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La 46ª Brigata Aerea "Silvio Angelucci"
A CURA DI D.SABATO
La 46ª Brigata Aerea, trae origine dal 46° Stormo Bombardamento Terrestre, costituito sull'Aeroporto "Arturo dall'Oro" di Pisa in data 15/02/1940 ed ordinato su due Gruppi (il 104° ed il 105°) entrambi su SM 79.
Lo Stormo, trasformatosi per le vicende di guerra in "Aerosilurante", fu impegnato durante il 2° conflitto mondiale su tutti i fronti contribuendo anche alla difesa del territorio nazionale.
Dopo l'8 settembre, i velivoli superstiti furono riuniti in un'unica Squadriglia, la 253ª, che venne incorporata dal 132° Gruppo e prese parte alla guerra di Liberazione.
E' di questo periodo la costituzione dello Stormo Trasporti, composto dal 2° e dal 98° Gruppo che, equipaggiato con velivoli SM 79, 73, 81 e Ca. 313, svolge una intensissima attività di rifornimento sui Balcani e sul territorio nazionale.
Nel dopoguerra lo Stormo Trasporti, basato sull'aeroporto di Roma-Centocelle, nonostante la scarsezza dei mezzi a disposizione, opera brillantemente, venendo poi inglobato dal 46° Stormo che intanto, nel 1949, si era ricostituito sull'aeroporto di Pisa.
Poco dopo, con l'arrivo dei C-119 (i famosi "Vagoni Volanti") lo stormo si trasformò in 46ª Aerobrigata Trasporti Medi, entrando a far parte dello schieramento attivo della NATO.
Gli avvenimenti successivi portarono gli aeroplani e i loro equipaggi su tutte le rotte del mondo quasi senza sosta e con qualsiasi condizione meteorologica.
In Congo, nell'assolvimento di una missione di pace per conto dell'ONU, la Brigata Aerea perdeva, nel 1961, 13 uomini trucidati a Kindu da truppe congolesi in rivolta. Con l'arrivo, nel 1972, dei primi C-130H (assegnati al 50° Gruppo, da poco ricostituito) e successivamente, nel 1978, dei G222 (assegnati al 2° e 98° Gruppo), la Brigata ampliava la propria capacità operativa spingendosi fin nelle aree più remote del pianeta.
La Bandiera di guerra della 46ª B/A è decorata con una medaglia d'oro al Valor Militare per l'attività effettuata dal giugno '40 all'agosto '43 e di una croce di guerra per le operazioni svolte dal settembre '43 al maggio '45.
Il 29 Luglio 1992, per l'incessante attività di trasporto aereo in Patria ed in terre lontane, in operazioni di pace, di emergenza e di guerra, la Bandiera della 46ª B/A viene insignita della Medaglia d'oro al Valore Aeronautico.
Il 23 Febbraio 1996, per il fattivo ed encomiabile supporto fornito nel corso delle operazioni "Pellicano", "Ibis" ed "Albatros", la Bandiera della 46ª B/A viene insignita della Croce d'argento al Merito dell'Esercito.
IL COMANDO
Al Comando Brigata, ha sede l'Ufficio del Generale Comandante, del Vice Comandante e della Segreteria Particolare.
Dall' Ufficio Comando, dipendono la Sezione Personale, ove si trattano le pratiche degli Ufficiali, Sottufficiali e Truppa, sia in Ferma Breve, sia di leva, il Servizio Amministrativo, il Gruppo Difesa e l' Ufficio Operazioni. La Sezione Personale, ha particolare rilevanza poiché da essa sono custoditi i "documenti caratteristici" (valutazione annuale tecnico professionale di ogni militare), il "foglio matricolare", documento su cui viene annotato di tutto (corsi, matrimonio, punizioni, onorificenze, convalescenze ecc.) e si esplicano tutte le pratiche inerenti la vita del militare, dalla più semplice, alla più complessa.
Il Servizio Amministrativo, si occupa di tutto quanto concerne l'aspetto economico del militare, dalla busta paga alle indennità per le missioni, dal calcolo della pensione, dall'assistenza per la compilazione del modello 730, e quant'altro abbia attinenza con l'aspetto economico di ogni militare. Il Gruppo Difesa, è in maggior parte costituito da personale di truppa Breve Ferma e leva. Il Gruppo, ha la responsabilità della difesa dell'installazione militare. A tale scopo, la Forza Armata ha costituito un corpo specializzato chiamato VAM (Vigilanza Aeronautica Militare), addestrato per la difesa delle installazioni militari. Al Gruppo Difesa, sono assegnati anche compiti di addestramento al tiro con armi leggere, ed alla difesa NBC (Nucleare Biologica Chimica) per tutti i militari effettivi alla Brigata. L'Ufficio Operazioni, è il centro del coordinamento e pianificazioni delle molte esercitazioni e delle missioni nazionali ed estere. E' in costante contatto con i velivoli durante lo svolgimento vero e proprio della missione, in ogni luogo ed in ogni istante.
I COMPITI
La 46ª Brigata Aerea, ha il compito di assicurare, per via aerea, il movimento di uomini e materiale, con operazioni di aerotrasporto, aviosbarco e aviolancio. Inoltre la Brigata, può essere impiegata per:
missioni di ricerca e soccorso
trasporto di personalità istituzionali
aviolancio di paracadutisti militari
concorso in calamità naturali (antincendio boschivo)
trasporto feriti e malati
trasporti vari per conto dello Stato
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IL REPARTO VOLO
Il Reparto Volo, è formato dai tre Gruppi di Volo, Il 2° Gruppo, il 50° Gruppo, il 98° Gruppo e dal 2002, dal G.E.A. (Gruppo Efficienza Aeromobili). Il G.E.A. (ex Centro Manutenzione) ha il compito di provvedere all'efficienza dei velivoli, con una costante manutenzione programmata (ispezioni) ed una manutenzione straordinaria in caso di malfunzionamento degli apparati montati sui velivoli (in particolare modo, tutto il sistema avionico particolarmente sofisticato), dei motori e della struttura vera e propria. Il G.E.A. in tempi moderni, è come una vera e propria ditta costruttrice. Infatti dispone oltre agli hangar, dove avviene la sopracitata manutenzione, di sala verniciatura, officine meccaniche, sala gomme, un ufficio gestione materiali. Per la parte "teorica", il G.E.A. si avvale della Sezione Coordinamento e Studi Tecnici e della Sezione Controllo Qualità. Il 2° e il 98° Gruppo Volo, sono attualmente in servizio con il velivolo G222. Il 98° Gruppo, è il più anziano della Brigata, infatti fu trasferito a Pisa in 1° giugno 1948, mentre il 2° Gruppo, un mese dopo, cioè il 1° luglio 1948. Alla fine degli anni cinquanta, in base alla decisione di rafforzare la Brigata, si aggiunse il 50° Gruppo (attualmente in servizio con i C-130H). Tale evento avvenne il 1° ottobre 1964. Tutti e tre i Gruppi Volo, hanno avuto in dotazione i C-119, solo dal 1972, la Brigata iniziò a dotarsi dei moderni C-130H e dal 1977 in poi, entrarono in servizio gli Italiani G222.
Cabina di pilotaggio di un C-130 Hercules della 46ª Brigata Aerea.
IL 446° REPARTO SERVIZI TECNICI OPERATIVI (STO)
Dal Reparto STO, Il Gruppo Rifornimenti (GR) ed il Gruppo Telecomunicazioni (TLC). Il Gruppo Rifornimenti, ha il compito di provvedere all'immagazzinamento, alla conservazione e alla distribuzione del materiale speciale aeronautico (MSA), tale compito ha una particolare rilevanza logistica specie in occasioni di missioni fuori area. Il G.R. per il suo funzionamento si avvale di ben otto padiglioni, con all'interno centinaia di metri di scaffali metallici, pieni zeppi di parti di ricambio. Non è affatto facile soddisfare tutte le richieste, (ogni aereo è costituito da migliaia di parti) degli utenti della Brigata e non. Le stesse variano dal singolo bullone, al motore intero, ad una semi ala ecc. Anche il G.R., ha una parte "teorica" molto importante, che si individua nell'Ufficio Contabilità, il quale ha lo scopo di contabilizzare i migliaia di movimenti giornalieri, delle parti di ricambio. Ogni singolo movimento, anche di una rondella, innesca un tal movimento di carta da far impallidire chiunque. Il Gruppo Telecomunicazioni invece, si occupa di tutto quanto concerne le comunicazioni più tradizionali. Dal TLC, dipende tutto il vasto sistema di telefonia fissa della Brigata, delle comunicazioni radio, delle postazioni radar (Controllo Spazio Aereo) sia all' interno della Brigata, sia poste in luoghi remoti, della Sala Accettazioni Messaggi (telex) ed infine della Sezione Meteo.
IL 546° REPARTO SERVIZI LOGISTICI OPERATIVI (SLO)
Dal Reparto SLO, dipendono il Gruppo Sanitario, il Gruppo Autotrasporti, il Gruppo Impianti ed il gruppo Servizi Vari. Il Gruppo Sanitario, comunemente chiamato in gergo militare "l'infermeria" si occupa dell'aspetto sanitario di tutto il personale militare, con visite di controllo periodiche a piloti e specialisti (otorino, oculistica, elettrocardiogramma ecc.). Procede a vaccinazioni (in caso di invio all'estero in Paesi a rischio) ed effettua visite giornaliere in caso di malore del personale in servizio alla Brigata. Infine è da ricordare, che è sempre presente a bordo pista un autoambulanza con medico a bordo, durante le molteplici attività di volo. Il Gruppo Autotrasporti, è il responsabile di tutto quanto si muova su "gomma". E' un gigantesco "garage", con una moltitudine di autobus per il recupero del personale, di camion leggeri, medi e pesanti, dotati anche di rimorchio, di autovetture, di autoblindo,di "ape" e persino di biciclette! Dal suo buon funzionamento, dipendono buona parte delle attività giornaliere della Brigata, sia all'interno della stessa, che all'esterno, per poter trasportare uomini e materiali in ogni parte d'Italia. Il Gruppo Impianti, si occupa delle infrastrutture (edifici, strade ecc.) della Brigata, degli impianti idraulici, termici ed elettrici. Il Gruppo Servizi Vari, ha alle sue dipendenze, la Sezione antincendi, che si occupa delle emergenze sui velivoli e della normale attività di prevenzione negli immobili della Brigata. Punto forte, del GSV, sono le mense ed i circoli. La Brigata dispone di due mense (una per gli Ufficiali e una per i Sottufficiali e la Truppa) e di tre circoli (Ufficiali, Sottufficiali e Truppa).
L'AEROBRIGATA OGGI
Da Pisa, a quattro passi... il mondo.
Da Pisa per il Congo, la Namibia o il Pakistan, da Pisa per la Norvegia o il Polo Sud, da Pisa per l'Armenia e l'Iran, da Pisa per la Somalia e la ex-Jugoslavia: oggi, come ieri, i velivoli della 46ª B/A volano dovunque per assolvere la loro missione, che è quasi sempre una testimonianza di pace, un messaggio di solidarietà portato in volo per l'Italia e per il mondo.
Il segreto per operare efficacemente in ambienti così eterogenei, portando a termine i compiti più svariati, è costituito dalla preparazione professionale, dalla prontezza d'intervento e dalla consapevolezza di essere utili alla collettività.
Gli equipaggi del 2°, 50° e 98° Gruppo di Volo, gli istruttori del C.A.E., gli specialisti del 546° Reparto SLO e del 446° Reparto STO, rappresentano un grande serbatoio di capacità ed esperienza dal quale si è sempre potuto attingere senza risparmio.
Spesso questi uomini sono stati gli unici ambasciatori della Nazione, sia quando era necessario provvedere al trasporto di aiuti a popolazioni colpite da calamità naturali, sia quando si doveva procedere, con immediatezza, all'evacuazione di nostri connazionali in territori sconvolti da guerre civili o attività terroristiche.
Caratteristica della 46ª Brigata Aerea è quella di decollare quasi sempre per missioni reali e non simulate, fronteggiando con i suoi equipaggi le difficoltà e gli imprevisti che esse comportano.
Rivestono particolare importanza le operazioni antincendio che hanno impegnato intensamente uomini e mezzi, in un servizio di grande utilità sociale. Infatti essi richiedono grande impegno e professionalità, soprattutto per le condizioni ambientali, con particolare riguardo alle alte temperature e alle basse quote di volo in zone spesso impervie.
Tali operazioni hanno avuto inizio nel 1978, prima con il C-130 e poi con il G222, ed hanno comportato un'attività di circa 10.800 ore di volo e circa 8.500 interventi sul fuoco. Tutto questo non senza il sacrificio di vite umane: nel 1982 e nel 1985, due interi equipaggi sono caduti durante missioni antincendio.
L'attività antincendio, prevista per tutto l'anno solare, viene effettuata in maniera intensiva soprattutto nel periodo estivo (dal 1 Giugno al 30 Settembre).
In tale periodo le risorse messe a disposizione della Brigata vengono incrementate sino a 3 velivoli G222 ed un velivolo C-130, con un tempo di prontezza degli equipaggi che varia dai 50 minuti alle 2 ore, garantendo così la copertura di tutto il territorio nazionale.
G222 della 46ª Brigata Aerea in fase di atterraggio.
LE DECORAZIONI
MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE ALLA BANDIERA DEL 46° STORMO BOMBARDAMENTO E AEROSILURANTI
"Reparto bombardiere e aerosilurante, portò in mille azioni di guerra, in più di trecento bombardamenti, in due eroiche e sanguinose battaglie aeronavali, ed in centoventitré aerosiluramenti, con coraggio, spirito di sacrificio e senso del dovere, sempre alta e gloriosa la propria bandiera su tutti i fronti.
Seppe, il giorno dell' armistizio, obbedire senza esitazioni alle leggi dell'onore e del dovere.
Esempio luminoso delle virtù guerriere dell' Arma del cielo."
Cielo di Francia e Grecia, A.S., Mediterraneo, 10 Giugno 1940 - 23 Agosto 1943
CROCE DI GUERRA AL VALOR MILITARE ALLA BANDIERA STORMO TRASPORTI
"Stormo dotato di velivoli disarmati di tipi diversi, superando notevoli difficoltà organizzative, dava efficace contributo alla Guerra di Liberazione
Nazionale combattuta a fianco degli alleati, consentendo il recupero di prezioso materiale di volo sparso in vari aeroporti dell'Africa
Settentrionale, assicurando, in alcune occasioni, i rifornimenti ad una Divisione italiana dislocata sul fronte balcanico ed accerchiata dal nemico"
Cielo del Mediterraneo e dei Balcani, 9 Settembre 1943- Maggio 1945
MEDAGLIA D' ORO AL VALOR AERONAUTICO
"Nello svolgimento di una incessante attività di trasporto aereo in Patria ed in terre lontane in operazioni di pace, di emergenza e di guerra, la 46ª Brigata Aerea offriva costante ed alto esempio di professionalità e di altruismo portando a compimento ardue missioni di evacuazione di connazionali e stranieri da territori sconvolti da guerre civili e disastri naturali.
La dedizione dei propri uomini addetti ai servizi tecnici e logistici assicurava una efficienza degli aeromobili che consentiva all' Italia di corrispondere prontamente ad ogni chiamata in missioni umanitarie sotto l'egida di organizzazioni internazionali grazie anche all' abnegazione ed allo sprezzo del pericolo degli equipaggi di volo che subordinavano sempre la loro sicurezza al generoso impulso di salvare vite umane.
Insensibili alla fatica ed a ranghi ridotti gli stessi equipaggi si alternavano con professionalità e perizia per assicurare innumerevoli interventi per lo spegnimento di incendi boschivi che minacciavano il territorio e la comunità nazionale.
La 46ª Brigata Aerea, nel solco di una eroica tradizione di guerra e di pace, consacrata dal sacrificio degli equipaggi caduti nell' adempimento del dovere, ha scritto pagine di storia che costituiscono glorioso patrimonio di virtù militari che hanno dato lustro e prestigio all' Aeronautica Militare e all'Italia."
Roma, 29 Luglio 1992
TEN. PIL. SILVIO ANGELUCCI, MEDAGLIA D' ORO AL VALOR MILITARE
"Pilota di doti eccezionali e di provato valore in una lunga attività bellica su più fronti.
Durante un' azione di aerosiluramento contro un incrociatore, nonostante avesse l' apparecchio colpito ed in fiamme, proseguiva impassibile nell' attacco conclusosi con l'olocausto della sua fiorente giovinezza."
Cielo del Mediterraneo occidentale, 13/8/1942
Ultimo volo del G222 del 98° Gruppo.
LE MISSIONI
Dal 1954, anno in cui il 46° Stormo, divenne Aerobrigata, la 46ª Brigata Aerea, ha recitato un compito di primissimo piano, in operazioni di SOCCORSO e SUPPORTO alle popolazioni civili in ogni parte del mondo.
Molte operazioni che si svolgono all'estero, avvengono sia sotto l'egida dell'O.N.U., che sotto l'egida del Governo Italiano. Di seguito, sono elencate, solo alcune delle missioni svolte dal 1955 al 1994.
E' anche grazie ad esse, che il prestigio dell'Italia è cresciuto nel mondo, passando da una Nazione di secondo piano, ad una Nazione in grado di competere alla pari con gli altri Paesi industrializzati, nonostante, una cronica mancanza di fondi adeguati alle esigenze sia di ieri che di oggi.
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ORE DI VOLO |
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NOME OPERAZIONE E/O NOTE |
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| 1955 - CRISI DI SUEZ |
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816 |
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Soccorso Popolazione Civile |
| 1957 - BEIRUT |
509 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1964 - CIPRO |
817 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1960/1962 CONGO |
9000 |
OPERAZIONE CONGO Soccorso Popolazione Civile |
| 1966 - FIRENZE |
137 |
Alluvione |
| 1968 - BELICE (SICILIA) |
1260 |
Terremoto |
| 1976 - FRIULI |
410 |
Terremoto |
| 1980 - IRPINIA (CAMPANIA) |
470 |
Terremoto |
| 1980 - CAMBOGIA |
505 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1980 - SOMALIA |
N.D. |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1981-1992 UGANDA - ETIOPIA |
1460 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1964 - 1980 MEDIO ORIENTE |
1083 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1982 - 1984 LIBANO |
3435 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1989 - 1990 ANGOLA |
650 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1990 - 1991 IRAQ |
N.D. |
OPERAZIONE LOCUSTA Supporto Tornado |
| 1990 - 1991 TURCHIA |
720 |
Supporto F-104 in Turchia |
| 1991 - 1992 ALBANIA |
400 |
OPERAZIONE PELLICANO Soccorso Popolazione Civile |
| 1992 - EX - JUGOSLAVIA |
478 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1991 - 1992 SOMALIA |
678 |
Soccorso Popolazione Civile |
| 1992 - 1993 - 1994 SOMALIA/ MOZAMBICO |
841 |
OPERAZIONE IBIS Soccorso Popolazione Civile |
| 1994 - RUANDA |
N.D. |
OPERAZIONE IPPOCAMPO Evacuazione cittadini italiani e stranieri |
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RESTORE HOPE
3 Dicembre 1992 Risoluzione O.N.U. numero 794. Da questa risoluzione dell'ONU, che autorizzava l'impiego di forze militari internazionali, (per assicurare, un minimo di condizioni di sicurezza per soccorrere la popolazione somala, dilaniata da una guerra civile), trae origine l'Operazione RESTORE HOPE. All'operazione aderirono circa 30 Paesi, ma i contingenti principali furono gli USA, con 25.000 uomini, l'Italia e la Francia con 3.000 uomini ciascuno.
L'avvio dell'operazione avviene con lo sbarco dei Marines USA, il 9 dicembre dello stesso anno. Dopo una accesa discussione politica in Parlamento, con largo eco anche tra l'opinione pubblica, l'Italia partecipa attivamente all'operazione con propri militari dislocati nella ex- colonia italiana. Partecipano forze di terra, mare e aria. L'Esercito Italiano partecipa con il contingente IBIS, la Marina Militare,con il 24° Gruppo Navale e l'Aeronautica Militare, con velivoli da trasporto C-130 e G222 della 46ª Brigata Aerea, oltre a DC9, B707 T/T, Gulfstream III, Falcon 50 e elicotteri HH3F.
Il 15 dicembre 1992, atterra sull'aeroporto di Mogadiscio, il primo C-130H, inaugurando il ponte aereo per il trasporto delle truppe, dei mezzi e di tutto l'occorrente logistico per il supporto all'operazione. Per consentire un flusso continuo, l'A.M. ha adottato per la prima volta, un sistema in uso presso le compagnie civili. Lo scalo "tecnico" a Luxor, in Egitto. La sosta consente il cambio degli equipaggi sui velivoli, per mantenere sempre vigile ed efficiente, lo stato psico-fisico degli equipaggi. La Forza Armata, per le operazioni il Somalia, costituì il Reparto Volo Autonomo, formato dal Comandante (con dipendenza diretta dal Comando 2ª Regione Aerea), da unUfficio Operazioni, da un Gruppo Volo Trasporti, un Gruppo Volo Combat SAR, una Sezione Servizi Generali e da un Nucleo Amministrativo. Al R.V.A., furono assegnate in sede permanente, circa 100 militari (piloti, specialisti, medici, addetti alla difesa ecc.), due G222 e tre elicotteri HH3F Combat SAR del 15° Stormo (gli HH3F Combat SAR, sono dotati di blindatura, contromisure elettroniche radar warning, GPS e da tre punti di fuoco per mitragliatrici Minimi calibro 5.56). I G222, venivano utilizzati nella tratta Mogadiscio-Gialalassi, per l'aviolancio di paracadutisti e più spesso lancio di viveri in zone non raggiungibili da altri mezzi, oppure molto pericolose per l'incolumità dei nostri militari. Durante il volo, ma specialmente durante la fase del lancio, che per forza di cose avveniva a bassa quota ed a velocità ridotta, i G222 erano scortati da una coppia di HH3F.Purtroppo, durante la permanenza in Somalia, il contingente Italiano, ha subito una vittima ed alcuni feriti, tra i militari dell'Esercito. Tali "incidenti" sono avvenuti, non per inettitudine o negligenza dei nostri militari, ma per il semplice fatto che gli assalitori, si facevano scudo di donne e bambini nascondendosi tra la folla per poi assalire improvvisamente i nostri militari. Non vi sono stati incidenti, tra il personale dell'A.M.
ANTARTIDE 2000
La 46ª Brigata Aerea, partecipa ogni anno, alla spedizione Italiana in Antartide. La spedizione, che vede impegnati due velivoli C-130H del 50° Gruppo, è promossa dall'ENEA (Ente Nazionale per l'Energia e l'Ambiente), in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) per lo studio in antartide, relativi al settore della scienza della terra, fisica dell'atmosfera, cosmologia, biologia, medicina, oceanografia, ecologia marina e scienze ambientali.
I C-130H, hanno il compito di trasportare uomini, mezzi ed appaerecchiature scientifiche, dalla Nuova Zelanda (aeroportodi Christchurch) fino alle Basi di Baia Terranova e Mc Murdo. Il pack artico (acqua marina ghiacciata), è la pista di atterraggio e decollo dei velivoli.
La durata della missione, che vede impegnati gli uomini della Brigata, è di circa due mesi, con l'avvicendarsi di due team, composti da: tre equipaggi di volo e da due team per la manutenzione ed altro personale tecnico.
FORZA DI PACE A TIMOR EST (INTERFET)
La Forza Internazionale di Pace (Interfet), fu costituita nel 1999, per proteggere la popolazione di Timor est nell'acquisizione dell'indipendenza dal Governo Indonesiano. L'Aeronautica Militare, ha partecipato col il rischieramento di due G222, sulla base australiana di Darwin. I velivoli hanno raggiunto la località, percorrendo 14.000 km in una settimana, compiendo 38 ore di volo effettivo, senza il minimo inconveniente (è utile ricordare che il G222, è un velivolo concepito per medio breve raggio). L'attività dei velivoli italiani, consisteva nel trasportare uomini e mezzi da Darwin a Dili, capitale dell'isola di Timor Est. Ogni velivolo, svolgeva un volo giornaliero di andata e ritorno di circa quattro ore di volo complessive.
Facevano parte del contingenta Italiano, anche una cinquantina di specialisti, per il necessario supporto tecnico logistica alle missioni di volo.
G222 del 50° Gruppo della 46ª Brigata Aerea.
JOINT GUARDIAN (EX JUGOSLAVIA)
La 46ª Brigata Aerea, attualmente partecipa attivamente all'Operazione JOINT GUARDIAN, per il mantenimento della pace in Kossovo. La partecipazione comprende, non solo voli da/per l'Italia, ma consiste anche in una cospicua presenza di personale militare sul territorio kosovaro. La partecipazione Italiana nei Balcani, è talmente considerevole, che viste le condizioni logistiche presenti, è stato costruito ex novo, un intero aeroporto militare. AMIKO, questo il nome dell'aeroporto, (Aeronautica Militare In KOsovo), è stato ufficialmente inaugurato il 23 dicembre 1999, dal Sig.. Generale S.A. Andrea Fornasiero Capo di Stato Maggiore dell'A.M.
La decisione di costruire l'aeroporto, fu presa a giugno del 1999, il 16 agosto dello stesso anno, iniziarono i lavori e già il 29 settembre, ha potuto atterrare il primo velivolo!
L'aeroporto, dista pochi chilometri dalla cittadina di Dakovica, ignota ai più, ma diventata nota per il personale della 46ª, impegnato in prima persona con numerosi avvicendamenti di personale altamente qualificato.
La pista è lunga 1.800 x 30 metri. L'aeroporto è dotato di raccordi pista, alloggi, piazzole, due torri di controllo mobili, radioassistenze (NDB, TACAN, PAPI, GCA e ILS).
L'Aeronautica Militare, per meglio assolvere il gravoso compito, ha costituito il 1° R.O.A. (Reparto Operativo Autonomo) il quale funziona, come una piccola Base Aerea in miniatura. La costituzione del 1° ROA, è stata necessaria, per raggiungere l'autonomia in tutti i campi, della Forza Armata. Infatti il Reparto possiede tutti gli uffici e servizi che si trovano normalmente in un aeroporto militare. L'aeroporto AMIKO, anche se totalmente italiano e costituito per l'operatività delle nostre Forze Armate, dal 18 ottobre 2000, fino ai primi giorni di novembre dello stesso anno, ha ospitato il dirigibile cercamine "Mineseeker", che svolge compiti di ricerca campi minati nel territorio kossovaro.

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