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Servizio anticecchinaggio a Pec Il 9° Reggimento
Col Moschin in Kosovo

  Il Distaccamento del 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti in Kosovo, è di forza ridotta rispetto ad altre missioni, per il semplice motivo che un tempo questo era l'unico reparto interamente composto da professionisti, mentre ora vi sono (per fortuna), intere brigate, per cui questi uomini sono tornati al loro ruolo di forze speciali. Ovviamente una loro componente non poteva mancare ma lo Stato Maggiore, visto i rischi dei diversi fronti balcanici, preferisce giustamente tenerne una parte di riserva strategica, considerato anche che un altro distaccamento e a Sarajevo. Inoltre la distanza di questi teatri operativi e tale che, nel giro di ore e possibile far affluire rinforzi.
Il colonnello Sblendorio ha voluto seguire direttamente l'inizio della missione, la fase più delicata. Gli uomini del COL MOSCHIN sono in genere utilizzati in attività di ricognizione e pattugliamento, pronti ad intervenire qualora si venissero a creare delle situazioni di crisi. Dispongono di una propria sala operativa, con collegamenti autonomi. In Kosovo hanno a che fare con le frange più accese dell'UCK e svolgono pericolose ricognizioni, come quando sono andati su un campo minato dell'UCK. Uno dei guerriglieri che li accompagnava si é distratto e ha attivato una piccola mina PRM-2, la cui esplosione gli ha portato via mezzo piede il 16 giugno a guerra ormai finita.

 
Il COL MOSCHIN si occupa anche delle scorte dei VIP in visita e, ovviamente, e in continuo contatto con rappresentanti delle forze speciali presenti nella KFOR. Il reparto era stato allertato anche per eventuali impieghi durante la fase più calda del conflitto contro la Serbia ma poi è mancata l'occasione per intervenire. I nostri operatori erano pronti all'azione e alcuni di loro conoscevano molto bene i luoghi, segno che anche in questo senso ci siamo saputi adeguare alle nuove esigenze.
 
Un VM-90 del Col Moschin a Pec Il personale del 9° è stato molto impegnato per il riconoscimento dei campi minati e, anche a tale proposito, ha al suo seguito specialisti del settore. L'armamento è quello standard, con l'utilizzazione di diversi fucili d'assalto Styer AUG. Dietro l'Hotel Onyx, base operativa del COL MOSCHIN, vi è l'eliporto con gli
AB-412, per cui il reparto può essere elitrasportato rapidamente (anche di notte) dove si rendesse necessario.
Ormai tutto il personale del reparto ha una lunghissima esperienza nei Balcani, prima in Bosnia e in Albania, ora anche in Kosovo, per cui gli uomini conoscono già l'ambiente. Una parte del reparto è sempre in addestramento, in quanto potrebbero verificarsi emergenze operative in aree dove la sola sopravvivenza e già un'impresa.
Comunque anche in Kosovo il COL MOSCHIN offre una risorsa operativa ai massimi livelli operativi, in particolare per le missioni più delicate che, ne siamo certi, proseguono anche nei momenti di calma apparente.

 
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