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Il Col Moschin a Timor Est
Foto: Agenzia Cine-Foto S.M. Esercito
Avremmo voluto andare di pattuglia con le forze speciali italiane a Timor Est, sia con gli uomini del
COL MOSCHIN che con i distaccamenti del COMSUBIN, ma la nostra visita a Timor Est fu brevissima
(non certo per scelta nostra ma per problemi organizzativi) e avemmo solo il tempo di incrociarli gli
uomini del colonnello Sblendorio su una delle strette strade dell'isola e di parlare con alcuni di loro la
sera al campo base.
Sarebbe stato sicuramente molto interessante vedere le loro tecniche operative nella foresta pluviale che
ricopre gran parte dell'isola, uno scenario decisamente insolito per i nostri operatori. Anzi, era la prima
volta in assoluto che operavano in questo contesto anche se alcuni di loro (e del COMSUBIN) avevano avuto
una breve, ma difficilissima (e per certi aspetti drammatica) esperienza in Ruanda nel 1994, quando avevano
dovuto "esfiltrare" dei cittadini esteri dal paese sconvolto dalla guerra civile, dovendo procedere
letteralmente fra i cumuli delle persone massacrate a colpi di arma bianca (abbiamo visto foto molto
eloquenti a tale proposito!). Ma in quella occasione ci si era mossi sempre su veicoli. A Timor, invece,
in molte zone era possibile spostarsi solo a piedi in mezzo alla jungla. Durante i sei mesi di permanenza,
non sono mancate le occasioni per addestrarsi, in un contesto del tutto nuovo, accumulando notevoli
esperienze che, una volta tornati in Patria, vengono tradotte in corpose relazioni che dovrebbero essere
molto utili per qualcuna delle prossime missioni e per l'adozione di nuovi equipaggiamenti.
Un'occasione di riparlare di Timor ci č stata offerta dall'Agenzia Foto Cine TV dello Stato Maggiore
dell'Esercito che ha messo a nostra disposizione alcune belle immagini del COL MOSCHIN Timor Est,
nell'ambito della missione INTERFET, in cui si notano alcuni criteri operativi. I nostri soldati indossano
il loro bel basco amaranto che, nella realtą, normalmente era sostituito dal cappello floscio o
dall'elmetto, per ovvi motivi di praticitą. Comunque lo stile di operare č indubbiamente il loro: preciso e
professionale come si compete a un reparto delle forze speciali.
Nell'occasione vogliamo anche ricordare che, come era facilmente prevedibile, alcuni dei reduci dalla
missione hanno avuto dei problemi di salute (in particolare per le febbri giapponesi, per le quali non
esiste profilassi o vaccino) che per alcuni si sono prolungate per diversi mesi. Un prezzo pesante che non
bisogna dimenticare.
Incursori di pattuglia in una caserma saccheggiata dalla polizia indonesiana. La lotta per l'indipendenza di
Timor-Est č durata 25 anni, anche se le operazioni armate sono state relativamente ridotte.
La foto in alto e quella in basso evidenziano la progressione lungo una scala di una pattuglia del
Col Moschin, armata con fucili d'assalto Styer AUG e Minimi. Gli uomini coprono tutti un settore potenzialmente
ostile. Queste procedure hanno bisogno di un lungo e accurato addestramento per la loro perfetta realizzazione.
Irruzione in una abitazione a Timor. Gli uomini sanno gią il posto da occupare durante la progressione e come
comportarsi in caso di atti ostili. Attualmente stanno giungendo al reparto le nuove carabine M-4 sempre
in 5,56x45 mm, simili a quelle gią utilizzate dal COMSUBIN.
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