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Un paracadutista russo in Kosovo. Il distintivo MC in cirillico, caratterizza le missioni all'estero I Paracadutisti russi
in Kosovo


  L'arrivo dei paracadutisti russi a Pristina, ha causato non pochi problemi. Lo schieramento era previsto nell'ambito della KFOR ma, ancora, non era stato deciso quanti e dove si sarebbero schierati. Inoltre si sono piazzati nell'unico aeroporto della regione, molto importante per l'operazione.
I soldati di Mosca, uomini della 107° Paracadutisti di Tuzla, una delle formazioni più famose, si sono istallati nell'aerorostazione e nella parte militare dell'aeroporto, incluso il tunnel, con due entrate, che si trova ad est della pista, ai piedi della collina Goles (q. 1007 m). Pristina era una delle basi principali dell'aviazione jugoslava, e vi erano basati i MiG.21 bis. La pista era stata deliberatamente risparmiata ma altre installazioni sono state duramente colpite.
I viali che dall'aeroporto portano, in leggera salita, fino ai tunnel (lunghi oltre 1 km), sono ora affollati di veicoli dei paracadutisti. Cingolati BMD-1, ruotati BTR-80 e jeep UAZ, con diverse tende situate ai lati.
Dato che queste forze sono state in parte prelevate dal contingente russo in Bosnia, senza darne neppure comunicazione in precedenza, ai due lati della base russa vi sono un campo britannico - letteralmente attaccato al perimetro russo - e una base canadese, pochi chilometri più a sud; in modo che qualsiasi movimento e attentamente controllato. Controllati ma anche protetti, perché agli albanesi non mancano certo i mortai per far passare un brutto quarto d'ora agli odiati russi, i quali si sono presentati, come già in Bosnia, facendo il saluto serbo con le tre dita.
Gli oltre 3000 soldati russi presenti in Kosovo, sono stati ripartiti in tre settori diversi, in contingenti più piccoli, senza avere un proprio settore operativo; del resto, visto come si sono comportati, in ambito NATO si é cauti sul loro ruolo.
Messi a confronto diretto, ci si rende conto della diversità d'equipaggiamento fra questi militari e quelli della NATO.
Scesi dall'auto a un posto di blocco, abbiamo esordito con un "buongiorno compagni paracadutisti", attingendo ai pochi vocaboli russi che conosciamo. Ma la sorpresa e stata grande quando ci siamo accorti che sui copricapi spiccava ancora la vecchia falce e martello. Non si tratta di una scelta ideologica ma, molto più semplicemente, della mancanza di fondi perfino per i nuovi distintivi.

 
  TURISTI RUSSI
I soldati russi, presi individualmente e lontani dai comandanti, sono abbastanza amichevoli e quelli che abbiamo contattato ci sono sembrati abbastanza in gamba. Qualcuno, alla nostra domanda su che cosa significasse l'insegna in cirillico "MC" sul braccio (in realtà "MS" tradotto in caratteri latini), ha risposto "turisti russi !". Ci è venuto in mente quando, nell'agosto del 1968, "turisti russi" si rivelarono commandos di Mosca, che occuparono l'aeroporto di Praga. Di "turisti russi" era pieno il mondo, fino a dieci anni orsono. Oggi è cambiato tutto e i paracadutisti russi osservano con invidia le macchine migliori che passano ai posti di blocco.
BTR-80 dei paracadutisti russi Loro dispongono dei piccoli BMD-1, vale a dire di un mezzo specificatamente studiato per gli aviosbarchi, pesante 6.700 kg, con una torretta dotata di un pezzo a da 73 mm liscio, di un rampa per missili c/c AT-3 SAGGER e due mitraalitrici frontali comandate a distanza, privo però di un vano carico coperto, quindi non certo il massimo per questo compito. Altri, più fortunati, si muovono con i BTR-80, ultima versione dei trasporto truppa 8 x 21 russi 4BTR-60, BTR-70 ecc), sicuramente più comodi ma penalizzati dalla presenza di una piccola porta laterale fra i due assi centrali, aggiunta dopo che si erano verificati i problemi per l'accesso solo dai portelli superiori. L'equipaggiamento individuale vede la presenza di un pesante giubbetto antiproiettile (non sappiamo quanto efficace) e il fucile d'assalto AKS-74 , in 5,45 x 45 mm, con calcio ribaltabile. Alcuni di queste armi sono dell'ultima produzione, con impugnature in plastica rinforzata nera, mentre altri hanno quella anteriore in legno.
Certo non si può fare a meno di paragonare il modo di operare dei russi con quello dei paesi della NATO. I posti di blocco tedeschi sono di un'efficenza spaventosa, quelli italiani, francesi e di altri paesi, funzionano bene mentre i soldati di Mosca si limitano a mettere quattro gomme vecchie per terra e danno un'occhiata molto sommaria. Del resto gli albanesi cossovari mal sopportano la loro presenza e i paracadutisti fanno attenzione soprattutto a non prendere qualche fucilata. Ci sono state molte manifestazioni di protesta, con blocchi stradali prolungati e la NATO ha dovuto sudare sette camicie per convincere la gente a rimuoverli. Speriamo che tutto non si complichi ma, intanto, é significativo che ai primi di settembre i russi siano intervenuti per difendere degli albanesi da un attacco di serbi armati, uccidendone tre.
Insomma, se Mosca non farà altri colpi di testa, si riuscirà a sfruttare anche questo apporto.

 

Posto di blocco dei paracadutisti russi sulla strada fra Pristina e Pec

Un BMD-1 aviolanciabile russo


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