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Il fucile d'assalto della Bundeswehr H&K G-36
di Carl Schulze e Torsten Verhulsdonk
Se le forze tedesche della Bundeswehr esisteranno ancora nel 2525 con la loro attuale struttura, saranno
finalmente equipaggiate tutte con il nuovo fucile d'assalto, le cui prime consegne sono iniziate nel 1996.
Infatti, dopo una lunga serie di prove effettuate nel massimo segreto, è stato infine scelto, per
equipaggiare la Bundeswehr, il Gewehr 36, o G-36. L'arma è stata elaborata e messa a punto dalla
Heckler & Koch, specialista in questo campo e già ampiamente stimata per la qualità e l'affidabilità dei
suoi prodotti, tra i quali merita di essere citata la pistola mitragliatrice MP-5, in dotazione alla
maggior parte delle forze speciali di tutto il mondo.
Durante le prove del G-36 nulla è trapelato, e la fabbrica ha rifiutato di diffondere foto o schede
tecniche sulla sua ultima creazione.
Il principale concorrente di Heckler & Koch per questo tipo di arma era un modello austriaco
l' Universal Gewehr AUG prodotto da Steyr Mannlicher Aktiengesellschft in cooperazione con la ditta Mauser.
Secondo alcune fonti, la scelta definitiva sarebbe stata dettata da considerazioni più politiche che
tecniche poiche l'AUG, che ha già dato ottime dimostrazioni presso molti eserciti che l'hanno adottato, è
fabbricato in serie da parecchi anni, mentre dei G-36 esistono finora soltanto tre prototipi.
Inoltre, per ulteriore complicazione, la H&K ha annunciato che la produzione in serie non verrà iniziata
finchè il fucile d'assalto non sarà perfettamente a punto, e che fino ad allora non verrà diffuso alcun
dettaglio, ciò per non suscitare reazioni negative tra gli altri Paesi della NATO.
FINALMENTE UN FUCILE D'ASSALTO IN CALIBRO NATO
Una versione "pesante" del G-36, tipo arma leggera di supporto, ancora sul banco di prova, differisce dal
modello di base solo per un bipiede sotto il fusto, per la canna più spessa e per un caricatore
a tamburo da 100 colpi.
Non si sa ancora se la commercializzazione dei G-36 e della P-8 potrà compensare l'enorme impegno
finanziario (80 milioni di marchi) richiesto dallo studio del G-11, fucile d'assalto rivoluzionario che
spara proiettili senza bossolo.
L'arma purtroppo, forse perchè troppo in anticipo sui tempi, ha suscitato scarsissimo interesse tra i
potenziali acquirenti.
Tale insuccesso ha avuto conseguenze così gravi che la H&K ha dovuto licenziare 1.100 dei suoi 2.000 operai,
che pure negli anni precedenti avevano prodotto più di un milione di fucili G-3 e molte altre
armi di vari tipi.
Per far fronte agli impegni all'estero e agli interventi rapidi nei momenti di crisi la NATO deve puntare
sempre più sull'uniformità dell'equipaggia-mento: materiale radio o elettronico, veicoli e armi. Per
adeguarsi a questo principio, il G-36 è camerato per la munizione 5,56 mm NATO, sebbene, per motivi mai
chiariti, il caricatore di cui è dotato non sia compatibile con i fucili d'assalto delle forze alleate,
come il Beretta 70/90 italiano, VSA-80 inglese, il Famas francese, VFNC belga, l'M-16 americano e la
mitragliatrice Minimi.
Il calibro 5,56 mm NATO presenta molti vantaggi sul 7,62 mm prima in servizio nell'Esercito tedesco, perchè
le sue dimensioni e il suo peso facilitano molto la logistica e i rifornimenti.
In passato un soldato armato di G-3 portava un'arma di 4,25 kg. più quattro caricatori (560 g) e 80
cartucce, per un totale di 6,71 kg. Un fante con il G-36 (3,4 Kg) e quattro caricatori da 30 colpi ha una
potenza di fuoco superiore con un carico minore (5,4 Kg).
Fin dal 28 ottobre 1980 la NATO, dopo una serie di prove effettuate congiuntamente per quattro anni da
undici Paesi membri, ha adottato la munizione belga SS109 calibro 5,56 x 45 mm.
Adottando oggi tale calibro, i Tedeschi si allineano agli altri Paesi della NATO, le cui forze sono
equipaggiate nella quasi totalità di armi camerate per le munizioni da 5,56 mm.
MOLTA MATERIA PLASTICA
Il funzionamento del G-36 è molto diverso da quello del G-3, ma i soldati pratici del vecchio meccanismo
non impiegheranno molto ad apprendere il nuovo.
Una prima osservazione riguarda il fusto, non più in lamiera stampata ma in materiale plastico come la
maggior parte dei componenti esterni, a parte la canna. La seconda è relativa al calciolo, non telescopico
come nel G-3, ma ripiegabile sul lato destro del fucile che può così essere imbracciato per il tiro; ciò
comporta dei vantaggi sia relativamente al peso sia per il combattimento urbano, i bossoli vuoti vengono
espulsi da destra, verso l'alto e l'avanti, tramite un condotto orientato.
Un'altra particolarità: il mirino ruotante del G-3 è stato sostituito con un sistema di mira di 1,5
ingrandimenti solidale con l'impugnatura.
I mirini delle armi prese in esame avevano un reticolo tanto fitto che risultava difficile usarle in
cattive condizioni di visibilità o mettere a fuoco bersagli poco contrastati. E non è possibile schiarire
o regolare il mirino perchè è fissato con tre viti "Philips".
L'arma è però dotata di un organo di mira secondario per eventuali manchevolezze del sistema principale.
È giusto far presente che le armi da noi provate erano ancora allo stato di prototipo, e certo i
modelli di grande serie verranno opportunamente modificati.
Il selettore di tiro ambidestro è molto comodo, pur se offre solo tre posizioni: sicura, colpo singolo
e raffica. Non c'è la posizione di raffica controllata tanto apprezzata dalle forze di polizia.
La leva di armamento, solidale con l'otturatore, è protetta dall'impugnatura come sul Famas, e per armare
il fucile può essere piegata sia verso destra sia verso sinistra. In posizione neutra una molla la mantiene
perpendicolare alla canna. Nel caso di inceppamento basta abbassare l'impugnatura per liberare il blocco di
culatta spingendolo avanti.
La canna, il cui spegnifiamma è simile a quello del G-3, ha un accessorio ignoto ai soldati tedeschi da
molto tempo: l'innesto per la baionetta. Il G-36 è il primo fucile d'assalto di progettazione nazionale a
esserne dotato.
La baionetta, già in dotazione, è un "coltello da combattimento, tipo pesante", secondo la denominazione
ufficiale della baionetta AK-74, di cui sono state recuperate grandi quantità con la riunificazione della
Germania, e che è una delle pochissime armi sovietiche usate dalla Bundeswehr.
Le principali differenze tra il G-3 e il G-36 si rilevano nello smontaggio. Diversamente dal suo
predecessore, il G-36 non funziona a ritardo di apertura, ma per sottrazione di gas, gas che agisce sulla
testa di un otturatore rotante bloccato da sei denti. L'uscita dei gas si trova circa a metà della canna.
Bisogna tener presente che, diversamente dalle altre armi che funzionano su questo principio, come il
Kalashnikov, il G-36 manca di recuperatore di gas, e che l'ago del percussore e l'otturatore, protetti
solo dal fusto traforato, sono completamente indipendenti. Altro vantaggio: la canna (480 mm) ha l'anima
cromata, e ciò facilita la pulizia e rallenta l'usura. I caricatori da trenta colpi si possono agganciare
uno all'altro senza bisogno di morsetti o nastro adesivo, anche più di due, pur di non eccedere nel peso.
Naturalmente tale tipo di aggancio richiede l'uso di portacaricatori più larghi.
VEDERLO IN AZIONE
Leggero, facile da armare e da mantenere in ordine, il G-36 pare destinato a essere apprezzato da chi
l'avrà in dotazione, l'applicazione di un cannocchiale di mira sarebbe un passo vantaggioso, come dimostrano
gli ottimi risultati ottenuti nelle competizioni dagli Inglesi con i loro SA-80 dotati di un organo di mira
SUSAT (Sight Unit Small Arms Trilux), ma non si capisce perchè il sistema tedesco manca di illuminazione e
non è regolabile verso l'alto.
E' ancora da provare, poi, che il fusto in plastica risulti resistente all'uso come il vecchio modello in
lamiera stampata, essendo un fucile d'assalto destinato a ....soffrire.
Lo smontaggio è molto facile. Innanzitutto si estrae il serbatoio accertandosi che non sia rimasta una
pallottola in canna, poi si tolgono le due chiavette che bloccano il meccanismo di scatto. Per non perderle
si mettono nell'apposito incavo predisposto nella parte inferiore del calcio. Poi si smonta il meccanismo
di scatto e l'alloggiamento del serbatoio, che bisogna piegare verso il basso dopo averlo aperto. Si può
così ripiegare il calciolo sul lato destro.
Dopo aver spinto il blocco d'armamento verso l'interno, azionare la leva di caricamento per liberare la
molla e l'otturatore. Ora basta togliere altre due chiavette per far scivolare la canna attraverso il fusto.
L'ultirna manovra consiste nello smontare il percussore premendone la molla, poi liberandolo dal sistema
d'attacco ed estraendolo verso l'avanti; infine si toglie l'otturature dall'uscita del gas.
Uguale procedimento, ovviamente in ordine inverso, per rimontare l'arma.
CARATTERISTICHE HECKLER & KOCH G-36
| TIPO : |
Fucile d'assalto |
| CALIBRO : |
5,56 mm x 45 mm NATO |
| PESO : |
Senza caricatore 3,4 Kg |
| LUNGHEZZA : |
1.000 mm (calciolo disteso) 751 mm (calciolo ripiegato) |
| LUNGHEZZA CANNA : |
480 mm |
| CARICATORE : |
Caricatore da 30 colpi o a tamburo da 100 colpi |
| VELOCITA' INIZIALE : |
925 m/sec |
| CELERITA' DI TIRO TEORICA : |
750 colpi/min |
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