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La “Folgore” in Afghanistan per avvicendare gli Alpini
di Alberto Scarpitta
15 giugno 2003 - E' ufficialmente operativo da oggi in Afghanistan il contingente "Nibbio 2" (presentato ufficialmente a Livorno il 15 maggio, al cospetto del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito) e che ha rilevato le forze basate sul 9° Reggimento Alpini nel quadro di "Enduring Freedom". Il Gruppo Tattico “NIBBIO 2“ è costituito, come il precedente, da circa mille militari ed è posto agli ordini del colonnello Federico D’Apuzzo, attuale comandante del 187° Reggimento Paracadutisti Folgore, il reparto che fornisce la struttura portante del nuovo contingente, cui contribuisce con la compagnia comando, due compagnie paracadutisti, la compagnia controcarro (lanciatori Milan) e quella mortai pesanti (sei armi rigate da 120 mm). A queste unità si aggiungono una compagnia “ranger” del Battaglione Alpini Paracadutisti Monte Cervino, tre Distaccamenti Operativi delle Forze Speciali (due forniti dal Col Moschin ed uno dal Comsubin), tre Distaccamenti Acquisizione Obiettivi del 185° Reggimento Acquisizione Obiettivi Folgore, una compagnia genio di formazione con un plotone EOD ed un nucleo cinofili EOD, una compagnia trasmissioni dell’11° Reggimento “Leonessa”, un plotone NBC del 7° Reggimento Difesa NBC “Cremona”, un plotone Carabinieri con compiti di polizia militare e vari nuclei per il supporto logistico, tecnico e specialistico appartenenti principalmente al 1° Reggimento Logistico di Supporto “Monviso”.
Il personale assegnato alla Task Force è stato sottoposto nei mesi scorsi ad un vasto programma di addestramento specifico, finalizzato alla missione ed al conseguimento dei seguenti obiettivi:
Potenziamento dell’efficienza fisica e delle capacità operative individuali, in funzione dell’ambiente e del compito da svolgere.
Preparazione delle unità a livello di plotone, per elevarne le potenzialità operative e di sopravvivenza in montagna e per migliorare le procedure per l’utilizzo degli aeromobili.
Sviluppo delle capacità di condurre azioni tattiche diversificate, di giorno e di notte, con l’impiego di aeromobili in ambiente montano.
Addestramento di aeromobilità con l’impiego di elicotteri statunitensi.
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L’approntamento del contingente ha previsto inoltre una vasta formazione in materia di ordigni esplosivi (raggiungimento della qualifica EOR di Esplosive Ordnance Reconnaisance), l’indottrinamento sui rischi radiologici, biologici e chimici, la familiarizzazione del personale con l’armamento acquisito specificatamente per l’operazione (carabine Colt M-4A1, lanciagranate da 40 mm M203, fucili di precisione Sako TRG calibro 0.338 Lapua Magnum, mortai d’assalto da 60 mm) e l’amalgama tra unità di manovra, di supporto al combattimento e logistiche. Il Gruppo Tattico “Nibbio” è inserito nella Task Force a livello brigata “Devil” di Kandahar, che a sua volta dipende dal Comando Congiunto CJTF 180 situato a Bagram.
La missione affidata ai nostri uomini è quella di neutralizzare e distruggere le sacche di terrorismo ancora presenti in Afghanistan e le loro possibili basi logistiche e di reclutamento, al fine di creare condizioni di sicurezza e stabilità in quel Paese. La loro area di responsabilità è posta ai confini con il Pakistan.
Il contingente verrà inviato nelle stesse località occupate attualmente da “NIBBIO 1”, ossia nella base avanzata “Salerno” di Khowst, che ospiterà le unità operative, e sulla base aerea di Bagram, dove verranno schierati gli elementi del Gruppo Supporto di Aderenza che consentono il raccordo con la logistica di sostegno in Patria. Nella stessa base è dislocato anche il National Contingent Commander, ossia il responsabile di tutto il dispositivo militare italiano presente in Afganistan, sia nel quadro dell’operazione Enduring Freedom a guida statunitense che nell’ambito della missione ISAF gestita dall’ONU ed incaricata di mantenere la sicurezza a Kabule che comprende 500 militari italiani guidati dal colonnello Silvio Biagini. In occasione dell’avvicendamento del Gruppo Tattico Nibbio la carica di National Contingent Commander e Senior National Represantative è ricoperta dal Brigadier Generale Marco Bertolini, comandante della Brigata Paracadutisti Folgore. A lui spetterà, tra l’altro, verificare, in stretto collegamento con la Madrepatria, che gli ordini impartiti dal Comando Statunitense al Gruppo Tattico italiano non eccedano i limiti del “mandato” conferito dall’Autorità Nazionale.

Il Colonnello Federico D'Apuzzo.
CHI E' IL COLONNELLO FEDERICO D'APUZZO ?
Nato a Ivrea (TO) il 06.10.1958, coniugato con due figli si è arruolato nel 1977 frequentando il 159° corso presso l'Accademia Militare di Modena.
Paracadutista dal 1980, ha espletato il Suo primo incarico di Comandante di Plotone nel gennaio del 1982, due anni più tardi assume il Comando di Cp. in Sede Vacante.
Nel 1987 assume l'incarico di Ufficiale OA, nell' 88 passa all'incarico di Capo Sezione O.A.I. fino a quando, nel settembre del 1991, viene comandato alla frequenza del 116° Corso di Stato Maggiore. Nel 1992 assume l'incarico di U. addetto Sz. Piani di SMD. Dal settembre 1993 al giugno 1994 è comandato alla frequenza del corso ISSMI.
Nell'agosto del 1996 viene inviato in Bosnia, durante la missione IFOR, con l'incarico di "Capo Nucleo G3 PLANS".
Il 14.02.1997 rientrato dalla missione, gli viene affidato il Comando del 2° Btg. Par. TARQUINIA con il quale svolgerà dall'aprile all'agosto dello stesso anno la missione Alba in Albania a favore di quel popolo martoriato dalla sommossa civile.
Dal 13.04.00 al 24.09.00 assume l'incarico di Capo di Stato Maggiore presso la Brigata FRIULI, incarico che svolgerà successivamente anche presso la Brigata Folgore sia in patria sia nel difficile teatro operativo Kossovaro.
Dal 21.10.02 rientra nel Reggimento dove ha svolto gran parte della propria carriera militare con l'incarico più prestigioso: Il Comandante del Reggimento.
In questi 26 anni di appassionata carriera da paracadutista ha frequentato svariati corsi:
Paracadutista Militare (1980).
Corso NBC nel (1984)
Corso di C.te di Pattuglia Guida nell'anno (1986); Corso S3 AIR/FAC (1988).
Corso DL/FV (1989).
Corso TCL presso la S.MI.PAR (1990); Corso lingua inglese 1993.
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CHI E' IL GENERALE MARCO BERTOLINI ?
II Brig. Gen. Marco BERTOLINI è nato a PARMA il 21 giugno 1953.
Dal 1972 al 1976 ha frequentato il 154° Corso presso l'Accademia Militare di Modena e presso la Scuola di Applicazione d'Arma di Torino.
Nel 1976 è stato assegnato a Livorno al 9°battaglione d'assalto paracadutisti "Col Moschin" della Brigata paracadutisti Folgore, l'unico reparto di Forze Speciali dell'Esercito. Nel reparto, dal 1977 al 1983, dopo aver conseguito il brevetto di incursore paracadutista (brevetto che implica la capacità di operare in tutti gli ambienti operativi, dalla montagna innevata all'ambiente subacqueo), il Brig. Gen. BERTOLINI ha prestato servizio quale Comandante di distaccamento operativo e di compagnia operativa. Nel 1983 è stato assegnato al 2° btg. paracadutisti "Tarquinia" presso il quale ha comandato la 4ª compagnia fino al 1985.
Dopo aver frequentato la Scuola di Guerra di CIVITAVECCHIA nel 1986-87 e nel 1989-90, è stato impiegato presso lo Stato Maggiore Esercito (Ufficio Operazioni e Ufficio Addestramento).
Dal 1991 al 1993 ha comandato il 9° btg. paracadutisti d'assalto "Col Moschin" e, dal 1994 al 1997, è stato impiegato quale Capo di Stato Maggiore della Brigata Paracadutisti "Folgore".
Dal settembre 1997 al dicembre 1998 ha svolto l'incarico di Comandante del 9° reggimento d'assalto "Col Moschin".
Dal 21 lug. 1999 al 13 set. 2001 il Brig. Gen. BERTOLINI ha ricoperto l'incarico di Comandante del Centro Addestramento Paracadutismo della Brigata Paracadutisti Folgore, per essere, successivamente, impiegato quale Vice Comandante della Folgore fino al 9 settembre 2002.
Dal 10 settembre 2002 è il Comandante della Brigata Paracadutisti "FOLGORE".
II Brig. Gen. BERTOLINI ha partecipato a quattro operazioni "fuori area":
con il grado di Capitano, dal set. 82 al giu. 83 in LIBANO, quale Comandante della compagnia incursori alle dirette dipendenze dei Gen. ANGIONI. La compagnia era dedicata alla condotta di pattugliamenti sia nell'area di responsabilità dei Contingente italiano che al di fuori di essa;
con il grado di Tenente Colonnello, dal dic. 92 al giu. '93 in SOMALIA, quale Comandante del 9° btg. d'assalto par. "Col Moschin", impiegato per la condotta di operazioni a spiccata connotazione speciale. II Reparto ha operato a Mogadiscio e in tutto il settore italiano.
con il grado di Tenente Colonnello, dal giu. '96 all'apr. 97 in BOSNIA, quale Capo di Stato Maggiore della Brigata Multinazionale Nord in Sarajevo, il cui settore comprendeva città importanti e delicate come pale (la Capitale dei serbo-bosniaci), Socolac, Rogatica, Visegrad e Gorazde;
con il grado di Colonnello, dal dic. 98 al apr. 99 in MACEDONIA, quale Capo di Stato Maggiore dell'Extraction Force, unità a livello divisionale a composizione multinazionale, dedicata al recupero dei Verificatori dell'OSCE impiegati in Kosovo prima dell'inizio delle ostilità tra NATO e Federazione Yugoslava.
Nell'arco della sua carriera, l'Ufficiale è stato insignito di alcune decorazioni, tra cui una Croce al Valor Militare (Libano), una Croce d'Oro al merito dell'Esercito (Somalia), una Croce d'Argento al Merito dell'Esercito (Bosnia) e la Croce di Cavaliere dell'Ordine della Repubblica.
L'Ufficiale vive a LIVORNO con la moglie e i tre figli.
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