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| MISSIONISECTION |
LA PATTUGLIA Lineamenti essenziali delle pattuglie
di Federico Villani
Si definisce pattuglia "un complesso di forze d'entità limitata e variabile, temporaneamente costituito per
assolvere, nell'ambito di unità di livello superiore ovvero autonomamente, uno specifico compito operativo o
tecnico" (Nomenclatore Militare EI 1984).
La pattuglia costituisce ancora oggi una delle attività basilari della fanteria e malgrado i nuovi scenari e
le nuove esigenze operative ne vadano via via mutando gli aspetti e le modalità, questa attività rimane ed è
destinata a rimanere per ancora molto tempo attuale e insostituibile.
La guerra convenzionale ha da sempre fatto riferimento all'attività di pattuglia al fine di raccogliere quante
più informazioni sui fronti cosiddetti "calmi". In realtà era e rimane tuttora uno dei pochi modi per saggiare
nottetempo la terra di nessuno alla ricerca di varchi negli sbarramenti passivi e di informazioni da estorgere
a preziosissimi prigionieri.
Con l'avvento delle nuove tecnologie il raggio d'azione della fanteria si allargò e il pattugliamento a medio
e lungo raggio, fino allora appannaggio esclusivo della cavalleria, divenne in prima motorizzato,
aviotrasportato e clandestino poi.
E già durante la Prima Guerra Mondiale alcuni audaci pionieri con compiti di spionaggio e sabotaggio vengono
infiltrati in territorio nemico con un nuovo e quantomai rivoluzionario attrezzo di salvataggio per piloti
battezzato paracadute. Colpi di mano e imboscate si moltiplicano nell'ultima fase della guerra in nord Africa
i successi più eclatanti sono tutti italiani malgrado la storia ufficiale ricordi solamente le azioni dei
commandos inglesi. Ma la grande occasione si presenta il 20 Aprile del '45 con l'operazione Harring. 255
paracadutisti dello Sqdn.F e del Rgt. NEMBO divisi in diciotto pattuglie creano scompiglio per tre giorni
dietro le linee germaniche dando vita a un'azione di "interdizione d'area"; per i successivi quarant'anni
l'elité della fanteria italiana si addestrerà quasi esclusivamente a questo genere di operazioni nella
previsione di doversi disperdere alle spalle delle forze del Patto di Varsavia nel Nord-est del nostro paese,
sconvolto da un'invasione che, per fortuna, non è mai avvenuta.
Da ciò che fino ad ora è stato detto, possiamo dedurre e riassumere che le pattuglie hanno una prima
classificazione in relazione al raggio d'azione che condiziona notevolmente le caratteristiche professionali
del personale; infatti più l'azione verrà proiettata all'interno dello schiemmento avversario, maggiori
saranno le difficoltà logistiche e operative da risolvere. Da qui la necessità di operare con personale
sempre più specializzato e in numero sempre più ridotto (caratteristica prima appannaggio esclusivo delle
forze speciali). Al contrario attività a breve e medio raggio oggi sono da ritenersi alla portata di qualsiasi
unità di fanteria formata da moderni professionisti.
È il mezzo impiegato per l'inserimento che costituisce un'ulteriore suddivisione del tipo delle
pattuglie, che possono divenire così:
- Appiedate (con inserzione attiva o passiva, quando ci si lascia superare dal nemico avanzante)
- Eliportate
- Aviolanciate
- Aviotrasportate (con sbarco d'assalto da velivoli o altro)
- Motorizzate
- Anfibie
Fatta eccezione per quelle motorizzate, che possono operare anche a bordo di veicoli, tutte le altre agiscono
appiedate.
Una classificazione più accurata è quella in relazione ai compiti da svolgere, fermo restando che la missione
deve essere assolta nei tempi e nei modi previsti. Le pattuglie si classificano anche in:
- Da combattimento: svolgono attività offensive, come imboscate o sabotaggi, hanno una consistenza anche
ridotta ma controbilanciata da grandi capacità di fuoco individuali. Necessità di una struttura estremamente
dinamica, ingaggia scontri anche in condizioni d'inferiorità numerica, su obiettivi vitali e non troppo difesi.
- Sicurezza: garantisce la sicurezza di unità dalle quali sono state enucleate. Molto attuale nelle
operazioni di pace, mostra la forza alle fazioni contrapposte e facilita il controllo del territorio.
- Esplorazione e ricognizione: si prefiggono l'individuazione della forza avversaria nella sua natura,
consistenza, atteggiamento e ubicazione, anche attraverso la messa in opera di posti di osservazione avanzati.
Assolvono anche compiti tecnici, connessi con l'osservazione e lo studio di posizioni, itinerari,
infrastrutture, evitando per quanto possibile, ogni contatto con il nemico.
- Di collegamento: piccole unità di contatto tra unità operanti, agiscono in maniera occulta,
sostituiscono collegamenti interrotti o non sicuri, attuano modalità per il contatto con forze amiche.
Per arrivare a uno sviluppo completo di una qualsiasi di queste operazioni, è indispensabile, caso mai vi
fossero ancora dei dubbi, un notevole livello di professionalità, costituita essenzialmente da un alto livello
di addestramento individuale, affiatamento, esperienza e meticolosa capacità di progettazione e pianificazione.
Sono infatti queste ultime qualità i punti di partenza di ogni operazione. Una volta selezionato il personale
idoneo, ha inizio la fase di pianificazione che viene sviluppata dai componenti stessi, su input del comando
superiore che dispone solamente i caratteri generali dell'azione.
Ha quindi inizio la fase preparatoria, in un ambiente quanto più possibile "sterile" (isolamento), con uno
studio approfondito e meticoloso della missione da svolgere contro l'avversario e dell'area dell'azione,
procedendo alla distribuzione di carte, allo studio di percorsi alternativi, di punti di raccolta e di tutte
quelle procedure atte ad assicurare le capacità operative del personale, anche se dovesse rimanere isolato.
COMPOSIZIONE E SUDDIVISIONE
Abbiamo definito la pattuglia un gruppo di combattenti di numerico variabile, appositamente costituito per
assolvere un preciso compito in maniera autonoma. Questo presuppone, di volta in volta, una scelta
organizzativa interna, modellata sulle esigenze specifiche della missione, ma non per questo con una completa
assenza di regole fondamentali da attuare, per la realizzazione dello scopo che ci si è prefissi. Possiamo
perciò affermare che sicuramente la parte più piccola e inscindibile di qualsiasi pattuglia è la coppia di
operatori. Più coppie possono dar vita a gruppi d'incarico sempre più articolati e consistenti, con
l'aumentare del numerico necessario.
- Gruppo Comando: è composto di norma dal comandante e dal suo vice, da uno specialista in comunicazioni
e da uno in pronto soccorso. I suoi compiti riguardano la diramazione degli ordini, la navigazione, i
collegamenti, fornendo alla bisogna una prima assistenza sanitaria.
- Gruppo Assalto: è costituito da un capo gruppo (spesso il comandante della pattuglia) e da un numero di
militari proporzionato alle difficoltà dell'azione. I suoi compiti riguardano la penetrazione materiale
sull'obiettivo, fornendo gli scouts sulla parte anteriore del dispositivo.
- Gruppo Appoggio: è costituito da un comandante e da più armi di reparto; sviluppa da solo circa l'80% del
volume di fuoco dell'intera pattuglia. I suoi compiti riguardano la neutralizzazione del fuoco avversario,
l'accompagnamento dell'azione e lo sganciamento del gruppo d'assalto. Fornisce sicurezza durante le soste
e nell'attraversamento di punti sensibili.
- Gruppo Sicurezza: è costituito da un capo gruppo e da operatori con armamento vario, necessario alla
sicurezza della pattuglia (armi silenziate, di precisione, d'appoggio, mine ecc.). I suoi compiti investono
la sicurezza sull'obiettivo, chiudendo ogni via d'accesso o di fuga, agevolando lo sganciamento di tutta la
pattuglia, curando la sicurezza nelle soste più lunghe e durante i bivacchi.
- Gruppo Tecnico: viene costituito per operazioni che richiedono particolari conoscenze tecniche
(demolizioni, smontaggi e asportazioni di materiale tecnologico sensibile, spionaggio o altro). Per quanto
attiene i compiti, si occupa direttamente dell'azione sull'obiettivo.
Questo genere di suddivisione tende oggi a venir meno nell'impiego personale altamente qualificato e quindi
addestrato a ricoprire tutti i ruoli possibili all'interno della pattuglia. Resta di fatto che una
suddivisione dei compiti semplifichi durante l'azione e soprattutto in situazioni critiche la diramazione
degli ordini.
PLOTONE IN LINEA DI FRONTE
PLOTONE DISPOSTO A " V "
(sotto) Paracadutisti italiani di pattuglia a Timor. La jungla era uno scenario operativo nuovo per i militari
italiani. Notare il paracadutista al centro che si distingue male nell'ombra della foresta tropicale, uno
scenario ideale per le imboscate.
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