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Un Capitano in  mimetica del 2° Battaglione esibisce il basco blu scuro dei Para-commandos greci I Parà greci
i figli di Icaro


  Forse tutto è incominciato da qui. Probabilmente 2.500 anni fa gli Spartiati hanno inventato le truppe scelte, e soprattutto lo spirito di corpo inscindibile da esse. Trecento opliti costituivano la avanzata della città. Come segno distintivo portavano il colore rosso, e la loro Patria ebbe da loro una gloria immortale.
Sempre in prima fila, i trecento Spartiati di Leonida si sacrificarono alle Termopili per coprire la ritirata dell'Esercito greco. Ai piedi del monumento che commemora la resistenza di questo piccolo reparto scelto di fronte all'immenso Esercito del re persiano, una semplice iscrizione: Passeggero vai a dire a Sparta che siamo caduti obbedienti alle sue leggi. Venticinque secoli dopo i Paracadutisti greci si considerano gli eredi e i guardiani di tali tradizioni.

 
  CON I SAS INGLESI
Il Reggimento Para-commando greco fa parte della divisione delle forze speciali, che raggruppa due reggimenti da incursione (Commandos) e il Reggimento Para-commandos. Questo è strutturato su due battaglioni in servizio attivo, il primo di base a La Canée, a Creta, e il secondo ad Aspropyrgos, presso Atene. Il reggimento ha in forza anche una batteria di Artiglieria aviotrasportata di base a Volos, e una Compagnia Trasmissioni.
Un terzo battaglione di riserva può essere attivato a Megalop con i quadri della Scuola di lancio di Aspropyrgos, la quale pure fa parte del Reggimento. La storia dei Paracadutisti greci comincia nel 1942 con la creazione dello Squadrone Sacro, un reparto da incursione aggregato ai famosi SAS inglesi di David Stirling. Il Battaglione Sacro, creato in Palestina con ufficiali volontari, viene poi impegnato in quasi tutte le operazioni condotte dai SAS contro l'Afrika Korps e gli Italiani.
Si trovano elementi del Battaglione Sacro anche al sequito del colonnello Leclerc nell'oasi di Cufra. Nel marzo Un parà greco con il fucile d'assalto belga FAL con calciolo ripiegabile in cal. 7,62 mm 1942 il reparto viene aggregato al corpo neo-zelandese di Freyberg e combatte sulla linea del Mareth con 30 Jeeps armate di mitragliatrici Vickers calibro 303.
Al termine dei combattimenti in Africa il Battaglione Sacro viene aggregato allo SBS ed effettua numerose incursioni anfibie sulle isole del Mar Egeo: nel 1943 viene pure effettuata un'operazione aviotrasportata sull'isola di Samo. I Paracadutisti greci prendono parte alla liberazione della Grecia e alla terribile guerra civile contro i partigiani comunisti.
Nel 1948 cade in combattimento il Maggiore Seeman, che era considerato il padre del Battaglione Sacro. Tornata la pace, il reparto viene sciolto e l'Esercito greco rimane senza Paracadutisti fino al 1955, quando viene creata nei pressi di Atene, con istruttori e materiale americani, una scuola di lancio: proprio allora la Grecia era entrata nella NATO. Istruttori greci si recarono anche a Fort Benning, negli Stati Uniti, per un corso di aggiornamento.

 
  GUERRIGLIA E CONTRO-GUERRIGLIA
Il Reggimento Para-commando viene ufficialmente creato l'11 aprile 1965 e viene assegnato alla base di Dyonissos Attikis. Nel 1974 ecco l'operazione Attila e l'attacco turco su Cipro. Il reggimento, già in allerta operativa, si imbarca immediatamente sui dodici Noratlas dell'Aviazione greca. Tra loro c'e un giovane Tenente, George Karapostolu, oggi Colonnello e comandante in seconda del 2° battaglione. Ricorda ancora quel giorno: "Abbiamo volato rasente alle onde per effettuare un atterraggio d'assalto sull'aeroporto di Nicosia ancora difeso dalla Guardia Nazionale cipriota, ma tenuto sotto il fuoco dai Turchi. Subito prima dell'atterraggio un Noratlas viene colpito in pieno ed esplode: quaranta compagni rimangono uccisi. Un altro aereo viene distrutto a terra, fortunatamente senza nessuno a bordo".
Un Para-commando greco Il battaglione di George viene in seguito inviato sulla strada di Famagosta dove, per tre giorni, riesce a bloccare l'attacco di tre reggimenti turchi, infliggendo loro severe perdite: "Avanzavano a ondate senza preoccuparsi delle perdite, erano più i loro uomini delle nostre cartucce. Non so se in seguito abbiano cambiato tattica, ma davanti a una tale superiorità nurnerica l'unica nostra possibilità di successo è di avere un senso tattico superiore", continua il Colonnello.
Oggi il reggimento può essere considerato un perfetto reparto para-commando con due tipi di vocazione: per la guerra convenzionale, e per le operazioni di guerriglia e contro-guerriglia. Per il para-commando la guerra convenzionale offre delle prospettive molto diverse: normali assalti con i meccanizzati in Tracia nei pressi della frontiera turca, lanci in massa con il paracadute a Megara, assalto anfibio sulle isole, corsi sulle montagne della Grecia centrale in inverno e in estate, assalti eliportati, combattimento urbano.

 
  L'IMPORTANZA DELLA GUERRA NON CONVENZIONALE
Negli schemi della guerra non convenzionale, piccoli gruppi di Paracadutisti possono essere lanciati dietro le linee nemiche per mettere in atto azioni di sabotaggio e di raccolta di informazíoni, o per addestrare dei partigiani. Se si conosce un pò la geografia dei Balcani si capisce meglio l'importanza che lo Stato Maggiore di Larissa assegna alla guerra non convenzionale. Il giovane Paracadutista è un coscritto che presta il servizio di leva di quindici mesi, mentre la maggior parte degli ufficiali e sottufficiali e professionista. L'addestramento di base dura due mesi, successivamente la recluta comincia la formazione al paracadutismo vera e propria presso la scuola di lancio di Aspropyrgos.
Il corso dura un mese e il brevetto elementare viene conseguito dopo cinque lanci, uno dei quali notturno con arma e guaina. Il Paracadutista viene quindi dichiarato confermato e pronto all'impiego e raggiunge il reparto di destinazione. Durante la carriera i graduati possono ottenere il brevetto superiore (una stella dopo trenta lanci) o di maestro (stella con corona di alloro dopo sessantacinque lanci). Il paracadute usato dai Greci è l'MC-11 B, una versione ammodernata del tradizionale T-10, con una rete e sette aperture per aiutare il Paracadutista a dirigersi durante la discesa.
Soltanto i para-commandos e i commandos-marine hanno in dotazione il lanciarazzi francese LRAC da 89 mm Per il reggimento è quasi indispensabile lanciarsi con il paracadute, perché nel caso di attacchi nel Mar Egeo, isole come Chio, Samos o Lemno non potrebbero ricevere rinforzi che per via aerea, e l'elemento sorpresa sarebbe fondamentale. È ovvio che tutte le potenziali zone di lancio di queste isole sono state ben identificate, e varie volte all'anno il reggimento vi svolge esercitazioni. Un lancio operativo viene effettuato di notte o al crepuscolo, da un'altezza di 180 metri. I piloti dei C-130 Hercules dello squadrone Mira 356, da bravi autisti di tassì, sono perfettamente addestrati a questo tipo di operazioni molto rischiose.
Il 1° e il 2° battaglione paracadutisti commandos greci sono strutturati su tre compagnie da combattimento, una compagnia comando, una compagnia appoggio e una compagnia addestramento, che prepara le reclute prima di inviarle alla scuola di lancio di Aspropyrgos.

 
  IL SACRIFICIO SUPREMO
L'arma di base del Paracadutista è il fucile d'assalto belga FAL con calciolo pieghevole cal. 7,62 mm. L'arma d'appopgío è la MAG della stessa fabbrica. Tali armi sono molto apprezzate dai Paracadutisti greci per la loro robustezza, precisione e per il potere d'arresto delle loro munizioni. Pare però che il FAL, che comincia a essere un po' vecchiotto, possa essere sostituito con un'arma di nuova generazione cal. 5,56 mm. Tutte le suddette armi possono essere attrezzate con apparati per la visione notturna: pare che i Paracadutisti greci diano una grandissima importanza al combattimento notturno...un genere di Ogni compagnia dei dei 2 battaglioni para-commandos ha in forza un plotone anticarro dotato di Milan e Tow lotta in cui entra in gioco la loro forte capacità di adattamento può controbilanciare l'innegabile superiorità numerica di un loro potenziale nemico. L'arma anticarro per il combattimento ravvicinato è il LRAC da 89 mm, che viene denominato Stream e viene usato unicamente dalle truppe scelte paracadutiste e della Marina. La compagnia d'appoggio ha in forza un plotone anticarro con dei missili Milan, un plotone antiaereo con missili Redeye che presto verranno sostituiti con gli Stinger, un plotone di mitragliatrici con delle MAG su treppiede e delle sempre valide M-2 Browning cal. 12,7, e un plotone mortai con mortai M-2 da 60 mm ed M-29 da 81 mm, entrambi di costruzione americana.
Esiste con certezza anche una squadra di Pathfinders, ma gli ufficiali greci sono molto discreti a questo riguardo. E' pure probabile che a questi reparti "speciali" sia aggregato anche qualche elemento femminile: ne abbiamo visto uno che si esercitava nei lanci nella zona di lancio di Megara.
In definitiva il reggimento para-commandos greco è un reparto molto flessibile, proprio nello spirito dello Squadrone Sacro. È degno erede dell'antica Sparta... se un giorno gli verrà chiesto il sacrificio supremo.

 


Fregio da spalla dei Para-commandos greci

Brevetto dei Paracadutisti greci


Distintivo del Reggimento Para-commandos greci

 
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