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Un tiratore scelto dei Recces con una suite di foggia inusuale armato con il fucile di precisione dell'Accuracy International L96 A1 I Recces
Commandos
Sudafricani

      di Frederic Lert

  Specialisti nelle operazioni d'infiltrazione a lungo raggio, i "Recces" si adattano oggi ai nuovi scenari geopolitici africani. Senza perdere le loro peculiarità uniche al mondo.
Dicembre 1987. Ben mimetizzato all'intemo del suo nascondiglio, il capitano F. della South African Defence Force osserva da un albero quanto avviene intorno a lui. Sei metri più in basso il suo sezionario si riposa dopo una notte di veglia. A qualche centinaia di metri i soldati della 21ª Brigata delle FAPLA (Forze Armate Popolari di Liberazione dell'Angola, l'Esercito dell'MPLA) sono solidamente trincerati di fronte ai sudafricani, intervenuti nel paese per controbilanciare la presenza di decine di migliaia di soldati cubani e alcune migliaia di sovietici.

 
  INFILTRAZIONE A GRANDE DISTANZA
In più giorni di assidua osservazione, l'ufficiale sudafricano è riuscito a individuare le posizioni mimetizzate della 21ª Brigata. Ha notato che tutti giorni i militari angolani si recano al fiume per le pulizie. Questa mattina sono in 45, raggruppati e costituiscono un ottimo bersaglio.
Premendo i pulsanti della propria radio criptata, il capitano F. trasmette le coordinate e domanda una dozzina di colpi alla batteria di G-5 mimetizzata ad oltre 30 km di distanza più a sud. Meno di sei minuti più tardi, la salva arriva sul bersaglio con micidiale precisione.
I "recces" hanno colpito ancora.
L'operatore "recce" (abbreviazione di recognize) gode di una reputazione formidabile da molto tempo per la natura semi-clandestina delle Forze Speciali sudafricane. Fino a poco tempo fa i "recces" venivano citati raramente all'interno dei documenti ufficiali, e quando, raramente, la foto di uno di loro appariva, il viso era immancabilmente annerito.
Autorizzati a visitare il 5° Reggimento "Recce" (ufficilmente 5° Special Force Regiment) dislocato a Phalaborwa, siamo stati accolti da un comandante delle operazioni di 34 anni, dall'aspetto giovanile ma con i galloni di ... tenente colonnello!
I due Special Force Regiment sudafricani hanno compiti differenziati. Il 4°, basato sulla riva del mare nel sud del paese, si occupa delle operazioni anfibie e subacquee. II 5° , si occupa delle operazioni terrestri, quelle che hanno reso famosi i "recces".
"La nostra specialità," ci conferma il colonnello Cotzee, "è lo spiegamento in profondità nel bush, dietro le linee nemiche, di piccoli gruppi di operatori con il compito di acquisire informazioni tattiche o strategiche."
Questo operatore dei Recces è armato di R4 con mirino notturno e di pistola Browning HP - l'equpaggiamento è quello per interventi tattici All'occorrenza i "recces" partecipano ad attachi contro obiettivi di grande valore. I "recces" lavorano in squadre di 5 o 6 uomini, ma agiscono anche in coppia, dato che ogni operatore conosce perfettamente gli aspetti della missione: navigazione, inseguimento, demolizione, etc.
Le tecniche d'infiltrazione, ottimamente impiegate nelle operazioni degli Anni '70 e '80, sono oggi coltivate con un'addestramento e una selezione fra le più severe nel mondo.
"Noi mettiamo un'accento particolare sulla conoscenza della natura in cui operiamo", ci dice un istruttore. "Gli operatori devono conoscere bene il bush se non lo vogliono subire, e portare a termine la loro missione."
Un corso di sopravvivenza di tre settimane è organizzato durante la formazione. La prima settimana è consacrata all'istruzione sulla vita selvaggia e la sopravvivenza nel bush. Gli allievi sono divisi in gruppi di 8 e, all'inizio ricevono razioni per quattro. Le conoscenze devono essere messe in pratica senza esitazioni.
La seconda settimana, il corso continua e le razioni sono ancora ridotte di quantità: due razioni da combattimento per otto militari. Nel medesimo tempo, devono condurre delle esercitazioni d'inseguimento di tracce e depistamento. La terza settimana, sono immessi in una zona differente compiendo tutti i giorni esercitazioni tattiche. Nella realtà le operazioni dei "recces" possono durare ancora più a lungo in territorio avversario e a contatto diretto. I rischi di cattura diventano allora molto alti, e una cura particolare deve essere posta per rapidi disimpegni.
"Noi accordiamo un'importanza particolare alla resistenza agli interrogatori", nota un ufficiale, "nel corso dell'addestramento, una lunga fase è consacrata a questo problema in modo che l'operatore possa avere un'idea di quello che può capitare." Per questo gli allievi alcune volte sono legati con un sacco in testa. Restano per molte ore senza poter parlare. "Così verifichiamo la loro resistenza alla claustrofobia e, di tanto in tanto gettiamo dell'acqua fredda su qualcuno scelto a caso. I nervi dei compagni, che attendono il loro turno sono così messi alla prova.

 
  "HAPPY FEW"
Il 5° Reggimento organizza ogni anno un ciclo di selezione e di formazione, quest'ultimo della durata di 48 settimane. Alcuni anni ne vengono effettuati addirittura due.
Il candidato che vuole raggiungere i "recces" deve essere di nazionalità sudafricana, aver trascorso almeno un anno nelle unità delle SADF. Possono essere accettati anche alcuni membri della polizia.
"In base al grado dentro il corpo d'origine, il candidato può avere un'età fra 18 e 36 anni. Non si accettano candidati sopra il grado di capitano, perché è troppo difficile farli passare nelle forze speciali..."
Un'attenzione particolare è posta alla salute del candidato (anche con test sull'epatite e sull'AIDS) che deve parlare almeno due lingue oltre all'inglese. Normale per un paese dove si usano una dozzina di lingue ufficiali.
"Qui si parlano 36 lingue africane", ci fa notare il tenente colonnello Naguel che comanda la 2ª Compagnia del 5°. Se la maggior parte delle reclute di colore parla l'inglese e una lingua africana, i bianchi parlano inglese I Recces si addestrano anche per operazioni in aree urbane, collaborando anche con le forze di polizia. La pistola è una Browning HP e afrikaans, una lingua vicina all'olandese antico che fu introdotta dai primi coloni venuti dall'Europa, ed è molto' diffuso in ambito militare, dove quadri permanenti provengono per lo più da questo gruppo.
Dopo la prima scrematura fatta analizzando i dossier, una prima serie di test fisici elimina circa l'80% dei candidati.
Questo primo filtro è della massima severità, al fine di fornire un'idea precisa di quello che sarà il pane quotidiano in operazione. I candidati sono inviati sul terreno per tre giorni , senza cibo e solo con qualche litro di acqua. Con loro hanno una razione di scorta ma l'ordine è di non aprirla.
Devono fare poi una marcia commandos di 50 km con uno zaino da 20 kg e poi portare 30 kg per 45 km.
"Il primo giorno sono sfiniti. Alla fine del secondo sono esausti. Al terzo assomigliano agli zombi. Pensano solo a riposarsi e a mangiare. È allora che si vede le varie personalità."
Il candidato che passa questo sbarramento, passa allora al corso d'istruzione per le forze speciali, che comincia con due settimane di allenamento fisico, in ragione di otto ore per giorno rimettendo in forma e preparando il soldato alle prove che seguiranno.

 
  UN ADDESTRAMENTO SENZA FINE
Addestramento di base "recces" è un perscorso lungo 42 settimane e disseminato di trappole. Dei 49 allievi che hanno iniziato questo corso, solo una quindicina diventano "recces". Dopo lo scioglimento del 1° Reggimento, il 4° e il 5° formano in proprio le reclute. Queste ricevono tutto il materiale delle forze speciali (buffetteria, sacco, etc.) e iniziano l'addestramento sulle armi. L'arma tipi è il Viktor R-5, vale a dire la versione "corta" dell'R-4, quasi identica al GALIL israeliano, a sua volta derivato dall'AKM ma in calibro 5,56x45 mm. Ovviamente essendo in Africa diffusissima la famiglia AK-47/AKM, i "recces" lo conoscono alla perfezione. L'addestramento è intenso anche con la pistola mitragliatrice H&K MP-5, con l'M-16 e con armi che è sempre possibile incontrare in Africa, come le carabine SKS, i fucili H&K G-3, le pistole mitragliatrici STERLING.
Addestramento al lancio dei Recces Ovviamente gli allievi devono frequentare un corso di paracadutismo con dai 20 a 30 lanci da vettori come i C-130, il CASA-212, e i vecchi DAKOTA rimotorizzati con turbine. Più tardi si specializzano in tecniche di lancio HALO e HAHO (con apertura a bassa o alta quota). Molto intenso è anche l'addestramento con gli elicotteri con fastroping (barbettone) e rapelling (grappolo). Al 4° Reggimento molto tempo viene dedicato alle operazioni anfibie e subacquee, con l'uso di gommoni e kayak oltre che di autorespiratori. In questo senso i sudafricani dispongono della miglior unità di questo tipo in tutta l'Africa. Per molte reclute di colore è il primo contatto con il mare.
Dopo tre settimane di corso di sopravvivenza avanzato, gli allievi hanno alcuni giorni di riposo prima di partecipare a corsi per operazioni aeree: ricognizione delle zone, segnature delle DZ (Drop Zone, zone di lancio), guida da terra dei lanci, etc. La teoria appresa nella prima settimana viene messa in pratica la seconda. Una delle funzioni più importanti dei "recces" è quella di fungere da apripista (pathfinder) alle truppe paracadutiste.

 
  PRESSIONE PSICOLOGICA
Al 5° Reggimento il programma d'addestramento è basato principalmente sulle marce, esercitazioni pratiche di avvicinamento e approccio all'obiettivo. I candidati vedono messo alla prova la capacità di resistenza, lo spirito di iniziativa, la disciplina, ma anche le capacità di vivere nel bush.
Addestramento al lancio dei Recces Gli allievi devono portare carichi metallici difficili da trasportare o grosse palle di gomma piena, in modo da migliorare la preparazione fisica, l'addestramento e lo spirito di gruppo. Non si tratta di cinismo ma lo scopo è quello di addestrare al meglio il personale, per prepararlo realmente alle difficili prove che lo attendono nell'Africa selvaggia.
L'insieme delle conoscenze acquisite è ricapitolato nel corso di un'esercitazione tattica molto realistica: gli allievi sono rilasciati in un punto A e devono raggiungere un punto B, superando numerose difficoltà, per lanciare un attacco contro il punto C. "L'addestramento è spinto al punto di attaccare delle basi militari", ci dicono i "recces". Sovente il compito consiste nel catturare del personale senza attrare l'attenzione, per ottenere le informazioni sull'obiettivo. Nel corso dell'addestramento i candidati sono sempre seguiti dagli istruttori e riconosciuti grazie ad un numero sulla schiena.
Alla fine del corso su 300 aspiranti appena 15 sono accolti nel reparto. Gli uomini selezionati sono personalmente valutati dal comandante del corpo, prima di essere ammessi in un gruppo all'interno delle compagnie, sulla base delle loro attitudini.

 
  SNIPING "LIVE"
Differenti corsi di specializzazione permettono di affinare le conoscenze in settori diversi: il sabotaggio, l'inseguimento, le comunicazioni, il corso di bush instructor, la penetrazione HALO HAHO con paracadute ad ala, la fotografia classica o elettronica e ancora il cecchinaggio. Questa specialità è molto ben curata nel 5°, e l'addestramento è facilitato dalla presenza del grande parco Kruger.
"Noi qui consideriamo che il primo impegno dello sniper è avvicinamento al bersaglio", ci dice il caporale Maraids, tiratore di precisione. "Noi passiamo molto tempo nell'insegnare come ci si avvicina a un animale selvatico che è molto più difficile che non approssimarsi a un uomo." Nell'esercitazione pratica del fine corso, per esempio può essere chiesto all'allievo di mettere un proiettile nell'occhio sinistro di un cinghiale, dopo averlo trovato, in un minuto indicato in precedenza.
Addestramento nella KILLING HOUSE per scenari che simulano azioni contro i terroristi Le operazioni in zona urbana sono egualmente oggetto di grande attenzione. Quando il Sudafrica doveva lottare contro le infiltrazioni terroristiche nell'Africa del Sud-Ovest (oggi Namibia) alcuni dei raids dei "recces" si svolgevano per colpire bersagli posti all'interno di metropoli africane, dove l'ANC aveva i suoi comandi.
Oggi il contesto è molto cambiato ma l'esperienza è stata trasferita nelle operazioni che si svolgono in collaborazione con la polizia.
Gli ufficiali di Phalaborwa citano volentieri un'applicazione recente: l'inseguimento di un serial killer a Johannesburg.
Phalaborwa dispone di una killing house dove i "recces" si addestrano alle operazioni antiterroristiche. Gli aspetti del combattimento urbano sono approfonditi in un corso della durata di 6 settimane: "Per esempio, noi insegnamo i nostri uomini a uscire dalle automobili in movimento o aggrapparsi all'esterno ad un ascensore, fornendo informazioni circa il funzionamento degli aeroporti, tutte le cose che possono risultare utili nel caso di operazioni speciali."
Un corso di 6 settimane è dedicato alle tecniche di comunicazione via radio. Anche se i "recces" non forniscono ulteriori informazioni, sappiamo che operano anche con le comunicazioni satellitari.

 
  PRIMA DI TUTTO CAMMINATORI
"L'essenza dei nostri corsi porta alla preparazione per impieghi in terra africana", ci dice il colonnello Cotzee. "Nonostante ci si alleni anche in montagna noi non prevediamo un addestramento specifico per le operazioni in alta montagna, oppure per quelle in zone polari."
I "recces" preferiscono sviluppare le qualità che sono essenziali, che in pnrno luogo consistono nella resistenza e nella capacità di fondersi nell'ambiente naturale. Camminatori leggendari i "recces" oggi dispongono di una famiglia di veicoli tattici specificatamente sviluppati per l'impiego da parte loro: i Vlermuis.
(Il Vlermuis - pipistrello in afrikaans - è una famiglia di veicoli appositamente sviluppata per le forze speciali sudafricane. Questi veicoli sono stati studiati per percorrere i difficili terreni africani, estremamente impegnativi. Il Vlermuis è paracadutabile e aviotrasportabile all'interno di velivoli o al gancio baricentrico di elicotteri come il Puma/Oryx. II ruolo principale del veicolo è l'appoggio di fuoco, potendo passare rapidamente da una configurazione all'altra. Si va dal cannone senza rinculo da Addestramento nella KILLING HOUSE per scenari che simulano azioni contro i terroristi 106 mm al missile controcarro sudafricano ZT-3 passando per i mortai da 60 e 81 mm. Può essere armato anche da un cannoncino da 20 mm o un lanciarazzi multiplo da 107 mm. Nella versione basica trasporto truppa, può ospitare ben otto militari oltre al pilota, molti se si considera che è lungo appena 3,20 m. L'armamento di base include: una mitragliatrice da 7,62 mm nello scudo frontale e due MG o una 12,7 mm sull'affusto superiore. Con il pieno di 80 litri e tre taniche da 20 litri ha un'autonomia di 800 km).
Nonostante che siano per ora sfumati i vecchi teatri d'operazione, che li hanno resi famosi in tutto il mondo, i "recces" restano stand-by, a disposizione del potere politico. Oltre che al lavoro con la polizia, sempre più spesso i "recces" intervengono in favore delle comunità civili e, ancora, partecipano a delle esercitazioni in Africa Australe. Elementi del 4° Reggimento sono stati inviati in Tanzania dove hanno partecipato a delle esercitazioni sul grande lago Tanganika.
Nel medesimo tempo gli elementi del 5° Reggimento hanno partecipato ad esercitazioni militari regionali nello Zimbabwe. Quello Zimbabwe che per molti anni è stato teatro delle loro famose incursioni.

 
  L'ORGANIZZAZIONE
L'Esercito sudafricano dispone di una brigata di forze speciali dislocata a Pretoria. La Brigata comprende due reggimenti dei "recces": il 4° a Langebaan e il 5° a Phalaborwa, a cui si aggiunge un'unità d'appoggio la 1ª Maintanance Unit di stanza a Wallmansthal. Ciascun reggimento è costituito da un'unità d'istruzione e tre compagnie da combattimento dei "commandos", avente ciascuno una specialità predominante. All'interno dello stesso reggimento, gli operatori "recces" girano in diversi commando per allargare il loro campo di conoscenze, ma la divisione fra il settore navale (4°) e quello terrestre (5°) rimane. Gli ufficiali, in particolare quelli dei paracadutisti, possono trascorrere due o tre anni all'interno dell'unità, per assimilare "lo spirito recce".

 
  LA STORIA DELLE FORZE SPECIALI
Già durante la Guerra Anglo-Boera. dell'inizio del secolo, le forze di Pretoria dettero grossi grattacapi a quelle di Londra, facendo operazioni di penetrazione e sabotaggio in profondità con i loro kommando. La prima unità da ricognizione fu formata in Sudafrica all'epoca della I Guerra Mondiale, operando contro i tedeschi nell'Africa del Sud Ovest; ma fu durante la II che i sudafricani ebbero modo di distinguersi nei commandos, in particolare nell'ambito dello Special Air Service e del Long Range Desert Group.
Addestramento nella KILLING HOUSE per scenari che simulano azioni contro i terroristi Divenuto indipendente, il Sudafrica creò la sua prima unità di commandos il 1 ° ottobre 1972 a Outdshoom, dove si trovava una Scuola di fanteria. Nel 1975 l'unità fu trasferita a Durban.
Il 1° Reconnaissance Comando lavorava come unità aeroportata, mentre il 5°, creato nel 1976 era una forza speciale composta in larga misura da soldati di colore. Nel 1978 viene creato il 4° Reconnaissance Comando basato a Langebaan, sulla costa sud del paese, specializzato in operazioni marittime. Queste unità nel 1979 dettero vita a un reggimento. Durante i conflitti in Africa Australe , i "recces" si distinsero in moltissime azioni, in particolare in Mozambico e Angola con sabotaggi e ricognizioni anche a migliaia di chilometri dalle loro basi.
Nel 1991 con la fine della guerra in Angola, lo stato maggiore delle forze speciali è sciolto e i reparti vengono posti sotto l'autorità diretta del capo di stato maggiore. Ancora più profonda fu la riforma del 1993 con il 1°, 4° e 5° Reggimento ribattezzati 451°, 452° e 453° Parachute Batallions, in seno alla 45ª Brigata paracadutisti. Nuovo cambiamento nel 1995 con la creazione della Brigata forze speciali formata dal 1° , 4° e 5° Reggimento. Nel 1997 il 1° Reggimento (che si occupava dell'addestramento) è stato sciolto e le due unità superstiti si sono dotate ciascuna di una propria scuola. Il 2° e 3° Reggimento sono costituiti dagli elementi della riserva.

Il Vlermuis

    Il Vlermuis o Bat è un nuovo veicolo tattico. Notare la copia di MG e la Vektor       MG4, copia della Browning M 1919.


 


Emblema delle Forze Speciali Sudafricane

Brevetto nuotatore da combattimento dei Recce


Insegna della Brigata delle Forze Speciali

Insegna da braccio del 5° Reggimanto Recce




Brevetto dei Recce paracadutisti

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