoglio dell'IRISH CONCERN, nelle vicinanze di Afgoi. L'infermiera irlandese Valery Price restava uccisa. Soldati australiani venivano attaccati in forze da guerriglieri. Una bomba veniva lanciata contro un'autoblinda di ITALFOR, nel quartiere di Karan, a Mogadiscio. I Marines aprono il fuoco contro una migliaia di persone che inneggiano ad Aidid e che hanno incendiato e saccheggiato l'ambasciata egiziana. A scatenare la folla era stata la notizia che il colonnello A. Omar Jesse, fedele di Aidid, era stato cacciato da Chisimaio dal Gen. Morgan il quale per la prima volta era riuscito a riconquistare alcuni quartieri della città nonostante l'intimazione del Gen. Johnston di rinunciare all'occupazione.

03 MARZO
1993
Il Segretario Generale delle N.U. trasmette al Consiglio di Sicurezza il progetto di UNOSOM II, con compiti di disarmo delle fazioni somale e di rimpatrio di 300.000 rifugiati e possibilità di ricorso all'uso della forza.

11 MARZO
1993
Il contingente americano prosegue nel disimpegno da Restore Hope, nell'obbiettivo di mantenere in Somalia poche migliaia di uomini che formeranno una forza d'intervento rapido al servizio di UNOSOM II.

15 MARZO
1993
Ad Addis Abeba si apre la 3° Conferenza di riconciliazione nazionale.

17 MARZO
1993
Violenti scontri si succedono a Chisimaio tra i partigiani di Aidid e quelli del Gen. Morgan, genero di Siad Barre; per protesta Aidid si ritira dalla Conferenza di Addis Abeba.

23 MARZO
1993
Un comunicato della FAO rende noto che numerose regioni nel centro e nel sud del paese sono in preda alla carestia con un tasso di mortalità ancora altissimo.

26 MARZO
1993
L' ONU, con la risoluzione 814, avvia l'operazione UNOSOM II con il fine di disarmare le fazioni somale. I caschi blu saranno autorizzati a ricorrere alla forza.

28 MARZO
1993
Le fazioni somale riunite ad Addis Abeba, dopo 13 giorni, raggiungono un accordo che prevede il disarmo generale entro 90 gg. e la formazione di un Transitional National Concil (TNC) di 74 membri capaci di esplicare la duplice funzione di AUTORITA' CENTRALE e di ASSEMBLEA COSTITUENTE in attesa che vengano creati un Governo e un Parlamento.

26 APRILE
1993
I marines lasciano il controllo del settore di Mogadiscio al contingente pakistano. Gli Stati Uniti mantengono in Somalia un gruppo di 5.000 uomini che andranno ad integrarsi con UNOSOM II.

03 MAGGIO
1993
Si conclude l'operazione Restore Hope. Inizia UNOSOM II.

04 MAGGIO
1993
Il Gen. ROBERT JOHNSTON passa le consegne al Gen. Turco CEVIK BIR. Il Comandante di ITALFOR, Gen. GIAMPIERO ROSSI viene sostituito dal Gen. BRUNO LOI. Le Nazioni Unite subentrano agli Stati Uniti nella conduzione delle operazioni in Somalia.

05 GIUGNO
1993
Nel corso di un rastrellamento nei pressi della stazione radio della Somali National Alliance (SNA) condotto da truppe pachistane dell'ONU, vengono attaccati da miliziani di Aidid. Rimangono uccisi 24 soldati pachistani, 50 feriti e 12 dispersi. Forti le perdite tra i somali. Viene scongiurata una strage più crudele grazie all'intervento dei Paracadutisti del 9° Battaglione COL MOSCHIN.

06 GIUGNO
1993
Dopo il grave incidente il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si riunisce ed adotta all'unanimità la risoluzione numero 837 con la quale si autorizzava il Segretario Generale ad intraprendere tutte le misure necessarie per colpire i colpevoli. Da questo momento l'operazione umanitaria assume una caratteristica prevalentemente militare.

12 GIUGNO
1993
Alle 4 del mattino le truppe dell'ONU lanciano una rappresaglia con l'utilizzo delle micidiali Cannoniere Volanti AC-130 Spectre. Obbiettivo principale l'emittente di Aidid e 4 depositi di armi della SNA.

13 GIUGNO
1993
Le forze pachistane uccidono 20 civili compreso donne e bambini, e ne feriscono altri 50.

17 GIUGNO
1993
Durante un rastrellamento condotto da ITALFOR con lo scopo di catturare il Gen. Aidid perdono la vita 5 caschi blu e 60 miliziani somali.

19 GIUGNO
1993
L'Ambasciatore Enrico Augelli rientra a Roma per consultazioni. Viene sostituito temporaneamente da Mario Scialoja.

22 GIUGNO
1993
Senza il minimo preavviso un reparto americano penetra nel settore di competenza italiano allo scopo di catturare il Gen. Aidid. Il Ministro della Difesa italiano, On. Fabbri e il Gen. Loi, esprimono la loro protesta. I rapporti con gli alleati americani si fanno tesi. Inizia la lunga stagione delle incomprensioni.

01 LUGLIO
1993
La nuova polizia somala festeggia l'anniversario dell'indipendenza somala presso la località OBELISCO, nelle vicinanze dell'ex Ambasciata italiana, alla presenza del loro comandante Gen. Ahmed Gilehow, già capo dei servizi segreti di Siad Barre, e del Gen. Loi.

02 LUGLIO
1993
E' il giorno più triste per il contingente italiano. Quasi al termine di un rastrellamento alla ricerca di armi, condotto da circa 500 soldati con l'ausilio di circa 400 uomini della nuova polizia somala, i miliziani di Aidid tendono un'imboscata presso il CHECKPOINT PASTA, all'incrocio tra via XXI ottobre e la strada Imperiale. Tre militari italiani perdono la vita ed altri 26 vengono feriti.

06 LUGLIO
1993
Elicotteri di ITALFOR lanciano 30 mila manifestini allo scopo di chiarire la posizione italiana dopo i tragici eventi del 2 luglio.

09 LUGLIO
1993
Dopo laboriosi negoziati il Gen. Loi riprende possesso senza sparare un colpo del CHECKPOINT PASTA.

11 LUGLIO
1993
Il governo italiano si riunisce per decidere il futuro del contingente IBIS

12 LUGLIO
1993
Elicotteri della Forza di reazione rapida americana attaccano l'abitazione del Ministro degli Interni della SNA, Abdi Keibdid, dove era in corso una riunione politica. Vengono uccisi 70 fra miliziani e civili tra cui molti membri del Comitato Centrale del SNA. Per reazione la popolazione trucidava selvaggiamente 4 giornalisti stranieri. In quell'occasione la giornalista italiana Ilaria Alpi viene salvata, su ordine del Gen. Loi, da 2 Ufficiali e 1 Sottufficiale della FOLGORE che alle ore 18:00 la prelevano presso l'Hotel Scialpi, al fatidico Km. 4, nel quale si era rifugiata.

13 LUGLIO
1993
Il ministro degli esteri Andreatta annuncia che il contingente italiano è pronto a ritirarsi da Mogadiscio e rischierarsi nelle provincie settentrionali della Somalia.

14 LUGLIO
1993
Il ghanese Kofi Annan, vice di Boutros Ghali e responsabile delle operazioni di peace-keeping dell'ONU, intima al Governo Italiano di sostituire il Gen. Loi alla testa del contingente. Il CHECKPOINT BANCA viene attaccato senza conseguenze pei i parà della FOLGORE che lo presidiano.

15 LUGLIO
1993
Il Governo Italiano respinge le critiche all'operato italiano e la richiesta di sostituire il Comandante del Contingente Gen. BRUNO LOI.

16 LUGLIO
1993
Una delegazione italiana composta dal ministro plenipotenziario Maurizio Moreno, dal consigliere Armando Barucco, e dal sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito Mario Buscemi giunge a Mogadiscio per discutere, con il comando UNOSOM, il futuro della partecipazione italiana alla missione.

18 LUGLIO
1993
Viene inaugurato nel quartiere di Bondere un orfanotrofio rimesso in piedi dai parà della FOLGORE.

19 LUGLIO
1993
La missione italiana alle Nazioni Unite rende noto che un ufficiale italiano entrerà a far parte dell'Ufficio UNOSOM II a New York che coordina le operazioni in Somalia.

21 LUGLIO
1993
Presso le Nazioni Unite si tiene una riunione cui partecipano 27 nazioni appartenenti al contingente UNOSOM. L'ambasciatore italiano Fulci ribadisce la posizione di Roma che mette sullo stesso piano l'intervento umanitario, politico e militare.

25 LUGLIO
1993
L'ammiraglio Howe impone al Presidente del Consiglio Supremo degli Habr Ghedir, Ahmed Rage, di consegnare le armi entro quattro giorni.

27 LUGLIO
1993
L' ambasciatore Shinn dichiara che gli Stati Uniti intendono rafforzare gli aspetti militari dell'operazione.

05 AGOSTO
1993
Il CHECKPOINT PASTA viene nuovamente attaccato da uomini armati scesi da un veicolo, i militari italiani rispondono al fuoco e una donna somala rimane uccisa.

08 AGOSTO
1993
Nuovo agguato ad una colonna USA nel quartiere Medina, una mina esplode sotto un HAMMER (Jeep Americana) facendo quattro morti, mentre altri veicoli vengono presi di mira da cecchini. Una imboscata in piena regola.

12 AGOSTO
1993
Il ministro della Difesa Fabbri annuncia che la FOLGORE lascerà presto Mogadiscio, come previsto, e che rientrerà in Italia all'inizio di settembre. Toccherà alla Brigata Meccanizzata LEGNANO sostituirla, schierandosi a Balad.

17 AGOSTO
1993
Boutros Ghali, nel presentare il suo rapporto alle Nazioni Unite sulla situazione in Somalia e nell'intento di smorzare le polemiche sorte tra americani ed italiani, comunica che l'Italia ha chiesto che le sue unità a Mogadiscio siano ridislocate in altre parti del territorio somalo e che con l'occasione il Gen. CARMINE FIORE avrebbe sostituito il Gen. BRUNO LOI.

25 AGOSTO
1993
Giunge a Mogadiscio un'aliquota del Battaglione Logistico LEGANANO.

30 AGOSTO
1993
Prima azione di 400 Rangers del Delta Force fatti giungere in Somalia dal Presidente Clinton allo scopo di catturare Aidid. L'azione finisce in una farsa, anziché catturare il Generale prelevano 9 membri dell'ONU coprendosi di ridicolo.

01 SETTEMBRE
1993
Il vertice di UNOSOM saluta il Gen. LOI e i suoi uomini in procinto di rientrare in Italia.

02 SETTEMBRE
1993
Il Ministro della Difesa Fabbri conferma che il contingente italiano inizierà il 7 settembre il trasferimento nella zona di Bele Uen a nord della capitale.

05 SETTEMBRE
1993
7 caschi blu nigeriani vengono uccisi nei pressi del CHECKPOINT PASTA mentre si avviavano a rilevare alcuni posti di blocco presidiati dagli italiani.

06 SETTEMBRE
1993
Il Segretario generale delle Nazioni Unite chiede all'Italia di rinviare il trasferimento delle sue forze da Mogadiscio. Il Gen. LOI passa le consegne al Gen. CARMINE FIORE, Comandante della Brigata meccanizzata LEGNANO.

07 SETTEMBRE
1993
La F.R.R. (Forza di Reazione Rapida) americana, con l'appoggio di mezzi aerei, attacca il presunto quartier generale di Aidid, senza risultati.

09 SETTEMBRE
1993
Truppe statunitensi e pachistane, intervenute lungo la Via 21 Ottobre, per rimuovere delle barricate, vengono circondate dai miliziani di Aidid; gli elicotteri COBRA giunti di rinforzo sparano sulla folla uccidendo centinaia di somali.

10 SETTEMBRE
1993
Presso la caserma GAMERRA di Pisa il ministro della Difesa Fabbri dà il bentornato alla Brigata FOLGORE a nome dell'Italia.

12 SETTEMBRE
1993
Gli italiani lasciano Mogadiscio per rischierarsi a Balad.

13 SETTEMBRE
1993
La F.R.R. americana lancia una nuova operazione nella zona sud di Mogadiscio, sempre senza risultati di rilievo.

14-15 SETTEMBRE
1993
I posti di blocco a Mogadiscio presidiati dagli italiani vengono ceduti a soldati pakistani. Sotto il fuoco di alcuni cecchini muoiono due caporali dei paracadutisti, in servizio al RE.LO.CO porto, mentre facevano footing in tuta ginnica nella zona del Porto nuovo.

18 SETTEMBRE
1993
Il Presidente Clinton annuncia che alla fine ci dovrà essere una soluzione politica che lasci ai somali il controllo del proprio destino.

23 SETTEMBRE
1993
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU stabilisce che le forze di pace si ritireranno dalla Somalia entro il marzo 1995.

28 SETTEMBRE
1993
Nello stesso giorno in cui un elicottero americano viene distrutto da un missile di Aidid causando 3 morti e che un colpo di mortaio colpisce l'ufficio dello stesso Ammiraglio Howe, il Presidente Clinton ribadisce che ogni missione di pace, ogni missione umanitaria deve avere la sua scadenza.

30 SETTEMBRE
1993
Il ministro degli Esteri Andreatta ribadisce davanti l'Assemblea delle Nazioni Unite la fedeltà alla linea di condotta fino a quel momento assunta. Il Presidente americano Clinton conferma la decisione di ritirare le truppe entro il 31 marzo 1994.

03-04 OTTOBRE
1993
Ben 5 elicotteri USA vengono abbattuti dai miliziani di Aidid, muoiono 18 Rangers e 78 feriti; alcuni sono catturati.

07 OTTOBRE
1993
Clinton, sotto la spinta dell'opinione pubblica, annuncia che il contingente americano si ritirerà non più tardi del 31 marzo 1994 e che nel frattempo si sarebbe rinforzato sia di uomini che di mezzi. Precisa inoltre che le forze americane non avrebbero più condotto una guerra personale. Ciò equivale alla rinuncia a catturare Aidid.

09 OTTOBRE
1993
Una pattuglia dei LUPI DI TOSCANA in perlustrazione nella zona di Belet Uen si imbatte in un grosso deposito di armi di proprietà degli Hawadle. Durante il sequestro vengono sparati dalla folla, che si era radunata per protestare, alcuni colpi d'arma da fuoco e lanciate alcune bombe a mano. Un militare italiano viene ferito.

10 OTTOBRE
1993
Giunge a Mogadiscio un emissario del Presidente Clinton con il compito di avviare un dialogo politico con tuute le parti somale, compresi rappresentanti del clan di Aidid, in vista di una nuova Conferenza di riconciliazione nazionale. Aidid unilateralmente proclama il cessate-il-fuoco.

12 OTTOBRE
1993
Il Ministro degli Esteri italiano Andreatta annuncia il ritiro dell'Italia dalla Somalia e dal Mozambico entro 6 mesi.

22 OTTOBRE
1993
Boutros Ghali fa visita a Mogadiscio. Si scatenano disordini non solo nella Capitale, ma anche a Baidoa.

25 OTTOBRE
1993
Seguaci di Ali Mahdi e di Aidid tornano a scontrarsi lungo la linea verde causando numerosi morti. Ali Mahdi esprime così il suo malcontento per la riabilitazione del suo rivale.

28 OTTOBRE
1993
Il Gen. Aidid in una conferenza stampa si scaglia contro Boutros Ghali asserendo che tanto lui che UNOSOM II avevano perso ogni credibilità.

07 NOVEMBRE
1993
Il Gen. Aidid si scaglia contro gli Stati Uniti per il potenziamento del dispositivo bellico in Somalia minacciando la ripresa delle ostilità.

12 NOVEMBRE
1993
Nei pressi di Balad, in uno scontro a fuoco con alcuni uomini che cercavano di impossessarsi di un autocarro, cade ucciso il maresciallo LI CAUSI, del SISMI.

13 NOVEMBRE
1993
Boutros Ghali presenta al Consiglio di Sicurezza il primo rapporto sulla missione umanitaria di UNOSOM II che si conclude con tre opzioni: 1.mantenere la forza di 30 mila uomini, sufficiente per attuare il disarmo delle milizie; 2.riduzione del contingente a 18.500 uomini, da impiegare esclusivamente in missioni umanitarie; 3.riduzione del contingente a soltanto 5000 caschi blu con il compito di tenere aperti il porto e l'aeroporto internazionale di Mogadiscio e di garantire sicurezza nelle principali città.
La relazione si conclude chiedendo di rinnovare il mandato di UNOSOM II sino al 31 marzo 1994.

16 NOVEMBRE
1993
L'O.N.U. vota la risoluzione n.886 che proroga il mandato di UNOSOM II al 31 maggio 1994. Inoltre, prevede la revoca immediata del mandato di cattura per il Gen. Aidid ed i suoi più vicini collaboratori e l'istituzione di una speciale commissione con l'incarico di indagare sugli attacchi armati condotti contro il personale di UNISOM II.

18 NOVEMBRE
1993
L'inviato speciale di Clinton in Somalia, Robert B. OAKLEY, scende a trattative con Aidid.

29 NOVEMBRE
1993
Si apre ad Addis Abeba una nuova Conferenza sulla situazione somala patrocinata dall'ONU. La Conferenza si conclude senza risultati politici di rilievo, anche per la mancata partecipazione di rappresentanti della fazione di Aidid.

09 DICEMBRE
1993
Durante un tentativo di rapina nel poliambulatorio di Mogadiscio viene uccisa una crocerossina italiana.

18 DICEMBRE
1993
Il ministro della Difesa, durante una conferenza stampa, annuncia il rientro del contingente per la primavera del 1994.

25 DICEMBRE
1993
Il giorno di Natale viene sconvolto dall'uccisione di una Sorella del Corpo Militare della Croce Rossa.

29 DICEMBRE
1993
Il Consiglio dei Ministri retifica la decisione del rientro.

03 GENNAIO
1994
Aidid e Alì Mahadi si incontrano in Kenya nella residenza del Presidente Moi.

12 GENNAIO
1994
Il ministro della Difesa Fabbri annuncia che alla fine del mese inizierà il rientro del contingente IBIS e che entro il 31 marzo tutti i militari lasceranno la Somalia.

20 GENNAIO
1994
Il Gen. Aboo Samah Aboo Bakar, malese, assume il comando di UNOSOM subentrando al turco Cevik Bir.

31 GENNAIO
1994
Otto somali vengono uccisi a Mogadiscio durante uno scontro a fuoco con i Marines.

04 FEBBRAIO
1994
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU con la risoluzione numero 897 approva la riduzione progressiva del contingente a 22.000 uomini.

06 FEBBRAIO
1994
Una colonna italiana del 6° Bersaglieri lascia Bulo Burti alla volta di Balad. La colonna cade in una imboscata che provoca un violento conflitto a fuoco. Un Ufficiale muore e un militare di truppa rimane ferito.

07 FEBBRAIO
1994
Viene rapito un infermiere del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP). Viene successivamente rilasciato dietro pagamento di un riscatto.

13 FEBBRAIO
1994
Dopo violenti scontri, a Chisimaio, fra fazioni rivali vengono sequestrati due cooperanti del Consorzio Europeo di Formazione Agraria (CEFA). Verranno rilasciati dopo 2 giorni senza pagamento di alcun riscatto.

23 FEBBRAIO
1994
L'ex ambasciata italiana viene fatta segno di colpi d'arma da fuoco.

01 MARZO
1994
Iniziano le operazioni di ritiro dalla Somalia del contingente italiano, che si concluderanno entro la fine di marzo. Un nuovo violento attacco viene sferrato all'ex ambasciata italiana. Una colonna di blindati italiani che stava rientrando da una missione interviene respingendo gli attaccanti.

02 MARZO
1994
Il Gen. FIORE trasferice il propio comando sulla nave GARIBALDI giunta nella rada di Mogadiscio.

09 MARZO
1994
La Somalia viene colpita da una epidemia di colera. Vengono consegnati, dal contingente italiano, 10.000 kits completi per il trattamento della malattia.

10 MARZO
1994
Viene ammainata la bandiera italiana dal tetto dell'ex Ambasciata italiana, issata il 16 dicembre del 1992.

20 MARZO
1994
La giornalista Ilaria Alpi e l'operatore Mirian Hrovatin vengono uccisi a Mogadiscio da un gruppo di uomini armati.

24 MARZO
1994
A Nairobi in Kenya i capi delle principali fazioni somale in lotta firmano una dichiarazione d'intenti allo scopo di ripristinare la pace e promuovere quanto prima una conferenza di riconciliazione nazionale, nella quale si dovrà eleggere un Presidente, un Vicepresidente e nominare il Primo Ministro.

25 MARZO
1994
Lasciano la Somalia gli ultimi uomini del contingente USA.

05 APRILE
1994
La nave GARIBALDI giunge nel porto di Livorno.

05 APRILE
1994
Il paese accoglie ufficialmente a Livorno i reparti reduci da 15 mesi di intenso e onorevole impegno oltre mare.

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